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Se ti abbraccio non aver paura

Di

Editore: Marcos y Marcos (Gli alianti)

4.0
(2079)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale

Isbn-10: 8871686144 | Isbn-13: 9788871686141 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L'autismo l'ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l'America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero Pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre.
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    A volte un libro diventa importante non per come dice e neanche per cosa dice, ma perché diventa strumento.
    O esempio.
    "Se ti abbraccio non aver paura" è uno di questi libri.

    Fulvio Ervas racconta l’ ...continua

    A volte un libro diventa importante non per come dice e neanche per cosa dice, ma perché diventa strumento.
    O esempio.
    "Se ti abbraccio non aver paura" è uno di questi libri.

    Fulvio Ervas racconta l’esperienza vissuta da Franco Antonelli e da suo figlio Andrea.
    Un padre e un figlio on the road, in un viaggio che dura molti giorni, senza programmi, alberghi, prenotazioni.
    Un coast to coast, dalla Florida, punto di partenza, fino al Pacifico, con tante deviazioni e ancora in Messico, Guatemala, Belize, Costarica, Panama, e Brasile.
    Senza meta e senza obiettivo, a tentoni, spinti da imprevisti, costrizioni o meravigliose scoperte.
    Così come è la strada della vita che Franco percorre con suo figlio.
    Quanti figli desidererebbero un’esperienza così? E quanti padri?

    Ma Andrea è autistico.
    “Il deserto entra ed esce dai miei pensieri. L’associazione tra deserto e autismo è immediata. La scarsità di relazioni, l’apparente monotonia. Il silenzio. L’essenzialità. La vita che si fa strada sgomitando, distante dall’esplosione delle foreste, infilata tra la sabbia, dentro le fessure delle rocce, che non disdegna mimetismi, adattamenti estremi, che accetta di perdere parti di sé pur di resistere.”
    “Per entrare nel deserto di Andrea ho provato tante volte a imitare i suoi gesti: saltare sul posto, sfregare forte le mani con il suo ritmo, correre da un punto all’altro e tornare subito indietro, guardare sbilenco.
    Ho provato emozioni molto forti e mi sono sempre dovuto fermare perché arrivavano lacrime così grandi che non si possono trattenere.”

    Dell’autismo non si conosceva nulla fino alla metà degli anni ’50 del secolo scorso.
    Dell’autismo si conosce pochissimo ancora oggi.
    Non si sa perché accade, non si sa che cosa siano l’ecolalia, i gesti scomposti, le ripetizioni, i comportamenti strani.
    Dell’autismo non conoscevo nulla se non la versione patinata (e platinata) interpretata da Dustin Hoffman in Rain Man.
    Dell’autismo ora so, perché ho N., e altri ragazzini autistici sono nella mia scuola.
    E’ difficile, molto difficile entrare in contatto, intuire i bisogni, riuscire a immaginare i sogni.

    “Sono un uomo imprigionato nei pensieri di libertà.
    Andrea vuole guarire.
    Ciao.”

    E’ uno dei biglietti che Franco si porta dietro nel viaggio, un biglietto scritto da Andrea sotto la guida della madre.
    Io non so quanto di Andrea ci sia in questo messaggio. Quanta consapevolezza del senso delle parole.
    Mi chiedo, guardando il mio N. , quanto ci sia di suo in quello che scrive al computer o con il facilitatore e quanto sia prodotto di ciò che noi vogliamo che lui scriva.
    “Ecco, è tutto bello per lui. È solo una meccanica ripetizione? Oppure significa che ciò che riesce a filtrare e ricomporre lo apprezza talmente da percepire la magnificenza di ogni scheggia dorata che arriva dal mondo? Io voglio illudermi che sia così.”
    Io voglio credere che sia stato così il viaggio per Andrea, che sia così la sua vita.
    Anche se molto lontanamente, posso comprendere ciò che prova un padre (una madre).
    Ci vuole un coraggio enorme a intraprendere un viaggio come quello che hanno fatto insieme Franco e Andrea, contro il parere dei medici, contro la convinzione che le novità “destabilizzino” ancora di più gli autistici.
    (mi si stringe il cuore quando vedo l’educatrice premere N. sulle spalle, sotto il collo, quando la vedo guidarlo come un burattino, mentre N. vorrebbe correre e correre. )

    Franco e Andrea hanno fatto un’esperienza bellissima.
    Difficile, ma forse non più difficile dell’affrontare la vita quotidiana.

