Se una notte d'inverno un viaggiatore

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 4

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.2
(10788)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Francese , Tedesco , Chi semplificata , Spagnolo , Finlandese , Olandese , Turco , Giapponese , Catalano , Croato , Greco , Polacco , Rumeno

Isbn-10: 8481304476 | Isbn-13: 9788481304473 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Se una notte d'inverno un viaggiatore segna, nella storia di Italo Calvino, una rinascita. Attraversata la rarefazione meravigliosa e a suo modo conclusiva de Le città invisibili, ecco che nel 1979, dopo sette anni di silenzio, la vocazione narrativa torna prepotente: fin troppo, visto che nel libro si susseguono ben dieci inizi di romanzi diversissimi fra loro, legati dal fil rouge di un'ulteriore storia che, attraverso le avventure di un Lettore e di una Lettrice, ci conduce dall'una all'altra di quelle parti iniziali presto interrotte.
La scelta sperimentale e combinatoria, pronunciatissima nel Castello dei destini incrociati ma già notevolmente stemperata nelle Città invisibili, viene qui quasi del tutto occultata da una fantasia davvero scatenata, che non conosce confini né di tempo né di spazio, nonché da una felicità di raccontare, a stento tenuta a freno da una volontà tutta intellettuale di intervento sulle strutture profonde del romanzo. Così il senso di frustrazione che Calvino fa provare al Lettore e alla Lettrice quando improvvisamente le storie si interrompono, diventa lo stesso nostro di fronte agli accattivanti meccanismi di attesa che l'autore prepara ogni volta con stupefacente maestria, e che poi perfidamente si rifiuta di soddisfare.
Se una notte d'inverno un viaggiatore fu definito un "romanzo sul piacere di leggere" da Calvino stesso, il quale parallelamente andava coltivando il redde rationem autobiografico di Palomar. E su ambedue tali "maniere" aleggia, discreta e leggera, quella ritrovata gioia di scrivere e forse di vivere, che segna in modo indelebile questa fase, purtroppo inopinatamente l'ultima, di una eccezionale vicenda letteraria.
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  • 2

    Leggere ieri e oggi: dall’immersione solitaria al multimodale/conviviale. Calvino e Simone

    "Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda ...continua

    "Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla, di là c’è sempre la televisione accesa. […]"

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/08/12/leggere-ieri-e-oggi-dallimmersione-solitaria-al-multimodaleconviviale-calvino-e-simone/

    ha scritto il 

  • 3

    Se una notte d'inverno un viaggiatore è senza dubbio un capolavoro poichè penna e trama sono di una maestria e originalità mai viste.
    Protagonista il Lettore che non riesce a finire di leggere il suo ...continua

    Se una notte d'inverno un viaggiatore è senza dubbio un capolavoro poichè penna e trama sono di una maestria e originalità mai viste.
    Protagonista il Lettore che non riesce a finire di leggere il suo romanzo e che di volta in volta si ritova a leggere uno diverso alla ricerca del precedente.
    Davvero straordinario e accattivante.
    Inizialmente presenta difficoltà ma poi è una meraviglia.
    Notevoli alcune riflessioni filosofiche e apprezzabile la dichiarazione d'amore per delitto e castigo che personalmente amo.

    ha scritto il 

  • 2

    All'inizio la lettura è estremamente difficile: con questi continuii cambi di personaggi, ambientazioni e storie, se ne esce disorientati. Ci vuole un po' per entrare nel senso della narrazione, ma co ...continua

    All'inizio la lettura è estremamente difficile: con questi continuii cambi di personaggi, ambientazioni e storie, se ne esce disorientati. Ci vuole un po' per entrare nel senso della narrazione, ma continuano a sfuggire il nesso, il motivo. Pian piano però si delinea l'immagine che l'autore voleva si creasse, portanto una rappresentazione precisa, seppur multisfaccettata e con un che di filosofico.
    A parer mio son tutte sembrate storie sconnesse, senza un legame preciso (per quanto forniscano riflessioni intriganti), e senza due "precisazioni" (una a circa metà libro ed una alla fine), sembra di ballare in balia delle onde, e hanno reso la lettura pesantissima.

