Se la casa è vuota

Di

Editore: Longanesi Il cammeo)

3.6
(99)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830427853 | Isbn-13: 9788830427853 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Per Isabella Bossi Fedrigotti la scrittura è sempre stata una «scorciatoia segreta» per indagare a fondo i legami familiari, svelando le tensioni e i veleni ipocritamente nascosti in molti inferni domestici. In questo libro, la sua scorciatoia segreta l’ha condotta ancora più in fondo, lì dove abitualmente regna il silenzio dell’incomprensione e del dolore. L’ha portata a raccontare storie di figli dimenticati e lasciati soli da genitori fragili, frustrati o semplicemente egoisti. La sua attenta compassione ci inchioda commossi al racconto di queste piccole vite difficili segnate dalla solitudine: Lorenzo – con i suoi «non voglio» gridati e le sue instancabili domande – che, sconfitto e domato, finisce con lo spegnere la sua energia e la sua curiosità diventando un adolescente silenzioso, assente e indifferente. Annalisa, intoccabile e irraggiungibile, innamorata del suo corpo senza carne. Paolina, bambina soave che finisce a vivere per strada, infagottata, sporca e arrabbiata. Pietro, che scappa continuamente di casa per sottrarsi alla triste giostra della famiglia allargata. Francesco e la sua trascinante vitalità prosciugata da videogiochi e film porno. Dopo aver letto queste storie sarà davvero difficile farsi cogliere impreparati dalla solitudine dei nostri figli.
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  • 3

    biblioteca; XL; NN; «Contro la solitudine, gli adulti si iscrivono, per esempio, a un club, a un circolo, a un partito o anche solo a una palestra, organizzano riunioni, inventano incontri, feste, ricercano vecchi amici, viaggiano, fanno volontariato. Tutte strategie estranee ai bambini e ai ragazzi perché frutto di analisi che implicano maturità e ponderatezza ben lontane dalla loro portata.

    E allora succede che, in un modo o nell'altro, si ribellino contro la solitudine - che vedono toccare a loro ma non ad altri - come contro un'ingiustizia immeritata e insopportabile. Chi con violenza, ...continua

    E allora succede che, in un modo o nell'altro, si ribellino contro la solitudine - che vedono toccare a loro ma non ad altri - come contro un'ingiustizia immeritata e insopportabile. Chi con violenza, chi con la fuga, chi rivoltandosi apertamente contro le regole, chi sottraendosi e nascondendosi dentro di sé».

    «Da dove vengono le storie di questi bambini e questi ragazzi? Non dalle cronache dei giornali, non dalle rubriche di posta, non dallo studio di uno psicologo e nemmeno dalle trasmissioni di vita in diretta della televisione. Vengono, come la maggioranza delle mie storie, dalla realtà, viste, ascoltate, indovinate. Sono tutte quante, compresa la prima [Io], rigorosamente inventate dal vero, nel senso che pur essendo reali sono rielaborate dalla fantasia come è inevitabile che sia per un'opera di narrativa, tanto che nessun bambino o ex bambino riuscirebbe a riconoscersi in uno di questi personaggi e forse nemmeno io nel racconto dell'introduzione.»

    Questo libro è una raccolta di storie di bambini e ragazzi legate dal filo conduttore della solitudine all'interno della famiglia e dell'inadeguatezza dei loro genitori a svolgere la propria funzione. Sono famiglie appartenenti ad una fascia sociale economicamente benestante, con genitori ben avviati nella carriera, che si possono permettere tranquillamente tate e professori privati, e college, e vacanze coi fiocchi, chi separato e risposato. In queste famiglie ci sono fratelli e sorelle, ma uno di loro fatalmente diventa l'anello debole della catena, non brilla nello studio o non ha la bella figura della madre, non è felice di andare la mattina all'asilo oppure da un giorno all'altro si fa apatico e si rinchiude in camera con il computer.
    E i genitori non sanno cosa fare e rispondono nel modo peggiore. Si vergognano dei figli, non alzano la voce per paura dei vicini, si allontanano per non perdere la tranquillità di cui hanno bisogno per lavorare, si accusano reciprocamente.