    “Ho capito che non avrei vissuto con un continuo pianto senza lacrime, con una smorfia o con un ghigno. Davanti a questa prova della vita avrei imparato a sorridere: l’avrei affrontata con fatica, ma anche con responsabilità, con intenzione. Con positività. Non sarei rimasto lì a inghiottire vicoli ciechi in salsa di palude.”

    ha scritto il 

  • 4

    Se ti abbraccio, non aver paura ci racconta non solo un viaggio davvero insolito e avventuroso che taglia e percorre le due Americhe, ma descrive anche in modo emozionante il rapporto tra i due protag ...continua

    Se ti abbraccio, non aver paura ci racconta non solo un viaggio davvero insolito e avventuroso che taglia e percorre le due Americhe, ma descrive anche in modo emozionante il rapporto tra i due protagonisti del viaggio: un padre coraggioso e amorevole e un figlio autistico diciottenne.
    La sensibilità e la sincerità nel descrivere i difficili rapporti comunicativi che a volte frustrano questo padre sono commoventi, come sono commoventi tutti i piccoli dettagli che arricchiscono una intensissima relazione d'amore tra padre e figlio.
    Sarà dovuto alla mia deformazione professionale di docente di sostegno, ma credo che un solare contatto oculare di un alunno con autismo regali una felicità che si misura con un abbraccio, un abbraccio appunto per il quale non avere paura.
    Lettura delicatissima e a tratti poetica che mi ha molto coinvolta.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Per certi viaggi non si parte mai quando si parte.
    Si parte prima.
    A volte molto prima.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/s/se-ti-abbraccio-non-aver-paura-fulvio-ervas/ ...continua

    Per certi viaggi non si parte mai quando si parte.
    Si parte prima.
    A volte molto prima.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/s/se-ti-abbraccio-non-aver-paura-fulvio-ervas/

    ha scritto il 

  • 4

    L’elastico tra padre e figlio

    Prima di tutto voglio farvi vedere questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=Uf0hgEEZt2E

    L’autismo, questa strana malattia di cui non si sanno ancora bene le cause e gli effetti che provoca.
    Un mon ...continua

    Prima di tutto voglio farvi vedere questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=Uf0hgEEZt2E

    L’autismo, questa strana malattia di cui non si sanno ancora bene le cause e gli effetti che provoca.
    Un mondo nel quale vive Andrea un bel ragazzo trevigiano di diciotto anni.
    Un mondo nel quale Franco, il padre di Andrea, si è ritrovato catapultato in pochi istanti ed ora ogni giorno lui “è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio”.

    Questo bravissimo scrittore, Fulvio Ervans, ha deciso di riscrivere fedelmente il viaggio on the road attraverso le Americhe che hanno intrapreso questo padre e suo figlio.

    Si tratta di una storia di amore, sogni, avventura, lotte continue, speranze, delusioni, magia, brividi, dolore e lacrime.

    Sì, con questo libro ho versato molte lacrime soprattutto leggendo quello che scrive Andrea a suo padre attraverso il computer. Perché Andrea conosce la sua situazione e “Andrea vuole guarire”.

    Lo scrittore ha deciso di riportare fedelmente le parti scritte da Andrea e suo padre senza correzioni per mantenere l’integrità assoluta.

    Andrea per conoscere la gente che lo circonda, le abbraccia e gli tocca la pancia, l’unico punto capace di trasmettergli vibrazioni e sensazioni intense circa l’anima delle persone a cui appartiene.

    È una storia basata sull’avventura di chi spera sempre e non si arrende mai, soprattutto davanti alle difficoltà.

    Come avrete già capito, i protagonisti sono Franco e Andrea, padre e figlio.
    Dall’età di tre anni è stato diagnosticato l’autismo ad Andrea e da quel momento suo padre non si è mai arreso.
    Franco non ha voluto ascoltare i consigli dei medici, i quali gli dicevano che un soggetto affetto di autismo ha bisogno di routine e prevedibilità, e ha deciso di partire all’avventura con suo figlio.
    Un viaggio coast to coast attraverso le Americhe.
    Un viaggio per non smettere mai di sognare e di sperare per un futuro migliore per Andrea.

    Un libro che vi invito molto caldamente di leggere perché scritto in maniera semplice come se fosse il padre di Andrea a raccontarci tutta la loro storia.
    Un libro pieno di amore e affetto paterno, un sentimento forte e molto spesso poco esplorato.

    Una storia vera che merita di essere vissuta attraverso le pagine di questo capolavoro.

