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Language:Español | Number of Pages: 125 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , French , Italian , Swedish , Catalan , Galego , Japanese , Portuguese , Dutch , Danish , Russian , Greek

Isbn-10: 958043901X | Isbn-13: 9789580439011 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 0

    Piccolissimo cameo questo libro. Sorprendente, fino alla fine per il troppo amore che se ne evince. Io, che sono stata in Asia, ho ripercorso con Hervè la strada e ho visto quello che ha visto lui, in ...continue

    Piccolissimo cameo questo libro. Sorprendente, fino alla fine per il troppo amore che se ne evince. Io, che sono stata in Asia, ho ripercorso con Hervè la strada e ho visto quello che ha visto lui, in un viaggio che ogni volta è come una cantilena, all'andare e al tornare, in cerca e custodendo delicati soffi come sono i bachi da seta...e come seta è la carezza che ho letto. Carezza che, come nella vita, non è lontana come quella più desiderata, ma ricevuta senza che ci si accorga, la più importante. Una carezza nelle parole.

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  • 1

    Lo stile è quello di Baricco, e piace o non piace a seconda dei gusti. Ma la storia non mi ha lasciato altro che un fastidioso senso di irritazione. Niente a che vedere con i veri libri di Baricco. ...continue

    Lo stile è quello di Baricco, e piace o non piace a seconda dei gusti. Ma la storia non mi ha lasciato altro che un fastidioso senso di irritazione. Niente a che vedere con i veri libri di Baricco.

    said on 

  • 1

    Questo penso che sia il tipico romanzo che gli scrittori sono costretti a scrivere perché il contratto che hanno stipulato con i loro editori li obbliga a scriverne un certo numero all'anno.
    Lo defini ...continue

    Questo penso che sia il tipico romanzo che gli scrittori sono costretti a scrivere perché il contratto che hanno stipulato con i loro editori li obbliga a scriverne un certo numero all'anno.
    Lo definirei un romanzo da treno: lo si può leggere durante un viaggio - purché non sia troppo lungo, altrimenti poi non si sa più cosa fare - anche se si è seduti vicino a persone che russano - come dei treni, appunto - che parlano in continuazione, ad anziane che spettegolano, a giovani che "min**ia raga", ad altri che ascoltano la musica ad alto volume, ad altri che mangiano un bel panino con la soppressata...insomma, non importa quanto è molesto il vostro vicino, questo libro riuscirete e leggerlo lo stesso perché richiede un grado di concentrazione pari a zero.
    Il romanzo racconta la storia di Hervé Joncour, un giovane francese, sposato e senza figli, che viene incaricato dal suo amico Baldabiou, insieme ad altri imprenditori nel settore della seta della piccola città francese di Lavilledieu, di partire per il Giappone al fine di comprare uova di bachi da riportare poi in Francia. Hervé Joncour, che si è sempre guardato vivere ma che non ha mai vissuto davvero, contro ogni pronostico decide di partire: affronta così il suo primo viaggio davvero pericoloso, per arrivare "fino alla fine del mondo". Era il 1861. In Giappone Hervé Joncour riporta un successo: si fa voler bene da Hara Kei, il capo del villaggio in cui deve comprare i bachi, compra molte uova che promettono una seta pregiatissima. Poco prima di partire, Hervé Joncour incrocia il suo sguardo con quello di una giovane fanciulla con il volto di una ragazzina e i cui occhi non erano a mandorla: l'amante di Hara Kei. L'incontro di sguardi, lungo e intenso, non sembra però importante: il mercante francese ritorna in patria, in tempo per la Messa grande, trova la moglie con cui condivide momenti felici. Ma, a poco a poco, il pensiero di quella ragazza giapponese che pur giapponese non era, ritorna martellante, invadente, sempre più onnipresente. Lei è il motivo per cui Hervé Joncour affronterà altri viaggi in Giappone, l'ultimo addirittura durante la guerra civile, mettendo a repentaglio la sua vita. Una vita insulsa, insoddisfatta, alla ricerca di un amore impossibile, incapace di godere dell'amore sincero e possibile della moglie. Spoiler: se pensate che il romanzo si concluderà con il fatto che, a causa della guerra, Hervé Joncour non potrà più ritornare in Giappone e solo alla fine scoprirà che la moglie immaginava da sempre, dall'inizio dei suoi viaggi, il suo amore segreto e lontano, non vi sbagliate di molto. La moglie lo immaginava da sempre, ma il suo amore per il giovane mercante era così forte, così ardente che pure l'unico suo desiderio sarà quello di assomigliare, fino alla sua prematura morte, a quella donna lontana che le aveva rubato i pensieri del marito. E alla fine, il giovane francese si dovrà rimproverare per essersi perso dietro ad una fantastica confusione e di avere dimenticato un sentimento gioioso, sincero e reale. La morale della favola, insomma, è che ogni tanto bisogna perdersi per poi ritrovare la strada di casa.
    La trama non è malaccio: non è una novità, ma pure se ne potrebbe ricavare qualcosa. Alessandro Baricco non riesce a ricavarci un bel niente. I personaggi sono troppo sfuggenti, mancano completamente descrizioni, dialoghi interessanti, lo smarrimento silenzioso del desiderio viene appena suggerito. Un romanzo che alla fine della fiera non dice assolutamente nulla: un romanzo estetico, che cerca di nascondere dietro una prosa piacevole la totale assenza di contenuti. Una prosa piacevole nel senso di scorrevole: purtroppo il tentativo di poetizzare la scrittura fa davvero un buco nell'acqua. La scrittura è insulsa come la trama, le descrizioni dei viaggi volutamente tutte uguali, riscritte con il copia e incolla: volutamente, va bene. L'idea sarebbe anche carina per mettere in luce la monotonia di viaggi sempre uguali, ma in un romanzo di cento pagine se dieci sono tutte l'una uguale all'altra è una noia mortale ed è anche irritante. Bellissimo il paragone tra la vita di Hervè Joncour e le giornate di pioggia: peccato che prima di Baricco questo paragone l'abbia scritto, e anche molto meglio, Gabriel Garcia Marquez. L'unica nota degna di pregio è una scopiazzatura.
    Un romanzo d'evasione, un romanzo per il romantico gentil sesso, che già viene affascinato dalla presenza di amori esotici e velati. Un romanzo da treno, un romanzo contro la noia, un romanzo per chi non sa cosa fare, un romanzo tanto breve che si sfoglia, non si legge.

