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Sefarad

Un romanzo di romanzi

By Antonio Muñoz Molina

(72)

| Others | 9788804504733

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Book Description

"Sefarad" è il nome con cui gli ebrei chiamavano la Spagna al tempo della loroespulsione alla fine del Quattrocento: un nome che nei secoli è divenutosinonimo di "un luogo remoto, quasi inesistente, un paese inaccessibile Continue

"Sefarad" è il nome con cui gli ebrei chiamavano la Spagna al tempo della loroespulsione alla fine del Quattrocento: un nome che nei secoli è divenutosinonimo di "un luogo remoto, quasi inesistente, un paese inaccessibile,sconosciuto, ingrato". Il luogo della memoria, delle radici, la patriaperduta. A questo luogo dello spirito Antonio Muñoz Molina dedica questolibro, che lui stesso definisce "romanzo di romanzi", in cui si fondonostorie immaginarie e vicende reali.

6 Reviews

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  • 7 people find this helpful

    Ciascuno porta con sé il suo romanzo. (p. 375)

    "Uno vorrebbe sempre che le storie finissero, bene o male, che avessero un finale chiaro come il loro inizio, un’apparenza di senso e di simmetria. Ma in realtà poche cose si chiudono completamente, se non per opera del caso o della morte, e altre no ...(continue)

    "Uno vorrebbe sempre che le storie finissero, bene o male, che avessero un finale chiaro come il loro inizio, un’apparenza di senso e di simmetria. Ma in realtà poche cose si chiudono completamente, se non per opera del caso o della morte, e altre non succedono, o si interrompono quando stavano cominciando, e non ne resta niente, nemmeno nella memoria distratta o sleale di chi le ha vissute." (p. 307)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fatica

    Ho fatto un po' fatica a leggere questo libro, alcuni racconti sono davvero difficili da seguire con periodi lunghissimi che richiedono estrema attenzione.Altri racconti li ho trovati invece molto stimolanti anche se in generale la tristezza causata ...(continue)

    Ho fatto un po' fatica a leggere questo libro, alcuni racconti sono davvero difficili da seguire con periodi lunghissimi che richiedono estrema attenzione.Altri racconti li ho trovati invece molto stimolanti anche se in generale la tristezza causata da ciò che è spesso descritto è inevitabile.E' un libro che fa molto riflettere.

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    Arnaldo said on Apr 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I sommersi e salvati di Muñoz Molina

    Un libro sull'esilio, in cui si intrecciano storie romanzesche, ricordi dell'autore e vicende di sommersi e salvati del XX secolo. In uno stile sontuoso, malinconico e dolente.

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    Piero Pisarra said on May 2, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Rispettabile, non bello

    Intendiamoci: Muñoz Molina è un ottimo scrittore e le sue intenzioni sono rispettabilissime. Ma questo "romanzo di romanzi", come recita il sottotitolo, mi è sembrato più un assemblaggio di pezzi diseguali per stile e per impegno che un tutto organic ...(continue)

    Intendiamoci: Muñoz Molina è un ottimo scrittore e le sue intenzioni sono rispettabilissime. Ma questo "romanzo di romanzi", come recita il sottotitolo, mi è sembrato più un assemblaggio di pezzi diseguali per stile e per impegno che un tutto organico, e a un certo punto ho scoperto che non avevo più voglia di finirlo. Il progetto è ambizioso, descrivere le forme che ha preso il totalitarismo, sotto un titolo che rimanda alla patria perduta degli ebrei sefarditi. Ma i risultati, mi pare, non sono all'altezza dei propositi.

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    Dani Mela said on Mar 17, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Non credo al luogo comune secondo cui viaggiando si diventa un'altra persona: accade piuttosto che ci si liberi del fardello del proprio io, dei propri obblighi e del proprio passato, nello stesso modo in cui si riduce tutto ciò che si possiede al c ...(continue)

    "Non credo al luogo comune secondo cui viaggiando si diventa un'altra persona: accade piuttosto che ci si liberi del fardello del proprio io, dei propri obblighi e del proprio passato, nello stesso modo in cui si riduce tutto ciò che si possiede al contenuto della propria valigia".

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    Semola said on Feb 14, 2010 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Un libro straziante. In alcuni passaggi trasmette con chiarezza crudele la disperazione dolorosamente fisica di chi non ha più via di scampo, restituisce l'angoscia lancinante del qui ed ora, ancor più dolorosa per il lettore perchè resa eterna come ...(continue)

    Un libro straziante. In alcuni passaggi trasmette con chiarezza crudele la disperazione dolorosamente fisica di chi non ha più via di scampo, restituisce l'angoscia lancinante del qui ed ora, ancor più dolorosa per il lettore perchè resa eterna come la pagina in cui viene fermata. Chi non riuscirà ad immedesimarsi nell'ebreo perseguitato, la sera prima che vengano a prenderlo, in colui che fugge dalla russia stalinista durante l'interminabile viaggio verso la frontiera? L'angoscia di chi mostra le carte al doganiere, sapendo che la propria vita dipende da quest'uomo, un uomo qualsiasi, eppure in quel momento arbitro di esistenze ben più del più potente giudice del mondo.
    E nel leggere la scena del momento in cui il doganiere spagnolo urla al malcapitato esule, e "che cazzo si muova!", come non sentire lo spezzarsi dell'incubo la libertà, la gioia, la felicità di essere in un paese civile dove il doganiere non ha più questo potere e non gli interessa, e quella frase noncurante e volgare ha il sapore più dolce di qualsiasi proclama...
    Leggendo il racconto intitolato Sharazade ho pianto come una fontana, ho pianto con la protagonista nel leggere il resoconto della morte di Stalin, ho ripianto al racconto di questa donna anziana, della sua fede cieca e meravigliosa cui ha sacrificato la vita, la fede di tutti coloro che hanno lottato per la repubblica e hanno perso e hanno pagato. E si piange perchè nonostante tutto, lei si trascina alla manifestazione del primo maggio, e la scippano e cade per terra - il paese stesso per cui ha lottato non la riconosce più, anzi, non la conosce affatto - poi torna a casa nella sua casa di vedova sola, e tutto quello che le resta sono i ricordi e l'ideale. E la storia insegna soltanto che la vita non fa sconti nemmeno ai migliori ed è sempre troppo tardi perchè si possa essere risarciti del tributo pagato all'ideale. Leggetelo, gente!

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    Donatella Capizzi said on Sep 24, 2007 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (72)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Others 426 Pages
  • ISBN-10: 8804504730
  • ISBN-13: 9788804504733
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2002-01-01
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