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Scritto sul corpo

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 2)

3.6
(388)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 57 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845920704 | Isbn-13: 9788845920707 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Davide Tortorella

Genere: Biography , Gay & Lesbian , Humor

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Descrizione del libro
Il racconto di una diversità che non vuole darsi un nome nel coming out lieve e straziante di Alan Bennett.
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  • 3

    breve e semplice

    con parole semplici alan bennett ripercorre in questo breve scritto autobiografico la sua adolescenza fatta di timidezza e la progressiva 'scoperta' di essere omosessuale.

    ha scritto il 

  • 3

    Un memoir dal forte sapore autobiografico che suona quasi come una confessione sotto voce e spezzata, interrotta. Un coming out a tappe, il disvelamento di un amore che con Wilde non osa dire il proprio nome. Alan Bennett ripercorre gli anni scolastici (e si sente l'eco del suo celeberrimo ...continua

    Un memoir dal forte sapore autobiografico che suona quasi come una confessione sotto voce e spezzata, interrotta. Un coming out a tappe, il disvelamento di un amore che con Wilde non osa dire il proprio nome. Alan Bennett ripercorre gli anni scolastici (e si sente l'eco del suo celeberrimo History Boys, anche se si dovrebbe dire il contrario rigor di logica), intrisi di inconsapevole desiderio, per poi saltare a episodi più avanti nell'età adulta, con altre confessioni velate e disquisizioni varie, come quella sull'attributo di "timidezza", spesso usato per sviare, derubricare e confessare l'omosessualità.
    Peccato per la dimensione ristretta del testo, alla conclusione sembra mozzo, un'interruzione improvvisa, che lascia anche privi di direzione gli episodi succitati, messi insieme quasi a caso, senza alcun consapevole disegno.

    ha scritto il 

  • 4

    Parlare oggi di coming out può sembrare fuori moda, ovvio, addirittura scontato. Molti personaggi l’hanno fatto, altrettanti lo faranno ancora, e questo proprio grazie al fatto che qualcuno prima di essi ha vissuto lo stesso travaglio esistenziale del riconoscimento della propria identità sessual ...continua

    Parlare oggi di coming out può sembrare fuori moda, ovvio, addirittura scontato. Molti personaggi l’hanno fatto, altrettanti lo faranno ancora, e questo proprio grazie al fatto che qualcuno prima di essi ha vissuto lo stesso travaglio esistenziale del riconoscimento della propria identità sessuale. Questo avviene proprio in virtù di un’epoca del recente passato nel quale anche solo pensare di essere se stessi poteva significare perdere, e non acquisire, qualcosa. Parliamo pure di una cultura, quella inglese, come quella di Bennett in questo caso, che ha partorito esperienze tanto repressive da mettere alla gogna o perfino ai ferri intellettualità come quelle ad esempio di Wilde e di Byron. Molti spero si riconosceranno in questo excursus mentale assemblato in tarda età da Bennett e anche durante una grave malattia. Ma meglio tardi che mai.

    ha scritto il 

  • 2

    l'importanza di chiamarsi omosessuale...

    riflettendo su questo libro una serie di strambi collegamenti - che solo la nostra mente è in grado di compiere- mi hanno riportato a un ricordo altrettanto strambo: una cena di fine anno con un uomo intento a raccontare una (a suo dire) divertentissima (non lo era affatto) barzelletta su un gay ...continua

    riflettendo su questo libro una serie di strambi collegamenti - che solo la nostra mente è in grado di compiere- mi hanno riportato a un ricordo altrettanto strambo: una cena di fine anno con un uomo intento a raccontare una (a suo dire) divertentissima (non lo era affatto) barzelletta su un gay o, per meglio dire, su quella che egli definì un caso di "outlet" (intendendo con questo termine dire coming out). Ovviamente non rise nessuno (tranne me che risi su "outlet" per il resto della serata, ovviamente non in compagnia) però effettivamente se ci penso bene... il termine "outlet" mi sembra quasi più adatto dell'ormai vecchio "coming out", certamente rappresenta il fenomeno ormai meglio.

    Questo libro parte da un'eccezionale prospettiva: quella di un uomo ormai settantenne (o poco più o poco meno) che ricorda la sua adolescenza e i problemi con il suo corpo in decellerata crescita... tutto bene fino a quando non "scopre" di essere omosessuale e il racconto si trasforma in un ingarbugliato tentativo di autocommiserazione, con brindisi e botti finali...

    Ecco perchè nel corso della lettura sono passata da 5... a 4... a 3... a 2.... per fortuna era breve... stelline...

    ha scritto il 

  • 4

    La capacità di raccontare, in sole 57 pagine, di timidezza, scoperta di se' e del proprio corpo, di omosessualità.
    L'arte di scrivere di se stessi, con profondità e leggerezza.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nelle rare occasioni in cui vado a letto con qualcuno, mi accorgo di togliermi gli occhiali solo dopo i vestiti; la vera nudità viene per ultima."
    Quando una frase rubata tra le pagine spiega meglio di mille parole la natura delicata e toccante di un libro. A volte ironicamente pungente ma ...continua

    "Nelle rare occasioni in cui vado a letto con qualcuno, mi accorgo di togliermi gli occhiali solo dopo i vestiti; la vera nudità viene per ultima."
    Quando una frase rubata tra le pagine spiega meglio di mille parole la natura delicata e toccante di un libro. A volte ironicamente pungente ma perlopiù struggente e pieno d'amore, l'autore racconta le difficoltà e la presa di coscienza del suo amare 'diverso', come in troppi ancora si ostinano a definire i rapporti con lo stesso sesso. Si soffre e si comprende, si condivide e si sorride, ci si commuove, ci si stupisce, ci si innamora... Sono davvero felice di aver scoperto per sbaglio/caso Alan Bennett!

    ha scritto il 

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