Scrivere è un mestiere pericoloso

Di

Editore: Garzanti

3.9
(235)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 341 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811670888 | Isbn-13: 9788811670889 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
La sua nuova sfida è creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa ardua, quasi impossibile. Perché Vani non ha mai preso una padella in mano, e non le è chiarissimo il significato di parole come scalogno o topinambur. Ma inaspettatamente, mentre esegue l'incarico con il conforto morale di un gourmet come il commissario Berganza, una rivelazione cattura il suo interesse: la cuoca confessa un delitto. Un delitto che riguarda una delle famiglie più in vista di Torino, e che per la cronaca ha un altro colpevole. Berganza abbandona i fornelli per indagare, e adesso è lui ad aver bisogno di Vani, del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo, piena di falsi indizi: solo l'intuito di Vani può smascherarli.
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  • 5

    saper scrivere è veramente un arte e nel caso specifico un dono.
    al di là della originalità della storia che avrebbe potuto con grande facilità cadere nella banalità o ovvietà, la capacità di saperti ...continua

    saper scrivere è veramente un arte e nel caso specifico un dono.
    al di là della originalità della storia che avrebbe potuto con grande facilità cadere nella banalità o ovvietà, la capacità di saperti coinvolgere in un mondo che seppur romanzesco è fortemente reale, costituisce sicuramente un traguardo difficilmente raggiungibile.
    forse mai sono stato interessato a conoscere l'autore di un libro, ma nel caso specifico .non avrei alcuno scrupolo per cercare di avvicinare e conoscere una persona di siffatto spessore

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero un bel libro: scritto bene, raccontato bene. Non si può non provare gli stessi sentimenti di Vani di fronte alle persone che la circondano, così come non si può provare simpatia per questa rag ...continua

    Davvero un bel libro: scritto bene, raccontato bene. Non si può non provare gli stessi sentimenti di Vani di fronte alle persone che la circondano, così come non si può provare simpatia per questa ragazza dal carattere burbero e asociale ma dall'ironia tagliente. La storia è ben organizzata, senza chissà quali colpi di scena o virtuosismi, ma dopotutto non è un giallo; il finale lascia spazio a tutto e a nulla, ma spero proprio che Alice Basso continui presto le avventure di questa ghostwriter che mi piace davvero tanto.

    ha scritto il 

  • 0

    Vani Sarca, ghostwriter della casa editrice l'Erica, si trova a dover scrivere un libro di ricette e di ricordi di Irma. Irma è la cuoca secolare dei Giay Marin, famosa casata di stilisti. Nel parlare ...continua

    Vani Sarca, ghostwriter della casa editrice l'Erica, si trova a dover scrivere un libro di ricette e di ricordi di Irma. Irma è la cuoca secolare dei Giay Marin, famosa casata di stilisti. Nel parlare con Irma però arriva ad una scoperta abbastanza importante, infatti la vecchia signora annuncia di aver ucciso lei uno dei Giay Marin morto quattro anni fa. Nel frattempo Vani ha anche un secondo lavoro : consulente della polizia, grazie alle sue doti intuitive. In questo frangente lavora con il Commissario Berganza, che diventa suo compagno di avventure. Alla fine i due insieme riusciranno a scoprire la verità. Mi è piaciuto molto questo libro soprattutto per lo stile fresco e brillante di Alice Basso e per la protagonista. Infatti il suo stile di scrittura è molto fresco, divertente, veloce. Vani Sarca, la protagonista, ti entra subito nel cuore. Mi è subito entrata in simpatia, mi sono molto rivista in alcune sue caratteristiche. Anche il commissario mi è stato subito simpatico, spero sinceramente che alla fine Vani scelga lui e non Riccardo. È uno di quei libri che ti fa venir voglia di avere come amici i personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo per una lettura gradevole e originale

    Autrice nuova per me, la Basso mi è piaciuta: diretta, moderna, con una buona vena di ironia e originalità. E la protagonista del libro, Vani Sarca, incarna proprio queste caratteristiche, tutte insie ...continua

    Autrice nuova per me, la Basso mi è piaciuta: diretta, moderna, con una buona vena di ironia e originalità. E la protagonista del libro, Vani Sarca, incarna proprio queste caratteristiche, tutte insieme.

    Si tratta di romanzo che potrei definire di genere misto: un giallo travestito da commedia o, volendo, una commedia travestita da giallo. Perchè la narrazione procede sul doppio binario: da un lato la vita privata e lavorativa della protagonista, una ghostwriter, ossia una giovane autrice che scrive per conto di altri, che poi firmano le opere a loro nome; dall'altro l'indagine su un vecchio delitto teoricamente già archiviato che viene fuori man mano, svolta dalla polizia avvalendosi proprio della collaborazione di Vani Sarca.

