Se una notte d'inverno un viaggiatore

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.2
(10993)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Francese , Tedesco , Chi semplificata , Spagnolo , Finlandese , Olandese , Turco , Giapponese , Catalano , Croato , Greco , Polacco , Rumeno

Isbn-10: 8804482001 | Isbn-13: 9788804482000 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Giovanni Raboni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo.

"È un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro."
(Italo Calvino)
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  • 4

    Fantastico. Ho adorato tutto di questo libro, dai "giochetti" di scrittura a tutti i romanzi iniziati e non terminati. L'uso della seconda persona singolare mi ha fatto sentire pienamente "dentro la v ...continua

    Fantastico. Ho adorato tutto di questo libro, dai "giochetti" di scrittura a tutti i romanzi iniziati e non terminati. L'uso della seconda persona singolare mi ha fatto sentire pienamente "dentro la vicenda" e i romanzi da leggere che si affiancavano al romanzo da "vivere" mi hanno tenuta incollata a questo piccolo gioiellino.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho iniziato la lettura e avevo aspettative molto alte; è uno di quei libri che descrivono tutti come "geniale", "assolutamente da leggere", dunque pensavo non mi avrebbe deluso ed effettivamente le pr ...continua

    Ho iniziato la lettura e avevo aspettative molto alte; è uno di quei libri che descrivono tutti come "geniale", "assolutamente da leggere", dunque pensavo non mi avrebbe deluso ed effettivamente le prime pagine mi hanno presa tantissimo, le prime righe le ho amate!
    Ero entusiasta e invece dopo ho cominciato a leggere con sforzo, ci ho messo tanto per finirlo visti i miei ritmi, l'entusiasmo iniziale è andato a perdersi e se dovessi stilare una classifica dei quattro (fino ad adesso) libri di Calvino che ho letto, questo starebbe al quarto posto.
    Lo rileggerò comunque in futuro per cercare di apprezzarlo maggiormente, magari senza troppe interruzioni.

    ha scritto il 

  • 5

    alzi la mano chi dopo aver letto questo libro non abbia avuto voglia di imbastire una seduta spiritica per richiamare in vita Calvino per domandargli come finissero le storie lasciate sospese in quest ...continua

    alzi la mano chi dopo aver letto questo libro non abbia avuto voglia di imbastire una seduta spiritica per richiamare in vita Calvino per domandargli come finissero le storie lasciate sospese in questo libro, soprattutto a quale destino sia andato incontro il famoso viaggiatore del titolo... probabilmente è il suo più grandioso e geniale libro.

    ha scritto il 

  • 0

    Difficile recensire un libro di tale GENIALITÀ!
    Cosa posso dire? A caldo, dico che se sei il genere di lettore che ama i libri che hanno una trama, una storia con un inizio, uno svolgimento e una ...continua

