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Segnali che precederanno la fine del mondo

Di

Editore: La nuova frontiera (Liberamente, 49)

3.7
(30)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8883732219 | Isbn-13: 9788883732218 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pino Cacucci

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Secondo la mitologia azteca, il Mictlán era il livello inferiore del mondo sotterraneo, l'aldilà abitato dai signori della morte. La leggenda lo situava a nord e per raggiungerlo bisognava percorrere un cammino irto di ostacoli scandito in nove tappe. La prima era la Terra e l'ultima "Il luogo di ossidiana, dove non ci sono finestre, né fori per il fumo". Questo è il viaggio di Makina, la protagonista del romanzo. Sua madre Kora le ha chiesto di andare a nord in cerca del fratello partito molti anni prima senza fare mai più ritorno. Makina attraverserà città e fiumi senza nome, chiederà consiglio ai duri della Cittadina, tratterà con i capi clan e consegnerà un pacchetto di cui ignora il contenuto.
Segnali che precederanno la fine del mondo procede con il ritmo di una favola e ci fa varcare il confine impalpabile tra ciò che sta scomparendo e quello che ancora non è nato.
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  • 4

    Makina, messicana, parte per un viaggio oscuro, alla ricerca del fratello che ha varcato la frontiera e non è più tornato. Per farlo dovrà scendere a patti con personaggi poco raccomandabili e vivere sulla propria pelle il dolore e l'umiliazione, ma senza mai perdere la dignità. Un romanzo brevis ...continua

    Makina, messicana, parte per un viaggio oscuro, alla ricerca del fratello che ha varcato la frontiera e non è più tornato. Per farlo dovrà scendere a patti con personaggi poco raccomandabili e vivere sulla propria pelle il dolore e l'umiliazione, ma senza mai perdere la dignità. Un romanzo brevissimo che si abbatte come un fulmine, con un linguaggio scarno e ricco allo stesso tempo. Un viaggio quasi mitologico, per superare la frontiera non solo con gli Stati Uniti ma con un mondo interiore completamente diverso. Yuri Herrera sa quel che fa. Non un solo sostantivo di troppo, nessuna battuta di dialogo è scelta a caso. Fra trafficanti e malintenzionati, donne coraggiose e ragazzi che cercano se stessi, il viaggio di Makina colpisce per la sua liricità. Davvero molto bello.

    ha scritto il 

  • 2

    una promessa non mantenuta...

    ...il libro non mi è sembrato al'altezza delle recensioni che l'hanno accolto come una portentosa rivelazione. Interessante la trama ed il tentativo di parlare, su un piano che ricorda il realismo magico, della situazione alla frontiera fra Messico e USA. Ma la scrittura è zoppicante, alterna bre ...continua

    ...il libro non mi è sembrato al'altezza delle recensioni che l'hanno accolto come una portentosa rivelazione. Interessante la trama ed il tentativo di parlare, su un piano che ricorda il realismo magico, della situazione alla frontiera fra Messico e USA. Ma la scrittura è zoppicante, alterna brevi trovate folgoranti ad ampi spazi più vacui, e i personaggi finiscono per sembrare fragili sagome di cartone.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande Herrera!

    Diciamo che quello che mi era mancato per amare l'esordio italiano di questo giovane scrittore messicano l'ho trovato in questo romanzo breve. Makina, la protagonista affronta un viaggio omerico che la porterà ad attraversare frontiere, che assomigliano molto ai tanti muri eretti in giro per il m ...continua

    Diciamo che quello che mi era mancato per amare l'esordio italiano di questo giovane scrittore messicano l'ho trovato in questo romanzo breve. Makina, la protagonista affronta un viaggio omerico che la porterà ad attraversare frontiere, che assomigliano molto ai tanti muri eretti in giro per il mondo, conoscere gente, affidarsi a uomini potenti o a semplici operai, guardando avanti ma sempre con un'occhio rivolto a quello che ha lasciato indietro.

