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Segni d'oro

Di

Editore: Feltrinelli

3.4
(119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807811510 | Isbn-13: 9788807811517 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Pensava di insegnare all'università, e si trova a fare il bibliotecario percaso. Dopo un lungo fidanzamento, ha sposato Virginia e si sono trasferiti daRoma al piccolo paese di Montemori, dove lei insegna e lui svolge una nonmeglio precisata "attività di studioso". Coinvolto dal comune nellapreparazione delle celebrazioni per il centenario del fondatore dell'industrialocale, comincia a indagare su una fabbrica inquinante e pericolosa, e suamori del passato. Starnone firma un romanzo breve, ironico, ora amaro, oradivertente, in cui si uniscono impegno politico, denuncia sociale, folliad'amore.
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  • 4

    Una trama avvincente su uno sfondo convenzionale

    E' il primo che ho letto di Starnone, ma anche quello che ho più gustato.
    Anche se lo studio d'ambiente è un po' scontato, la trama coinvolge in modo inusuale in un crescendo di vicende che stupiscono e affascinano chi legge.

    ha scritto il 

  • 2

    Amarezza che essuda da un sogno ad occhi aperti

    La trama di questo libro è piuttosto semplice, mentre i temi trattati sono importanti. Uno di essi è una critica alla società industriale e ai danni che essa porta, l'altro è il dramma di mediocrità di un uomo che va per la mezz'età, abilmente nascosto da un émpito di passione romanzesca.
    P ...continua

    La trama di questo libro è piuttosto semplice, mentre i temi trattati sono importanti. Uno di essi è una critica alla società industriale e ai danni che essa porta, l'altro è il dramma di mediocrità di un uomo che va per la mezz'età, abilmente nascosto da un émpito di passione romanzesca.
    Probabilmente il romanzo si pone un obiettivo troppo ambizioso, e infatti non riesce a trattare con adeguato approfondimento tutti i temi, in particolare lascia in sottofondo il primo. E' chiaro che non si tratta di un'opera matura dell'autore, il quale però dimostra di saper scrivere: lo stile è elaborato ma espressivo, ben congegnato, adeso alla natura dei personaggi.
    Il protagonista è un personaggio comune, sostanzialmente inetto, che si rifugia nelle belle lettere, la sola cosa di cui sia capace; esse non gli impediscono però di realizzare, col tempo, la sua profonda infelicità che non può certo essere rimossa da un pugno di vuote parole cesellate. Un'amarezza sconfortante, una consapevolezza dell'illusorietà dei suoi sogni di una vita, dei vagheggiamenti di avventure che pure riesce transitoriamente a vivere e che si rivelano tuttavia degli abbagli, parole vuote su un foglio di carta: pur essendo riuscito per un attimo ad assaggiare la vita che avrebbe voluto fare, non sfugge allo spettro della mediocrità, della routine, che lo riassale con violenza e a cui infine cede, sconfitto, perché rappresenta l'unico porto in cui possa arrivare, l'unica terra deserta ma solida su cui rovinano le macerie delle sue illusioni.
    Molta ironia, molte immagini, molte passioni, molte spasmodiche azioni si riversano nelle pagine del romanzo, a volte al limite della caricatura e della comicità (non mancano le risate durante la lettura), ma da questi segni d'oro pian piano emerge il vero tessuto sottostante di amarezza. Qualcosa con cui una volta o l'altra nella vita quasi tutti abbiamo a che fare, una prova che si può superare solo imparando che l'unico modo per sfuggire a tale demone è non voler essere ciò che non si è.
    Dal libro:
    "Sant'Aniello, Sant'Aniello, suona lo zufolo, leva l'uccello, becca di qua, becca di là, Sant'Aniello dritto lo fa!"

    ha scritto il 

  • 2

    Un piccolo libro con un'esile trama ammantata da aulici versi di poeti del passato.
    In soldoni la storia di un tradimento breve e fugace, una breve fuga dal solito ovile, dalla noiosa e precaria vita di sempre.
    Pagine su pagine a decantare sonetti per portarsi a letto una tipa un po' s ...continua

    Un piccolo libro con un'esile trama ammantata da aulici versi di poeti del passato.
    In soldoni la storia di un tradimento breve e fugace, una breve fuga dal solito ovile, dalla noiosa e precaria vita di sempre.
    Pagine su pagine a decantare sonetti per portarsi a letto una tipa un po' squinternata ..non c'era bisogno di scomodare Petrarca per giungere al medesimo obiettivo, e sarebbe sembrato più verosimile e forse simpatico.
    Le crisi di identità dei due personaggi non sono particolarmente approfondite, la storia di contorno dà nuovamente rilievo ad un'altra storia di passione (del passato) finendo per lasciare in secondo piano il tema dell'inquinamento che sembrava aver mosso una parte delle azioni iniziali..
    Insomma, meno male che l'ho preso in prestito dalla biblioteca!

    ha scritto il