Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Se ti abbraccio non aver paura

Di

Editore: Marcos y Marcos (Gli alianti)

4.0
(2105)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale

Isbn-10: 8871686144 | Isbn-13: 9788871686141 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

Ti piace Se ti abbraccio non aver paura?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L'autismo l'ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l'America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero Pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre.
Ordina per
  • 3

    Cosa credevi? Che correndo avresti seminato l’autismo? Che si sarebbe stancato di seguirti? Toc,toc, lui bussa ogni mattina, lui è annidato così in profondità…

    2012:
    Mi ha fatto molto piacere condividere con Franco l’esperienza di viaggio col suo bellissimo figliolo Andrea, autistico, prigioniero del suo mondo, dei suoi “pensieri di libertà”. E’ un libro bel ...continua

    2012:
    Mi ha fatto molto piacere condividere con Franco l’esperienza di viaggio col suo bellissimo figliolo Andrea, autistico, prigioniero del suo mondo, dei suoi “pensieri di libertà”. E’ un libro bello, piacevole, senza pietismi, colorato e gioioso, e traboccante d’amore. Resta, chiudendolo, la tristezza e la preoccupazione per il futuro di questo ragazzo che un giorno resterà solo a lottare con la sua “diversità” insanabile. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro sull'autismo; è un diario di viaggio. Ma non è solo un diario di viaggio: è anche un libro sull'autismo. E va avanti così, su quest'altalena di allegria e ansia, il viaggio di Franco e ...continua

    Non è un libro sull'autismo; è un diario di viaggio. Ma non è solo un diario di viaggio: è anche un libro sull'autismo. E va avanti così, su quest'altalena di allegria e ansia, il viaggio di Franco e di suo figlio Andrea. Si dipana nell'alternanza del "noi" (arriviamo, facciamo, vediamo) e di uno scorato "io", nei momenti in cui il padre non riesce a comunicare per niente con il figlio. E poi si ribalta di nuovo, con una corsa sulla spiaggia, con un sorriso che proviene da inesplorabili lontananze e che dà però la sensazione di essere "vicini".
    Vuoto e sconfinato il Nord America; fitti e impregnati di incontri il Centro e il Sud. Nonostante lo stile fatto di frasi brevi e senza una subordinata, Ervas è bravo a rendere in prima persona i pensieri del padre.
    L'autismo non è una malattia dalla quale di guarisce - e in questo l'angoscia paterna si percepisce tutta -, ma con la quale si possono fare migliaia di chilometri.

    Noi avanziamo così, di suggestione in suggestione (pag 101)

    ha scritto il 

  • 5

    l'autismo visto dalla parte del genitore

    Si sente spesso parlare di autismo..senza forse mai capire davvero il significato che ha questo termine e questa condizione per chi la vive..ma soprattutto per chi sta intorno a chi la vive..

    Questo l ...continua

    Si sente spesso parlare di autismo..senza forse mai capire davvero il significato che ha questo termine e questa condizione per chi la vive..ma soprattutto per chi sta intorno a chi la vive..

    Questo libro è un viaggio nel viaggio..percorriamo tutte le tappe che Andrea e Franco (suo padre) attraversano nell'america e nel frattempo percorriamo le tappe della loro vita e del loro rapporto..

    cosa significa realmente tutto quello che sai sull"autismo..

    e ti perdi..ho dovuto leggere piano questo libro..perchè a tratti mi mandava in confusione...
    forse perchè non sempre quello che cerchi di comprendere poi si capisce fino in fondo...

    Consiglio davvero la lettura di questo libro..riuscire ad avvicinarsi in maniera del tutto nuova a questo mondo di cui fa parte Andrea è molto interessante, costruttivo e fa bene all'anima..

