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Segreti dei Gonzaga

Di

Editore: A. Mondadori

3.8
(223)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 355 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000164646 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sono parziale ma Bellonci ha un modo davvero unico e letteralmente straordinario di rendere viv@ gli uomini e le donne del passato.
    E lo fa con una lingua personalissima, che pare presa dai secoli trascorsi eppure è viva e vibrante.
    La vicenda di Martgherita Farnese è narrata con un t ...continua

    Sono parziale ma Bellonci ha un modo davvero unico e letteralmente straordinario di rendere viv@ gli uomini e le donne del passato.
    E lo fa con una lingua personalissima, che pare presa dai secoli trascorsi eppure è viva e vibrante.
    La vicenda di Martgherita Farnese è narrata con un tale rispetto, una tale attenzione ai sentimenti di una donna morta oltre quattrocento anni fa che sorprende ed emoziona.
    L'umanità della scrittrice è talmente profonda che non si mette mai al di sopra dei propri personaggi.
    "... la costanza luminosa di chi è pronto a scontare giorno per giorno questo affannoso privilegio di sentirsi vivi." (114)

    "... 'fino alla morte' aveva detto Vincenzo, e bisognava fingere di non ricordarsene per non umiliare troppo l'amore." (150)

    "Ha da scontare, e sconterà, ogni audacia, ogni indipendenza, ogni capacità d'inventare e di trattenere la gioia [...]", in due righe la sorte toccata a molte, troppe donne.

    Davvero non capisco perché non sia nei libri di letteratura italiana.

    ha scritto il 

  • 3

    Una conoscenza sterminata

    La Mantova dei Gonzaga e il suo tempo, narrata con dettagli quotidiani su legami, politiche, amori e rapporti tra sovrani. L'avvicendarsi di Guglielmo e Vincenzo Gonzaga racconta anche la fine lenta ma inesorabile di quella meravigliosa stagione che fu il Rinascimento.
    La prosa è densa e im ...continua

    La Mantova dei Gonzaga e il suo tempo, narrata con dettagli quotidiani su legami, politiche, amori e rapporti tra sovrani. L'avvicendarsi di Guglielmo e Vincenzo Gonzaga racconta anche la fine lenta ma inesorabile di quella meravigliosa stagione che fu il Rinascimento.
    La prosa è densa e impegnativa e la narrazione lenta. Un libro che richiede attenzione ( e un minimo di conoscenza dei personaggi storici citati.
    La Bellonci conosce e racconta così bene i fatti che sembra ne sia stata testimone.
    Raramente si trovano autori così preparati

    ha scritto il 

  • 4

    Sono tre testi. Il primo, Il duca nel labirinto, di gran lunga il più ampio, è incentrato sulle vicende di Vincenzo Gonzaga (1562-1612). Segue un ritratto di Isabella d’Este, già incontrata come “antagonista” in Lucrezia Borgia. Chiude Ritratto di famiglia, che parte da un dipinto di Mantegna. ...continua

    Sono tre testi. Il primo, Il duca nel labirinto, di gran lunga il più ampio, è incentrato sulle vicende di Vincenzo Gonzaga (1562-1612). Segue un ritratto di Isabella d’Este, già incontrata come “antagonista” in Lucrezia Borgia. Chiude Ritratto di famiglia, che parte da un dipinto di Mantegna.

    Sono di nuovo creazioni storiche; invenzione, dai documenti, di caratteri, pensieri, sentimenti, passioni, idee.
    Ad esempio, la solidità di Isabella scoperta nel contatto con gli oggetti della sua collezione, a contrasto con il trasfigurante paesaggio mantovano: «Erano state cose solide, riferimenti visibili e controllabili: fidarcisi; e respingere, invece, l’equivoco dei luoghi, per esempio del poggiolo sul lago, dove, solo ad affacciarsi, Isabella doveva sentirsi impegnata ad opporre la sua fermezza più chiarificatrice alla fantasia trasmutante, fra i limiti incrinati delle ore, dell’acqua e del cielo.» (p. 333)

    ha scritto il 

  • 5

    dal blog Giramenti

    Si torna a Mantova – dopo aver lasciato là Isabella d’Este Gonzaga, già ritratta in “Rinascimento Privato” – per trovare suo nipote Guglielmo alle prese con beghe familiari e scaramucce politiche.


    Ora, una cosa bisogna dirla, Guglielmo porta nel dna una delle caratteristiche del bisnonno f ...continua

    Si torna a Mantova – dopo aver lasciato là Isabella d’Este Gonzaga, già ritratta in “Rinascimento Privato” – per trovare suo nipote Guglielmo alle prese con beghe familiari e scaramucce politiche.

    Ora, una cosa bisogna dirla, Guglielmo porta nel dna una delle caratteristiche del bisnonno ferrarese: la tirchieria, talmente tirchio che Ercole I d’Este, a confronto, l’avreste scambiato per quel viveur di Briatore. Il buon Guglielmo si porta appresso pure la tara dei Gonzaga – la gobba di cui abbiamo già parlato qui – ma pare che l’ingobbamento gonzaghesco si sia poi fermato con lui; il suo figliolo, infatti, risulta un gran figo.

    CONTINUA su http://gaialodovica.wordpress.com/2012/04/16/segreti-dei-gonzaga-di-maria-bellonci/#comment-5053

    ha scritto il 

  • 5

    Maria Bellonci dipinge un grande ed avventuroso ritratto di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato dal 1587 al 1612, e attraverso questo ritratto emerge un ritratto molto più ampio: l'Italia di fine XVI secolo con le sue rivalità fra dinastie, la sua pace forzosa determinata dal predo ...continua

    Maria Bellonci dipinge un grande ed avventuroso ritratto di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato dal 1587 al 1612, e attraverso questo ritratto emerge un ritratto molto più ampio: l'Italia di fine XVI secolo con le sue rivalità fra dinastie, la sua pace forzosa determinata dal predominio spagnolo, lo splendore delle corti e le aspirazioni, spesso frustrate, della nobiltà.
    Il ritratto di un'epoca e di un personaggio si dilata fino a comprendere ritratti di numerose figure: Margherita Farnese, prima e sfortunata moglie di Vincenzo, Leonora de'Medici, seconda intelligentissima moglie, Barbara Sanvitale, ed una lista molto lunga che non può essere scritta, ma penso solo letta; Bellonci comunque non crea un semplice panegirico del signore di Mantova, ma ne evidenzia luci ed ombre, punto di forza e punti di debolezza, genialità ed errori.
    Vincenzo Gonzaga emerge dalle pagine del libro come ultima incarnazione di una grande, grandeissima dinastia e forse come ultima incarnazione del mondo rinascimentale.

    ha scritto il 

  • 4

    la Bellonci scrive proprio bene anche se in un linguaggio molto ricco e quasi baroccheggiante. Riesce afrti seguire con interesse e capire a fondo, quasi partecipandovi, la vita nella Mantova ducale di fine cinquecento

    ha scritto il 

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