Sei pezzi da mille

Di

Editore: Mondadori

4.1
(901)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 762 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804490349 | Isbn-13: 9788804490340 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Bortolussi

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Dallas, 22 novembre 1963. John Fitzgerald Kennedy viene assassinato: esplodeil cuore del sogno americano. Un giovane poliziotto di Las Vegas, WayneTedrow Junior, arriva a Dallas con 6000 dollari ed un odioso compito dasvolgere, ignaro che sta per immergersi in un viaggio lungo cinque anni neiretroscena criminali della vita pubblica americana: a Las Vegas con lamafia e Howard Hughes, nel sud con il Ku Klux Klan e J. Edgar Hoover, aCuba con un carico d'armi, in Vietnam e di nuovo in patria con una partitadi polvere bianca e nuovi complotti di morte, mentre si avvicina il 1968...
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  • 5

    Ossessione

    Ellroy intervistato in merito al rapporto con i suoi lettori ebbe a dichiarare nel 1995:

    “Voglio scuoterli, spaventarli, farli riflettere. Voglio scioccarli. Più vado avanti più diventa la mia ossessi ...continua

    Ellroy intervistato in merito al rapporto con i suoi lettori ebbe a dichiarare nel 1995:

    “Voglio scuoterli, spaventarli, farli riflettere. Voglio scioccarli. Più vado avanti più diventa la mia ossessione, e sto imparando a farne ciò che voglio. Voglio scuotere i miei lettori dalla loro quotidianità e condividere con loro le mie ossessioni. Voglio che siano ossessionati dai miei libri.”

    Questa dichiarazione, di gran lunga più efficace di ogni altra considerazione che potrei sforzarmi di scrivere per trasmettere il cupo entusiasmo che Ellroy mi infonde ogni volta che lo affronto, rende perfettamente l’idea dell’effetto che questo romanzo provoca nel lettore.
    È semplicemente sconvolgente. La trama, la prosa, il ritmo sono un martello pneumatico assetato di materia da disintegrare che, insaziabile, massacra il tuo cervello per 762 maledette pagine.

    Si, James, hai ragione, sono ossessionato dai tuoi libri.

    ha scritto il 

  • 5

    questo è un libro che masticato per bene per iniziare a sentirne il sapore. le prime cento pagine servono a questo: assimilare lo stile di scrittura finchè non risulta naturale. poi è storia che ti co ...continua

    questo è un libro che masticato per bene per iniziare a sentirne il sapore. le prime cento pagine servono a questo: assimilare lo stile di scrittura finchè non risulta naturale. poi è storia che ti corre davanti agli occhi, personaggi che ti fanno venir la pelle d'oca (per tutte le ragioni possibili) e voglia di continuare a leggere finchè non ti sanguinano gli occhi.
    letto in due weekend scarsi, visto che durante la settimana non riuscivo a dedicarci il giusto tempo, è stata la conferma che Ellroy è un grande scrittore. uno di quelli che ti fa parlare del suo libro anche a chi legge solo le notizie in Facebook cercando di convincerli a quale nefandezza arrecano a loro stessi negandosi l' opportunità di godersi quest' autore.
    Pochi sono in grado di creare personaggi come fa Ellroy, pochi riescono a renderti felice di faticare dietro ad un romanzo. tutto il resto è fuffa

    ha scritto il 

  • 5

    Difficile e bello!

    Come al solito adoro Ellroy. Nonostante sia scritto in maniera davvero pesante e poco scorrevole, uno stile che non mi piace per niente, è riuscito a trattenermi come al solito, è a farmi bramare i mo ...continua

    Come al solito adoro Ellroy. Nonostante sia scritto in maniera davvero pesante e poco scorrevole, uno stile che non mi piace per niente, è riuscito a trattenermi come al solito, è a farmi bramare i momenti in cui poterlo leggere. Il libro è il seguito di American Tabloid, si riparte dall'omicidio di JFK e si va avanti in un intrecco fitto tra storia e finzione. Avvincente, crudo, bello.
    Consigliatissimo!!!

    ha scritto il 

  • 4

    I ragazzi di Dallas '63

    E come Ellroy: Elettrizzante. Esplosivo. Estenuante. Non si può certo definire letteratura da ombrellone, questa: non è solo una collezione di scalpi quella dei "ragazzi di Dallas", pedine reduci dell ...continua

