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Se non ora, quando?

Di

Editore: Einaudi

4.2
(655)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806540157 | Isbn-13: 9788806540159 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    SE NON ORA QUANDO?

    “Se non ora quando?” edito nel 1982 da Einaudi nella collana narrativa “Supercoralli” può essere considerato il primo romanzo di Primo Levi perché tutto ciò che vi è raccontato non è stato vissuto in prima persona dall’autore come in “ Se questo è un uomo” e “La tregua”. Egli, pur ispirandosi a f ...continua

    “Se non ora quando?” edito nel 1982 da Einaudi nella collana narrativa “Supercoralli” può essere considerato il primo romanzo di Primo Levi perché tutto ciò che vi è raccontato non è stato vissuto in prima persona dall’autore come in “ Se questo è un uomo” e “La tregua”. Egli, pur ispirandosi a fatti realmente accaduti, inventa storia e personaggi intrecciando una trama assolutamente credibile in un contesto storico concreto e provato.
    Ambientato tra il luglio del 1943 e l’agosto del 1945, il libro racconta l’odissea di un gruppo di partigiani ebrei di diverse nazionalità, ma per lo più russi e polacchi, che affrontano un lungo viaggio che li porterà dalla Russia, alla Polonia, alla Germania e infine all’Italia, con la speranza di potere da qui raggiungere la Palestina e iniziare così una nuova vita dopo aver lasciato alle spalle un’esistenza in cui tutto è stato distrutto. Ognuno di loro ha alle spalle una storia di vita annientata, annullata dalla ferocia della guerra ma soprattutto dall’empietà dell’ideologia nazista. I personaggi principali sono tanti ma in particolar modo si distinguono Mendel ex orologiaio che ha visto morire la moglie sotto i suoi occhi, Gedale, il “capo” della banda, pronto all’azione e animato da un attaccamento alla vita che esercita in un connubio di impulso e razionalità, Leonid che cerca la morte con il coraggio dei suicidi e una miriade di altri personaggi non meno importanti tra i quali spiccano un manipolo di donne, ognuna con un fardello personale di dolore immane che sono riuscite a trasformare in forza e determinazione. Durante questo lungo esodo, oppressi da una natura matrigna che li morde con il suo gelo e con ogni genere di provocazione, nella lotta alla sopravvivenza quotidiana per procacciare cibo e beni di prima necessità necessari a non soccombere, essi daranno strenua battaglia alle forze tedesche, rallentando la loro avanzata e favorendo la vittoria dell’Armata Rossa e la fine della guerra.
    Non più pecore al macello rassegnate al destino dei forni, ma uomini e donne che cercano di inventare il loro destino, che cercano a tutti i costi di salvarsi dai tedeschi, anche esercitando la vendetta ma soprattutto cercando di preservare la propria dignità, uomini e donne che desiderano vivere come vivono tutti gli altri popoli, che vogliono lavorare e mantenersi e avere quattro mura in un Paese che possa essere considerato la loro casa. Uomini e donne che ora non hanno più nulla, né una casa, né una patria, né un avvenire.
    In questo loro lungo viaggio, nella steppa gelata, nella neve e nel fango scoprono una libertà nuova, una libertà sconosciuta ai loro padri e ai loro nonni, un contatto con gli altri uomini amici e nemici, un legame con la natura e con l’azione, un sentire così forte da ubriacarli come il vino fino a non riuscire più a distinguere la benedizione dalla maledizione, fino a sentirsi allegri e feroci come animali a cui si schiude la gabbia o come schiavi insorti alla vendetta, pagata cara anche al prezzo della vita.
    E, dopo essersi battuti come leoni, sottostare sempre alla vergogna di non essere morti, di avere un privilegio che non è stato meritato, anche se consapevoli che essere vivi non è una colpa ma dentro di sé sentirla tale, pesante come un macigno.
    Ma la vita è più forte della morte e il mondo, come dopo il grande Diluvio Universale, esige di essere ricreato, di essere ripopolato, impone a chi è sopravvissuto di risalire dalle profondità dell’inferno, dal caos della battaglia, dalla confusione totale del dopo verso la luce di un’esistenza “normale”, dell’essere solo uomini tra gli altri uomini e porre fine a quella guerra “di mille tedeschi contro un ebreo e di mille morti ebrei contro un morto tedesco”.
    E se non così, come? E se non ora, quando?