    L'autrice nel bel capitolo finale parla della rete che si cerca di creare intorno ai figli, quella rete fatta di vicine, zie, nonne, domestice, babysitter che si occupano dei ragazzi all'uscita da scuola. Che aiuta, ma non sempre è sufficiente, [...] ad altri, molti altri, per carattere loro o disposizione di quanti stanno intorno, la rete invece non basta e le tante persone che la formano facilmente lasciano passare la solitudine [...] Ci sono altri - si sa - molto più soli, con famiglie minuscole, ridotte all'osso, un solo genitore, niente fratelli, parenti distanti, geograficamente e sentimentalmente. E ci sono quelli, un po' più grandi - ma si è grandi abbastanza per stare da soli a dieci, a dodici, a quattordici anni? - per i quali non è prevista o non è disponibile, perché troppo complessa o troppo dispendiosa o giudicata superflua, la famosa rete, dai quali ci si aspetta che stiano a casa per conto loro, ragionevoli e tranquilli, a studiare, a giocare, ad aspettare. Nel migliore dei casi, poi, eleggono la televisione a loro compagna inseparabile, interlocutrice, consolatrice, per ore e ore [...] Oppure il computer [...] La maggioranza dei bambini e dei ragazzi, si sa, fortunatamente sopravvive anche a questo, ma una minoranza
    invece no. C'è, infatti, tra i piccoli, esattamente come tra i grandi, chi è, per sua natura, più esposto alla malattia della solitudine, chi ne risente di più, chi ne riporta strascichi e conseguenze, a volte soltanto lunghi, a volte, invece, inguaribili. Se pensassimo a come la solitudine fa acutamente soffrire gli adulti, un numero sconfinato di adulti, probabilmente faremmo tutto il possibile per evitarla ai nostri figli.

    Posso dire che i genitori troppo spesso giocano la carta del lavoro, devo lavorare-sono stanco-farò tardi, che da un lato è sacrosanto, ma che è anche usato come alibi per sottrarsi a tante responsabilità; anche nei giorni liberi, si smarcano con la scusa della stanchezza e del bisogno di avere tempo per se stessi. Quando invece basterebbe aprire gli occhi e guardare, rendersi conto di quanto sia felice un bimbo che sa di avere i genitori tutto il giorno tutti per sé.
    E qui entra in gioco la sensibilità delle persone, l'empatia, la capacità di amare; entrano in gioco le famiglie di origine, i nonni, come hanno cresciuto mamma e papà; è una catena che imprigiona ma che si può scegliere di spezzare.

    ha scritto il 

  • 3

    Se la casa è vuota: un titolo duro, provocatorio, che intende mettere alla prova l’esperienza di solitudine degli adulti e fare riflettere di conseguenza su quella dei bambini,
    fa riflettere . ...continua

    Se la casa è vuota: un titolo duro, provocatorio, che intende mettere alla prova l’esperienza di solitudine degli adulti e fare riflettere di conseguenza su quella dei bambini,
    fa riflettere .

    ha scritto il 

  • 0

    Trova il libro nell'OPAC delle bilbioteche mantovane:
    http://mantova.on-line.it/SebinaOpac/Opac?action=search&PoloBiblio=x&thTitoloBase2=Se+la+casa+e%27+vuota&startat=0

    Mi dispiace per quei poveri bam ...continua

    Trova il libro nell'OPAC delle bilbioteche mantovane:
    http://mantova.on-line.it/SebinaOpac/Opac?action=search&PoloBiblio=x&thTitoloBase2=Se+la+casa+e%27+vuota&startat=0

    Mi dispiace per quei poveri bambini!! Anche se ho trovato un po’ noioso questo libro. Comunque carino.

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo è eloquente. Una stanza vuota è un’immagine che illustra bene il mondo dei nostri figli troppo spesso abbandonati a loro stessi. L’autrice fa un’analisi piuttosto semplicistica dei rapporti ...continua

    Il titolo è eloquente. Una stanza vuota è un’immagine che illustra bene il mondo dei nostri figli troppo spesso abbandonati a loro stessi. L’autrice fa un’analisi piuttosto semplicistica dei rapporti fra genitori e figli, con la mera constatazione che il male dei nostri figli è la solitudine. Sì, grazie, però mi aspettavo qualcosa di più. Troppo scarno per definirlo romanzo, privo di qualsiasi tesi e antitesi per definirlo saggio.

    ha scritto il 

  • 3

    non lo avrei mai detto...

