Sea of Poppies

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Publisher: John Murray Publishers Ltd

4.0
(714)

Language: English | Number of Pages: 480 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0719568951 | Isbn-13: 9780719568954 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , Paperback , Others , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
At the heart of this epic saga, set just before the Opium Wars, is an old slaving-ship, The Ibis. Its destiny is a tumultuous voyage across the Indian Ocean, its crew a motley array of sailors and stowaways, coolies and convicts. In a time of colonial upheaval, fate has thrown together a truly diverse cast of Indians and Westerners, from a bankrupt Raja to a widowed villager, from an evangelical English opium trader to a mulatto American freedman. As their old family ties are washed away they, like their historical counterparts, come to view themselves as jahaj-bhais or ship-brothers. An unlikely dynasty is born, which will span continents, races and generations. The vast sweep of this historical adventure spans the lush poppy fields of the Ganges, the rolling high seas, and the exotic backstreets of China. But it is the panorama of characters, whose diaspora encapsulates the vexed colonial history of the East itself, which makes Sea of Poppies so breathtakingly alive -- a masterpiece from one of the world's finest novelists.
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  • 5

    Staccarsene? Impossibile!

    Voto 10.
    Ho letto questo libro su consiglio di un'amica di twitter che ha un blog letterario, diceva che la narrazione è poderosa, i personaggi affascinanti, il ritmo coinvolgente. Aveva ragione!
    In m ...continue

    Voto 10.
    Ho letto questo libro su consiglio di un'amica di twitter che ha un blog letterario, diceva che la narrazione è poderosa, i personaggi affascinanti, il ritmo coinvolgente. Aveva ragione!
    In meno di due giorni ho divorato più di 500 pagine e non vedo l'ora di proseguire con la lettura della trilogia.

    said on 

  • 5

    Il Mare, i papaveri, la Ganga

    Erano anni che volevo leggere la trilogia di Ghosh, e sono felicissima di essermi finalmente decisa.
    In questo libro c'è tutto quello che amo in un libro. C'è una storia avventurosa, con una trama art ...continue

    Erano anni che volevo leggere la trilogia di Ghosh, e sono felicissima di essermi finalmente decisa.
    In questo libro c'è tutto quello che amo in un libro. C'è una storia avventurosa, con una trama articolata e potente, una coralità dei personaggi con nessun protagonista, ed insomma tutto quello che da secondo me della Letteratura Indiana contemporanea "la nuova letteratura russa".

    C'è tanta India, l'India multiforme della mescolanza di etnie e religioni e lingue e popoli, l'India con le sue regole ferree e con la sua morbidezza nell'interazione tra diversi.

    C'è la faccia del colonialismo bianco, c'è la Cina sullo sfondo, c'è la complessità della relazione gerarchica, trasversale, ma anche verticale tra popoli che nei nostri libri di storia non meritano che un pallido accenno.

    Ci sono personaggi femminili forti e indimenticabili, persone che tradiscono la loro casta e la loro nascita, per lanciarsi tra le braccia dell'avventura e dell'infinito.

    C'è tanto mare, un mare che fa paura, che spesso uccide e rapisce, un mare che allontana e che blandisce. E ci sono i marinai, demerini o rozzi, lascari o bramini, vittime o carnefici.

    Non ultimo, c'è uno stile magistrale che ti scompiglia i capelli e che non ti fa dormire.

    said on 

  • 3

    Mediocre

    Si nota che lo stile di scrittura è particolare e profondamente diverso da quello occidentale. Non sarebbe noioso se non fosse per una gran quantità di parole indiane delle quale ignoro, ho ignorato e ...continue

    Si nota che lo stile di scrittura è particolare e profondamente diverso da quello occidentale. Non sarebbe noioso se non fosse per una gran quantità di parole indiane delle quale ignoro, ho ignorato ed ignorerò il significato. Con il passare delle pagine, però, me ne sono fatto una ragione anche se disturbano lo svolgimento. Ci sono parecchi personaggi che si intersecano e alcune volte ho avuto l'impressione di averne dimenticati alcuni per strada.
    Sicuramente non comprerò i seguiti (è il primo della trilogia e la trama rimane monca) perchè non ne vale la pena, ma ci farei una pensierino se un giorno dovessero prenderli in biblioteca.

