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Se il sole muore

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.0
(910)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 500 | Formato: Paperback

Isbn-10: 881715444X | Isbn-13: 9788817154444 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"E' il resoconto, minuzioso e crudele, d'un viaggio, d'un periodo trascorsofra gli astronauti americani, assistendo al loro lavoro, ai loro esperimenti,all'insorgere delle speranze, al cadere delle illusioni. Un libro che narrafatti realmente accaduti, ma che appaiono incredibili." (Il Mondo)Un libro coraggiosamente autobiografico: il diario di una donna modernalanciata alla scoperta del nostro futuro, l'avventura del viaggio alla Luna eagli altri pianeti, il trionfo di una società tecnologica che con le cosmonavie i calcolatori elettronici cambia perfino la morale e i sentimenti.
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  • 5

    Mi sono voluto completamente slegare dal personaggio Fallaci e allontanato da ogni tipo di polemica o considerazione sia stata essa positiva o negativa sul personaggio Fallaci. Ho vissuto la lettura d ...continua

    Mi sono voluto completamente slegare dal personaggio Fallaci e allontanato da ogni tipo di polemica o considerazione sia stata essa positiva o negativa sul personaggio Fallaci. Ho vissuto la lettura di questo libro come un testo scritto da un autore qualsiasi ed é stato subito coinvolgente. Una lettura bellissima.

    ha scritto il 

  • 5

    Se il Sole muore noi moriamo con lui.
    Se il sole muore... noi vivremo lassù.

    In queste due frasi, che sono l'alfa e l'omega del libro, l'apertura e la chiusura, è racchiusa l'anima di questo libro, il ...continua

    Se il Sole muore noi moriamo con lui.
    Se il sole muore... noi vivremo lassù.

    In queste due frasi, che sono l'alfa e l'omega del libro, l'apertura e la chiusura, è racchiusa l'anima di questo libro, il quale semplicemente è tutto e parla di tutto.

    Ho apprezzato moltissimo ed amo le persone che, anche da una realtà apparentemente arida e razionale, siano in grado di evocare una tale ricchezza di emozioni ed esperienze individuali e collettive da far percepire al lettore la complessità della vita umana.

    Questo forse è un po' essere tartaruga.

    In fin dei conti l'avventura dello spazio porta necessariamente l'uomo a misurarsi con se stesso, a trovare il proprio posto; e l'autrice non può non porsi queste domande anche da un punto di vista personale, nei propri rapporti interpersonali, familiari, nei ricordi e nelle analogia on la guerra e con la propria adolescenza.

    Un libro, un'esperienza sorprendente.

    “Ho la vostra età e mi sembra d'essere vostra figlia. Perché io mi diverto ad avere trent'anni, io me li bevo come un liquore i trent'anni: non li appassisco in una precoce vecchiaia ciclostilata su carta carbone. Ascoltami, Cernam, White, Bean, Armstrong, Gordon, Chaffee: sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l'angoscia dell'attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent'anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo, a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più, si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti, la strada per cui scenderemo. Un po' ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti, a meditare sulla nostra fortuna”

    Estratto di: Oriana, Fallaci. “Se il sole muore.” Rizzoli

    ha scritto il 

  • 4

    I primi due capitoli sono magistrali e senza tempo; molti capitoli e scenari letti a 40 anni di distanza fanno sorridere, ma tolti quelli è eccezionale, anche solo per i dialoghi con Bradbury.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessanti le reazioni della Fallaci quando sottoposta a certe situazioni, perchè capace di raccontare situazioni e fatti in maniera sconvolgente.

    Poi la parte quando si trova in mezzo agli "elefant ...continua

    Interessanti le reazioni della Fallaci quando sottoposta a certe situazioni, perchè capace di raccontare situazioni e fatti in maniera sconvolgente.

    Poi la parte quando si trova in mezzo agli "elefanti" e veramente peculiare, con la sua interpretazione autoironica.

    A tratti posso dire che l'ho trovato non prolisso ma banale, mentre in altre e decisamente travolgente.

    Se consigliarlo?
    Assolutamente si

    Non dico altro, altrimenti dovrei citare diversi punti interessanti, e quindi mi dilungherei troppo
    Sta a voi interpretarlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana Fallaci è un Miracolo.