    Se vi piacciono romanzi riflessivi, filosofici, al cui messaggio si può giungere solo dopo un'accurata riflessione, questo libro fa per voi, ma munitevi di pazienza.

    ha scritto il 

  • 2

    Bella l'idea

    Bella l'idea della storia, un lettore in un libro. È il primo romanzo di Calvino che leggo e si capisce tutta la bravura di questo scrittore che in certi punti del libro è capace di rapirti e in certe ...continua

    Bella l'idea della storia, un lettore in un libro. È il primo romanzo di Calvino che leggo e si capisce tutta la bravura di questo scrittore che in certi punti del libro è capace di rapirti e in certe frasi rivelare quelle verità che ti sembra di aver sempre saputo ma che non eri mai riuscita a esprimere. Escludendo questi... Una noia assoluta per me! Ci sono un sacco di parole superflue, descrizioni che potrebbero essere evitate, riflessioni che mi sembrano inconcludenti e che non hanno stimolato la curiosità è la voglia di andare avanti nella lettura. Anche i continui cambi di storia dell'inizio senza una spiegazione di quello che stava succedendo per me sono stati snervanti. Ho cercato di finirlo obbligandomi a leggere fino alla fine, ma a tre quarti di libro ho abbandonato!

    ha scritto il 

  • 0

    Attento Icaro, ti verrà un'abbronzatura da farmi schiattare d'invidia, ma schianterai anche al suolo se non la smetti di impennarti verso il sole

    Forse è Wittgenstein che, dal comodino, mi fa maneggiare tra le dita questa recensione. Ma no, sono proprio io che la penso così.

    Su ciò che non si può leggere, non si deve scrivere

    Poi, Calvino, tu s ...continua

    Forse è Wittgenstein che, dal comodino, mi fa maneggiare tra le dita questa recensione. Ma no, sono proprio io che la penso così.

    Su ciò che non si può leggere, non si deve scrivere

    Poi, Calvino, tu sei bravo, e non ti si può stroncare. Sai come tenere per le palle il pubblico, conosci l'armamentario completo di trucchi di chi è aldilà della barricata, dietro il filo spinato dove sta chi il libro lo congegna e lo mette insieme.
    Ma il tema della lettura, sceglierlo per un romanzo, scritto, perciò da leggere, è qualcosa di troppo intimo. Se fossi analfabeta e qualcuno mi raccontasse la storia di Se una notte d'inverno un viaggiatore, allora sì, terminata la narrazione mi precipiterei a chiedere asilo politico nella scuola elementare più vicina ai miei paraggi. Ma così no.
    E' come quando ascolti una canzone bellissima alla radio, e poi chiami la tua ragazza, o il tuo migliore amico, o il tuo vicino di casa, ti precipiti a cercarla su Youtube, e poi gliela fai sentire perché una canzone così bomba, così piena di magia... lo senti, quel vuoto che cresce dentro quando entrano gli archi e il batterista sfiora la pelle del rullante? Eh? Ragazza/migliore amico/vicino di casa, lo senti? Riesci a sentire la magia?
    Ma come si può scrivere della magia?
    WITTGENSTEIN: Si tace.

    Ed è per questo che buttare giù queste righe mi ha fatto passare cinque minuti in maniera spensierata, ma stringi stringi è stata solo una perdita di tempo, per me e per chi legge.

    ha scritto il 

  • 3

    L'essenza del romanzo la descrive perfettamente Giovani Raboni nella postfazione del libro: "L'idea di fondo, la "trovata", semplicissima e straordinaria di Se una notte d'inverno un viaggiatore è la ...continua

    L'essenza del romanzo la descrive perfettamente Giovani Raboni nella postfazione del libro: "L'idea di fondo, la "trovata", semplicissima e straordinaria di Se una notte d'inverno un viaggiatore è la seguente: mettere al centro del libro (di ciò di cui il libro racconta o riferisce) un personaggio che di solito ne sta di fuori, che di solito viene dopo il libro, cioè il lettore."
    Un romanzo insolito, che in certi punti si fa leggere con foga, in altri, a mio parere, procede troppo lento. Non tolgo che alcune delle "introduzioni" (per dirla alla Calvino maniera) mi sarebbe piaciuto leggerle per intero e quindi concludere i romanzi come voleva il "viaggiatore", di certo credo che non sia il romanzo più adatto per chi si approccia per la prima volta (come la sottoscritta) all'autore, ma tutto sommato una volta presa la mano e dopo aver capito la struttura, il libro si lascia leggere. In certo senso mi sono un po' rivista io, lettrice, mi sono sentita descritta in certi punti del romanzo e questo mi ha entusiasmata molto invogliandomi ad andare avanti alla scoperta della storia e dell'autore Calvino.

    ha scritto il 

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