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  • 4

    Sea of Poppies

    The author begins the Ibis trilogy with an intense reading experience, as an international cast of characters come together in the era in which England began to push the opium trade ever wider through ...continue

    The author begins the Ibis trilogy with an intense reading experience, as an international cast of characters come together in the era in which England began to push the opium trade ever wider through the East.
    These characters and their fates become as engrossing as the lives of the reader's own families and friends. Exciting reading which makes the wait to read the next book breathless.

    said on 

  • 4

    Con gli asiatici, anche quelli che scrivono in lingua inglese, anche quelli famosi, non ho gran feeling. Ho iniziato Mare di Papaveri per colpa del Neri Pozza bookclub. Bisognava leggere l’ultimo volu ...continue

    Con gli asiatici, anche quelli che scrivono in lingua inglese, anche quelli famosi, non ho gran feeling. Ho iniziato Mare di Papaveri per colpa del Neri Pozza bookclub. Bisognava leggere l’ultimo volume della saga ed io non avevo mai sfogliato il primo. Un colpo di fulmine repentino ed inaspettato.

    Della Ibis, Zachary sapeva che era stata costruita per fungere da “blackbirder”, nave negriera. E proprio quella era la ragione per cui era passata di mano: dopo l’abolizione formale della tratta degli schiavi, le navi inglesi e americane sorvegliavano sempre più numerose la costa occidentale dell’Africa, e la Ibis non era abbastanza veloce per avere la certezza di poter fuggire. Come altre navi negriere, era stata comprata per essere adibita a un diverso commercio: l’esportazione di oppio. In questo caso l’acquirente era la Burnham Bros., società commerciale di trasporti marittimi con vasti interessi in India e in Cina.

    Son passata dalle tranquille acque del Gange al Nero Oceano; ho trascorso giorni travagliati da lascara su imbarcazioni di ogni sorta; ho assaporato cibi indiani, a momenti morivo soffocata dalle esalazioni dell’oppio. Ho desiderato essere temeraria come Deeti, ho riso ogni volta che Serang Ali apriva la bocca, ho odiato la famiglia Singh, ho sofferto per il destino avverso di Neel. Le ultime 150 pagine le ho lette tutte d’un fiato. Poi ho spento la luce e il giorno dopo mi sono procurata Il fiume dell’oppio.

    said on 

  • 4

    La prima cosa che mi ha fatto amare questo libro è l'uso della lingua. Plauso anche ai traduttori che hanno fatto un lavoro SPLENDIDO, rendendo perfettamente il misto di lingue, i diversi registri, le ...continue

    La prima cosa che mi ha fatto amare questo libro è l'uso della lingua. Plauso anche ai traduttori che hanno fatto un lavoro SPLENDIDO, rendendo perfettamente il misto di lingue, i diversi registri, le contaminazioni, le particolarità espressive di ogni personaggio... Si legge che è un piacere, nonostante i tanti termini non tradotti (ma non importa: il contesto ti dice tutto quel che c'è da sapere), e l'aspetto linguistico dà veramente alla storia un tono tutto particolare.
    E poi i personaggi sono di quelli di cui ti innamori pian piano (a parte alcuni, che odi da subito e continui a odiarli fino alla fine.) Disperati di ogni genere, gente in fuga, gente costretta a trasformazioni drammatiche, e poi solidarietà nei momenti meno aspettati, legami commoventi che nascono nelle situazioni più tremende...
    L'aspetto drammatico è sempre ben bilanciato da momenti avventurosi e scene divertenti. Ribadisco che la lettura è agevole, e che le particolarità linguistiche non sono per niente un problema.Un libro bello e appassionante, che racconta con chiarezza e verità (ma senza pedanderia) una parte di storia che va conosciuta in tutti i modi.

