Se ti abbraccio non aver paura

Di

Editore: Marcos y Marcos (Gli alianti)

4.0
(2297)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8871686144 | Isbn-13: 9788871686141 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: CD audio

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L'autismo l'ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l'America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero Pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre.
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  • 4

    La vicenda narrata dallo scrittore, soggetto terzo rispetto ai due protagonisti, padre e figlio, è una storia vera, che il padre in questione racconta e che lo scrivente mette nero su bianco, cercando ...continua

    La vicenda narrata dallo scrittore, soggetto terzo rispetto ai due protagonisti, padre e figlio, è una storia vera, che il padre in questione racconta e che lo scrivente mette nero su bianco, cercando di tradurre in parole una circostanza di vita in sè faticosa: il padre di un figlio affetto da autismo, con tutti i se e i ma della cosa, regala al figlio e a se stesso un viaggio in America, rifuggendo dalla logica che vorrebbe situazioni protette, certezze, cautele, per uno stato di fatto, volutamente non voglio usare il vocabolo "diversità", che per il buonsenso comune invece le richiederebbe.
    Un libro che è uscito da qualche anno, ai tempi ci furono interviste e battage in stampa e video, che ho recuperato ora a distanza di tempo. Allora, se avete voglia, guardate questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=Uf0hgEEZt2E
    Vedete il sorriso di questo ragazzo? Io vedo un ragazzo come tanti alla scoperta del mondo, mano per mano (non sempre, se leggete il libro), con suo padre.
    Pensate che il padre sia un po' fricchettone? Io l'ho pensato. Ma ho colto anche un desiderio primario, ai limiti dell'illusione, di cercare un contatto profondo con il figlio, in quel suo mondo parallelo che contatti non ne garantisce, senza i filtri del "quello che si fa in questi casi".
    Li vedete insieme, in viaggio vento in faccia a cavalcioni sulla moto? Io vedo un legame indissolubile, sento un racconto d'amore.
    Colonna sonora:
    http://www.youtube.com/watch?v=egMWlD3fLJ8
    E chi non vorrebbe fare la Route 66 su una Harley? Io lo vorrei.
    Vorrei, intanto posto.
    E consiglio, pure.
    E consiglio, oltre a questo, pure "Strade blu" di William Least Heat-Moon.

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio di un padre e del suo figlio speciale. Ho pensato che Franco oltre a cercare un contatto con il figlio avesse una segreta speranza di miglioramento delle condizioni del figlio Andrea. Mi se ...continua

    Un viaggio di un padre e del suo figlio speciale. Ho pensato che Franco oltre a cercare un contatto con il figlio avesse una segreta speranza di miglioramento delle condizioni del figlio Andrea. Mi sembra che alla fine ne escano felici di questa esperienza e con la consapevolezza che la vita bisogna affrontarla giorno per giorno quando si a che fare con una malattia e forse anche nella vita "normale".
    "Secondo te, rispettare Andrea significa tenerlo al riparo dal mondo o portarlo a riempirsi gli occhi?"
    bello l'incontro con gli Indios
    "Non c'è nulla di rude e primitivo in questo mondo, bisogna affinare i sensi, diventare invisibili."
    Nel villaggio indios Andrea è speciale è quasi venerato...da noi l'amara conclusione di Franco: la diversità è punibile se non per legge, per abitudine mentale

    ha scritto il 

  • 2

    null

    Mi spiace dirlo, ma questo romanzo mi ha molto deluso. Conoscevo la storia già dal 2012, quando il libro uscì, e avevo delle aspettative molto alte. Il mio interesse e la mia enorme stima verso quest ...continua

