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Sei cose impossibili prima di colazione

Le origini evolutive delle credenze

Di

Editore: Codice

3.3
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 209 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875781079 | Isbn-13: 9788875781071 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Simonetta Frediani

Genere: Non-fiction , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
L'affresco generale del rapporto tra l'uomo e la sua millenaria storia evolutiva si arricchisce di un nuovo importante tassello. Questa volta il protagonista è uno dei più affascinanti e misteriosi tratti distintivi di Homo sapiens: perché crediamo, e siamo convinti che possa esistere un'"intelligenza superiore" che governa e indirizza le nostre vite? Perché tendiamo con facilità a credere nel sovrannaturale, nelle religioni, nella telecinesi, negli angeli, nella fortuna (o nella sfortuna) e nel destino? La risposta, per il biologo ed ex credente Lewis Wolpert, risiede nella nostra particolarissima evoluzione di specie animale, precisamente nello sviluppo dei concetti di causa ed effetto, e nel modo in cui la nostra mente è stata "geneticamente programmata". Quando hanno sviluppato la capacità di costruire strumenti e oggetti appositamente creati per ottenere uno scopo (accendere un fuoco, macinare i semi per mangiarli o cacciare gli animali), i nostri antenati hanno scoperto nel tempo di poter estendere tale tratto, unico nel regno animale, a sfide intellettuali sempre più complesse e insidiose, fino alla nascita delle religioni. La tesi di Wolpert è che una conseguenza dell'evoluzione del cervello umano è stata quella di diventare un vero e proprio "generatore di credenze", un meccanismo utile ed essenziale per la sopravvivenza della specie.
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  • 3

    A dir il vero, mi sarei aspettato di più. L'ho trovato piuttosto confusionario e farraginoso: addirittura in certe parti mal argomentato, nel senso che dà più l'idea di ribadire il concetto in varie forme, che di portarne prove a sostegno. Ciò peraltro può anche dipendere da un mio difetto di for ...continua

    A dir il vero, mi sarei aspettato di più. L'ho trovato piuttosto confusionario e farraginoso: addirittura in certe parti mal argomentato, nel senso che dà più l'idea di ribadire il concetto in varie forme, che di portarne prove a sostegno. Ciò peraltro può anche dipendere da un mio difetto di formazione scientifica: nel qual caso, chiedo volentieri venia sia a Wolpert sia ai lettori di queste righe.

    ha scritto il 

  • 2

    Pesante, farraginoso, dispersivo: un saggio faticoso da leggere perché divaga, salta di palo in frasca, sembra in continuazione aver perso di vista la propria tesi. E nemmeno troppo convincente, per la verità.

    ha scritto il 

  • 2

    Tesi interessante mal svolta e peggio tradotta

    Questo libro, dal sottotitolo "Le origini evolutive delle credenze", parte mettendo subito in chiaro che l'autore vuole far piazza pulita di tutte le credenze, religiose e no, che non siano sostenute da prove scientifiche; la causalità la deve fare da padrona. Il leit motiv del libro è per l'apun ...continua

    Questo libro, dal sottotitolo "Le origini evolutive delle credenze", parte mettendo subito in chiaro che l'autore vuole far piazza pulita di tutte le credenze, religiose e no, che non siano sostenute da prove scientifiche; la causalità la deve fare da padrona. Il leit motiv del libro è per l'apunto l'ipotesi - parlare di "teoria" è un po' azzardato - che le credenze nascano non appena l'umanità ha iniziato a ragionare in termini di cause ed effetti; se quindi succedeva qualcosa, ci doveva essere qualcos'altro o qualcun altro che l'ha fatto succedere. Per la cronaca, Wolpert ritiene che l'uomo sia l'unico animale ad avere pensieri causali. La tesi è anche interessante, ma non è che il libro porti chissà quali prove a suo sostegno; più che altro Wolpert ripete fino allo sfinimento le stesse affermazioni, sperando che alla lunga vengano recepite dal lettore. Insomma, il titolo promette molto più di quanto mantenuto nel testo.
    Due (tristi) parole ancora per quanto riguarda la traduzione di Simonetta Frediani. Come purtroppo accade troppo spesso nei libri della Codice, è assolutamente inadeguata. Passi anticipare al 1452 la bolla di Innocenzo VI sulla divisione dei territori scoperti da Colombo: uno svarione può capitare a tutti. Ma già a pagina 6 il sillogismo presentato dall'autore viene stravolto e invalidato, traducendo "alcuni cibi malsani" invece che "alcuni cibi sani"; e non è l'unico caso in cui il testo tradotto dice esattamente l'opposto dell'originale. In un saggio scientifico errori di questo tipo sono inqualificabili.

    ha scritto il 

  • 3

    A dire la verità avrei dato due stellette e mezzo.
    L'argomento del libro è interessante, e nel complesso la teoria che espone l'autore è abbastanza convincente ( supportata da sempre più scoperte nell'ambito delle neuroscienze e della biologia evoluzionistica): l'origine delle credenze nella ...continua

    A dire la verità avrei dato due stellette e mezzo.
    L'argomento del libro è interessante, e nel complesso la teoria che espone l'autore è abbastanza convincente ( supportata da sempre più scoperte nell'ambito delle neuroscienze e della biologia evoluzionistica): l'origine delle credenze nella nostra specie, e la nostra tendenza a dare più credito a queste che a verifiche di tipo scientifico, derivano da come è stato progettato il nostro cervello nel corso dell'evoluzione. Le credenze possono essere di vario tipo, non solo religioso (l'autore prende in esame le credenze dei bambini, quelle sul paranormale, e di altro tipo), e derivano dall'evoluzione delle credenze causali, le quali a loro volta derivano dall'uso di strumenti (i nostri antenati dovevano immaginare e prevedere determinate azioni per arrivare a dei risultati).
    Una volta attivato questo meccanismo mentale è stato difficile per l'essere umano sottrarsi alla tentazione di cercare di dare sempre e comunque un significato a ogni azione, pur essendo questa casuale, o a mettere in relazioni avvenimenti se pur coincidenti.
    La prima parte del libro risulta quindi molto interessante, specialmente quella che tratta di religione, delle droghe e delle allucinazioni.
    L'aspetto negativo del libro è lo stile un po' approssimativo e certe volte eccessivamente frammentario e sintetico, che diventa anche un po' noioso alla fine.

    ha scritto il 

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