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Se questo è un uomo

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 9

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.5
(12983)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8481304581 | Isbn-13: 9788481304589 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Rilegato in pelle , CD audio

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Scritto fra la fine del 1945 e l’inizio del 1947, quindi immediatamente a ridosso dei fatti narrati, Se questo è un uomo è prima di tutto il resoconto minuzioso e asciutto, la cronaca sommessa e a volte volutamente dimessa, di un’esperienza estrema: un anno trascorso da Primo Levi nel lager di Auschwitz, vittima e testimone della massima quota di orrore che il XX secolo abbia prodotto. Ed è un orrore che risalta in tutta la sua evidenza “naturale”, proprio per il fermo rifiuto da parte dell’autore di ogni forma di amplificazione retorica, di ogni pur legittima “finzione” letteraria; un orrore nudo e crudo, e totalmente autentico: tanto più, perciò, terrorizzante, tanto più ineludibile e non esorcizzabile.E’ una testimonianza, in definitiva, sulla condizione umana, sui suoi limiti e sulle sue insospettabili risorse, sulla sua capacità caparbia di concepire il bene e sulla fragilità delle sue difese di fronte alla suggestione del male: non è tanto il rapporto carnefice-vittima ciò che interessa a Levi (i carnefici compaiono raramente nel libro, lontani e assenti, rinchiusi in una dimensione quasi aliena), bensì quello che si crea fra vittima e vittima, nelle assurde gerarchie interne, nelle ingenue collusioni col potere e nelle altrettanto ingenue speranze in una sopravvivente umanità, nel dileggio degli “anziani” nei confronti delle “reclute”, o di alcuni gruppi etnici nei confronti di altri.Ed è nella lucida registrazione del terribile snaturamento cui tutti, nessuno escluso, vengono sottoposti nell’universo del lager, il messaggio di più alta e sofferta eticità contenuto in Se questo è un uomo. Il giudizio morale, naturalmente, non cancella né ignora le responsabilità individuali e collettive, ma riesce sempre e comunque a valutarle sulla base semplicissima eppure difficilissima della coscienza umana: l’inappellabile tribunale dei giusti che giace nel fondo di ognuno di noi, e che Primo Levi sa interamente e miracolosamente esporre alla luce del sole. (Quarta di copertina inserita da Paperino Ge)
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  • 4

    Meglio tardi che mai...

    Una visita all'ex campo di concentramento di Fossoli, dove era in corso una mostra dedicata a Primo Levi, mi ha spinto a rileggere questo libro dopo tanti anni dalla prima volta.
    Credo di averlo appre ...continua

    Una visita all'ex campo di concentramento di Fossoli, dove era in corso una mostra dedicata a Primo Levi, mi ha spinto a rileggere questo libro dopo tanti anni dalla prima volta.
    Credo di averlo apprezzato e capito veramente solo ora...

    ha scritto il 

  • 5

    "I personaggi di queste pagine non sono uomini. La loro umanità è sepolta, o essi stessi l'hanno sepolta, sotto l'offesa subita o inflitta altrui"

    Aberrante,
    inumano,
    mostruoso,
    incivile,
    brutale,
    orrido...
    ...quanti aggettivi scorrono nella mente del lettore!
    Eppure legge avvolto in un morbido plaid e attinge dalla scatola dei cioccolatini assa ...continua

    Aberrante,
    inumano,
    mostruoso,
    incivile,
    brutale,
    orrido...
    ...quanti aggettivi scorrono nella mente del lettore!
    Eppure legge avvolto in un morbido plaid e attinge dalla scatola dei cioccolatini assaporando i privilegi ormai scontati.
    "E' successo e non succederà mai più!" si sorprende a pensare.
    Ma nello stesso momento sul pianeta terra corpi sono straziati e resi inumani.
    La storia ripete se stessa e il civile occidentale continua ad essere cieco e sordo permettendo che ciò accada.

    ha scritto il 

  • 4

    Per non dimenticare

    Lettura obbligata che ben fa capire cosa provasse un essere umano sottoposto a tali oscene ed ingiuste sofferenze, ma che comunque cerca di non farsi spogliare mai completamente della sua dignità. ...continua

    Lettura obbligata che ben fa capire cosa provasse un essere umano sottoposto a tali oscene ed ingiuste sofferenze, ma che comunque cerca di non farsi spogliare mai completamente della sua dignità.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro per non dimenticare. Una testimonianza forte, cruda e cruenta, così come è stato il genocidio di milioni di persone, non soltanto ebrei come si ricorda ogni anno nella Giornata della Memoria. ...continua

    Un libro per non dimenticare. Una testimonianza forte, cruda e cruenta, così come è stato il genocidio di milioni di persone, non soltanto ebrei come si ricorda ogni anno nella Giornata della Memoria. Un libro che tutti dovrebbero leggere, proprio per non dimenticare, affinchè non si ripeta tutto quello che è stato perpetrato a persone innocenti: il loro annientamento psicologico e fisico, nonché la morte sicura a cui essi sono stati crudelmente destinati.
    Questo libro presenta inoltre in appendice risposte dirette dell'autore a domande che gli sono state poste da alunni piuttosto che dai lettori stessi. Risposte sagge che riescono a far capire al lettore lo stato d'animo e il modo con cui Primo Levi ha affrontato questo orribile periodo della sua vita, nonostate poi il triste epilogo che questa ha avuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto meglio di quanto mi aspettassi

    Sapendo il tema del libro, sono partito con le prime pagine del libro aspettandomi un resoconto alla Shinder's List, tanto per intenderci.
    È stata, invece, una piacevole sorpresa scoprire che il roman ...continua

    Sapendo il tema del libro, sono partito con le prime pagine del libro aspettandomi un resoconto alla Shinder's List, tanto per intenderci.
    È stata, invece, una piacevole sorpresa scoprire che il romanzo si dipani attraverso le vicende della quotidianità della vita nel campo, spiegando, di rimbalzo, come vivessero gli internati, senza fare facile affidamento sulla pietà che deriva dal raccontare come i prigionieri fossero eliminati (quando e se non più utili).
    Sono preponderanti i rapporti umani e l'umanità, che viene inevitabilmente ad essere atterrata in tale contesto, costringendo gli uomini ad essere ladri o approfittatori, scatenando un istinto di sopravvivenza ed autoconservazione a discapito del prossimo, di cui gli individui stessi finiscono per sorprendersi, non riconoscendo la proprio natura, se confrontata con quella precedente alla deportazione.

    Una lettura piacevole, seppur con qualche errore grammaticale da parte dell'autore, conservato appositamente dall'editore, per certo.
    D'altronde, l'autore stesso, nell'appendice a cui risponde a domande frequenti postegli dagli studenti, precisa di non essere stato proprio una cima in italiano, ai tempi della sua frequentazione scolastica.

    ha scritto il 

  • 5

    L'avevo letto da ragazzino. Rileggerlo mi ha provocato la stessa enorme emozione. Un libro che è un pugno nello stomaco dato con una compostezza e un'educazione, sì è la parola giusta, d'altri tempi. ...continua

    L'avevo letto da ragazzino. Rileggerlo mi ha provocato la stessa enorme emozione. Un libro che è un pugno nello stomaco dato con una compostezza e un'educazione, sì è la parola giusta, d'altri tempi. Quest'uomo, proprio attraverso il suo tono pacato, riesce a sottolineare in modo straordinario il suo essere appunto uomo, un individuo con una grande sensibilità umana, sbattuto sul fondo nel tentativo di cancellarlo. Un libro che dovrebbe essere in ogni classe delle nostre scuole.

    ha scritto il 

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