    Mi spiace dirlo, ma questo romanzo mi ha molto deluso. Conoscevo la storia già dal 2012, quando il libro uscì, e avevo delle aspettative molto alte. Il mio interesse e la mia enorme stima verso questo padre coraggioso ed estremamente umano (nel senso più vero del termine, ovvero con il suo affetto ma anche coi suoi momenti di rabbia e sconforto) restano immutati, ma il libro mi ha lasciato ben poco. Emerge, certamente, la forza di un padre che non si è arreso ed è pronto a dare tutte le sue energie anche quando per gli altri sembra un'impresa inutile, ed emerge la personalità di Andrea (soprattutto dai suoi scritti), ma ho avuto l'impressione che il romanzo non andasse a fondo, narrativamente parlando, né verso la direzione del libro di viaggio, né in quella della testimonianza autobiografica (tutte le domande che avevo sull'autismo sono rimaste senza risposta). L'incontro con lo sciamano è un momento toccante, così come la parte finale con al centro la consegna della lettera, ma sono eccezioni. Ovviamente, trattandosi di una storia vera (e delicata), non è facile scrivere un romanzo-diario in terza persona senza essere quella persona, ma la sensazione è sempre stata quella di assistere a un racconto che rimane piuttosto freddo e poco coinvolgente, pur avvertendo che dietro c'erano tutte le più buone intenzioni e un'enorme empatia da parte dell'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    “Un giorno in cui, trovando me su una panchina, lui si avvicinerà di soppiatto, con quel suo sorriso, per dirmi: va bene papà, puoi andare dove vuoi adesso, me la cavo da solo”

    Non è un viaggio della speranza, quello che idealizza il padre di Andrea nella sua testa, ma un viaggio alla ricerca di un punto di contatto con suo figlio, provare a entrare di più nel suo mondo, per ...continua

    Non è un viaggio della speranza, quello che idealizza il padre di Andrea nella sua testa, ma un viaggio alla ricerca di un punto di contatto con suo figlio, provare a entrare di più nel suo mondo, per capire e accettare i limiti veri o presunti dettati dalla sua condizione, un viaggio che, inevitabilmente, finirà per arricchire entrambi.

    Andrea è autistico, è passato del tempo da quando la diagnosi è stata comunicata, in famiglia la cosa è stata accettata e Andrea è circondato dall’affetto di tutti, ma al padre questo non basta, vuole conoscere meglio questo figlio, capire, se possibile, cosa gli passa per la testa, come vive la sua condizione, se lui stesso è in grado di accettarla, e per fare questo, dopo i tanti viaggi fatti per ottenere sempre le stesse risposte sulle sue condizioni, decidono insieme di fare un viaggio attraverso le due americhe che, in condizioni spesso al limite, permetterà ai due di stabilire un rapporto nuovo e più autentico, consentendo al padre di conoscere qualcosa di più di Andrea e ad Andrea di insegnare qualcosa della sua vita al padre, arrivando a una quasi confusione di ruoli.
    La parte più bella di questo viaggio sarà quella percorsa nell’America Latina con destinazione finale in brasile, sarà qui a contatto con un’umanità ancora legata a valori antichi e tradizionali che la finalità del viaggio potrà dirsi finalmente compiuta.

    Una lettura emozionante, con una storia vera, che richiama l’attenzione sui problemi drammatici e attualissimi delle famiglie che vivono questo tipo di realtà , che oltre ad affrontare queste difficoltà quotidianamente, sono anche assillate dalla stessa domanda che si pone il padre di Andrea, che in parte ho riportato nel titolo del commento, e cioè di come se la caveranno i loro figli quando i genitori non ci saranno più e soprattutto se saranno in grado di farlo, o magari dovranno subire le angherie di una società che risolverà questo tipo di problemi occultandoli alla vista…

    ha scritto il 

  • 2

    IL RACCONTO DI UN VIAGGIO ATTRAVERSO L'AMERICA DI UN PADRE E DI UN FIGLIO AUTISTICO .problemi e difficoltà ma anche tante avventure ,nuove amicizie e un legame che si arrichisce

    ha scritto il 

  • 3

    Io penso che questo libro sia un modo semplice e diretto per descrivere quello che molte famiglie con figli autistici vivono. Quelle difficoltà alle quali non pensiamo, cose che per noi sono semplici ...continua

    Io penso che questo libro sia un modo semplice e diretto per descrivere quello che molte famiglie con figli autistici vivono. Quelle difficoltà alle quali non pensiamo, cose che per noi sono semplici e banali.
    Esperienza (e lettura) che cambia la vita!! Leggendo le parole di questo padre, speravo insieme a lui che la condizione di Andrea cambiasse, che potesse guarire da questa patologia.
    Lettura intensa e da non dare per scontata!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho avuto i brividi...