    ma questo è un libro di terrore. Io non leggo gli horror, inutile parlarmi bene di Stephen King. Ma questo lo avevo preso per mia madre in biblioteca, pensando ad un romanzo sulla famiglia... l'ho sfo ...continua

    ma questo è un libro di terrore. Io non leggo gli horror, inutile parlarmi bene di Stephen King. Ma questo lo avevo preso per mia madre in biblioteca, pensando ad un romanzo sulla famiglia... l'ho sfogliato e il primo racconto mi ha colpito, per il suo tono autobiografico, reale...e così l'ho letto. E mi sa che me lo sognerò, stanotte... se hai dei figli, magari alle soglie dell'adolescenza, magari con qualche problema, o con un carattere troppo tranquillo, o se voi genitori siete separati (non il mio caso, ma in queste cose non si sa mai!)... allora, questo è un libro terrorizzante... leggetelo a vostro rischio e pericolo! (ma quanto è difficile il lavoro di genitore??)

    ha scritto il 

  • 3

    Un'indagine coinvolgente, ma di maniera, sulla fragilità dei legami familiari e, in particolare, sulla desolazione e l'impotenza di tutti quei figli lasciati crescere da soli. Triste spaccato sull'imb ...continua

    Un'indagine coinvolgente, ma di maniera, sulla fragilità dei legami familiari e, in particolare, sulla desolazione e l'impotenza di tutti quei figli lasciati crescere da soli. Triste spaccato sull'imbecillità di genitori troppo immaturi per affrontare la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    racconti molto significativi su cosa può succedere ad alcuni bambini, adolescenti se trascurati o non presi in considerazione...ovviamente avendo una bambina piccola questo libro mi ha coinvolto e in ...continua

    racconti molto significativi su cosa può succedere ad alcuni bambini, adolescenti se trascurati o non presi in considerazione...ovviamente avendo una bambina piccola questo libro mi ha coinvolto e in futuro mi chiederò quali conseguenze potranno avere certi atteggiamenti o certe scelte sulla sua vita..

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro è il racconto di storie tristi di bambini tristi che hanno vissuto o vivono un'infanzia dolorosa trasformata in un'adolescenza altrettanto dolorosa.
    Soffrono tutti di una letale e morbosa ...continua

    Questo libro è il racconto di storie tristi di bambini tristi che hanno vissuto o vivono un'infanzia dolorosa trasformata in un'adolescenza altrettanto dolorosa.
    Soffrono tutti di una letale e morbosa malattia, la solitudine che spesso è così trascurata nei bambini. Solitudine non materiale ma soprattutto di affetto e di attenzione. I genitori che spesso si affannano affinchè i loro figli non restino mai soli, troppo spesso no si rendono conto che questa rete protettiva si trasforma in un recinto, steso in perfetta buona fede, ma che li allontana dal mondo, che li isola non li protegge.
    E così, in questo libro, troviamo Lorenzo, che da bambino iperattivo e allegro in trasforma in un adolescente triste e sconfitto, Annalisa, che vive la metamorfosi da bambina cicciona in anoressica senza speranza, Paolina, la figlia perfetta che finisce a vivere per strada travolta dalla droga, e Francesco, prosciugato dal computer e dal mondo virtuale che questo gli apre. Infine c'é Pietro, forse la storia più positiva o comunque non definitiva, che scappa da una famiglia allargata, che se lo rimbalza in continuazione, finché si dimenticò di scappare, forse perché era finita la stagione delle fughe o forse non ne ebbe più il tempo o il modo. O forse fu invece pechè si trovò bene nella nuova sistemazione, con qualcuno che apriva la porta quando ancora saliva le scale, in una casa dove era sempre il primo e il più importante.
    Un libro da leggere per vedere la realtà con gli occhi di questi piccoli e riflettere un pochino su cosa diamo ai nostri figli, come attenzione, cura, affetto e presenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Storie "rigorosamente inventate dal vero" la cui protagonista è la solitudine vissuta dai nostri figli, dai ragazzi del nostro tempo, nelle case in cui non sono più i primi e i più importanti. Consigl ...continua

    Storie "rigorosamente inventate dal vero" la cui protagonista è la solitudine vissuta dai nostri figli, dai ragazzi del nostro tempo, nelle case in cui non sono più i primi e i più importanti. Consigliato!!

    ha scritto il 

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