    Solo una vera Scrittrice può, partendo da premesse non tanto promettenti, almeno per me, come "inchiesta", "spazio", "scienza", scrivere un capolavoro che trascende le caratteristiche del genere per r ...continua

    Solo una vera Scrittrice può, partendo da premesse non tanto promettenti, almeno per me, come "inchiesta", "spazio", "scienza", scrivere un capolavoro che trascende le caratteristiche del genere per raggiungere vette di poesia, passione, interesse, come solo "Se il sole muore" fa. Riuscire ad accattivare, a incuriosire e a rendere le pagine magnetiche senza la base strutturale di una trama, di uno scopo, di una missione, è un miracolo che solo Oriana Fallaci può compiere. Non le serve romanzare, non le serve inventare, strutturare una storia: la sua stessa vita è un romanzo irripetibile. Che non si può non invidiare.
    Se con "Un uomo" mi ero già convinto di quanto questa donna sia e sia stata speciale, con "Se il sole muore" ho avuto la conferma che leggerò tutta la sua bibliografia, per imparare ad emozionarmi, a capire, a conoscere, a viaggiare, a cambiare, come solo lei può insegnare.
    Sicuramente mi ha fatto rivalutare un intero genere, quello dell'"inchiesta", che tradisce, con la Fallaci, i suoi pregiudizi di lentezza, freddezza, e forse noia, per diventare, forse, il genere più alto e completo, che comprende il romanzo, la poesia, la storiografia, il trattato scientifico, l'epistolario...
    Non finirò mai di ringraziare questa donna per avermi fatto conoscere, da tutti i punti di vista, positivi e negativi, costruttivi e decostruttivi, scientifici ed emotivi, la grandiosa avventura della conquista dello Spazio. "Se il sole muore" ha reso possibile una impresa irripetibile, compiuta da una inedita astronauta, la Fallaci stessa: portare la Luna sulla Terra.

    "Addio, Teodoro. Ci incontreremo di nuovo, non so dove, non so quando, ma so che ci incontreremo di nuovo, in un giorno di sole. Di Sole? Sì, un sole tra tanti: il cosmo ha milioni, miliardi di Soli, Teodoro. Il Paradiso non esiste, l'Inferno non esiste, la bontà non esiste, ma la vita esiste, e continua ad esistere anche se un albero muore, se un uomo muore, se un Sole muore."
    [...]
    "Un uomo, un fratello se n'era andato; altri uomini, altri fratelli se ne sarebbero andati, tagliati di colpo come il tronco di un albero su cui si abbatte l'accetta; io stessa me ne sarei andata, chissà dove, chissà quando il colpo di accetta avrebbe tagliato anche me, me che voglio vivere, vivere, vivere: ma il mondo restava una lunga promessa e il cielo donava tante case accese, papà. E se la Terra muore, e se il Sole muore, noi vivremo lassù. Costi quello che costi. Un albero, mille alberi, tutti gli alberi che la vita ci ha dato."

    ha scritto il 

  • 4

    Un diario rivolto al padre in cui l'autrice descrive gli incontri con gli astronauti americani protagonisti della corsa allo spazio degli anni sessanta. Tutto il loro mondo professionale e privato è d ...continua

    Un diario rivolto al padre in cui l'autrice descrive gli incontri con gli astronauti americani protagonisti della corsa allo spazio degli anni sessanta. Tutto il loro mondo professionale e privato è descritto con cura e leggerezza. A leggerlo oggi parte del fascino si perde con la consapevolezza che tutti quei sogni non si sono ancora avverati. Notevole il dialogo con Bradbury.

    ha scritto il 

  • 4

    Per quanto io non ami la Fallaci, i suoi giudizi e pregiudizi, in questo libro si trattiene moltissimo, qualche frecciatina, soprattutto sulle donne c'è, ma per la maggior parte guarda obbiettivamente ...continua

    Per quanto io non ami la Fallaci, i suoi giudizi e pregiudizi, in questo libro si trattiene moltissimo, qualche frecciatina, soprattutto sulle donne c'è, ma per la maggior parte guarda obbiettivamente a quegli uomini, e cerca di capirli guardandoli come uomini, anche se all'ultimo smentisce tutti e passa dalla loro parte.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho adorato questo libro...all'inizio mi preparavo a leggere qualcosa di pesantuccio, ma poi tutto prende una forma diversa, i fatti reali descritti ti coinvolgono tanto che si è come la scrittrice bra ...continua

    Ho adorato questo libro...all'inizio mi preparavo a leggere qualcosa di pesantuccio, ma poi tutto prende una forma diversa, i fatti reali descritti ti coinvolgono tanto che si è come la scrittrice bramosi di capire, di sapere, di comprendere i grandi misteri che vanno aldilà dell'uomo: la grandezza del mondo, la sua Luna i suoi pianeti e la grandezza di alcuni uomini nel vivere la vita inseguendo un sogno.

    ha scritto il 

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