    Ho iniziato a leggere questo libro perchè mene parlavano bene....mi ha letteralmente rapito l' ho letto in 5 giorni, è profondo e scritto bene, l' amore di questo padre e questo figlio sono superiori ...continua

    Ho iniziato a leggere questo libro perchè mene parlavano bene....mi ha letteralmente rapito l' ho letto in 5 giorni, è profondo e scritto bene, l' amore di questo padre e questo figlio sono superiori a qualsiasi cosa....l inizio è un pò ripetitivo, ma perchè cmq è il racconto di un viaggio... l' ultima parte del libro spettacolare, leggetelo.. merita davvero...

    ha scritto il 

  • 4

    In fondo tutti dovremmo cercare di viaggiare verso gli altri.

    Non so che dire...e non vorrei dire niente per non essere frainteso.
    Mettiamo subito in chiaro che il libro mi è piaciuto.
    Il fatto che l'autore riporti il resoconto del viaggio di Antonello e del fig ...continua

    Non so che dire...e non vorrei dire niente per non essere frainteso.
    Mettiamo subito in chiaro che il libro mi è piaciuto.
    Il fatto che l'autore riporti il resoconto del viaggio di Antonello e del figlio Andrea, affetto da autismo, pone il dubbio non sulla veridicità degli eventi ma sul fatto che gli eventi siano comunque in un certo senso filtrati dalla sensibilità dell'autore.
    E non per fare il guastafeste ma un pò più di spazio ai sentimenti dei protagonisti si poteva concedere a discapito magari di tutto il resto.
    Sull'autismo si sa molto poco. Le cause che portano alla sua comparsa..le vaccinazioni, il fattore genetico?.. e anche le cure che si intraprendono (la chelazione, la comunicazione facilitata,ecc) sono esperienze comuni a tutti genitori di bambini autistici (e alle relative famiglie). Un pò mi viene da dire che l'argomento è stato "predigerito", "abbellito" quasi (notare le virgolette).
    Ma quello che penso io non è importante.
    Oltretutto non è un libro sull'autismo; questa storia è una sorta di diario di viaggio attraverso l'America. L'America dei grandi spazi quella del Nord e l'America affollata e caotica quella del Sud.
    Ad intervallare questo diario di viaggio le brevi e concise considerazioni del padre sulla condizione del figlio.
    La cosa positiva e degna di lode di quest'opera è rappresentata non dal viaggio nel nuovo continente, non dallo stile dell'autore ma dal viaggio che un padre intraprende per creare, per provare a creare quantomeno un ponte, un punto di contatto con il figlio. E non mi sembra cosa da poco.

    ha scritto il 

  • 3

    Quanta dolcezza

    Quanta tristezza e rabbia. Un padre che cerca di avvicinarsi al figlio autistico in un viaggio molto impegnativo in giro per l America. Sembra di essere con loro,con il dolce dolore del padre, con le ...continua

    Quanta tristezza e rabbia. Un padre che cerca di avvicinarsi al figlio autistico in un viaggio molto impegnativo in giro per l America. Sembra di essere con loro,con il dolce dolore del padre, con le assenze del figlio. Assenze che però il figlio riempie,a volte,scrivendo al computer. Comunicando così. Non ho ben capito se gli scritti sono opera del ragazzo o un desiderio del padre ma a me piace pensare che davanti alla tastiera Andrea si possa avvicinare alla realtà.
    A dire il vero l ho trovato un pó troppo lungo, molte descrizioni stemperano il pathos iniziale e il finale forse troppo frettoloso ma sono contenta di averlo letto.

    ha scritto il 

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