    Difficile recensire un libro di tale GENIALITÀ!
    Cosa posso dire? A caldo, dico che se sei il genere di lettore che ama i libri che hanno una trama, una storia con un inizio, uno svolgimento e una fine - e che leggi per la curiosità di vedere come va a finire - allora lascia stare.
    Questo libro non fa per te.
    Per amarlo veramente devi essere uno che legge per il gusto di leggere, e che si abbandona completamente alla lettura e al piacere che gliene deriva, indipendentemente dalla storia. E se abbia o meno un finale è solo un dettaglio.
    Hai un amore incondizionato per i libri? Senti di avere con essi un legame indissolubile ed intimo al punto che non esci di casa se non hai un libro con te? ( Quasi come se fosse una specie di amuleto o di talismano?). Ti capita di camminare per strada senza alzare gli occhi dalle pagine?
    Sei uno che allunga il collo a destra e a sinistra per sbirciare i libri altrui?
    Allora sei un "malato". Sei la persona giusta per questo libro. Ne sei il protagonista assoluto. Sei tu ...che entri in libreria per comprare "SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE" di Italo Calvino e ti fai largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento dei "Libri Che Non Hai Letto" che ti guardano accigliati dagli scaffali cercando di intimidirti. Ma tu non ti fai mettere soggezione. Tu sai che tra essi ci sono tanti libri e di vario genere che ti tentano. Ma tu resisti a questi assalti e con rapidi zig zag arrivi davanti ad una pila di "Se una notte d'inverno un viaggiatore". È lui che vuoi ora. Ne afferri subito una copia, te la rigiri tra le mani e ti affretti ad andare alla cassa per pagarla e acquisire il diritto di proprietà su di essa. Ce l'hai fatta. È tua.
    Esci dalla libreria. Entri nel pullman che ti riporta a casa. Tiri fuori il libro dal sacchetto.
    Ti soffermi sul titolo. Che titolo, ragazzi!
    Un titolo a metà...Ma dove ti porterà un libro con un titolo che si interrompe? La cosa ti attrae. In questi giorni hai proprio voglia di leggere un romanzo che ti dia il senso di stare vivendo uno sconvolgimento che ancora non ha preso forma. Ti viene in mente l'alba, con il suo ineffabile fascino dell'inizio, quando tutto ancora è da definirsi. L'alba carica di promesse e di tutto ciò che può succedere.
    Hai sempre preferito l'alba al tramonto, motivo in più per apprezzare questo libro.
    Arrivi a casa. Fai tutto di fretta perché devi leggere. Chiudi le porte. Ti isoli. Trovi la posizione più congeniale e leggi. È amore fin dalla prima pagina. In assoluto l'incipit più bello e divertente che tu abbia mai letto.E così giorno dopo giorno pagina dopo pagina, incipit dopo incipit (perché nel libro sono dieci i romanzi che l'autore scrive, senza portarne nessuno a compimento) arrivi alla fine, che poi fine non è.
    E l'epilogo è meraviglioso come l'inizio.
    Cosa resta? Il vero significato della lettura.
    Il vero rapporto tra il lettore e il libro, quasi come se fosse una storia d'amore o di profonda amicizia. È il piacere della lettura a cui ti abbandoni incondizionatamente e poi la scrittura ...shhhhhhh. MAGIA!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho un bel dirmi che non ci sono più città di provincia e forse non ci sono mai state. tutti i luoghi comunicano con tutti i luoghi istantaneamente, il senso d'isolamento lo si prova soltanto durante il tragitto da un luogo a un altro,..

    In un luogo sconosciuto, ma suggestivo, su una vecchia scrivania ingombra di cartacee e vecchie stilografiche, fogli e quaderni sparsi alla rinfusa, c'è un giovane uomo che scrive. Tutti i giorni dopo ...continua

