Se una notte d'inverno un viaggiatore

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.2
(10917)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Francese , Tedesco , Chi semplificata , Spagnolo , Finlandese , Olandese , Turco , Giapponese , Catalano , Croato , Greco , Polacco , Rumeno

Isbn-10: 8804482001 | Isbn-13: 9788804482000 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Giovanni Raboni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo.

"È un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro."
(Italo Calvino)
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  • 0

    ILLEGGIBILE

    Mi dispiace per Calvino ma dopo 89 pagine proprio non ce l'ho fatta a continuare!Mi fa passare la voglia di leggere e non posso permettermi di sprecare il mio già ridotto tempo libero sforzandomi di l ...continua

    Mi dispiace per Calvino ma dopo 89 pagine proprio non ce l'ho fatta a continuare!Mi fa passare la voglia di leggere e non posso permettermi di sprecare il mio già ridotto tempo libero sforzandomi di leggere un qualcosa che non mi pioace. Non posso leggere un romanzo senza sapere che fine fanno i protagonisti della storia, cosa faranno, cosa diranno...e questo libro è la tomba dei miei desideri di lettrice, delle mie curiosità visto che ad ogni capitolo i personaggi del precedente spariscono e non si sa che fine facciano....

    ha scritto il 

  • 4

    Calvino non delude mai.

    Dieci romanzi che iniziano, arrivano al culmine della narrazione, ma per un motivo o per l'altro restano inconclusi. Una storia, che ha come protagonista il lettore stesso, lega la lettura e la ricerc ...continua

    Dieci romanzi che iniziano, arrivano al culmine della narrazione, ma per un motivo o per l'altro restano inconclusi. Una storia, che ha come protagonista il lettore stesso, lega la lettura e la ricerca di questi 10 incipit plasmando il romanzo stesso. In questo libro ci vedo sperimentazione letteraria, amore per la scrittura e per la lettura, critica al romanzo moderno e all'omologazione dei contenuti e degli stili. Ci vedo anche tanta tanta bravura nell'esprimere l'essenza di ciò che un lettore ricerca nel libro; qualsiasi tipo di lettore esso sia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un esperimento di meta-letteratura molto ambizioso e discretamente impegnativo per il lettore appassionato al genere ed all'autore. Purtroppo il ritmo non è sempre omogeneo e gli alti ed i bassi nella ...continua

    Un esperimento di meta-letteratura molto ambizioso e discretamente impegnativo per il lettore appassionato al genere ed all'autore. Purtroppo il ritmo non è sempre omogeneo e gli alti ed i bassi nella prosa sono netti, si fanno sentire. Quando più volte si è tentati si abbandonarlo ecco che Calvino spunta con qualche trovata delle sue che ti fa rimpiangere con gli interessi di aver solo pensato di fare una cosa simile! É come se avesse pianificato ogni tua singola reazione per poi giocare con esse. Il finale poi vale tutto il libro! 😊

    ha scritto il 

  • 4

    Difficilmente replicabile, un romanzo che si disfa e ricompone in mille altri romanzi, di cui ci è dato sapere solo l'incipit. Un intreccio di una completezza espressiva, stilistica, filosofica e lett ...continua

    Difficilmente replicabile, un romanzo che si disfa e ricompone in mille altri romanzi, di cui ci è dato sapere solo l'incipit. Un intreccio di una completezza espressiva, stilistica, filosofica e letteraria che non ho mai trovato in nessun altra mia lettura! Ogni pagina deve essere gustata e centellinata per riuscire a comprenderla in tutte le sue sfaccettature, sebbene rimanga sempre quell'aura di inafferrabilità che contraddistingue il pensiero ultimo dell'autore, o così almeno a me pare! Un libro controverso proprio perché unisce tutto ed il contrario di tutto, lascia aperto un varco a mille interpretazioni diverse, nessun esatta e nessuna completamente errata! Una maestria e una potenza nelle descrizioni che lasciano il lettore quasi stranito, conturbato dai termini mai spropositati e sempre perfettamente inseriti nel contesto. Una lettura difficile,intricata, che spinge ad esplorare il particolare ed il tutto in un gioco senza fine...non deve mancare nell'elenco di quei libri da leggere almeno una volta nella vita.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ho sempre ammirato Italo Calvino e questo libro non fa che confermarmi la grandezza della sua scrittura. Non si tratta solo della trama del romanzo ma anche del suo stile. La cosa che mi colpisce semp ...continua

