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Se questo è un uomo

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 9

By Primo Levi

(1482)

| Hardcover | 9788481304589

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Book Description

Scritto fra la fine del 1945 e l’inizio del 1947, quindi immediatamente a ridosso dei fatti narrati, Se questo è un uomo è prima di tutto il resoconto minuzioso e asciutto, la cronaca sommessa e a volte volutamente dimessa, di un’esperienza estrema: Continue

Scritto fra la fine del 1945 e l’inizio del 1947, quindi immediatamente a ridosso dei fatti narrati, Se questo è un uomo è prima di tutto il resoconto minuzioso e asciutto, la cronaca sommessa e a volte volutamente dimessa, di un’esperienza estrema: un anno trascorso da Primo Levi nel lager di Auschwitz, vittima e testimone della massima quota di orrore che il XX secolo abbia prodotto. Ed è un orrore che risalta in tutta la sua evidenza “naturale”, proprio per il fermo rifiuto da parte dell’autore di ogni forma di amplificazione retorica, di ogni pur legittima “finzione” letteraria; un orrore nudo e crudo, e totalmente autentico: tanto più, perciò, terrorizzante, tanto più ineludibile e non esorcizzabile.
E’ una testimonianza, in definitiva, sulla condizione umana, sui suoi limiti e sulle sue insospettabili risorse, sulla sua capacità caparbia di concepire il bene e sulla fragilità delle sue difese di fronte alla suggestione del male: non è tanto il rapporto carnefice-vittima ciò che interessa a Levi (i carnefici compaiono raramente nel libro, lontani e assenti, rinchiusi in una dimensione quasi aliena), bensì quello che si crea fra vittima e vittima, nelle assurde gerarchie interne, nelle ingenue collusioni col potere e nelle altrettanto ingenue speranze in una sopravvivente umanità, nel dileggio degli “anziani” nei confronti delle “reclute”, o di alcuni gruppi etnici nei confronti di altri.
Ed è nella lucida registrazione del terribile snaturamento cui tutti, nessuno escluso, vengono sottoposti nell’universo del lager, il messaggio di più alta e sofferta eticità contenuto in Se questo è un uomo. Il giudizio morale, naturalmente, non cancella né ignora le responsabilità individuali e collettive, ma riesce sempre e comunque a valutarle sulla base semplicissima eppure difficilissima della coscienza umana: l’inappellabile tribunale dei giusti che giace nel fondo di ognuno di noi, e che Primo Levi sa interamente e miracolosamente esporre alla luce del sole.
(Quarta di copertina inserita da Paperino Ge)

974 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    In un mondo non-mondo. Questa è la sensazione che da Primo Levi quando scrive della sua prigionia ad Auschwitz, del momento in cui l'uomo smette di essere uomo e non riesce, non ha tempo, di domandarsi cosa sia diventato ma deve seguire e istintivame ...(continue)

    In un mondo non-mondo. Questa è la sensazione che da Primo Levi quando scrive della sua prigionia ad Auschwitz, del momento in cui l'uomo smette di essere uomo e non riesce, non ha tempo, di domandarsi cosa sia diventato ma deve seguire e istintivamente patire tutto ciò mai è stato, riducendosi a ladro a truffatore a belva, cosa che non sarebbe mai arrivato ad essere, diventando infine "un uomo che muore per un si o per no".

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    Luigi said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non si può aggiungere nulla a questo capolavoro. Da leggere assolutamente, per adultui e soprattutto per i giovani.

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    mavi said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    fa male per quanto è crudo.. incredibile pensare quanto possano essere crudeli le persone

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    Simona said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Anni fa entrai in una libreria di nicchia per comprare questo libro, mi trovai davanti un vecchietto sulla settantina.
    Gli dissi il titolo del libro e lui dopo avermi fatto un gran sorriso mi mise il libro tra le mani e mi disse:
    "Non lo hai ancora ...(continue)

    Anni fa entrai in una libreria di nicchia per comprare questo libro, mi trovai davanti un vecchietto sulla settantina.
    Gli dissi il titolo del libro e lui dopo avermi fatto un gran sorriso mi mise il libro tra le mani e mi disse:
    "Non lo hai ancora letto!?"
    "No.." gli risposi, senza nascondere un pò di imbarazzo.
    "Beh allora leggilo e non dimenticare... è importante!"
    pagai il libro e tornai a casa pensando a tutt'altro.

    A distanza di anni ricordo ancora quel vecchio e posso affermare che aveva ragione. L'ho letto e non l'ho dimenticato. Non l'ho farò mai. è essenziale ricordarlo.

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    Andrea Pennywise said on May 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Primo Levi, Se questo è un uomo.
    "
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane
    Che muore per un sì o per un no."

    Primo Levi descrive il suo ingresso e l'uscita dalla Buna. Racconta dei suoi comp ...(continue)

    Primo Levi, Se questo è un uomo.
    "
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane
    Che muore per un sì o per un no."

    Primo Levi descrive il suo ingresso e l'uscita dalla Buna. Racconta dei suoi compagni di "viaggio", molti dei quali non faranno ritorno. Ma soprattutto ci racconta del dolore, del freddo e della fame che ogni prigioniero provava, parlandoci della crudele principio secondo cui ogni cosa avveniva : "a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto."
    Un libro inevitabilmente duro e crudo, che lascia il segno in qualsiasi persona, un libro che bisogna leggere se si vuole toccare in mano ciò che i nostri nonni, nemmeno un secolo fa hanno vissuto. Un libro che era sepolto lì in fondo alla lista da un pò di tempo e che finalmente ho potuto leggere, un'esperienza che mi ha toccato ancora di più avendolo letto poco dopo aver visitato il primo campo di concentramento che fu costruito : Dachau.

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    EmJeremy said on May 15, 2014 | Add your feedback

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