Sei personaggi in cerca d'autore

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Editore: CreateSpace

4.1
(3073)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 104 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 146364888X | Isbn-13: 9781463648886 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 0

    Ha capito?
    Io no!
    E io nemmeno!

    Meno reali, forse; ma più veri!

    Faccio ammenda perché lo so che Sei personaggi in cerca d’autore non va letta ma vista e penso sempre alla volta in cui avrei potuto and ...continua

    Ha capito?
    Io no!
    E io nemmeno!

    Meno reali, forse; ma più veri!

    Faccio ammenda perché lo so che Sei personaggi in cerca d’autore non va letta ma vista e penso sempre alla volta in cui avrei potuto andare a teatro e stupidamente declinai.
    Sì, sì, sono sicuro che nella messa in scena coglierei sfumature che qui sulla carta, sul libro elettronico in effetti, sfuggono.
    Però qualcosa credo di averlo capito. Spero.
    Provo a formalizzarlo in modo blasfemo. Pirandello, il nostro più grande genio letterario moderno, in anticipo su tutti, ancora adesso è perfin troppo all’avanguardia anche per noi, anticipa un tema che la fantascienza svilupperà con un altro espediente: la coazione a ripetere. Nelle storie di viaggi nel tempo in cui qualcosa va storto, i protagonisti muoiono e poi ricominciano da capo e ancora e ancora per sempre. Pirandello non ha bisogno di inventarsi l’assurdo con la macchina del tempo, gli basta il teatro.
    Così la colpa dei sei personaggi, vabbè, non proprio di tutti e sei, diventa eterna. La promessa fatta nella Genesi ad Eva e Adamo, tornerai alla terra, che non è una minaccia ma l’assicurazione che la punizione non è eterna ma prima o poi la separazione si ricompone, non è accordata ai sei personaggi, costretti a ripetere.
    E non solo.
    Duplicandosi.
    Costretti a ripetere e costretti a vedersi ripetere in un gioco della colpa che può a priori diventare progressione geometrica come i chicchi di riso sulla scacchiera.

    Qua lei, come lei, non può essere! Qua c’è l’attore che lo rappresenta; e basta!
    Ma che verità, mi faccia il piacere! Qua siamo a teatro! La verità, fino a un certo punto.
    Lo so bene anch’io che ciascuno ha tutta una sua vita dentro e che vorrebbe metterla fuori. Ma il difficile è appunto questo: farne venir fuori quel tanto che è necessario, in rapporto con gli altri; e pure in quel poco fare intendere tutta l’altra vita che resta dentro!

    Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!

    E allora altro che un gioco, quello del lettore (o dello spettatore) che si può inventare una biografia al personaggio prima e dopo il libro (o la rappresentazione) perché se questa biografia è segnata dalla colpa diventa una bella iattura, uno può sforzarsi quanto vuole ma quel personaggio non riesce mica a salvarlo. Il processo è entropico, una volta sfuggito alla penna dell’autore e diventato autonomo non c’è reversibilità e il poveretto è condannato per sempre.
    E allora, quasi, rappresentarsi all’infinito, in un gioco non di specchi ma di mitosi, diventa, sottolineo: quasi, l’ultima consolazione, e pazienza per l’innocente che muore tragicamente tanto tutto è solo provvisorio (fino alla prossima messa in scena).

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro dal maestro Pirandello che ha cambiato la mia mente. Un monumentale racconto di meta-teatro in cui il relativismo è innestato in un atmosfera un po' romantica e un po' decadente in cui a ...continua

    Un capolavoro dal maestro Pirandello che ha cambiato la mia mente. Un monumentale racconto di meta-teatro in cui il relativismo è innestato in un atmosfera un po' romantica e un po' decadente in cui autore e personaggi intrattengono un rapporto padre figlio che spinge gli ultimi in un gesto disperato a cercare un padre che sappia trasportarli dal limbo in cui si trovano alla scena dove espletano il loro compito, la loro ragione di vita, rendendoli così veramente vivi per la durata dello spettacolo come le luci di un meraviglioso spettacolo pirotecnico. Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Quella sensazione di.....

    Certo che al LEGGERE un'opera teatrale mi pervade un senso di.... incompleto.
    Il libro è molto leggero, scorrevole, il linguaggio semplice, ma in certi punti l'ho trovato confusionario, soprattutto a ...continua

    Certo che al LEGGERE un'opera teatrale mi pervade un senso di.... incompleto.
    Il libro è molto leggero, scorrevole, il linguaggio semplice, ma in certi punti l'ho trovato confusionario, soprattutto al principio, proprio per essere un'opera adatta e scritta per il teatro, arte letteraria visiva.
    Comunque ho apprezzato lo stile di Pirandello e la storia tragi-comica.

    ha scritto il 

  • 4

    Librettino leggero, storia tragicomica raccontata come solo Pirandello sa fare. Una girandola di dialoghi e colpi di scena, ironia e graffiante crudeltà. Amabile commedia teatrale. Da leggere con il s ...continua

    Librettino leggero, storia tragicomica raccontata come solo Pirandello sa fare. Una girandola di dialoghi e colpi di scena, ironia e graffiante crudeltà. Amabile commedia teatrale. Da leggere con il sorriso.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione!"

