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Seduto a veder lavorare. La mia vita e i miei tempi

Di

3.6
(5)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8896665329 | Isbn-13: 9788896665329 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un racconto piano, a volte commosso, dal quale emerge (senza pietismi accessori) e semmai ce ne fosse ancora bisogno, che ogni umorista è un introverso malinconico: "Furono questi i luoghi dove passai la mia infanzia, che mi diedero, credo, la mia malinconia, il mio carattere meditabondo. Sono ca ...continua

    Un racconto piano, a volte commosso, dal quale emerge (senza pietismi accessori) e semmai ce ne fosse ancora bisogno, che ogni umorista è un introverso malinconico: "Furono questi i luoghi dove passai la mia infanzia, che mi diedero, credo, la mia malinconia, il mio carattere meditabondo. Sono capace di vedere il lato comico delle cose e cerco di divertirmi ogni volta che posso; ma ovunque guardi, mi sembra che nella vita ci sia più tristezza che gioia." Un' autobiografia non celebrativa, confidenziale, come se l'autore ci parlasse seduto davanti al caminetto, con un bicchiere di cognac e un buon sigaro. Avvertenza: non sono del tutto credibile perchè amo molto Jerome e quindi fate un po' voi...

    ha scritto il 

  • 4

    L'autobiografia di Jerome K. Jerome è molto interessante. Non solo perché mi ha fatto conoscere questo straordinario scrittore, ma anche perché questo libro ci offre uno sguarcio nelle letteratura inglese di fine 800 e dei primi del 900. Nel libro vengono citati Barrie, George Bernard Shaw, Oscar ...continua

    L'autobiografia di Jerome K. Jerome è molto interessante. Non solo perché mi ha fatto conoscere questo straordinario scrittore, ma anche perché questo libro ci offre uno sguarcio nelle letteratura inglese di fine 800 e dei primi del 900. Nel libro vengono citati Barrie, George Bernard Shaw, Oscar Wilde, Kliping. A tal proposito è molto interessante la fine del nono capitolo, ma non dirò di più per non rovinare la sorpresa ;)

    Senza dubbio il capitolo che ho amato di più è stato l'undicesimo, intitolato "America". E' interessante notare quante cose siano cambiate dal momento in cui Jerome scrive e quante cose sono rimaste uguali.

    C'è solo una parola che descrive a pieno questo libro: interessante.
    Sotto tutti i punti di vista.

    ha scritto il