Sei personaggi in cerca d'autore

Di

Editore: Newton & Compton

4.1
(3137)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8879830015 | Isbn-13: 9788879830010 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Italo Borzi , Maria Argenziano

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Sei personaggi in cerca d'autore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Presentata in Italia nel 1964 da Giorgio De Lullo con la Compagnia dei Giovani (De Lullo, Falk, Valli, Albani), questa edizione dei "Sei personaggi in cerca d'autore" ha contribuito in maniera determinante a mutare le modalità di rappresentazione delle opere di Luigi Pirandello. "Nel bene e nel male lo spettacolo dei Giovani ha chiuso un ciclo. Dopo di loro ha cominciato ad imporsi [...] l'esigenza di un approccio diverso, rinnovato, a Pirandello" (Alonge). Prendendo le mosse da tale considerazione, il volume propone un dettagliato racconto dello spettacolo, attraverso lo studio della videoregistrazione effettuata dalla RAI nel maggio 1970, presentando, inoltre, un'analisi dell'attività artistica della Compagnia dei Giovani e una rassegna critica dei più significativi allestimenti dei "Sei personaggi" che hanno preceduto l'edizione firmata da De Lullo.
Ordina per
  • 5

    Geniale

    " Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione."
    Breve ma intenso e d' impatto, Pirandello si ri-conferma l'autore più moderno dei nostri t ...continua

    " Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione."
    Breve ma intenso e d' impatto, Pirandello si ri-conferma l'autore più moderno dei nostri tempi.
    Sei personaggi abbandonati a se stessi, che vogliono a tutti i costi rappresentare il loro dramma in prima persona, prendendo il sopravvento sugli attori ma anche su stessi, metafora di come l'uomo deve a tutti i costi esternare i propri drammi non interessandosi a quelli degli altri. La poetica di Pirandello qui esplode: realtà o finzione? maschera o no? personaggi o attori? siamo veri o falsi?
    Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede < < uno>> ma non è vero: è < < tanti>>, secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: < < uno>> con questo, < < uno>> con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre < < uno per tutti >>, e sempre < < quest'uno>> che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero! Non è vero!

    ha scritto il 

  • 4

    Geniale...

    ...
    E' stata una di quelle robe che a posteriori ci fanno dire: " È già stato inventato tutto ".
    È stata una innovazione.
    È stata un idea.
    È stata una originalità.
    È stata una sperimentazione.
    Poi ...continua

    ...
    E' stata una di quelle robe che a posteriori ci fanno dire: " È già stato inventato tutto ".
    È stata una innovazione.
    È stata un idea.
    È stata una originalità.
    È stata una sperimentazione.
    Poi sono arrivati i falsari, i copioni, gli emulatori ecc...

    ha scritto il 

  • 0

    Ha capito?
    Io no!
    E io nemmeno!

    Meno reali, forse; ma più veri!

    Faccio ammenda perché lo so che Sei personaggi in cerca d’autore non va letta ma vista e penso sempre alla volta in cui avrei potuto and ...continua

    Ha capito?
    Io no!
    E io nemmeno!

    Meno reali, forse; ma più veri!

    Faccio ammenda perché lo so che Sei personaggi in cerca d’autore non va letta ma vista e penso sempre alla volta in cui avrei potuto andare a teatro e stupidamente declinai.
    Sì, sì, sono sicuro che nella messa in scena coglierei sfumature che qui sulla carta, sul libro elettronico in effetti, sfuggono.
    Però qualcosa credo di averlo capito. Spero.
    Provo a formalizzarlo in modo blasfemo. Pirandello, il nostro più grande genio letterario moderno, in anticipo su tutti, ancora adesso è perfin troppo all’avanguardia anche per noi, anticipa un tema che la fantascienza svilupperà con un altro espediente: la coazione a ripetere. Nelle storie di viaggi nel tempo in cui qualcosa va storto, i protagonisti muoiono e poi ricominciano da capo e ancora e ancora per sempre. Pirandello non ha bisogno di inventarsi l’assurdo con la macchina del tempo, gli basta il teatro.
    Così la colpa dei sei personaggi, vabbè, non proprio di tutti e sei, diventa eterna. La promessa fatta nella Genesi ad Eva e Adamo, tornerai alla terra, che non è una minaccia ma l’assicurazione che la punizione non è eterna ma prima o poi la separazione si ricompone, non è accordata ai sei personaggi, costretti a ripetere.
    E non solo.
    Duplicandosi.
    Costretti a ripetere e costretti a vedersi ripetere in un gioco della colpa che può a priori diventare progressione geometrica come i chicchi di riso sulla scacchiera.

