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Segreti dei Gonzaga

Di

Editore: A. Mondadori

3.8
(233)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 355 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000164646 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sono parziale ma Bellonci ha un modo davvero unico e letteralmente straordinario di rendere viv@ gli uomini e le donne del passato.
    E lo fa con una lingua personalissima, che pare presa dai secoli tra ...continua

    Sono parziale ma Bellonci ha un modo davvero unico e letteralmente straordinario di rendere viv@ gli uomini e le donne del passato.
    E lo fa con una lingua personalissima, che pare presa dai secoli trascorsi eppure è viva e vibrante.
    La vicenda di Martgherita Farnese è narrata con un tale rispetto, una tale attenzione ai sentimenti di una donna morta oltre quattrocento anni fa che sorprende ed emoziona.
    L'umanità della scrittrice è talmente profonda che non si mette mai al di sopra dei propri personaggi.
    "... la costanza luminosa di chi è pronto a scontare giorno per giorno questo affannoso privilegio di sentirsi vivi." (114)

    "... 'fino alla morte' aveva detto Vincenzo, e bisognava fingere di non ricordarsene per non umiliare troppo l'amore." (150)

    "Ha da scontare, e sconterà, ogni audacia, ogni indipendenza, ogni capacità d'inventare e di trattenere la gioia [...]", in due righe la sorte toccata a molte, troppe donne.

    Davvero non capisco perché non sia nei libri di letteratura italiana.

    ha scritto il 

  • 3

    Una conoscenza sterminata

    La Mantova dei Gonzaga e il suo tempo, narrata con dettagli quotidiani su legami, politiche, amori e rapporti tra sovrani. L'avvicendarsi di Guglielmo e Vincenzo Gonzaga racconta anche la fine lenta m ...continua

    La Mantova dei Gonzaga e il suo tempo, narrata con dettagli quotidiani su legami, politiche, amori e rapporti tra sovrani. L'avvicendarsi di Guglielmo e Vincenzo Gonzaga racconta anche la fine lenta ma inesorabile di quella meravigliosa stagione che fu il Rinascimento.
    La prosa è densa e impegnativa e la narrazione lenta. Un libro che richiede attenzione ( e un minimo di conoscenza dei personaggi storici citati.
    La Bellonci conosce e racconta così bene i fatti che sembra ne sia stata testimone.
    Raramente si trovano autori così preparati

    ha scritto il 

  • 4

    Sono tre testi. Il primo, Il duca nel labirinto, di gran lunga il più ampio, è incentrato sulle vicende di Vincenzo Gonzaga (1562-1612). Segue un ritratto di Isabella d’Este, già incontrata come “anta ...continua

    Sono tre testi. Il primo, Il duca nel labirinto, di gran lunga il più ampio, è incentrato sulle vicende di Vincenzo Gonzaga (1562-1612). Segue un ritratto di Isabella d’Este, già incontrata come “antagonista” in Lucrezia Borgia. Chiude Ritratto di famiglia, che parte da un dipinto di Mantegna.

    Sono di nuovo creazioni storiche; invenzione, dai documenti, di caratteri, pensieri, sentimenti, passioni, idee.
    Ad esempio, la solidità di Isabella scoperta nel contatto con gli oggetti della sua collezione, a contrasto con il trasfigurante paesaggio mantovano: «Erano state cose solide, riferimenti visibili e controllabili: fidarcisi; e respingere, invece, l’equivoco dei luoghi, per esempio del poggiolo sul lago, dove, solo ad affacciarsi, Isabella doveva sentirsi impegnata ad opporre la sua fermezza più chiarificatrice alla fantasia trasmutante, fra i limiti incrinati delle ore, dell’acqua e del cielo.» (p. 333)

    ha scritto il 

  • 5

    dal blog Giramenti

    Si torna a Mantova – dopo aver lasciato là Isabella d’Este Gonzaga, già ritratta in “Rinascimento Privato” – per trovare suo nipote Guglielmo alle prese con beghe familiari e scaramucce politiche.

    Ora ...continua

    Si torna a Mantova – dopo aver lasciato là Isabella d’Este Gonzaga, già ritratta in “Rinascimento Privato” – per trovare suo nipote Guglielmo alle prese con beghe familiari e scaramucce politiche.

    Ora, una cosa bisogna dirla, Guglielmo porta nel dna una delle caratteristiche del bisnonno ferrarese: la tirchieria, talmente tirchio che Ercole I d’Este, a confronto, l’avreste scambiato per quel viveur di Briatore. Il buon Guglielmo si porta appresso pure la tara dei Gonzaga – la gobba di cui abbiamo già parlato qui – ma pare che l’ingobbamento gonzaghesco si sia poi fermato con lui; il suo figliolo, infatti, risulta un gran figo.

    CONTINUA su http://gaialodovica.wordpress.com/2012/04/16/segreti-dei-gonzaga-di-maria-bellonci/#comment-5053

    ha scritto il 

  • 5

    Maria Bellonci dipinge un grande ed avventuroso ritratto di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato dal 1587 al 1612, e attraverso questo ritratto emerge un ritratto molto più ampio: l'Ital ...continua

    Maria Bellonci dipinge un grande ed avventuroso ritratto di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato dal 1587 al 1612, e attraverso questo ritratto emerge un ritratto molto più ampio: l'Italia di fine XVI secolo con le sue rivalità fra dinastie, la sua pace forzosa determinata dal predominio spagnolo, lo splendore delle corti e le aspirazioni, spesso frustrate, della nobiltà.
    Il ritratto di un'epoca e di un personaggio si dilata fino a comprendere ritratti di numerose figure: Margherita Farnese, prima e sfortunata moglie di Vincenzo, Leonora de'Medici, seconda intelligentissima moglie, Barbara Sanvitale, ed una lista molto lunga che non può essere scritta, ma penso solo letta; Bellonci comunque non crea un semplice panegirico del signore di Mantova, ma ne evidenzia luci ed ombre, punto di forza e punti di debolezza, genialità ed errori.
    Vincenzo Gonzaga emerge dalle pagine del libro come ultima incarnazione di una grande, grandeissima dinastia e forse come ultima incarnazione del mondo rinascimentale.

    ha scritto il 

  • 4

    la Bellonci scrive proprio bene anche se in un linguaggio molto ricco e quasi baroccheggiante. Riesce afrti seguire con interesse e capire a fondo, quasi partecipandovi, la vita nella Mantova ducale ...continua

    la Bellonci scrive proprio bene anche se in un linguaggio molto ricco e quasi baroccheggiante. Riesce afrti seguire con interesse e capire a fondo, quasi partecipandovi, la vita nella Mantova ducale di fine cinquecento

    ha scritto il 

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