Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Se questo è un uomo

Edizione commentata a cura di Alberto Cavaglion

Di

Editore: Einaudi

4.5
(13119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8806210556 | Isbn-13: 9788806210557 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Alberto Cavaglion ; Contributi: Daniela Muraca

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Rilegato in pelle , CD audio

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

Ti piace Se questo è un uomo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Pubblicato nel 1947 e accolto da Einaudi nel 1958, "Se questo è un uomo" viene da allora continuamente ristampato e tradotto in tutto il mondo. È nota la misura, la compostezza di questo classico dell'esperienza della deportazione, il suo intento di descrivere l'indescrivibile, che ha portato l'autore a affermare "se c'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio".
Questa edizione commentata, pubblicata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, è uno strumento unico, per la ricchezza dei riferimenti testuali e per l'acume interpretativo, con note, sin dalla prefazione, sulla struttura, le scelte linguistiche e di contenuto (fornendo particolari sui personaggi descritti nel campo). Cavaglion compie uno scrupoloso lavoro di analisi stilistica, studiando le influenze letterarie (prima di tutto "La Bibbia" e la "Divina Commedia") ed illuminando di volta in volta interi periodi o singole parole come "gioia", "fortuna" e "felicità", paradossalmente i vocaboli più ricorrenti in tutta l'opera di Levi. Un lavoro prezioso che "pesa, separa e distingue" in un'opera che non si leggerà mai abbastanza.

«Il mio commento all'opera è stato concepito come un umile lavoro di servizio. Vòlto soprattutto a scavare, da una parte, dentro la ricca miniera letteraria dalla quale provengono molte parole, molte espressioni di Se questo è un uomo: una miniera in cui il metallo-Dante sta accanto alla gemma-Baudelaire, per fare un solo esempio della diversità fra i materiali. Per un altro verso, questo commento esplora le relazioni che intercorrono fra quelli che Levi definisce i "derivati grammaticali" (per esempio, i frequentissimi ossimori e, soprattutto, le ripetute congetture, i molti periodi ipotetici) e una visione del mondo che si presenta "nemica di ogni infinito", affascinata ma al tempo stesso sospettosa sia di fronte all'estremo dei dèmoni e dei degeneri, sia di fronte all'altro estremo dei martiri e dei santi». (Dalla presentazione di Alberto Cavaglion)
Ordina per
  • 5

    non si può non leggerlo, anche nel 2015

    Mio nonno non ebbe mai il coraggio di raccontare ai familiari cosa accadeva in quei campi. E non era ebreo..

    Difficile immedesimarsi nelle vicende del protagonista, che sembrano ormai remote, ma il li ...continua

    Mio nonno non ebbe mai il coraggio di raccontare ai familiari cosa accadeva in quei campi. E non era ebreo..

    Difficile immedesimarsi nelle vicende del protagonista, che sembrano ormai remote, ma il libro scorre veloce, i dettagli non sono mai troppi e le riflessioni sempre interessanti e attuali. Non si può non l'effetto, anche nel 2015.

    ha scritto il 

  • 5

    necessario

    un libro che fa crescere. Lo fanno leggere già alle medie, perchè è di facile approccio, certo. Ma i temi che tratta sono pesanti come il mondo intero,che a quella età devi ancora imparare a conoscere ...continua

    un libro che fa crescere. Lo fanno leggere già alle medie, perchè è di facile approccio, certo. Ma i temi che tratta sono pesanti come il mondo intero,che a quella età devi ancora imparare a conoscere.

    ha scritto il 

  • 5

    ...Hundert Vierundsiebzig Fünf Hundert Siebzehn sono io, non c'è dubbio possibile.

    Quando si termina questo libro si ha solo tanta ma tanta fame, una fame di sogni, di obiettivi, di nuovi propositi, d ...continua

    ...Hundert Vierundsiebzig Fünf Hundert Siebzehn sono io, non c'è dubbio possibile.

    Quando si termina questo libro si ha solo tanta ma tanta fame, una fame di sogni, di obiettivi, di nuovi propositi, di desideri... Pian piano che si legge sembra che sprofondi giù in un fosso o che ruzzoli giù dalle scale, nonostante coscienti e lucidi ma in attesa che qualcuno ti fermi e ti salvi. Non esiste salvezza nella scrittura di Levi: veloce, rapida, circoncisa e lapidaria. Vicino alla memorialistica, ma ancora più vicino al diario terapeutico, al bisogno di sciogliere e ricordare eventi e dettagli della propria vita e persona per potersi sentire ancora umano. Non c'è ordine in quello che scrive Levi, la stessa cattura e deportazione viene più volte ripresa dall'autore come un evento latente e latitante nella sua memoria. A volte riaffiora pensando alla fame e a quei lussi che pensava permanenti. Durante la lettura si corre, si scappa e si cerca di non affogare in un oceano di distruzione. La stessa stesura è molto rapida e, per quanto piacevole, delle volte è tortuosa, determinando sempre più il lato memorialistico dell'opera. Non c'è finzione. Man mano che si scorrono le pagine si sente l'involuzione e la metamorfosi bestiale di Levi, unica al suo bisogno di sopravvivenza.

    Trai libri presenti nella mia libreria, subito penso a Fenoglio e Pavese. Anche loro scrivono dei romanzi memoriali ma c'è una grande differenza trai tre. In Fenoglio il suo tormento militare e la sua tortuosa esperienza partigiana spinge lo stesso scrittore a resettare più volte gli accaduti e a cambiarli o strutturarli diversamente per continuare a rinnovare il suo messaggio: "Da qualunque parte si combatteva, quasi un po' tutti non sapevano come vincere". In Pavese si rinnova sempre il messaggio della incapacità collettiva e individuale dei civili e politici, che diventano fantasmi anche a sé stessi perché non riescono a prendere mai grandi decisioni. Ma in Levi, il messaggio è tutt'altro. Lui dimostra che nel ricordo si esiste ma soprattutto che non esiste veramente alcun dio finché ci saranno tante voci che ricorderanno la bestialità umana. Non importa di che crimine all'umanità si stia parlando, basta solo ricordare per esistere. E' forse per questa ragione che leggendo si ha come la sensazione che tutt'oggi, nonostante il tempo e la morte, Levi stia ancora correndo, tirando avanti per sopravvivere e resistere.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia Agghiacciante!

    Ho letto questo libro per la tesina di maturità visto che era incentrata nel raccontare i fatti accaduti all'interno dei campi di concentramento... Primo Levi racconta cronologicamente la vicenda dei ...continua

    Ho letto questo libro per la tesina di maturità visto che era incentrata nel raccontare i fatti accaduti all'interno dei campi di concentramento... Primo Levi racconta cronologicamente la vicenda dei fatti dal suo arresto al giorno della liberazione (il 27 gennaio 1945 quando i sovietici entrarono nel lager!) soffermandosi sulla brutalità dei tedeschi e la forza di tutte le vittime... Ve lo straconsiglio!!!

    ha scritto il 

Ordina per