    “Impreco, ma lo amo. Non so di cosa sia fatto questo amore. Credo che nessun genitore possa rispondere facilmente a questa domanda. A volte è sepolto. A volte è semplicemente sentire la vita che ti attraversa: è partita da un punto, tu la prendi in consegna e la passi a qualcuno.”

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di un viaggio, da prima attraverso l'America successivamente dentro il cuore del lettore. E' una favola dei giorni nostri, ti penetra dentro e ti conquista piano piano. E non importa se ogni ...continua

    La storia di un viaggio, da prima attraverso l'America successivamente dentro il cuore del lettore. E' una favola dei giorni nostri, ti penetra dentro e ti conquista piano piano. E non importa se ogni fatto si sia succeduto alla lettera o se invece qualcosa è romanzato, quel che conta è l'emozione che ti lascia dentro. E' l'aver parlato con spensieratezza di un argomento che potrebbe toccare chiunque da vicino un giorno. Dopo aver letto il libro cercate in rete le interviste di Franco e Andrea, seguite la loro pagina Facebook: una volta che si incontra un amico non lo si perde più perchè a quell'elastico hanno emotivamente legato anche noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando lo lessi rimasi molto colpita.
    Poi però mia sorella che con gli autistici ci lavora mi ha detto che era tutto molto più abbellito della realtà, allora ho detto "che stronzi, non si gioca con i ...continua

    Quando lo lessi rimasi molto colpita.
    Poi però mia sorella che con gli autistici ci lavora mi ha detto che era tutto molto più abbellito della realtà, allora ho detto "che stronzi, non si gioca con i sentimenti delle persone sensibili"

    ha scritto il 

  • 4

    "Se ti abbraccio non aver paura" è la scritta che Andrea porta sulle sue t-shtirt, ben in evidenza.
    Perchè Andrea, ragazzo autistico di 17 anni, non può fare a meno di abbracciare il mondo che lo circ ...continua

    "Se ti abbraccio non aver paura" è la scritta che Andrea porta sulle sue t-shtirt, ben in evidenza.
    Perchè Andrea, ragazzo autistico di 17 anni, non può fare a meno di abbracciare il mondo che lo circonda, anche se il mondo spesso lo ignora o lo teme; Andrea, trascinato da un vento impalpabile in mondi paralleli, in universi che solo lui vede, ha bisogno di aggrapparsi a punti di riferimento stabili per tornare, non solo col corpo ma anche con la mente, tra noi.
    Per questo motivo deve abbracciare, toccare, sentire fisicamente le persone che vede e considerarle quindi reali, di questo mondo, del mondo a cui apparteneva sino all'età di 3 anni, prima che iniziasse il suo viaggio.
    Il libro racconta questo viaggio... il viaggio che porta chissà dove la mente di Andrea, un viaggio triste fatto di solitudine, in posti che Andrea non vorrebbe visitare perchè gli sono del tutto estranei e perchè non c'è nessun altro con lui... ma quando il vento arriva, Andrea non riesce ad opporsi ed è straziante il suo grido silenzioso di aiuto, il suo desiderio di uscirne e l'impotenza, l'amara constatazione di non potercela fare, da parte sua e di chi lo ama.
    Il libro però racconta anche un altro viaggio, quello che Franco - papà di Andrea - ha organizzato per se stesso e per suo figlio, un'avventura on the road in lungo e largo per l'America, con lo stretto necessario per sopravvivere ma senza dimenticare la bacchetta magica di Andrea e l'elastico invisibile con cui mantenersi agganciati, per non perdersi mai.
    E questo è un gran viaggio per Andrea, è felice perchè non è solo stavolta, c'è suo padre a condividere con lui il nuovo mondo che gli si presenta dinanzi, a volte ostile, a volte perdutamente immenso, altre volte sfarzosamente luminoso e spesso tragicamente povero.

    Non sono molto informato sull'autismo, so che può manifestarsi in diversi modi e 'gradazioni', ma credo sia abbastanza evidente nel racconto di Ervas che alcune manifestazioni della malattia di Andrea (e di conseguenza le azioni correttive del padre) siano state troppo enfatizzate e 'rielaborate'.
    Anche il racconto degli ultimi giorni di vacanza in Brasile mi sembra poco realistico.
    Tuttavia, è un libro che consiglio perchè, per quanto romanzato possa essere, fa emergere comunque il coraggio e la forza di un padre che ama il figlio più di qualsiasi altra cosa e lotta come può per non lasciarlo solo, un rifugio per tutte le volte in cui l'uragano cerca di trascinarlo via.

    ha scritto il 

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