    Una narrazione mai pesante, molto scorrevole. Personaggi ben caratterizzati, sia Vani che gli altri che le fanno da comprimari. Come ad esempio il commissario Berganza, un uomo un pò vecchio stampo ma che allo stesso tempo riesce a capire e apprezzare la giovane scrittrice dalla personalità molto sui generis, interagendo con lei come quasi nessuno riesce a fare, in un rapporto non facilmente classificabile ma molto bello.

    Ho scoperto solo a lettura già iniziata che la Bassi aveva presentanto al pubblico la sua protagonista (e lo stesso commissario Berganza) in un precedente romanzo, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome. Comunque questo non è stato un reale problema perchè i riferimenti al passato di Vani, tipo ciò che riguarda l'ex fidanzato e alcuni avvenimenti del libro antecedente, sono sufficientemente esplicativi e quindi comprensibili anche da chi come me non lo ha letto.

    Una cosa carina di questo romanzo è che il libro che Vani deve scrivere è in nome e per conto di una sciocca foodblogger e tratta quindi di ricette di cucina: la fonte è l'anziana cuoca di una ricca famiglia di stilisti torinesi, che le racconta anche svariati aneddoti di vita quotidiana, svelando dei retroscena insospettabili.

    Diciamo che questo libro fa buona compagnia per rilassarsi, sorridere, ma anche riflettere un pò sulla natura umana e ingegnarsi sul mistero del vero colpevole di un omicidio.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho vissuto più avventure fatte e finite nei libri di quante ne abbia viste anche solo cominciare nella vita vera. Semmai è proprio la vita vera quella che rimane sempre lì appesa per aria, e solo una volta ogni eone va a parare da qualche parte.

    Cominciai a sentir parlare della nerd patentata Vani Sancia, intrappolata nello spirito della protagonista di Millenium, appena entrai nella sua personalissima dimora. Per chi la conosce e, soprattutt ...continua

