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Se questo è un uomo - La tregua

Di

Editore: Einaudi

4.4
(4666)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 365 | Formato: Altri

Isbn-10: 8808116018 | Isbn-13: 9788808116017 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Angoscia...

    "...tale è la natura umana, le pene e i dolori simultaneamente sofferti non si sommano per intero nella nostra sensibilità, ma si nascondono i minori dietro i maggiori... Questo è provvidenziale, ...continua

    "...tale è la natura umana, le pene e i dolori simultaneamente sofferti non si sommano per intero nella nostra sensibilità, ma si nascondono i minori dietro i maggiori... Questo è provvidenziale, e ci permette di vivere in campo. Ed è anche questa la ragione per cui, così spesso, nella vita libera, si sente dire che l'uomo è incontentabile: mentre piuttosto che di una incapacità umana per uno stato di benessere assoluto, si tratta di una sempre insufficiente conoscenza della natura complessa dello stato di infelicità, per cui alle sue cause si dà un solo nome, quello della causa maggiore; fino a che questa non abbia eventualmente a venir meno, e allora che ci si stupisce dolorosamente al vedere che dietro ve n'è un'altra; e in realtà una serie di altre". Ho letto questo libro quasi per intero perchè, seppure molto interessante, ti angoscia la consapevolezza che non sia un romanzo ma una storia realmente accaduta. Bisogna SAPERE per non dimenticare...

    ha scritto il 

  • 5

    l'atrocità

    dei campi di annientamento, aberrazione umana. l'uomo non impara mai dai propri errori. eppure, primo levi riesce a trovare un filo di speranza, nonostante tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    La raccapricciante testimonianza di Auschwitz ("Se questo è un uomo") e il tremendo messaggio de "La tregua" (non si finisce mai di combattere per la libertà). Bravissimo Primo Levi. Scriveva ...continua

    La raccapricciante testimonianza di Auschwitz ("Se questo è un uomo") e il tremendo messaggio de "La tregua" (non si finisce mai di combattere per la libertà). Bravissimo Primo Levi. Scriveva davvero bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho ripreso in mano il capolavoro di Primo Levi sulla spinta della lettura di "Partigia" di Sergio Luzzatto. Lo avevo letto al ginnasio, trentacinque anni fa. Allora aveva prevalso il lavoro di ...continua

    Ho ripreso in mano il capolavoro di Primo Levi sulla spinta della lettura di "Partigia" di Sergio Luzzatto. Lo avevo letto al ginnasio, trentacinque anni fa. Allora aveva prevalso il lavoro di scuola, la preoccupazione di come farne un riassunto: da adolescente non coglievo né l'enormità della Shoah, né la meta-analisi che Levi conduce nel libro su quello che era il Lager, leggendolo nella prospettiva dei vissuti e delle trasformazioni dell'animo umano e come gigantesca metafora della vita e della morte. Della rilettura, tutta d'un fiato, mi restano la vertigine violenta di chi per un istante si affaccia sull'abisso del Nulla, il silenzio di Dio accennato nel "come altrui piacque" del canto di Ulisse di cui solo mentre lo declama a Pikolo a Levi sembra di percepire il senso, il dissolversi di tutte le cose - chissà se salvezza o definitivo lasciarsi sommergere? - nella "storia dei dieci giorni". il libro l'ho appena chiuso: e ho pianto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro intenso, emozionante, crudele. Se questo è un uomo, senza fronzoli e con la crudezza dei nazisti, dipinge un quadro che lascia a bocca aperta. Non si può fare a meno di chiedersi ...continua

    Un libro intenso, emozionante, crudele. Se questo è un uomo, senza fronzoli e con la crudezza dei nazisti, dipinge un quadro che lascia a bocca aperta. Non si può fare a meno di chiedersi continuamente "Come è stato possibile?". La tregua è più rilassato, più corposo e ben rende l'idea dei tanti liberati che hanno dovuto attendere a lungo per tornare finalmente a ciò che chiamavano "casa".

    ha scritto il 

  • 5

    UNICO

    Ho letto diversi libri sull'argomento "campi e ..." ma questo è UNICO. Pur non descrivendo in modo particolareggiato i sopprusi (se così li vogliamo chiamare)e altre cattiverie subite dagli ...continua

    Ho letto diversi libri sull'argomento "campi e ..." ma questo è UNICO. Pur non descrivendo in modo particolareggiato i sopprusi (se così li vogliamo chiamare)e altre cattiverie subite dagli internati, risulta il più intenso come trasmissione della sofferenza e dell'essere un "non uomo",per quanto descritto lo si può solo immaginare, difficile provare le stesse ferite. Interessante l'intervista finale sulle domende e risposte che l'autore dispone ai giovani nelle scuole, risposte utili per capire ciò che è incomprensibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Il racconto dell’esperienza nel lager è il fulcro di ‘Se questo è un uomo’ che da decenni viene riconosciuto come una fra le ricostruzioni letterarie più valide di quei tempi tremendi. ...continua

    Il racconto dell’esperienza nel lager è il fulcro di ‘Se questo è un uomo’ che da decenni viene riconosciuto come una fra le ricostruzioni letterarie più valide di quei tempi tremendi. Accanto all’indubbio pregio narrativo, il romanzo appassiona, nella propria tragicità, anche per l’acume col quale l’autore scandaglia in modo quasi scientifico, oltre che finemente psicologico, l’esperienza vissuta da se stesso e dai propri compagni di tragedia.

    ha scritto il 

  • 5

    Sorpresa!

    Fare una recensione a questi due libri mi sembra davvero banale. Penso sia evidente che ci troviamo davanti a delle opere di formazione non indifferenti. Tuttavia le mie cinque stelle sono figlie di ...continua

    Fare una recensione a questi due libri mi sembra davvero banale. Penso sia evidente che ci troviamo davanti a delle opere di formazione non indifferenti. Tuttavia le mie cinque stelle sono figlie di una vera e propria sorpresa. Più di una persona, alla mia dichiarazione di imminente lettura, mi ha quasi scoraggiata: "è troppo duro, l'ho dovuto lasciare dopo poche pagine", "ah, a questo giro vai sul pesante...", "ti prende lo stomaco e non puoi andare avanti..." Si, è vero, in alcuni punti prende lo stomaco non tanto per le descrizioni di vita in sé, quanto per quella sorta di introspezione che Levi si fa scappare ogni tanto in entrambi i volumetti (più ne la tregua, forse). Ma si tratta di un'analisi lucida anche nella poca dichiarata lucidita di qualche episodio; letteralmente di un documento storico. "Scrivo quello che non saprei dire a nessuno", questo è quanto dice Levi ad un certo punto. Per me, per una insignificante lettrice, gli è riuscito più che bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Un documento

    Un documento vero e proprio della realtà sui campi di concentramento. Una realtà cruda, che fa male, che strugge il cuore. Ho pianto, ho pianto tanto con questo libro. Lo consiglio a tutti ...continua

    Un documento vero e proprio della realtà sui campi di concentramento. Una realtà cruda, che fa male, che strugge il cuore. Ho pianto, ho pianto tanto con questo libro. Lo consiglio a tutti indifferentemente.

    ha scritto il 

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