    In un luogo sconosciuto, ma suggestivo, su una vecchia scrivania ingombra di cartacee e vecchie stilografiche, fogli e quaderni sparsi alla rinfusa, c'è un giovane uomo che scrive. Tutti i giorni dopo aver svolto le sue mansioni abituali siede alla scrivania. Si guarda attorno come se dimentico di qualcosa ed estraneo al mondo esterno - separato dall'avversario con una spinta furiosa - comincia a scrivere. In quest'aria trasparente e sottile mi è parso di cogliere nella sua figura immobile i segni di quel movimento invisibile che è la scrittura, lo scorrere dello sguardo e del respiro, il fluire o l'arrestarsi delle parole, gli slanci, gli indugi, le pause, l'attenzione che si concentra o si disperde, le cancellature, un percorso che sembra uniforme e invece è sempre oggetto a mutazioni o cambiamenti.
    Da quanto tempo ho abbracciato la scrittura? Con certezza non so dirlo, ma posso affermare che scrivere mi ha sempre donato un certo senso di abbandono. Fra la mia anima di lettrice e l'anima di chi scrive s'instaura quasi sempre un rapporto passionale, un legame forte e stabile. Ma che cosa succederebbe se fosse qualcun altro ad abbandonarsi alle mie parole, senza nessun rapporto con chi mi legge? Seduta alla scrivania, con il cursore di Word che continua fastidiosamente a lampeggiare penso che ci sarebbero tanti capitoli che vorrei cominciare. Tante storie che avrebbero bisogno di un battito per vivere; tanti amici da cui ritrarre conforto e solidarietà. Da quando il blog è in vita, il piacere della lettura e quello dello scrivere si sono rafforzati. Ciò che riporto in queste pagine bianche ha come fine lo stato d'animo di una giovane sognatrice, romantica e un po' malinconica, ed è uno stato d'animo che gran parte delle volte tengo a bada.
    Tutti i romanzi letti, ogni storia vissuta è diversa a modo suo e l'atto dello scrivere, mi dico, è spesso il risultato dello sforzo innaturale cui mi sottopongo scrivendo di personaggi immaginari il cui respiro si fonde al mio; l'operazione dello scrivere diventa così un processo naturale, un fiume di parole conduce a sfiorare i bordi della mia anima, a fermarsi per un attimo prima di essere assorbite dalla linfa vitale del mio essere. Prima che questa svanisca del tutto, muti in qualcosa di personale e incomunicabile.
    Dal momento che ho terminato di leggere questa storia, all'improvviso il mio stato d'animo nei riguardi di quest'autore è completamente mutato. Il mio animo è pervaso da una certa luminosità. Il mio corpo avvolto da un forte e caloroso abbraccio. Non passa neanche qualche minuto che nella cittadella della mia coscienza sbocci l'arcobaleno: ogni forma e colore sembrava trasmettere una certa tranquillità. Ed io non ho potuto fare a meno di lasciarmi completamente andare. E' una sensazione straordinaria. Parole ricche di significato, forti e dure, semplici e innocue mi colpirono in ogni parte. Nella corrente di questo fiume c'era un senso di comunione col mondo, come se mi sentissi finalmente nel posto giusto, e ciò provocò in me una felicità senza limiti. Di colpo, provo l'ebbrezza della scrittura. Affacciata ad una finestra virtuale, entrando ed uscendo da un capitolo a un altro, passando dall'odore stagnante della pioggia all'odore fresco e appena rovesciato dell'inchiostro, tutto mescolato in un unico odore che nel romanzo di Calvino ha un unico nome: l'attesa.
    Parole, frasi continuavano a mescolarsi e a muoversi nell'indeterminato, nel grigio, in una specie di terra di nessuno con un ritorno all'indietro, una rioccupazione dei tempi e dei luoghi perduti. In un gioco di luci e suoni che rivelano il senso della nostra esistenza.
    Chissà se Calvino, quando aveva la mia età e sedeva nel suo ufficio da solo, era già tormentato dal desiderio della scrittura. Credo di si. Romanzieri talentuosi e memorabili come lui affondano il seme della scrittura già dalla tenera età. Lui si era definito < < una persona diversa >>, sebbene di diverso io non abbia trovato nulla di particolare. Un viaggiatore aveva perso la sua coincidenza, e Se una notte d'inverno un viaggiatore mi diede la possibilità d'identificarmi con lui. La mia sostanza era comune alla sua e perciò qualcosa di forte e potente sarebbe rimasto, non si sarebbe perso con la fine del mondo. Una comunicazione ancora possibile nel deserto arido delle parole, così pieno di vita e quasi di ogni ricordo.

    L'autore era un punto invisibile da cui venivano i libri, un vuoto percorso da fantasmi, un tunnel sotterraneo che metteva in comunicazione gli altri modi col pollaio della sua infanzia.