    E come Ellroy: Elettrizzante. Esplosivo. Estenuante. Non si può certo definire letteratura da ombrellone, questa: non è solo una collezione di scalpi quella dei "ragazzi di Dallas", pedine reduci dell'attentato a JFK, ma una fitta ragnatela di intercettazioni, documenti, intrallazzi che cuce insieme la caccia all'uomo di una vendetta personale e vari densissimi plot "para-storici" - in pieno stile Ellroy - tra Cuba, il Vietnam, Las Vegas, il sottobosco bifolco razzista e le oscure manovre del potere tra mafia ed FBI.
    Non è una lettura semplice, il sangue appiccica le pagine, il punto di vista è quello della parte marcia e l'interpunzione ha il ritmo di una raffica di mitra. Per sua stessa definizione Ellroy ha qui usato uno stile "diretto, a frasi mozze, imperativo, che ti colpisce dritto alle palle", funzionale a descrivere il torbido ambiente reazionario di quei pesantissimi anni '60.
    Continuo a restare sbalordito per l'estrema disinvoltura con cui questo scrittore plasma la materia storica più oscura, retaggio dei complottisti più incalliti, giocando a sporcare i personaggi pubblici dell'epoca in maniera a dir poco spudorata. E' un pazzo, gli va riconosciuto: bisogna essere ellroyani per amarlo, e io insanamente lo sono.

    ha scritto il 

  • 1

    Illeggibile...

    Semplicemente illeggibile...i dialoghi sono assurdi...la prosa o è stata tradotta male o è scritta proprio alla c....o di cane....quello che sembrava solo un vezzo di Ellroy in "American Tabloid" (l'u ...continua

    Semplicemente illeggibile...i dialoghi sono assurdi...la prosa o è stata tradotta male o è scritta proprio alla c....o di cane....quello che sembrava solo un vezzo di Ellroy in "American Tabloid" (l'uso di frasi ripetute più volte a breve distanza) qui diventa un tormento:davvero difficile farsi catturare dalla storia che sembra non decollare mai....Bocciato!!

    ha scritto il 

  • 4

    il seguito di American Tabloid, che segue (tra l´altro) i momenti cruciali dell´omicidio-JFK.
    Solo un pochino meno potente (e chiaramente mancava l´effetto sorpresa) di American Tabloid, é come confro ...continua

    il seguito di American Tabloid, che segue (tra l´altro) i momenti cruciali dell´omicidio-JFK.
    Solo un pochino meno potente (e chiaramente mancava l´effetto sorpresa) di American Tabloid, é come confrontare Nevermind dei Nirvana con ció che hanno fatto dopo, é chiaro che quello d´impatto é il primo.

    ha scritto il 

  • 5

    Faticoso ma bellissimo

    Come tutti i romanzi di Ellroy Sei pezzi da mille è faticoso, moltissimi personaggi, stile di scrittura molto particolare, ma è un libro assolutamente da leggere. La storia americana degli anni 60 è m ...continua

    Come tutti i romanzi di Ellroy Sei pezzi da mille è faticoso, moltissimi personaggi, stile di scrittura molto particolare, ma è un libro assolutamente da leggere. La storia americana degli anni 60 è molto affascinante, ed Ellroy ne fa una dura, spietata critica, e ci insegna tanto.
    Un libro che mi ha lasciato molto e che mi ha fatto crescere tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Assieme a "American tabloid" "Sei pezzi per mille" fa a gara per essere consacrato il capolavoro di Ellroy: : è intrigante, avvincente e spietata la storia che ci propone l'Autore che mira a scandagli ...continua

    Assieme a "American tabloid" "Sei pezzi per mille" fa a gara per essere consacrato il capolavoro di Ellroy: : è intrigante, avvincente e spietata la storia che ci propone l'Autore che mira a scandagliare la politica e la società dell'America dei Kennedy, la lotta delle battaglie per i diritti civili, delle famiglie mafiose, dei sindacati corrotti, dei delitti eclatanti ed irrisolti. In definitiva è una critica feroce alla società conservatrice da un conservatore dichiarato, e proprio in questo sta il fascino di questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è bello ma troppo dispersivo... troppi personaggi da ricordare e piazzare all'interno della storia: mettiamoci pure che a un certo punto vengono usati dei nomi in codice e non se ne esce ta ...continua

    Il romanzo è bello ma troppo dispersivo... troppi personaggi da ricordare e piazzare all'interno della storia: mettiamoci pure che a un certo punto vengono usati dei nomi in codice e non se ne esce tanto facilmente.

    Mi son fatto degli appunti per non perdere il filo della storia.

    Ripeto opera notevole, profonda, cattiva e soprattutto realistica. Prosa giornalistica a tratti forse troppo effettata ma va bene così.

    Ho amato American Tabloid, ho sopportato Sei Pezzi da mille... il terzo volume non ho alcuna intenzione di leggerlo mi spiace per il signor Ellroy.

    Riflettendo con un amico su questa trilogia siamo stati d'accordo che ne verrebbe fuori una cazzutissima serie tv [se ben fatto s'intende]... chissà che HBO o altri cable network non se ne accorgano. Sarebbe bello.

    ha scritto il