Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Se questo è un uomo

Di

Editore: Deagostini

4.5
(12776)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Portoghese

Isbn-10: A000009565 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Rilegato in pelle , CD audio

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

Ti piace Se questo è un uomo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    la verità di primo levi

    tutti ne prlano ma chissà quanti lo leggono, io l'ho fatto.un libro testimonianza verità molto importante, l'esperienza in un lager di primo Levi e come riuscì a sopravvivvere in un campo di concentramento, parole crude , vere che vnno lette nella vita prima o poi.

    ha scritto il 

  • 5

    Una testimonianza straordinaria

    Confesso di aver letto integralmente questo libro solo qualche anno fa.
    Ebbene: meglio tardi che mai. Qualsiasi età abbiate, se non l'avete fatto, leggete questa straordinaria testimonianza che, anche e soprattutto in alcuni particolari apparentemente secondari, spiega perfettamente che cos ...continua

    Confesso di aver letto integralmente questo libro solo qualche anno fa.
    Ebbene: meglio tardi che mai. Qualsiasi età abbiate, se non l'avete fatto, leggete questa straordinaria testimonianza che, anche e soprattutto in alcuni particolari apparentemente secondari, spiega perfettamente che cos'era un lager e a quale livello di "disumanità" si può scendere.
    Purtroppo la storia ci dice (vedi ex-Jugoslavia o Ruanda) che l'abisso è sempre in agguato.

    ha scritto il 

  • 0

    Il Lager come distillato paradigmatico dell'esistenza

    Il Lager come distillato paradigmatico dell'esistenza. Fatte le debite e imprescindibili proporzioni in scala 1:100.000, l'opera di Levi racchiude intrinsecamente proprio quest'esemplare valenza: la descrizione d'un'umanità in balia d'illogiche forze superiori che l'asservono a darwinistiche legg ...continua

    Il Lager come distillato paradigmatico dell'esistenza. Fatte le debite e imprescindibili proporzioni in scala 1:100.000, l'opera di Levi racchiude intrinsecamente proprio quest'esemplare valenza: la descrizione d'un'umanità in balia d'illogiche forze superiori che l'asservono a darwinistiche leggi di ferina convivenza, nell'ambito d'un contesto dove la lotta persevera inesorabile sia fra soggetto e soggetto che fra soggetto e ambiente. Disseminati qua e là, sporadici barlumi di coesione solidale che, tuttavia, sarebbero bastevoli a dare adito alla massima calviniana sul "cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio" ("Le città invisibili"). Ma, al termine dell'inenarrabile esperienza di vessazione nazista, solo uno sparuto gruppo di deportati, ormai ridotti al limite dello stato vegetativo -inter faeces et urinam, riuscirà a trovare la via di casa: epilogo d'una cruda realtà storica che ben può estendersi, per sineddoche, alla fase conclusiva della (in sé) insignificante vita d'ogni uomo.
    Passando in area filmica, i momenti cruciali dei lungometraggi bellici "The way back" (P. Weir) e "Va e vedi" (E. Klimov) presentano, rispettivamente, una progressione e una regressione diegetico-diacroniche che rimandano a 2 nuclei tematici essenziali: la salvezza può davvero definirsi tale se porta dietro una sconfinata scia d'omicidi e barbarie? E cosa conduce un popolo o un singolo individuo, che pur sempre affondano le radici nella presunta innocenza della (prima) infanzia, a macchiarsi d'atroci empietà?
    Domande cui può tentarsi d'abbozzare potenziali risposte, le quali, comunque, lascerebbero ancora nello spaesamento dell'indecidibile. Ragion per cui, nonostante il sin qui perdurare ciclico d'una Storia infida e infausta, nulla può ipotecarsi con matematica certezza per l'avvenire, tanto in negativo quanto in positivo. A fortiori se si considera che addirittura un ex prigioniero delle SS, vissuto tra ineffabili torture e nefandezze, è giunto a formulare un pensiero di così vigorosa postmodernità:
    "Se fossimo ragionevoli, dovremmo rassegnarci a questa evidenza, che il nostro destino è perfettamente inconoscibile, che ogni congettura è arbitraria ed esattamente priva di fondamento reale. Ma ragionevoli gli uomini sono assai di rado, quando è in gioco il loro proprio destino; essi preferiscono in ogni caso le posizioni estreme; perciò, a seconda del loro carattere, fra di noi gli uni si sono convinti immediatamente che tutto è perduto, che qui non si può vivere e che la fine è certa e prossima; gli altri, che, per quanto dura sia la vita che ci attende, la salvezza è probabile e non lontana […]".

    ha scritto il 

  • 5

    Auschwitz e Primo Levi

    Ho dovuto e ho voluto rileggere Levi con "Se Questo è Un Uomo" perché un mese fa (il 28/10/2014) sono andata per la prima volta in vita mia a vedere i campi di concentramento di Auschiwitz - Birkenau. Accomunando le due cose, prima l'una e poi l'altra, l'esperienza è stata del tutto "completa", n ...continua