    Ci riconoscete? Siamo le pecore del ghetto,
    Tosate per mille anni, rassegnate all’offesa.
    Siamo i sarti, i copisti ed i cantori
    Appassiti nell’ombra della Croce.
    Ora abbiamo imparato i sentieri della foresta,
    Abbiamo imparato a sparare, e colpiamo diritto
    Se non sono io per me, chi sarà per me?
    Se non così, come? E se non ora, quando?
    I nostri fratelli sono saliti al cielo
    Per i camini di Sobibór e di Treblinka,
    Si sono scavati una tomba nell’aria.
    Solo noi pochi siamo sopravvissuti
    Per l’onore del nostro popolo sommerso
    Per la vendetta e la testimonianza.
    Se non sono io per me, chi sarà per me?
    Se non così, come? E se non ora, quando?
    Siamo i figli di Davide e gli ostinati di Massada.
    Ognuno di noi porta in tasca la pietra
    Che ha frantumato la fronte di Golia.
    Fratelli, via dall’Europa delle tombe
    Saliamo insieme verso la terra
    Dove saremo uomini fra gli altri uomini
    Se non sono io per me, chi sarà per me?
    Se non così, come? E se non ora, quando?

    ha scritto il 

  • 5

    E' la narrazione di un viaggio dalla Russia/Polonia a Milano di un gruppo di ebrei scampati, partigiani ... ma non è la storia in sé a prendere, ma la narrazione. Le descrizioni tanto dei paesaggi quanto dei caratteri non sono mai indulgenti: non ci sono scuse al perché delle cose, accadono e bas ...continua

    E' la narrazione di un viaggio dalla Russia/Polonia a Milano di un gruppo di ebrei scampati, partigiani ... ma non è la storia in sé a prendere, ma la narrazione. Le descrizioni tanto dei paesaggi quanto dei caratteri non sono mai indulgenti: non ci sono scuse al perché delle cose, accadono e basta.

    ha scritto il 

  • 4

    Se non ora, quando? è un romanzo scritto da Primo Levi. Dopo la sua pubblicazione nel 1982 ricevette immediatamente un buon riscontro sia da parte del pubblico che dalla critica vincendo nello stesso anno il Premio Campiello e il Premio Viareggio. Può essere considerato il primo vero romanzo dell ...continua

    Se non ora, quando? è un romanzo scritto da Primo Levi. Dopo la sua pubblicazione nel 1982 ricevette immediatamente un buon riscontro sia da parte del pubblico che dalla critica vincendo nello stesso anno il Premio Campiello e il Premio Viareggio. Può essere considerato il primo vero romanzo dell'autore di Se questo è un uomo in quanto l'autore non ha vissuto in prima persona i fatti narrati, ma nonostante il forte legame con il tema della guerra si tratta di un romanzo rappresentante una storia inventata.
    Il libro è cronologicamente ambientato tra luglio 1943 e agosto 1945 e narra le drammatiche avventure di quei partigiani ebrei polacchi e russi che combattono per sopravvivere e per ricostruirsi una nuova esistenza in fuga dai loro luoghi di origine. Levi ha affermato di essersi ispirato nella creazione dei personaggi ad alcuni giovani ebrei sionisti che si erano aggregati al convoglio ferroviario allestito dai Russi che li avrebbe riportati in Italia.
    Il libro di Primo Levi Se non ora quando? ha come protagonista una brigata di partigiani ebrei nella Russia invasa dai nazisti. Hanno preso le armi e marciano cantando un loro inno che dice: «Siamo le pecore del ghetto, Tosate per mille anni, rassegnate all’offesa. (...) Abbiamo imparato a sparare e colpiamo diritto (...) Siamo i figli di Davide e gli ostinati di Massada.
    Ognuno di noi porta in tasca la pietra che ha frantumato la fronte di Golia. Fratelli, via dall’Europa delle tombe...». E il ritornello recita la celebre frase del rabbino Hillel (II secolo): «Se non sono io per me, chi sarà per me? Se non così, come? E se non ora, quando?».
    Da qui prende piede e nasce Il movimento SE NON ORA QUANDO, nato dalle piazze il 13 febbraio 2011 e consolidatosi alla fine dell’incontro nazionale di Siena dello stesso anno. Da più di due anni, nei territori di tutta Italia si sta lavorando sui temi cari alle donne e presenti all’interno della agenda politica Snoq (lavoro, salute, rappresentanza, rappresentazione, violenza di genere, welfare, ecc.) e SNOQ è oramai parte della realtà sociale. Forse è impietoso il parallelismo tra i partigiani di Primo Levi e i partigiani antiberlusconiani. Se indignarvi o meno lo lascio decidere a voi, di certo resta l’empietà dei tempi moderni.