    Una storia semplice ma appassionante, sospesa e racchiusa in una luminosità diffusa, pallida, quasi priva di ombre, in cui non ho potuto fare a meno di viverci. Una brama intensa per i libri, la buona letteratura, così come l'atto del leggere e dello scrivere in un filo intrecciato che ha dato vita a un graziosissimo disegno. Un motivo memorabile ricco di parole, ricordi, emozioni che manipola frasi, modifica paragrafi o interi capitoli affinché non si sgualciscono completamente. Spiegazzandole e cincischiandole. Una dichiarazione d'amore ai libri, all'essere Lettore la cui storia riesce a districarsi perfettamente fra esperienze dell'autore comuni e non, tra presente e passato. Una storia che crea dipendenza, struggimento. Sa di amore, fede e fiducia. Una pace interiore che potrebbe durare a lungo. Intensa, affannosa, calorosa come una sposa premurosa che desidera riabbracciare l'amato: - Mancavi solo tu, sei in ritardo. -

    Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto, perché la verità che può uscire dalla mia penna è come una scheggia saltata via da un grande macigno per un urto violento e proiettata da lontano, perché non c'è certezza fuori della falsificazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Avevo diverse aspettative per questo romanzo, di cui molti mi avevano parlato molto bene, ma purtroppo non mi è piaciuto... In realtà un po' per colpa mia, credo sia uno di quei libri che vadano letti ...continua

    Avevo diverse aspettative per questo romanzo, di cui molti mi avevano parlato molto bene, ma purtroppo non mi è piaciuto... In realtà un po' per colpa mia, credo sia uno di quei libri che vadano letti tutti d'un fiato per riuscire a star dietro alla trama; io fino a metà ci sono riuscita e non mi dispiaceva, poi per qualche giorno ho dovuto sospendere la lettura e da lì ho perso il filo. L'ho terminato con fatica e posso dire di non averci capito molto da un certo punto in poi. La trama è costruita a "incastro", tipo scatole cinesi, si tratta del racconto nel racconto, ecco perchè secondo me conviene leggerlo nel minor tempo possibile per poter restare sintonizzati sullo svolgimento degli eventi.
    Peccato, questo romanzo è stato definito il capolavoro di Calvino e sicuramente lo è, io però proprio non sono riuscita ad apprezzarlo.

    ha scritto il 

  • 0

    ILLEGGIBILE

    Mi dispiace per Calvino ma dopo 89 pagine proprio non ce l'ho fatta a continuare!Mi fa passare la voglia di leggere e non posso permettermi di sprecare il mio già ridotto tempo libero sforzandomi di l ...continua

    Mi dispiace per Calvino ma dopo 89 pagine proprio non ce l'ho fatta a continuare!Mi fa passare la voglia di leggere e non posso permettermi di sprecare il mio già ridotto tempo libero sforzandomi di leggere un qualcosa che non mi pioace. Non posso leggere un romanzo senza sapere che fine fanno i protagonisti della storia, cosa faranno, cosa diranno...e questo libro è la tomba dei miei desideri di lettrice, delle mie curiosità visto che ad ogni capitolo i personaggi del precedente spariscono e non si sa che fine facciano....

    ha scritto il 

  • 4

    Calvino non delude mai.

    Dieci romanzi che iniziano, arrivano al culmine della narrazione, ma per un motivo o per l'altro restano inconclusi. Una storia, che ha come protagonista il lettore , lega la lettura e la ricerca di q ...continua

    Dieci romanzi che iniziano, arrivano al culmine della narrazione, ma per un motivo o per l'altro restano inconclusi. Una storia, che ha come protagonista il lettore , lega la lettura e la ricerca di questi 10 incipit plasmando il romanzo stesso. In questo libro ci vedo sperimentazione letteraria, amore per la scrittura e per la lettura, critica al romanzo moderno e all'omologazione dei contenuti e degli stili. Ci vedo anche tanta tanta bravura nell'esprimere l'essenza di ciò che un lettore ricerca nel libro; qualsiasi tipo di lettore esso sia.

    ha scritto il 

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