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Se questo è un uomo

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 9

By Primo Levi

(1485)

| Hardcover | 9788481304589

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Book Description

Scritto fra la fine del 1945 e l’inizio del 1947, quindi immediatamente a ridosso dei fatti narrati, Se questo è un uomo è prima di tutto il resoconto minuzioso e asciutto, la cronaca sommessa e a volte volutamente dimessa, di un’esperienza estrema: Continue

Scritto fra la fine del 1945 e l’inizio del 1947, quindi immediatamente a ridosso dei fatti narrati, Se questo è un uomo è prima di tutto il resoconto minuzioso e asciutto, la cronaca sommessa e a volte volutamente dimessa, di un’esperienza estrema: un anno trascorso da Primo Levi nel lager di Auschwitz, vittima e testimone della massima quota di orrore che il XX secolo abbia prodotto. Ed è un orrore che risalta in tutta la sua evidenza “naturale”, proprio per il fermo rifiuto da parte dell’autore di ogni forma di amplificazione retorica, di ogni pur legittima “finzione” letteraria; un orrore nudo e crudo, e totalmente autentico: tanto più, perciò, terrorizzante, tanto più ineludibile e non esorcizzabile.
E’ una testimonianza, in definitiva, sulla condizione umana, sui suoi limiti e sulle sue insospettabili risorse, sulla sua capacità caparbia di concepire il bene e sulla fragilità delle sue difese di fronte alla suggestione del male: non è tanto il rapporto carnefice-vittima ciò che interessa a Levi (i carnefici compaiono raramente nel libro, lontani e assenti, rinchiusi in una dimensione quasi aliena), bensì quello che si crea fra vittima e vittima, nelle assurde gerarchie interne, nelle ingenue collusioni col potere e nelle altrettanto ingenue speranze in una sopravvivente umanità, nel dileggio degli “anziani” nei confronti delle “reclute”, o di alcuni gruppi etnici nei confronti di altri.
Ed è nella lucida registrazione del terribile snaturamento cui tutti, nessuno escluso, vengono sottoposti nell’universo del lager, il messaggio di più alta e sofferta eticità contenuto in Se questo è un uomo. Il giudizio morale, naturalmente, non cancella né ignora le responsabilità individuali e collettive, ma riesce sempre e comunque a valutarle sulla base semplicissima eppure difficilissima della coscienza umana: l’inappellabile tribunale dei giusti che giace nel fondo di ognuno di noi, e che Primo Levi sa interamente e miracolosamente esporre alla luce del sole.
(Quarta di copertina inserita da Paperino Ge)

974 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Questo libro non necessita di una recensione, non so neanche se di recensione si può parlare in questo caso. Si tratta di un libro che DEVE essere letto, di una testimonianza tanto preziosa quanto tragica. Il racconto di Levi è così intenso che non ...(continue)

    Questo libro non necessita di una recensione, non so neanche se di recensione si può parlare in questo caso. Si tratta di un libro che DEVE essere letto, di una testimonianza tanto preziosa quanto tragica. Il racconto di Levi è così intenso che non si può fare altro che rimanere attoniti e continuare a leggere. Ho fatto fatica a finire questo libro nonostante le poche pagine, non posso dire che sia stata una lettura piacevole. Rimane comunque un libro da leggere, un gesto che ognuno di noi deve a tutti coloro che sono stati vittime dell'olocausto, per ricordare ciò che realmente è successo e ciò che l'uomo è stato capace di fare.

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    Cri Paglia said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

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    In un mondo non-mondo. Questa è la sensazione che da Primo Levi quando scrive della sua prigionia ad Auschwitz, del momento in cui l'uomo smette di essere uomo e non riesce, non ha tempo, di domandarsi cosa sia diventato ma deve seguire e istintivame ...(continue)

    In un mondo non-mondo. Questa è la sensazione che da Primo Levi quando scrive della sua prigionia ad Auschwitz, del momento in cui l'uomo smette di essere uomo e non riesce, non ha tempo, di domandarsi cosa sia diventato ma deve seguire e istintivamente patire tutto ciò mai è stato, riducendosi a ladro a truffatore a belva, cosa che non sarebbe mai arrivato ad essere, diventando infine "un uomo che muore per un si o per no".

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    Luigi said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non si può aggiungere nulla a questo capolavoro. Da leggere assolutamente, per adultui e soprattutto per i giovani.

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    mavi said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    fa male per quanto è crudo.. incredibile pensare quanto possano essere crudeli le persone

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    Simona said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

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