    Ho sempre ammirato Italo Calvino e questo libro non fa che confermarmi la grandezza della sua scrittura. Non si tratta solo della trama del romanzo ma anche del suo stile. La cosa che mi colpisce sempre con lui è che non importa l'argomento o il genere, la sua scrittura riesce sempre a coinvolgermi perché è sempre chiara e semplice. E con semplice non intendo che sia facile perché al contrario la sua scrittura è densa di significati, ma anche i concetti più complessi sono espressi con frasi lineari e puntuali. Utilizza vocaboli "quotidiani" ma ricercati al tempo stesso perché è quel vocabolo particolare che all'interno contiene sensi e mondi diversi. Per questo credo che ogni aspirante scrittore dovrebbe prenderlo come modello di riferimento perché non servono parole dotte e auliche per esprimere il proprio pensiero e scrivere una storia mettendo in mostra la propria erudizione. Calvino riesce a farlo senza e con la maggiore chiarezza possibile.
    In effetti ciò che mostra in questo romanzo è la sua capacità narrativa, il suol destreggiarsi tra generi diversi riuscendo sempre nella sfida di ammaliare il Lettore (e noi lettori e lettrici). Vengono presentati incipit di storie diverse che il Lettore non riesce mai a concludere ma che possono anche essere considerate autoconclusive e che, pur essendo diverse possono condividere dei tratti superficiali, come i nomi dei protagonisti. Il protagonista è talmente preso dalla lettura che ogni volta è determinato a cercare il continuo del romanzo in questione, fallendo sempre fino a ritrovarsi in altri paesi lontani immaginari e vivere lui stesso un'avventura da romanzo.
    Come disse Calvino stesso l'oggetto del romanzo è la lettura stessa e il piacere della lettura e come questa viene vissuta da vari lettori/lettrici. Per questo le riflessioni finali dei lettori mi hanno colpita perché mi hanno fatto riflettere sul perché leggiamo e sul perché io leggo, cosa a cui non ho mai pensato. Alla fine mi sono trovata d'accordo con il sesto lettore quando nel finale dice che: “Il momento che più conta per me è quello che precede la lettura. Alle volte è il titolo che basta ad accendere in me il desiderio d'un libro che forse non esiste. Alle volte è l'incipit del libro, le prime frasi...Insomma: se a voi basta poco per mettere in moto l'immaginazione, a me basta ancor meno: la promessa della lettura.”(pag. 301) Mi sento d'accordo con il sesto lettore perché credo che sia questo che mi spinge a leggere, la ricerca di un libro che forse non esiste ed è per questo che mi dispiace quando un libro non mi piace perché le mie aspettative nate dal titolo, dalla copertina e dall'incipit sono state disattese. Per fortuna con questo libro non è successo.

    ha scritto il 

  • 5

    “Se una notte d’inverno un viaggiatore” è davvero un romanzo unico.
    Da un lato è influenzato dalle ultime esperienze dell’autore, la vicinanza all’OULIPO e agli “Esercizi di stile” di Queneau, dall’al ...continua

    “Se una notte d’inverno un viaggiatore” è davvero un romanzo unico.
    Da un lato è influenzato dalle ultime esperienze dell’autore, la vicinanza all’OULIPO e agli “Esercizi di stile” di Queneau, dall’altro vi si riflette una oggettiva considerazione del ‘libro’ come prodotto seriale (non si dimentichi l’attività di Calvino per Einaudi).
    Tutto ha inizio con il Lettore che compra un libro mal-composto, poiché la storia che ha iniziato a leggere si interrompe sul più bello. Nel tentativo di ritrovarne il seguito, il Lettore si imbatterà in numerosi altri romanzi, tutti diversi e incompleti; ma incontrerà anche gli altri due personaggi: la Lettrice e l’Autore. Già, perché proprio Lettore, Lettrice e Autore sono al centro del romanzo sin dalle prime pagine, s’intuisce che Calvino ha creato un romanzo il cui argomento principale è proprio l’attività della Lettura in sé, senza secondi fini. Donde provengono le storie? Esiste qualcuno che ne crea una originaria di cui tutte quelle successive sono pallide imitazioni o splendidi falsi? La fantasia di scrittori lontani nel tempo e nello spazio può originare storie simili?

    ha scritto il 

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