    Ho dovuto e ho voluto rileggere Levi con "Se Questo è Un Uomo" perché un mese fa (il 28/10/2014) sono andata per la prima volta in vita mia a vedere i campi di concentramento di Auschiwitz - Birkenau. Accomunando le due cose, prima l'una e poi l'altra, l'esperienza è stata del tutto "completa", nuova. Ho saputo "vedere" alcune cose descritte nel libro (come la scritta "Il lavoro rende Liberi"); prima qualcosa era solo nella mia immaginazione, ora vedo tutto più chiaramente. In questo caso le mie parole impoveriscono le sensazioni provate, ma solo perchè non ci sono parole adatte per scrivere quello che realmente si sente dopo un'esperienza del genere: ci si sente più consapevoli, ecco.
    Questo piccolo grande libro descrive con minuzia la vita nei campi di sterminio, ricca di particolari, di contro alla "disumanizzazione" dell'uomo, fino a renderlo un non-morto. Le immagini descritte toccano il profondo, a tratti mi sembra che Levi mi stia raccontando tutto a faccia a faccia. E tante immagini descritte mi trasportano lontano, come se in quelle scene ci fossi stata anche io. E in questo Levi è stato magistrale. Ecco pechè il suo libro rimarrà sempre attuale per aiutarci a non dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    E' stata un'esperienza traumatica ma istruttiva..l'orrore visto attraverso gli occhi di chi ci è passato... mi ha fatto pensare ed ho iniziato ad aver paura dell'uomo, perchè dopo aver letto il libro (avevo dodici anni) e studiato ciò che è stato l'olocausto mi sono resa conto di come egli possa ...continua

    E' stata un'esperienza traumatica ma istruttiva..l'orrore visto attraverso gli occhi di chi ci è passato... mi ha fatto pensare ed ho iniziato ad aver paura dell'uomo, perchè dopo aver letto il libro (avevo dodici anni) e studiato ciò che è stato l'olocausto mi sono resa conto di come egli possa essere una bestia senza scrupoli.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei pochi libri che va letto senza pensarci su troppo...va letto e basta....Io l'avevo letto alle medie o all'inizio delle superiori, ora non ricordo...
    Per la maturità ne ho riletti alcuni passaggi, perché la mia tesina era proprio su Primo Levi...

    Credo tutti conoscano questa t ...continua

    Uno dei pochi libri che va letto senza pensarci su troppo...va letto e basta....Io l'avevo letto alle medie o all'inizio delle superiori, ora non ricordo...
    Per la maturità ne ho riletti alcuni passaggi, perché la mia tesina era proprio su Primo Levi...

    Credo tutti conoscano questa testimonianza....Da leggere....per forza =)

    ha scritto il 

  • 5

    Storia pazzesca e profondamemte toccante, la vita che ha condotto Primo Levi, così come gli altri deportati nei campi, è davvero terrificante. L'essere umano è l'essere più intelligente sulla Terra che, nel corso dei secoli, ha compiuto progressi straordinari, dalla sconfitta di terribili malatti ...continua

    Storia pazzesca e profondamemte toccante, la vita che ha condotto Primo Levi, così come gli altri deportati nei campi, è davvero terrificante. L'essere umano è l'essere più intelligente sulla Terra che, nel corso dei secoli, ha compiuto progressi straordinari, dalla sconfitta di terribili malattie all'invenzione di tecnologie e architetture strepitose.. ma sapere che tale cervello sia anche capace di procurare distruzione, sofferenza e morte così atroce è una cosa che fa ghiacciare il sangue. Consiglio tale lettura poichè essa è una realtà che tocca tutti noi e ritengo giusto essere informati il più possibile su tali argomenti.

    ha scritto il 

  • 5

    Parallelismi storici

    Non avrei mai creduto, a priori, di ritrovare la piena modernità in un simile libro. L'essere umano, posto sotto pressione dai poteri forti, inafferrabili e inavvicinabili, crudeli e calcolatori, sembrerebbe (così come accade ai nostri giorni) riuscire difficilmente ad esimersi dall'aggiungere me ...continua

    Non avrei mai creduto, a priori, di ritrovare la piena modernità in un simile libro. L'essere umano, posto sotto pressione dai poteri forti, inafferrabili e inavvicinabili, crudeli e calcolatori, sembrerebbe (così come accade ai nostri giorni) riuscire difficilmente ad esimersi dall'aggiungere meschinità all'atrocità. Tant'è che, per gli scenari attuali, pare si parli di neofascistizzazione della società. Tutti a sgomitare, nella speranza di ottenere un posto da kapò, morendo dentro per l'indifferenza e aiutando il potere a perpetrarsi. Gli internati dei lager e dei gulag, tuttavia e ovviamente, subivano pressioni nemmeno lontanamente paragonabili a quelle cui noi siamo sottoposti: le nostre si esauriscono, molto spesso, nel "terrore" di non riuscire ad andare in vacanza...

    ha scritto il 

  • 4

    Testimonianza su uno dei capitoli più tremendi della storia.
    Quando lo si legge non si può fare a meno di fermarsi un momento a riflettere su quanto è accaduto e su quanto può essere grande la cattiveria dell'uomo.

    ha scritto il 

Ordina per