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Seduzione del Minotauro

Di

Editore: Fazi

3.3
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Altri

Isbn-10: 8881121433 | Isbn-13: 9788881121434 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Diciamo che Anais Nin ha scritto cose decisamente migliori. La volonta' dell'autrice di essere introspettiva e di rendere i pensieri della protagonista si scontrano con un modo di incedere faticoso e che spesso si aggroviglia su di se. Piu' di una volta sono dovuta tornare sui miei passi per capi ...continua

    Diciamo che Anais Nin ha scritto cose decisamente migliori. La volonta' dell'autrice di essere introspettiva e di rendere i pensieri della protagonista si scontrano con un modo di incedere faticoso e che spesso si aggroviglia su di se. Piu' di una volta sono dovuta tornare sui miei passi per capire chi stava parlando e di chi stava parlando, sicuramente non un punto a favore per questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    il minotauro chi è? - forse io

    Sì va bene l’analisi , va bene il passato, va bene l’infanzia, va bene i mariti, va bene gli amanti, va bene l’arte e la passione, va bene il paese dell’oblio, va bene il dottore e gli intellettuali, va bene il mare, il rimpianto, va bene lo LSD, va bene la narrazione jazzistica, va bene il passa ...continua

    Sì va bene l’analisi , va bene il passato, va bene l’infanzia, va bene i mariti, va bene gli amanti, va bene l’arte e la passione, va bene il paese dell’oblio, va bene il dottore e gli intellettuali, va bene il mare, il rimpianto, va bene lo LSD, va bene la narrazione jazzistica, va bene il passato ritrovato …. Va bene tutto, soprattutto la bellissima scrittura della Nin, spesso confusa con l’etichetta di trasgressiva stella dell’erotismo milleriano. Il libro, però, è pesante, non trova una direzione, si avvolge su se stesso in una forma autopsicoterapica forse utile all’autrice ma poco coinvolgente. Sarà che non ho ancora la sensibilità femminile o capisco poco le simbologie…può che nuove percezioni si aprano tra qualche anno.

    ha scritto il 

  • 3

    La donna ha sempre un ruolo fondamentale nei racconti della scrittrice, ma alla fine l'introspezione narrata sembra quella di racconti già letti, magari ambientati in posti e con personaggi diversi. Sarà la sindrome de Il Delta di Venere? Probabile.

    ha scritto il