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Se una notte d'inverno un viaggiatore

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 4

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.2
(10514)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Francese , Tedesco , Chi semplificata , Spagnolo , Finlandese , Olandese , Turco , Giapponese , Catalano , Croato , Greco , Polacco , Rumeno

Isbn-10: 8481304476 | Isbn-13: 9788481304473 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Se una notte d'inverno un viaggiatore segna, nella storia di Italo Calvino, una rinascita. Attraversata la rarefazione meravigliosa e a suo modo conclusiva de Le città invisibili, ecco che nel 1979, dopo sette anni di silenzio, la vocazione narrativa torna prepotente: fin troppo, visto che nel libro si susseguono ben dieci inizi di romanzi diversissimi fra loro, legati dal fil rouge di un'ulteriore storia che, attraverso le avventure di un Lettore e di una Lettrice, ci conduce dall'una all'altra di quelle parti iniziali presto interrotte.
La scelta sperimentale e combinatoria, pronunciatissima nel Castello dei destini incrociati ma già notevolmente stemperata nelle Città invisibili, viene qui quasi del tutto occultata da una fantasia davvero scatenata, che non conosce confini né di tempo né di spazio, nonché da una felicità di raccontare, a stento tenuta a freno da una volontà tutta intellettuale di intervento sulle strutture profonde del romanzo. Così il senso di frustrazione che Calvino fa provare al Lettore e alla Lettrice quando improvvisamente le storie si interrompono, diventa lo stesso nostro di fronte agli accattivanti meccanismi di attesa che l'autore prepara ogni volta con stupefacente maestria, e che poi perfidamente si rifiuta di soddisfare.
Se una notte d'inverno un viaggiatore fu definito un "romanzo sul piacere di leggere" da Calvino stesso, il quale parallelamente andava coltivando il redde rationem autobiografico di Palomar. E su ambedue tali "maniere" aleggia, discreta e leggera, quella ritrovata gioia di scrivere e forse di vivere, che segna in modo indelebile questa fase, purtroppo inopinatamente l'ultima, di una eccezionale vicenda letteraria.
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  • 4

    Lo scoiattolo della penna

    Ora capisco perché Pavese aveva soprannominato Calvino "lo scoiattolo della penna": "Se una notte d'inverno un viaggiatore" è infatti un bellissimo gioco letterario dove si diverte a scherzare, all'ap ...continua

    Ora capisco perché Pavese aveva soprannominato Calvino "lo scoiattolo della penna": "Se una notte d'inverno un viaggiatore" è infatti un bellissimo gioco letterario dove si diverte a scherzare, all'apparenza, con il lettore. In un periodo storico in bivio tra un passato che si sgretolava e un futuro senza certezze, Calvino riuscì ad affermare ancora una volta il senso della letteratura. Con leggerezza, senza nessuna pomposità né retorica.

    ha scritto il 

  • 0

    Avete presente un montante che esplode sotto il mento di un pugile disattento? Bene, questo non c'entra nulla con il libro di cui sto scrivendo. Piuttosto occorrerebbe ritornare a certi film della cop ...continua

    Avete presente un montante che esplode sotto il mento di un pugile disattento? Bene, questo non c'entra nulla con il libro di cui sto scrivendo. Piuttosto occorrerebbe ritornare a certi film della coppia Bud Spencer-Terence Hill dove il cattivo di turno veniva travolto da una scarica di ceffoni che lo lasciavano stravolto e incredulo, incapace di capire cosa le fosse successo. Ecco, è precisamente questo l'effetto che il libro in questione mi ha fatto. Una partenza come tante, la giusta dose di mistero, ambientazione noir, un qualcuno che non arriva, un capovolgimento improvviso. stop. Quindi un'altra storia e una ancora e così via fino alla fine che è inizio. Non si nega nulla l'autore, neppure il godimento di maltrattare il lettore, che viene preso e centrifugato in un concentrato di Letteratura, si, con la maiuscola, di storie, considerazioni mistificazioni che Calvino ci regala a piene mani. Se ne esce frastornati, sudati, affaticati, è come si dice, stanchi ma contenti. Non un libro per tutti, ma tutto in un libro, questo è sicuro. È come al solito, nel finale, un consiglio: leggetelo o non scriverò mai più ... O no?

    ha scritto il 

  • 4

    Ricordavo questo libro, letto una decina di anni fa, come un romanzo piuttosto oscuro, affascinante ma poco coinvolgente. Confermo questa impressione, solo che la rilettura mi ha rivelato una curiosa ...continua