    L'aggettivo che maggiormente mi veniva alla mente leggendo "Sei personaggi in cerca d'autore" era geniale. Perchè solo un genio come Pirandello poteva partorire l'intuizione alla base di questa pièce ...continua

    L'aggettivo che maggiormente mi veniva alla mente leggendo "Sei personaggi in cerca d'autore" era geniale. Perchè solo un genio come Pirandello poteva partorire l'intuizione alla base di questa pièce teatrale: sei personaggi creati dalla fantasia del proprio autore e lasciati a se stessi, in preda al dramma che è stato creato per loro ma senza la volontà di rappresentarlo. E proprio la rappresentazione di questo dramma diventa la ragione d'essere dei sei personaggi, l'unico fine da raggiungere. E dopo questa lettura, che si è rivelata una vera e propria esperienza, il mio amore per Pirandello non può che aumentare.

    ha scritto il 

  • 4

    Sei personaggi in cerca di autore è probabilmente il dramma più famoso di Pirandello, una pieces teatrale di cui, per un motivo o per l’altro, tutti ne hanno sentito parlare. Ma se è conosciuta come p ...continua

    Sei personaggi in cerca di autore è probabilmente il dramma più famoso di Pirandello, una pieces teatrale di cui, per un motivo o per l’altro, tutti ne hanno sentito parlare. Ma se è conosciuta come portatrice principale dell’ideologia letteraria – e filosofica – pirandelliana, tale pieces può essere davvero apprezzata e compresa solo se letta. Prima di avvicinarmi ad essa conoscevo la trama, avrei saputo parlarne in una conversazione, ma non avrei potuto dire di averne capito, o quanto meno sfiorato, l’essenza. Di cosa parla Sei personaggi in cerca di autore? A mio parere parla di un argomento che mi affascina e che sento mio: di scrittura e della vita che nella scrittura nasce e muore. Perché mentre io sono qui a scrivere questa recensione, i sei personaggi hanno ormai trovato pace; ma fino ad oggi, rinchiusi tra le pagine del libro, urlavano, strepitavano, battevano tra le parole implorandomi di leggerli. I personaggi di Pirandello, così come i personaggi di qualsiasi autore – grande o inesperto che sia - sono vivi. Sono persone, e quindi maschere, e quindi essenza vitale archetipa e primitiva. Non necessitano di un nome né di una descrizione in particolare: sono ciò che sono e ognuno di noi può dire di conoscerli solo leggendone le parole. Eppure, proprio perché unici in se stessi pur rappresentando il tutto, i Personaggi vivono il dramma umano dell’ineffabilità, dell’incapacità delle parole di rendere giustizia al vissuto. Tutti noi raccontiamo le nostre disavventure alla ricerca di un viso amico, di qualcuno che capisca davvero la nostra vita; tuttavia questa ricerca perpetua è vana. L’uomo è destinato a vivere solo la propria vita; affiancato da anime che rallegrino i suoi giorni e lo rinfreschino dai tormenti della quotidianità, ma pur sempre solo in quella che è l’essenza stessa del vivere. Possiamo raccontare ma non è concesso che gli altri vivano con noi. Mettersi nei panni di terzi significa soltanto stravolgere il significato primo della loro esistenza e, allo stesso tempo, farla diventare nostra, depurandola tuttavia della presenza del suo proprietario. “Chi è lei?” chiede a un certo punto il Padre al capocomico. E poi: “Chi è lei, se lei viene rappresentato da un attore?”.
    L’esistenza umana non è fissa, ma coinvolta in un perenne flusso di coscienza poiché ciò che sono io ora non sarà mai ciò che sarò io tra una frazione di secondo. Ciò non è per i personaggi, intrappolati sulla carta come dietro a sbarre fatte di nero inchiostro. Sempre uguali a se stessi essi vogliono vivere, con l’illusione di potersi così liberare di tali catene, senza sapere però – o ignorando spudoratamente – che invece dovranno tornare a vivere non appena qualcuno aprirà il libro contenente la loro storia o guarderà una rappresentazione teatrale. La letteratura rende immortali: anche il dolore e la morte e il dramma rimangono però impressi in questo squarcio di eternità. Nonostante il numero esiguo di pagine e la semplicità dello stile, Sei personaggi in cerca di autore non è un libro semplice da leggere: esso richiede la pazienza di affrontare il caos di voci che si sovrappongono l’una sull’altra; la volontà di far lavorare la mente su pensieri che porteranno a domande, le quali, tuttavia, potrebbero rimanere senza risposta; la tempra di sopportare il peso della drammaticità che sfilerà sotto i nostri occhi. Tuttavia, Sei personaggi in cerca di autore è un libro che bisogna leggere almeno una volta nella vita. Anche senza comprenderlo, anche se poi ci si ritrova a chiudere il libro storcendo il naso. Bisogna leggerlo perché, in qualche modo, è un’opera dall’incontestabile capacità di sfiorare l’anima di chiunque sia disposto a concedersi ad essa.

    ha scritto il 

  • 4

    Che cosa succederebbe se d'improvviso un autore abbandonasse i suoi personaggi, lasciandoli vagare per il mondo senza aver assegnato loro una storia completa? A questo interrogativo cerca di risponder ...continua

    Che cosa succederebbe se d'improvviso un autore abbandonasse i suoi personaggi, lasciandoli vagare per il mondo senza aver assegnato loro una storia completa? A questo interrogativo cerca di rispondere Luigi Pirandello con il dramma metateatrale per eccellenza.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/05/sei-personaggi-in-cerca-dautore.html

    ha scritto il 

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