    ha scritto il 

  • 4

    Un avventuroso viaggio dall'Unione Sovietica fino al nord Italia nel tentativo di ostacolare l'avanzata dei tedeschi e supportare la controffensiva degli Alleati: si potrebbe riassumere così la trama del romanzo storico di Primo Levi Se non ora, quando?, vincitore di numerosi riconosciment ...continua

    Un avventuroso viaggio dall'Unione Sovietica fino al nord Italia nel tentativo di ostacolare l'avanzata dei tedeschi e supportare la controffensiva degli Alleati: si potrebbe riassumere così la trama del romanzo storico di Primo Levi Se non ora, quando?, vincitore di numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Campiello ed il Premio Viareggio. Protagonista è Mendel, un orologiaio ebreo che ha perso la moglie nel rastrellamento del suo villaggio e decide, non ancora trentenne, di unirsi ai partigiani russi e polacchi, guidati dal medesimo spirito di rivalsa contro l'oppressore e dallo stesso desiderio di ricominciare una vita che sembra quasi un miraggio.
    Assistiamo alla meticolosa descrizione della quotidianità nei campi improvvisati: amori che nascono e finiscono, imboscate, intercettazioni telefoniche, stralci di notizie che giungono con giorni di ritardo... l'esperienza partigiana, soprattutto di quei resistenti che sono ebrei e sionisti, è in continuo mutamento, subordinata agli ordini dell'Armata Rossa e ai capricci della storia.
    Primo Levi ricostruisce in maniera grandiosa l'epopea di una banda di partigiani frutto della sua fantasia, documentandosi però con l'aiuto delle testimonianze e delle ricostruzioni dell'epoca. Nella sua storia c'è ancora spazio per la speranza, anche in un mondo ormai allo sfacelo, che tira fuori senza sosta la sua bestialità, ad esempio nel riferimento finale allo sgancio della bomba atomica su Hiroshima.
    Assistiamo attoniti a tanta violenza e il caos sembra avvolgere anche noi tra le sue spire.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/07/se-non-ora-quando-anno-ii-lettura-59.html

    ha scritto il 

  • 4

    Negli ultimi due anni della seconda guerra mondiale un gruppo di ebrei russi combatte contro i tedeschi in temerarie azioni partigiane e, suo malgrado, pure contro i pregiudizi atavici che l’ebraismo spesso subisce. Le vicende storiche portano il gruppo su una rotta che va dalla Russia asiatica s ...continua

    Negli ultimi due anni della seconda guerra mondiale un gruppo di ebrei russi combatte contro i tedeschi in temerarie azioni partigiane e, suo malgrado, pure contro i pregiudizi atavici che l’ebraismo spesso subisce. Le vicende storiche portano il gruppo su una rotta che va dalla Russia asiatica spossata dalla lunga guerra difensiva all’odiata Germania che alfine crolla: con epilogo in Italia, alla ricerca di un porto e di una nave che permetta di realizzare il sogno della Terra Promessa.
    Un bel romanzo, in gran parte frutto d’invenzione, peraltro molto credibile: Levi narra eventi che chiaramente potrebbero averlo sfiorato, prima quale internato in campo di concentramento e poi quale fuggitivo diretto faticosamente verso casa. Le emozioni dello scrittore dovevano essere dunque forti: più di quelle del lettore, che arrivano in parte smorzate da una narrazione molto descrittiva, soprattutto impegnata a trasmettere gli elementi realistici più funzionali alla documentazione storica.