    Qua lei, come lei, non può essere! Qua c’è l’attore che lo rappresenta; e basta!
    Ma che verità, mi faccia il piacere! Qua siamo a teatro! La verità, fino a un certo punto.
    Lo so bene anch’io che ciascuno ha tutta una sua vita dentro e che vorrebbe metterla fuori. Ma il difficile è appunto questo: farne venir fuori quel tanto che è necessario, in rapporto con gli altri; e pure in quel poco fare intendere tutta l’altra vita che resta dentro!

    Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!

    E allora altro che un gioco, quello del lettore (o dello spettatore) che si può inventare una biografia al personaggio prima e dopo il libro (o la rappresentazione) perché se questa biografia è segnata dalla colpa diventa una bella iattura, uno può sforzarsi quanto vuole ma quel personaggio non riesce mica a salvarlo. Il processo è entropico, una volta sfuggito alla penna dell’autore e diventato autonomo non c’è reversibilità e il poveretto è condannato per sempre.
    E allora, quasi, rappresentarsi all’infinito, in un gioco non di specchi ma di mitosi, diventa, sottolineo: quasi, l’ultima consolazione, e pazienza per l’innocente che muore tragicamente tanto tutto è solo provvisorio (fino alla prossima messa in scena).

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro dal maestro Pirandello che ha cambiato la mia mente. Un monumentale racconto di meta-teatro in cui il relativismo è innestato in un atmosfera un po' romantica e un po' decadente in cui a ...continua

    Un capolavoro dal maestro Pirandello che ha cambiato la mia mente. Un monumentale racconto di meta-teatro in cui il relativismo è innestato in un atmosfera un po' romantica e un po' decadente in cui autore e personaggi intrattengono un rapporto padre figlio che spinge gli ultimi in un gesto disperato a cercare un padre che sappia trasportarli dal limbo in cui si trovano alla scena dove espletano il loro compito, la loro ragione di vita, rendendoli così veramente vivi per la durata dello spettacolo come le luci di un meraviglioso spettacolo pirotecnico. Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Quella sensazione di.....

    Certo che al LEGGERE un'opera teatrale mi pervade un senso di.... incompleto.
    Il libro è molto leggero, scorrevole, il linguaggio semplice, ma in certi punti l'ho trovato confusionario, soprattutto a ...continua

    Certo che al LEGGERE un'opera teatrale mi pervade un senso di.... incompleto.
    Il libro è molto leggero, scorrevole, il linguaggio semplice, ma in certi punti l'ho trovato confusionario, soprattutto al principio, proprio per essere un'opera adatta e scritta per il teatro, arte letteraria visiva.
    Comunque ho apprezzato lo stile di Pirandello e la storia tragi-comica.

    ha scritto il 

  • 4

    Librettino leggero, storia tragicomica raccontata come solo Pirandello sa fare. Una girandola di dialoghi e colpi di scena, ironia e graffiante crudeltà. Amabile commedia teatrale. Da leggere con il s ...continua

    Librettino leggero, storia tragicomica raccontata come solo Pirandello sa fare. Una girandola di dialoghi e colpi di scena, ironia e graffiante crudeltà. Amabile commedia teatrale. Da leggere con il sorriso.

    ha scritto il 

Ordina per