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  • 3

    Bello

    Ho deciso di leggere questo romanzo perché ho avuto la fortuna di seguire le lezioni di uno dei due traduttori, Norman Gobetti. Quest'ultimo è un traduttore eccezionale, oltre che una persona squisita ...continue

    Ho deciso di leggere questo romanzo perché ho avuto la fortuna di seguire le lezioni di uno dei due traduttori, Norman Gobetti. Quest'ultimo è un traduttore eccezionale, oltre che una persona squisita, ed è riuscito a trasmettermi un forte interesse verso questo romanzo molto particolare.
    La difficoltà di questo romanzo è il linguaggio: per volontà dell'autore, i traduttori (Gobetti e Nadotti) hanno mantenuto la varietà linguistica presente nel testo, e devo dire che all'inizio la lettura è risultata un po' complessa ma, man mano che si procede, diventa sempre più interessante, tanto che ci si sente parte di un mondo multietnico e variopinto difficile da non apprezzare.
    La trama è interessante, anche se il finale mi ha un po' delusa!

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  • 3

    Forse avevo riposto troppe aspettative in questo romanzo, come faccio sempre con i libri ambientati in oriente. Ero curiosa di potermi vivere una storia sul Gange. Ma a ripensarci ora, mi viene da dir ...continue

    Forse avevo riposto troppe aspettative in questo romanzo, come faccio sempre con i libri ambientati in oriente. Ero curiosa di potermi vivere una storia sul Gange. Ma a ripensarci ora, mi viene da dire: insomma, niente di che.
    Mi è sembrato senza inizio né fine. Che peccato.

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  • 4

    "Lo sai che i papaveri son alti alti alti"...

    Una babele di lingue, un'intricata varietà di suoni, di razze, di caste, di culture, religioni e costumi; di colori, di profumi e odori, ma uno, uno domina su tutti: Oppio.
    Onnipresente, in quantità a ...continue

    Una babele di lingue, un'intricata varietà di suoni, di razze, di caste, di culture, religioni e costumi; di colori, di profumi e odori, ma uno, uno domina su tutti: Oppio.
    Onnipresente, in quantità astronomiche che, da solo, regge le sorti economiche dell'intero, grande impero britannico e di migliaia di nativi letteralmente immersi in esso fino al midollo mantenendoli, ma allo stesso tempo affamandoli.
    Mentre leggevo... tatataaa - tatataaa, le note di Morricone mi riportavano le immagini di Noodles-De Niro stravaccato e immerso nella sua nebbia che aspirava e sfiatava, e poi, ripresa dall'alto, quell'espressione finale di abbandono misto a follia, eloquente, emblematica: Oppio.
    Viene proprio voglia di farsi una fumatina...
    Storia affascinante, di un altro tempo, di un altro mondo, suggestiva, che offre una preziosa occasione di conoscenza illuminando una parte della Storia a me poco nota.
    Un gran lavoro di studio e di ricerca da parte di Ghosh Amitav che dà vita ad un viaggio esotico e appassionante, fuori dai miei soliti percorsi di lettura e perciò ancora più interessante.
    È solo l'inizio di una trilogia detta dell'  'Ibis', il cui secondo capitolo 'Il fiume dell'oppio' non tarderò a procurarmi, mentre il terzo, dal titolo 'Flood of Fire', è in uscita a maggio in inglese.
    Un bel viaggetto, dunque, nonostante  perda un po' di ritmo nella terza parte, ma un encomio particolare va fatto alla commistione linguistica che sempre mi affascina, e, vista la difficoltà, al discreto mazzo che si devono esser fatti i due traduttori per riuscire a renderla con tale efficacia.

    said on 

  • 4

    "La Ibis non era una nave qualunque, nel profondoera un veicolo di trasformazione che fendeva le brume dell'illusione puntando dritto verso l'approdo elusivo, sempre sfuggente della verita'"

    said on