    Cominciai a sentir parlare della nerd patentata Vani Sancia, intrappolata nello spirito della protagonista di Millenium, appena entrai nella sua personalissima dimora. Per chi la conosce e, soprattutto per se stessa, Vani è una specie di capolavoro della Natura, il suo diamante meno tagliato, la prova vivente di dove la mano di Dio non abbia potuto giungere a compimento. La cosiddetta < < Donna Grinch>>, che ama spassionatamente i libri e la buona letteratura, affetta da una malattia la cui anima con gli anni si è inaridita come il deserto del Sarah, trasformandola in una donna solitaria e poco incline ai sentimenti umani che, se non fosse del suo cuore caldo che si dilatava e contraeva ogniqualvolta vedeva Riccardo, avrei pensato si trattasse di una creatura bizzarra e disumana. La sua figura si è mossa silenziosa e imperscrutabile entro i limiti del possibile: abbastanza vicina da ascoltare i suoi pensieri - zeppi di interrogativi, strambe idee, spunti di riflessione che non richiedono altro che essere sviluppati in un romanzo, e abbastanza lontano da farmi vedere, nel riquadro della finestra del suo mondo tutta esposta a nord, la sua licenza da nerd patentata intrappolata. Per questo motivo, la ghostwriter Vani non è mai stata considerata in grado di sentirsi bella, o, generare, nella piccola cerchia di amici e conoscenti, espressioni diverse dalla piattezza languida di un rito funebre. Ma come doveva apparire, Vani, questa strana ragazza dall'estremo taglio di capelli, col tono di voce acido che arrivava forte e chiaro alle orecchie di chi persino legge? Come se non bastasse, Riccardo aveva anche ridotto le sue speranze a invisibili granelli di sabbia che, repentinamente e inesorabilmente, scivolarono sul palmo della sua mano. Forse per una creatura di questo tipo il Paradiso terrestre è un isola che non c'è, costretta a vagare come un anima in pena in una città in cui la sua miserabile vita è stata esibita in miserabili circhi e fiere ambulanti. Quelle opere di autori di cui tanto diligentemente si occupa, nebulose come macchie d'ombra, si incroceranno nel suo viaggio con una carovana di segreti, follie che, sia per pure ragioni diverse, causeranno un brivido simile?
    Non dovetti aspettare molto. E, dopotutto, il fatto che Vani mi avesse invitata a prendere un tè produsse al mio animo una strana sensazione nella quale si mescolarono sorpresa e inquietudine. Se, qualche anno fa, non fui capace di frenare quelle sferzate di acidità improvvisa, quegli attacchi violenti dietro a una facciata imperscrutabile con cui volontariamente si nascondeva, sarei stata in grado di farlo adesso? Forse inconsapevolmente un pezzo della sua anima si era incastrata perfettamente con la mia, ma non per questo affrettai il passo andando oltre quella facciata da finta buonista che le situazioni estreme le avevano fatte sviluppare.
    Come la stessa Vani, quella facciata di diffidenza dietro cui volontariamente nascosi il mio entusiasmo, che si scontrava contro oscuri e lontani echi, cominciò a scemare e svanire quasi completamente quando cominciai a leggere. In una finestra virtuale dall'aria luminosa e vaporosa, è stato versato un liquido che ha assunto nella mia testa una specifica forma. Era un indagine dal ricco sapore della suspense e dell'avventura a fare da sfondo. Uno specchio in cui sono riversati sprazzi di vite di personaggi che, sino a quel momento, avevo visto solo di sfuggita e da cui l'anima ha potuto attingere pur di mantenersi imperturbabile a decidere il modo più efficace di dire ciò che non riesce a dire.
    La naturale forza del sentimento dell'amore, incarnato nel volume precedente nell'avvenente Riccardo, in questo secondo volume è molto poco accentuato la cui mancanza non stona tuttavia con la rassicurante sensazione che quella di Scrivere è un mestiere pericoloso è il romanzo che attendevo di leggere. La semplicità del tema trattato, e, soprattutto, una protagonista più amabile e cortese, hanno collimato con il mio animo di lettrice. Spesso, durante il corso della lettura, mi domandavo se questa Vani non fosse che una sosia dell'originale. Poco abile ad interpretare il linguaggio contorto dell'amore, svampita e poco amichevole, quando Riccardo le ronzava intorno quasi ossessivamente, aggiungendo un ulteriore velo di perplessità al nulla.
    Osservandola muoversi e scomparire fra gruppi di anime, ignari del loro destino, ho accolto la storia di questa stramba ragazza nel mio cantuccio personale in una veste deliziosa e priva di ambiguità, armata di penna a sfera e blocnotes. Fantasticare sulle vite altrui partendo dall'osservazione di un dettaglio, un oggetto, non è per niente facile. In questo secondo volume, Alice Basso, ci regala una storia semplice ma accogliente come un posto che, per una manciata di giorni, ha funto da casa, e come mezzo per entrare ed esplorare magnifici sontuosi letterari e non sentirmi fuori posto.
    Un indagine che seduce e cattura per la freschezza e l'originalità della storia e che, fra grumi di idee, spunti e suggestioni, accoglie un numero spropositato di lettori che, "condannandoli" a distaccarsi dai ritmi di una vita piatta e monotona, permette di ritrovarsi gomito a gomito con una protagonista sarcastica, lucida e critica da ogni punto di vista.

    A volte bisogna rischiare un po' perché le cose diventino divertenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura gradevole, alcuni passaggi davvero divertenti, ma questa seconda avventura di Vani Sarca è un po' dispersiva e prolissa, cosa che nel complesso stanca. Con una cinquantina di pagine in meno, l ...continua

    Lettura gradevole, alcuni passaggi davvero divertenti, ma questa seconda avventura di Vani Sarca è un po' dispersiva e prolissa, cosa che nel complesso stanca. Con una cinquantina di pagine in meno, la lettura ne avrebbe tratto giovamento. Comunque grazioso e consigliato se si cerca qualcosa di rilassante.

    ha scritto il 

  • 2

    Scrivere è un mestiere difficile

    Noioso con brio.Scrittura intelligente e contenuto inconsistente.Battute divertenti e personaggi stereotipati.L'Autrice si decida se vuole essere la prima della classe.

    ha scritto il 

  • 0

    Gradevole, nulla di nuovo, però

    Il primo libro aveva dato un bello scossone a parecchi stereotipi, pur ricalcandone alcuni (ma di razza). Il secondo rimane una lettura rilassante e di compagnia, ma non mette e non toglie, insomma n ...continua

    Il primo libro aveva dato un bello scossone a parecchi stereotipi, pur ricalcandone alcuni (ma di razza). Il secondo rimane una lettura rilassante e di compagnia, ma non mette e non toglie, insomma non aggiunge elementi alla trama e al carattere dei personaggi. La sorpresa non c'è più, e si sa che l'abitudine uccide l'amore. Forse questo è un libro di passaggio? Sperem.

    ha scritto il 

  • 3

    «Vani Sarca, signori. La donna che quando hanno distribuito l’integrazione sociale era a casa a leggere Salinger.»

    «Non capisco. E a me piace solo quando capisco tutto, e quello che non capisco lo odio.»
    Sottoscrivo.
    Alla prossima, Vani. Speriamo presto.

    ha scritto il 

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