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  • 3

    Scrittura e atmosfera sono , in questo libro , in perfetta sintonia. Un libro che trasporta con la sua poesia come se fosse un sogno. Un racconto sull'amore.

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  • 5

    La mia prima lettura impegnata

    Come già scritto nel titolo della recensione, "Seta" (A. Baricco) è stata la mia prima lettura impegnata, peraltro per la scuola. Avevo iniziato a leggerlo con le tipiche titubanze di una quindicenne ...continue

    Come già scritto nel titolo della recensione, "Seta" (A. Baricco) è stata la mia prima lettura impegnata, peraltro per la scuola. Avevo iniziato a leggerlo con le tipiche titubanze di una quindicenne alle prese con la prima vera lettura ma poi mi è venuto naturale lasciarmi travolgere dalla scrittura di Baricco in apparenza povera ma che con "poco" riesce a descrivere paesaggi, oggetti, persone, sensazioni, emozioni. Anche l'ambientazione tra la Francia ed il Giappone dell'800 è molto interessante e ricca di risvolti storici ed è in essa che si dipana il "dilemma amoroso" del protagonista Herve Joncour, venditore di bachi di seta, tra la figura stabile e tranquillizzante della moglie Helene (paragonabile ad una più moderna Penelope) e la misteriosa donna orientale che nel suo "nulla" e nel suo "anonimato" cambierà per sempre la vita del protagonista, avvolgendola di quesiti non risolti e sensualità.

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  • 2

    mmm....bah

    Non dico che è brutto, ma non è nemmeno bello. Che cos'è dunque?
    La lettura scorre e all'inizio è anche piacevole però alla fine..alla fine non mi ha lasciato nulla, è inconsistente. Non avevo mai let ...continue

    Non dico che è brutto, ma non è nemmeno bello. Che cos'è dunque?
    La lettura scorre e all'inizio è anche piacevole però alla fine..alla fine non mi ha lasciato nulla, è inconsistente. Non avevo mai letto niente di Baricco, mi sono avvicinata a questo libro per l'ambientazione ma non mi ha soddisfatta in pieno nemmeno quella. Non so se darò un'altra possibilità a questo scrittore

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