    ha scritto il 

  • 4

    "Contro la disperazione ci sono solo due difese, lavorare e combattere, ma non sempre bastano. Ce n’è anche una terza, che è di raccontarci delle bugie uno con l’altro: ci caschiamo tutti." (p. 50)

    ha scritto il 

  • 4

    Non conoscevo di Levi che "Se questo è un uomo" e "La tregua".
    Sono stata attratta dal titolo, per ovvi motivi di attualità.
    Levi riesce ad unire ancora una volta una grande umanità ad una precisione scientifica nella narrazione, che ancora una volta ci fa guardare dentro l'universo e ...continua

    Non conoscevo di Levi che "Se questo è un uomo" e "La tregua".
    Sono stata attratta dal titolo, per ovvi motivi di attualità.
    Levi riesce ad unire ancora una volta una grande umanità ad una precisione scientifica nella narrazione, che ancora una volta ci fa guardare dentro l'universo ebraico attraverso la sua particolare ottica a tratti spietata, a tratti tenera .
    Grande Levi.

    ha scritto il 

  • 4

    La moderna Odissea di cui si sta perdendo il ricordo

    Una vera e propria Odissea collettiva moderna in bilico tra testimonianza storica e finzione. "Se non ora, quando?" è senza ombra di dubbio una delle pagine più belle della narrativa italiana; Primo Levi si confronta i ricordi e i racconti di un suo conoscente e dà letteralmente vita a un viaggio ...continua

    Una vera e propria Odissea collettiva moderna in bilico tra testimonianza storica e finzione. "Se non ora, quando?" è senza ombra di dubbio una delle pagine più belle della narrativa italiana; Primo Levi si confronta i ricordi e i racconti di un suo conoscente e dà letteralmente vita a un viaggio impressionante dalle steppe della Russia a Milano. La letteratura si impossessa di un pezzo di storia che la Storia non tratta, di cui si sono quasi perse le tracce.

    ha scritto il 

  • 5

    E pensare che, non so bene per qualche motivo, dopo aver letto anni fa "Se questo è un uomo" e "La tregua" avevo quasi "dimenticato" Primo Levi. Grave errore. Ho trovato "Se non ora, quando?" un romanzo coinvolgente, emozionanto e non privo di spunti per un futuro approfondimento sull'enesimo tem ...continua

    E pensare che, non so bene per qualche motivo, dopo aver letto anni fa "Se questo è un uomo" e "La tregua" avevo quasi "dimenticato" Primo Levi. Grave errore. Ho trovato "Se non ora, quando?" un romanzo coinvolgente, emozionanto e non privo di spunti per un futuro approfondimento sull'enesimo tema su cui regna la mia ignoranza, il ruolo dei partigiani ebrei nell'europa dell'est.

    ha scritto il 

  • 4

    Le parole sono le viti, le rondelle, i pistoni che compongono e muovono l’ingranaggio della storia. Pezzo dopo pezzo ricompongono il quadrante che segna il tempo dilatato dell’attesa, sradicato dalla dimensione da incubo del campo di concentramento, ma altrettanto alieno da un passato onirico, or ...continua

    Le parole sono le viti, le rondelle, i pistoni che compongono e muovono l’ingranaggio della storia. Pezzo dopo pezzo ricompongono il quadrante che segna il tempo dilatato dell’attesa, sradicato dalla dimensione da incubo del campo di concentramento, ma altrettanto alieno da un passato onirico, ormai perduto e irraggiungibile.
    La prospettiva della vita partigiana qui ribalta quella del campo di concentramento: non ci sono fili spinati visibili attorno ai protagonisti ma territori insidiosi da attraversare cercando di sopravvivere al freddo che penetra fin nelle ossa e gela il cuore. Eppure qualcosa accomuna le due diverse esperienze, ed è quel senso di vuoto percepito dai protagonisti dietro e davanti a loro. Li accomuna l’assenza di una speranza per cui lottare e sopravvivere; si tratta di un senso di perdita che ha sopraffatto tanti di quelli che hanno resistito agli orrori di lager e torture. Un senso struggente di non-appartenenza e il peso di una colpa senza nome e senza origine scontata con l’emarginazione e l’odio.

    ha scritto il 

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