    ha scritto il 

  • 4

    "Scrivo la mattina, prima che sorga il sole. Quando scrivi dopo poco che hai aperto gli occhi, sei ancora un po' in connessione con i sogni". Yuri Herrera

    Makina è morta, è coraggiosa, è postina per i banditi, è messicana, è alla ricerca del fratello migrante, è innocente.
    Makina è f ...continua

    "Scrivo la mattina, prima che sorga il sole. Quando scrivi dopo poco che hai aperto gli occhi, sei ancora un po' in connessione con i sogni". Yuri Herrera

    Makina è morta, è coraggiosa, è postina per i banditi, è messicana, è alla ricerca del fratello migrante, è innocente.
    Makina è fiabesca, è in viaggio per attraversare la frontiera, è una guerriera, è clandestina negli Stati Uniti, è una ragazzina.
    Makina è un urlo di rabbia, è una sfida, è un morso nel cuore, è un film dell'orrore senza spargimento di sangue.
    Makina non esiste, esistono i mostri e le vittime e la cronaca di Ciudad Juárez.

    ha scritto il 

  • 4

    A volte quando si parla con gli altri della loro vita per cercare di esprimere al meglio un concetto legato ad una grande emozione si fa riferimento alla propria vita vissuta e questo non è sempre un bene. Seppur con le migliori intenzioni, si rischia di perdersi in racconti intimi che l'altro no ...continua

    A volte quando si parla con gli altri della loro vita per cercare di esprimere al meglio un concetto legato ad una grande emozione si fa riferimento alla propria vita vissuta e questo non è sempre un bene. Seppur con le migliori intenzioni, si rischia di perdersi in racconti intimi che l'altro non riesce a contestualizzare, a collegare alla propria vita, al dilemma espresso all'amica. Si rischia di diventare egocentrici. Io consiglio una certa attenzione nel farlo. La consiglio anche a me stessa ora...che già mi sono dilungata. Io non sono messicana, non sono un'immigrata clandestina, non svolgo un lavoro che mette a dura prova la mia dignità, non vengo da un buco nero. Semplicemente ho lasciato Napoli e vivo a Roma, e per motivi che conosco e per altri che non conosco ancora, non tornerò più. E Yuri Herrera mi ha fatto sobbalzare almeno un paio di volte durante la lettura di questo bellissimo libro, descrivendo sensazioni che ho provato e provo anche io con parole che a me sono sempre mancate. E' un libro più doloroso di quanto sembri ed è tanto poetico.

    ha scritto il 

  • 4

    Una scrittura interessante. Scarna ed essenziale, capace di ridurre all'osso la trama di una storia, i personaggi, l'ambientazione. Ma in questa riduzione estrema c'è una grande capacità di evocare anche ciò che non è scritto, o descritto.
    Però alla fine mi ha comunque lasciato la sensazion ...continua

    Una scrittura interessante. Scarna ed essenziale, capace di ridurre all'osso la trama di una storia, i personaggi, l'ambientazione. Ma in questa riduzione estrema c'è una grande capacità di evocare anche ciò che non è scritto, o descritto.
    Però alla fine mi ha comunque lasciato la sensazione che manchi proprio quel quid che possa confermare di trovarci di fronte a un grande autore.
    Insomma: Herrera non è Bolano, anche se non si può fargliene una colpa.

    ha scritto il 

  • 4

    Che voce!

    "Non preoccuparti. Neanche loro capiscono, vivono nella paura che se ne vada la luce, come se non vivessimo sempre tra lampi e cortocircuiti. Non preoccuparti. Loro hanno bisogno di noi. Vogliono vivere in eterno e non hanno ancora capito che per farlo dovrebbero cambiare colore e numero. Ma in f ...continua

    "Non preoccuparti. Neanche loro capiscono, vivono nella paura che se ne vada la luce, come se non vivessimo sempre tra lampi e cortocircuiti. Non preoccuparti. Loro hanno bisogno di noi. Vogliono vivere in eterno e non hanno ancora capito che per farlo dovrebbero cambiare colore e numero. Ma in fondo, sta già accadendo."

    Quei loro siamo noi.

    ha scritto il 

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