    Ricordavo questo libro, letto una decina di anni fa, come un romanzo piuttosto oscuro, affascinante ma poco coinvolgente. Confermo questa impressione, solo che la rilettura mi ha rivelato una curiosa verità: nella mia memoria, gli stralci di romanzi erano diventati romanzi completi, romanzi che ricordavo vagamente di avere letto, che mi avevano colpito ma dei quali non ricordavo ne' il finale e ne' il nome dell'autore. Leggendolo quindi mi si faceva chiara questa verità nascosta e in me lo stupore diventava sempre più grande.
    Dall'inizio alla fine mi sono meravigliata per le straordinarie trovate stilistiche, per la capacità di Calvino di adattare lo stile al genere, all'ipotetico autore e la trama, benchè nebulosa e tutto sommato inesistente, si è snodata sotto i miei occhi come un fascinoso fantasy.
    E' un libro che ho amato!

    ha scritto il 

  • 1

    Sul virtuosismo e le capacità scrittorie di Calvino tanto di cappello, ma io sono una lettrice e non ho interesse a cimentarmi nella scrittura, quindi questo libro, che ho presto abbandonato, non mi h ...continua

    Sul virtuosismo e le capacità scrittorie di Calvino tanto di cappello, ma io sono una lettrice e non ho interesse a cimentarmi nella scrittura, quindi questo libro, che ho presto abbandonato, non mi ha lasciato proprio nulla.

    ha scritto il 

  • 1

    Vale 4 stelle, minimo, ma proprio non mi è piaciuto.

    LA "qualità" del libro è sicuramente molto più elevata del voto che gli do, che misura solo ed esclusivamente quanto mi è piaciuto. La qualità della scrittura, la capacità di modificare il proprio sti ...continua

    LA "qualità" del libro è sicuramente molto più elevata del voto che gli do, che misura solo ed esclusivamente quanto mi è piaciuto. La qualità della scrittura, la capacità di modificare il proprio stile così tanto da rendere ogni capitolo-incipit unico e credibile, anche solo la stuttura del libro sono straordinari, e lasciano ammirati.

    Purtroppo io sono una lettrice emotiva, più legata all'empatia con i personaggi che al resto, e pur ammirando il lavoro di Calvino devo dire che non l'ho amato affatto. Anzi, non di rado l'ho trovato frustrante e difficile da leggere.

    Stessa emozione che avevo provato anni fa, alla prima - parziale - lettura.

    Resta straordinario il primo capitolo, con la descrizione dell'entrata in libreria da parte del lettore che ho trovato esilarante e geniale (chi non ha il suo bravo scaffale di Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero) e il capitolo VIII Dal Diario di Silas Flannery, in cui mi sono immersa felicemente, mentre quasi tutto il resto del libro mi è parso un esperimento. Interessante ma freddamente clinico.

    Credo che Calvino non sia scrittore per me, tuttavia questo è un libro che consiglio di provare a tutti, per farsi una idea personale, e per ammirare un testo che è sicuramente miliare nella storia della letteratura moderna italiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro strepitoso per chi ama leggere.
    Un libro dove autore, lettore, personaggi si scambiano i ruoli, un libro in continuo divenire, che si interroga su cosa vuol dire scrivere, leggere .... essere ...continua

    Un libro strepitoso per chi ama leggere.
    Un libro dove autore, lettore, personaggi si scambiano i ruoli, un libro in continuo divenire, che si interroga su cosa vuol dire scrivere, leggere .... essere autore, essere lettore.
    Cosa dovrebbe scrivere un autore e di cosa ? Cosa dovrebbe aspettarsi il lettore quando sceglie un libro?
    Un libro in cui ciascuno di noi può trovare delle risposte e soprattutto tante domande a cui cercare una risposta.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso. Ammirazione sconfinata. Che Italo Calvino fosse una garanzia me lo dicevano le esperienze precedenti, ma apprezzarlo dopo esserne stato spiazzato è stato ancor più soddisfacente.
    Questo ...continua

    Meraviglioso. Ammirazione sconfinata. Che Italo Calvino fosse una garanzia me lo dicevano le esperienze precedenti, ma apprezzarlo dopo esserne stato spiazzato è stato ancor più soddisfacente.
    Questo genio era in grado di scrivere qualunque cosa, sarebbe stato in grado di scrivere quasi in qualunque modo: le settimane precedenti, oltre al divertentissimo San Isidro Futból di Pino Cacucci, avevo divorato un paio di bei gialli avvincenti (Pista nera di Antonio Manzini e Ksenia. Le Vendicatrici di Massimo Carlotto e Marco Videtta), ma scorrendo le evoluzioni calviniane mi rendevo conto di come lui fosse in grado di avvincere a partire da qualsiasi elemento, situazione, spunto e perfino dalla voluta assenza di spunti.
    ...
    L'importante, probabilmente, è non smettere mai di leggere. Almeno finché ti rimane la voglia irrefrenabile di ascoltare il racconto.

    ha scritto il 

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