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Sei passeggiate nei boschi narrativi

Harvard University, Norton Lectures, 1992-1993

Di

Editore: Bompiani (Saggi tascabili, 59)

4.1
(506)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 183 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845246515 | Isbn-13: 9788845246517 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Non-fiction , Social Science , Textbook

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Descrizione del libro
Sei interventi, tenuti tra il 1992 e il 1993 alla Harvard University, nei quali Eco, partendo dall'esperienza del lettore, si propone di indagare le diverse aspettative e modalità con cui si leggono i romanzi.
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  • 5

    Arbitrarietà radicale

    Un'Eco virgiliano ci prende per mano e ci accompagna nella scoperta del testo alla ricerca di un'identità di lettore, costruita in collaborazione con l'autore e la struttura del racconto ( che é ...continua

    Un'Eco virgiliano ci prende per mano e ci accompagna nella scoperta del testo alla ricerca di un'identità di lettore, costruita in collaborazione con l'autore e la struttura del racconto ( che é l'unica dimensione multilivello in cui si può ravvisare il percorso di creazione e significazione di un testo ). Il processo di interpretazione di uno scritto qui si riferisce ad un'analisi testuale complessiva, e quindi non é legato al singolo segno ma all'insieme dei segni e dei simboli che producono, tramite relazioni, un significato. Per Eco, questa analisi o comprensione, operata dal lettore modello, ( che si presuppone sia competente e in una certa misura attivo nell'essere plasmato dallo scrittore ) é imprescindibile dallo 'scritto' e dagli intenti comunicativo - espressivi che l'autore vi ha riposto, ed é circoscritta al testo stesso, ( e non per esempio a componenti esterne come la vita o le caratteristiche dell'autore che talvolta sono usati in modo inferenziale ) che diventa metro d'analisi, fornendo una misura autorevole e legittima delle interpretazioni possibili. In altre parole, l'interpretazione di un testo finisce lì dove inizia ciò che questo eprime in modo chiaro ed inequivocabile! Tramite la lettura di un libro insomma, ci addentriamo in un macro-universo reso finito dal suo stesso contenuto...uff, detta così pare noiosa, ma il libro é tutt'altro che noioso...comunque é vero che il maestro affronta la semiotica cognitiva, ma lo fa in modo discorsivo e partendo da testi ed esempi reali: Nerval e Sylvie, Pinocchio e Garibaldi, Kafka, Abbott e molti altri, e ciò che ne viene fuori non é una semplice traccia su cos'é un testo, sulle strategie che l'autore adotta per creare il suo lettore modello, o su come si può leggere un libro, ma é una vera e propria sveglia per il lettore passionale e trasognato che nei boschi della narrativa finisce, a volte piacevolmente, per perdersi. É Un appiglio per venir fuori da quell'intreccio intricato che alcuni appassionati fanno tra narrativa, di costituzione finzionale, e realtà. Stimola una presa di coscienza sulle potenzialità dell’attribuire significato all'una partendo dall'altra e viceversa, e senza negare l’eventualità di questo percorso generativo finzione – realtà, ( documentato con un excursus storico che va dai templari alla massoneria passando per gli ebrei ) ci ricorda che non esiste esperienza narrativa più alta e sublime di quella del vivere.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante si possa considerare un libro tecnico e potenzialmente incomprensibile per chi non abbia un minimo background di narratologia, è un'opera piuttosto accattivante che contiene aneddoti ...continua

    Nonostante si possa considerare un libro tecnico e potenzialmente incomprensibile per chi non abbia un minimo background di narratologia, è un'opera piuttosto accattivante che contiene aneddoti imperdibili.

    ha scritto il 

  • 5

    Ciclo di sei conferenze tenute alla Harvard University di Cambridge, Massachusetts, tra il 1992 e il 1993. Eco usa il bosco come metafora del testo narrativo per introdurci nei sentieri battuti dal ...continua

    Ciclo di sei conferenze tenute alla Harvard University di Cambridge, Massachusetts, tra il 1992 e il 1993. Eco usa il bosco come metafora del testo narrativo per introdurci nei sentieri battuti dal lettore modello e nelle deviazioni fatte dal lettore empirico, l’esempio di Sylvie dello scrittore francese Gérard de Nerval è paradigmatico delle diverse letture possibili di una storia. Apprezzabili le indicazioni bibliografiche e le annotazioni sullo stile degli autori menzionati.

    ha scritto il 

  • 4

    E lasciatemi divertire!

    Si può leggere una storia, in prosa in versi, come frammento di uno specchio che riflette pezzi della propria "vera" storia. Certe schegge ti rimandano immagini straniere, stordenti, distanti, ...continua

    Si può leggere una storia, in prosa in versi, come frammento di uno specchio che riflette pezzi della propria "vera" storia. Certe schegge ti rimandano immagini straniere, stordenti, distanti, schegge di storie che all'apparenza non collimano per nessun angolo con la tua storia "vera", per cui alla fine concludi che quella possibilità di reagire all' accidente della vita racchiusa in quella scheggia, per fortuna o per disgrazia, non è stata alla tua portata. Ma ti cattura lo sguardo lo stesso perché non è certo detto che non lo sarà mai. Altre immagini riflesse invece collimano pure troppo, funzionandoti da superficie ad ingrandimento che ti sbatte davanti agli occhi le precise misure millimetriche dei tuoi pori, dei tuoi solchi, delle tue ulcerazioni. Mi piace strumentalizzare così la narrativa e la poesia, che poi magari, come c'ha convinto Bettelheim portando in luce le risonanze profonde delle fiabe nel morbido animo infantile, un modo neutro, impermeabilizzato e sicuro di leggere non esiste. E più leggo e più invecchio e più mi convinco che non esiste neppure per le anime ormai indurite. Però capita, mi capita, di ritrovarmi stanca, stuccata dall'abbuffata di porzioni doppie, triple, monotone di cibi dolci o amari che sono da sempre nella mia dispensa. E allora mi viene voglia di dimenticare per un po' i miei ingranaggi umorali, di non sentirne neppure il fruscio e di fare altro con le storie, di usarle invece che come specchi come giocattoli fatti di incastri, da smontare, rimontare, usarli tutti, tralasciarne qualcuno, rincastrarli seguendo le istruzioni oppure andando a occhio con la sorpresa, magari, di aver dato vita ad un gioco ancora più gratificante. Questo saggio, come tanti del suo autore, è un geniale e spassoso manuale d'istruzioni per divertirsi con la letteratura. Il professor Eco è il più amabile rigoroso zuzzerellone del mondo accademico. Il miglior compagno di giochi quando si è stanchi di prendersi troppo sul serio.

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo programmato di leggere queste lezioni poco per volta, ma nel giro di una manciata di pagine mi sono lasciato catturare dalle malie del grande affabulatore, oltre che grande studioso, Eco. ...continua

    Avevo programmato di leggere queste lezioni poco per volta, ma nel giro di una manciata di pagine mi sono lasciato catturare dalle malie del grande affabulatore, oltre che grande studioso, Eco.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so se consigliarlo...

    Qualche lezione l'ho trovata interessante, qualche altra un pò noiosetta...e visto che le lezioni in totale sono 6 e me ne sono piaciute 2 e mezzo...beh, il giudizio si fa da solo...

    ha scritto il 

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