    [...] CIAO ANDREA, COM'E' ANDATA LA GIORNATA OGGI?
    Agitato
    PERCHE' SEI AGITATO?
    Stanco di non controllare andrea. Crisi fuori controllo. Chiedo scusa a tutti andrea sta male di non controllo capace. Ciao papà
    ASPETTA ANDRE. DOBBIAMO LAVORARE SUL CONTROLLO LO SAI. PROVA A DIRMI PERCHE' SCHIACCI LA PANCIA A TUTTI.
    Sento la pancia di persone per conoscere chi mi sta vicino. Mi presento alle persone toccandole e sto tranquillo.
    PERO' LO SAI CHE ALLA GENTE DA' FASTIDIO.
    Sono cosciente ma se andrea non tocca vedo confusione e KO per andrea che si agita.
    MA NON PUOI TOCCARE LA SPALLA ANZICHE' LA PANCIA?
    Mi piace pancia.
    LO CAPISCI O NO CHE DAI FASTIDIO?
    Lo capisci che non posso controllarmi?
    NON DEVI MAI SMETTERE DI PROVARCI
    Faccio le prove di controllarmi ogni giorno
    RIESCI A DIRMI CHE PROVE FAI?
    Devo mettere in ordine tante cose e aspetto finché non resisto più e sto male. Prolungo i tempi e miglioro.
    VUOI CHIEDERMI QUALCOSA?
    Andrea chiede aiuto testa confusa male sto
    CHE AIUTO VUOI?
    A guarire mia condizione di autismo. Sono stanco di stare così.

    Lo so Andre, lo so. [...]

    ha scritto il 

  • 5

    "Sai Odisseu, con certe persone la vita si è confusa all'ultimo istante".
    "In che senso?"
    "Ha sbagliato una virgola, ha messo il punto dove non doveva esserci. Ha dimenticato un occhio, un orecchio, u ...continua

    "Sai Odisseu, con certe persone la vita si è confusa all'ultimo istante".
    "In che senso?"
    "Ha sbagliato una virgola, ha messo il punto dove non doveva esserci. Ha dimenticato un occhio, un orecchio, un po' di cervello, una mano. Si è confusa, si è fermata un millimetro prima. Mancanze lievi, rispetto a tutti gli impegni che ha la vita".
    "Già".
    "Sai cosa sogno?"
    "No".
    "Una tassa. Tutta la squadra dell'umanità si tassa per far fronte alle confusioni della vita. Non è una faccenda di soldi ma di civiltà. Perché poteva toccare a chiunque, è una lotteria, solo che non dobbiamo condividere una vincita ma una perdita. La vincita chi l'ha avuta se la gode, è giusto, mentre la perdita dobbiamo portarla sulle spalle un po' tutti".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo libro, nonostante a prima vista non sia molto accattivante (l'ho letto per compito scolastico), già a partire dalle prime pagine si riscatta. Oltre infatti ad essere la vera storia di un viaggi ...continua

    Questo libro, nonostante a prima vista non sia molto accattivante (l'ho letto per compito scolastico), già a partire dalle prime pagine si riscatta. Oltre infatti ad essere la vera storia di un viaggio attraverso l'America di padre e figlio, ricca di tutti i particolari e le situazioni vissute dai due, è una riflessione profonda sull'autismo, su quello che comporta per chi ha un familiare autistico e soprattutto per chi ne è "affetto". Sembra addirittura che l'autore (Fulvio Ervas) sia davvero il padre di Andrea e che abbia intrapreso egli stesso il viaggio attraverso l'America. Consiglio a tutti di leggerlo, soprattutto perché apre gli occhi ad una "patologia" ancora sconosciuta.

    ha scritto il 

  • 4

    "Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riuscire ad esprimerlo con le parole..."

    Andrea vive in una dimensione resa irraggiungibile dall'autismo.
    E' come se il suo mondo fosse parallelo rispetto a quello di chi lo circonda, destinato a non incrociarsi mai.
    Però...
    Però ci sono att ...continua

    Andrea vive in una dimensione resa irraggiungibile dall'autismo.
    E' come se il suo mondo fosse parallelo rispetto a quello di chi lo circonda, destinato a non incrociarsi mai.
    Però...
    Però ci sono attimi in cui sembra aprirsi un varco che permette di raggiungere la sua dimensione. O meglio. Ci sono momenti in cui la sua retta da parallela diventa perpendicolare. Incrocia in un unico punto un'altra retta. Attimi di incontri, di sintonia. Ma pur sempre attimi.
    Ed è angosciante, per Franco, suo padre, vivere di questi attimi.
    ...e Andrea? Ha un modo tutto suo per rapportarsi con le persone. Ha bisogno di "sentirle" toccando la pancia. O abbracciandole. E' questo il suo modo di entrare in contatto con il resto del mondo. Ma lasciarsi toccare da un estraneo per il resto del mondo (o almeno la maggior parte, me compresa) è una cosa non gradita. O vista con sospetto.

    http://www.youtube.com/watch?v=hN8CKwdosjE

    Io: "(...) L'argomento mi mette a disagio. Vero, è un racconto dai toni pastello. Ma io ho chiuso il libro e Andrea e Franco ci sono ancora. (Andrea intrappolato nella propria dimensione e Franco spettatore impotente, che cercherà sempre di aprire un varco per poter comunicare con lui 'mi sveglio e cristo! Che desiderio avrei di parlare a ruota libera con Andrea, chiacchiere su chiacchiere magari senza senso, di hot dog e salse rosse, di strisce pedonali, di fari spenti(...)'"

    Andrea (non il figlio di Franco): "Eppure la vita vince sempre. Si trovano sempre motivi per vivere, per andare avanti. Anche nella merda merdosa."*

    *queste parole sono sintetizzate in una immagine, presente nell'apposita sezione. E il caso vuole che la foto sia stata scattata proprio in un giorno in cui ero in giro con Andrea (non il figlio di Franco).

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha commosso molto e aperto gli occhi su una realtà che non conoscevo, , libro commovente ma al tempo stesso confortante. Notare anche la differenza di educazione culturale tra noi, , italiani e gli ...continua

    Mi ha commosso molto e aperto gli occhi su una realtà che non conoscevo, , libro commovente ma al tempo stesso confortante. Notare anche la differenza di educazione culturale tra noi, , italiani e gli americani....loro appena apprendono che Andrea è autistico lo accettano subito x quello che è, la maggior parte di noi (me compresa) non sa nemmeno di cosa si stia parlando! Mi è piaciuto molto.

    ha scritto il 

  • 0

    A volte un libro diventa importante non per come dice e neanche per cosa dice, ma perché diventa strumento.
    O esempio.
    "Se ti abbraccio non aver paura" è uno di questi libri.

    Fulvio Ervas racconta l’ ...continua

    A volte un libro diventa importante non per come dice e neanche per cosa dice, ma perché diventa strumento.
    O esempio.
    "Se ti abbraccio non aver paura" è uno di questi libri.

    Fulvio Ervas racconta l’esperienza vissuta da Franco Antonelli e da suo figlio Andrea.
    Un padre e un figlio on the road, in un viaggio che dura molti giorni, senza programmi, alberghi, prenotazioni.
    Un coast to coast, dalla Florida, punto di partenza, fino al Pacifico, con tante deviazioni e ancora in Messico, Guatemala, Belize, Costarica, Panama, e Brasile.
    Senza meta e senza obiettivo, a tentoni, spinti da imprevisti, costrizioni o meravigliose scoperte.
    Così come è la strada della vita che Franco percorre con suo figlio.
    Quanti figli desidererebbero un’esperienza così? E quanti padri?

    Ma Andrea è autistico.
    “Il deserto entra ed esce dai miei pensieri. L’associazione tra deserto e autismo è immediata. La scarsità di relazioni, l’apparente monotonia. Il silenzio. L’essenzialità. La vita che si fa strada sgomitando, distante dall’esplosione delle foreste, infilata tra la sabbia, dentro le fessure delle rocce, che non disdegna mimetismi, adattamenti estremi, che accetta di perdere parti di sé pur di resistere.”
    “Per entrare nel deserto di Andrea ho provato tante volte a imitare i suoi gesti: saltare sul posto, sfregare forte le mani con il suo ritmo, correre da un punto all’altro e tornare subito indietro, guardare sbilenco.
    Ho provato emozioni molto forti e mi sono sempre dovuto fermare perché arrivavano lacrime così grandi che non si possono trattenere.”

    Dell’autismo non si conosceva nulla fino alla metà degli anni ’50 del secolo scorso.
    Dell’autismo si conosce pochissimo ancora oggi.
    Non si sa perché accade, non si sa che cosa siano l’ecolalia, i gesti scomposti, le ripetizioni, i comportamenti strani.
    Dell’autismo non conoscevo nulla se non la versione patinata (e platinata) interpretata da Dustin Hoffman in Rain Man.
    Dell’autismo ora so, perché ho N., e altri ragazzini autistici sono nella mia scuola.
    E’ difficile, molto difficile entrare in contatto, intuire i bisogni, riuscire a immaginare i sogni.

    “Sono un uomo imprigionato nei pensieri di libertà.
    Andrea vuole guarire.
    Ciao.”

    E’ uno dei biglietti che Franco si porta dietro nel viaggio, un biglietto scritto da Andrea sotto la guida della madre.
    Io non so quanto di Andrea ci sia in questo messaggio. Quanta consapevolezza del senso delle parole.
    Mi chiedo, guardando il mio N. , quanto ci sia di suo in quello che scrive al computer o con il facilitatore e quanto sia prodotto di ciò che noi vogliamo che lui scriva.
    “Ecco, è tutto bello per lui. È solo una meccanica ripetizione? Oppure significa che ciò che riesce a filtrare e ricomporre lo apprezza talmente da percepire la magnificenza di ogni scheggia dorata che arriva dal mondo? Io voglio illudermi che sia così.”
    Io voglio credere che sia stato così il viaggio per Andrea, che sia così la sua vita.
    Anche se molto lontanamente, posso comprendere ciò che prova un padre (una madre).
    Ci vuole un coraggio enorme a intraprendere un viaggio come quello che hanno fatto insieme Franco e Andrea, contro il parere dei medici, contro la convinzione che le novità “destabilizzino” ancora di più gli autistici.
    (mi si stringe il cuore quando vedo l’educatrice premere N. sulle spalle, sotto il collo, quando la vedo guidarlo come un burattino, mentre N. vorrebbe correre e correre. )

    Franco e Andrea hanno fatto un’esperienza bellissima.
    Difficile, ma forse non più difficile dell’affrontare la vita quotidiana.

    “Ho capito che non avrei vissuto con un continuo pianto senza lacrime, con una smorfia o con un ghigno. Davanti a questa prova della vita avrei imparato a sorridere: l’avrei affrontata con fatica, ma anche con responsabilità, con intenzione. Con positività. Non sarei rimasto lì a inghiottire vicoli ciechi in salsa di palude.”

    ha scritto il 

  • 4

    Se ti abbraccio, non aver paura ci racconta non solo un viaggio davvero insolito e avventuroso che taglia e percorre le due Americhe, ma descrive anche in modo emozionante il rapporto tra i due protag ...continua

    Se ti abbraccio, non aver paura ci racconta non solo un viaggio davvero insolito e avventuroso che taglia e percorre le due Americhe, ma descrive anche in modo emozionante il rapporto tra i due protagonisti del viaggio: un padre coraggioso e amorevole e un figlio autistico diciottenne.
    La sensibilità e la sincerità nel descrivere i difficili rapporti comunicativi che a volte frustrano questo padre sono commoventi, come sono commoventi tutti i piccoli dettagli che arricchiscono una intensissima relazione d'amore tra padre e figlio.
    Sarà dovuto alla mia deformazione professionale di docente di sostegno, ma credo che un solare contatto oculare di un alunno con autismo regali una felicità che si misura con un abbraccio, un abbraccio appunto per il quale non avere paura.
    Lettura delicatissima e a tratti poetica che mi ha molto coinvolta.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per