Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Sei pezzi da mille

Di

Editore: Mondadori

4.1
(866)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 762 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804490349 | Isbn-13: 9788804490340 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Bortolussi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Sei pezzi da mille?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Dallas, 22 novembre 1963. John Fitzgerald Kennedy viene assassinato: esplodeil cuore del sogno americano. Un giovane poliziotto di Las Vegas, WayneTedrow Junior, arriva a Dallas con 6000 dollari ed un odioso compito dasvolgere, ignaro che sta per immergersi in un viaggio lungo cinque anni neiretroscena criminali della vita pubblica americana: a Las Vegas con lamafia e Howard Hughes, nel sud con il Ku Klux Klan e J. Edgar Hoover, aCuba con un carico d'armi, in Vietnam e di nuovo in patria con una partitadi polvere bianca e nuovi complotti di morte, mentre si avvicina il 1968...
Ordina per
  • 4

    il seguito di American Tabloid, che segue (tra l´altro) i momenti cruciali dell´omicidio-JFK.
    Solo un pochino meno potente (e chiaramente mancava l´effetto sorpresa) di American Tabloid, é come confrontare Nevermind dei Nirvana con ció che hanno fatto dopo, é chiaro che quello d´impatto é i ...continua

    il seguito di American Tabloid, che segue (tra l´altro) i momenti cruciali dell´omicidio-JFK.
    Solo un pochino meno potente (e chiaramente mancava l´effetto sorpresa) di American Tabloid, é come confrontare Nevermind dei Nirvana con ció che hanno fatto dopo, é chiaro che quello d´impatto é il primo.

    ha scritto il 

  • 5

    Faticoso ma bellissimo

    Come tutti i romanzi di Ellroy Sei pezzi da mille è faticoso, moltissimi personaggi, stile di scrittura molto particolare, ma è un libro assolutamente da leggere. La storia americana degli anni 60 è molto affascinante, ed Ellroy ne fa una dura, spietata critica, e ci insegna tanto.
    Un libro ...continua

    Come tutti i romanzi di Ellroy Sei pezzi da mille è faticoso, moltissimi personaggi, stile di scrittura molto particolare, ma è un libro assolutamente da leggere. La storia americana degli anni 60 è molto affascinante, ed Ellroy ne fa una dura, spietata critica, e ci insegna tanto.
    Un libro che mi ha lasciato molto e che mi ha fatto crescere tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Assieme a "American tabloid" "Sei pezzi per mille" fa a gara per essere consacrato il capolavoro di Ellroy: : è intrigante, avvincente e spietata la storia che ci propone l'Autore che mira a scandagliare la politica e la società dell'America dei Kennedy, la lotta delle battaglie per i diritti civ ...continua

    Assieme a "American tabloid" "Sei pezzi per mille" fa a gara per essere consacrato il capolavoro di Ellroy: : è intrigante, avvincente e spietata la storia che ci propone l'Autore che mira a scandagliare la politica e la società dell'America dei Kennedy, la lotta delle battaglie per i diritti civili, delle famiglie mafiose, dei sindacati corrotti, dei delitti eclatanti ed irrisolti. In definitiva è una critica feroce alla società conservatrice da un conservatore dichiarato, e proprio in questo sta il fascino di questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è bello ma troppo dispersivo... troppi personaggi da ricordare e piazzare all'interno della storia: mettiamoci pure che a un certo punto vengono usati dei nomi in codice e non se ne esce tanto facilmente.


    Mi son fatto degli appunti per non perdere il filo della storia.


    Ri ...continua

    Il romanzo è bello ma troppo dispersivo... troppi personaggi da ricordare e piazzare all'interno della storia: mettiamoci pure che a un certo punto vengono usati dei nomi in codice e non se ne esce tanto facilmente.

    Mi son fatto degli appunti per non perdere il filo della storia.

    Ripeto opera notevole, profonda, cattiva e soprattutto realistica. Prosa giornalistica a tratti forse troppo effettata ma va bene così.

    Ho amato American Tabloid, ho sopportato Sei Pezzi da mille... il terzo volume non ho alcuna intenzione di leggerlo mi spiace per il signor Ellroy.

    Riflettendo con un amico su questa trilogia siamo stati d'accordo che ne verrebbe fuori una cazzutissima serie tv [se ben fatto s'intende]... chissà che HBO o altri cable network non se ne accorgano. Sarebbe bello.

    ha scritto il 

  • 5

    La seconda parte della trilogia di Ellroy sulla perdita di innocenza dell'America. Inizia dove terminava - sia idealmente che cronologicamente - "American Tabloid", del quale mantiene la stessa potenza narrativa, gli stessi personaggi e quella stessa commistione tra realtà storica e romanzo così ...continua

    La seconda parte della trilogia di Ellroy sulla perdita di innocenza dell'America. Inizia dove terminava - sia idealmente che cronologicamente - "American Tabloid", del quale mantiene la stessa potenza narrativa, gli stessi personaggi e quella stessa commistione tra realtà storica e romanzo così ben strutturata che, molto spesso, il lettore si trova a chiedersi se sia realmente un romanzo o piuttosto un libro di storia.

    ha scritto il 

  • 2

    American Tabloid è stato tanto faticoso quando bello, ricco, potente. In sei pezzi da mille ho trovato solo la fatica. La fatica di capire chi fosse che parlava ad ogni inizio di capitolo, senza che nessuno riuscisse mai a tirarmi dento nella storia.
    non so, forse ero solo io nel periodo sb ...continua

    American Tabloid è stato tanto faticoso quando bello, ricco, potente. In sei pezzi da mille ho trovato solo la fatica. La fatica di capire chi fosse che parlava ad ogni inizio di capitolo, senza che nessuno riuscisse mai a tirarmi dento nella storia.
    non so, forse ero solo io nel periodo sbagliato, forse ho solo perso il treno dall'inizio e non sono più riuscito a salire...

    ha scritto il 

  • 5

    "American Tabloid" è un capolavoro. Ritenevo impossibile che il suo seguito potesse essere altrettanto bello, anche se mi aspettavo comunque un bel romanzo. Beh, "Sei pezzi da mille" non è un bel romanzo, ma un capolavoro come il suo predecessore.
    Ha le stesse, numerose, qualità di American ...continua

    "American Tabloid" è un capolavoro. Ritenevo impossibile che il suo seguito potesse essere altrettanto bello, anche se mi aspettavo comunque un bel romanzo. Beh, "Sei pezzi da mille" non è un bel romanzo, ma un capolavoro come il suo predecessore.
    Ha le stesse, numerose, qualità di American Tabloid, senza esserne una copia (nonostante la struttura, in fondo, sia la stessa).

    ha scritto il 

  • 4

    Un pugno diritto nello stomaco.

    Forte, sincopato, diretto, realistico, continuamente in bilico tra realtà dei fatti e fantasia... anzi, continuamente dentro una o l'altra, è un romanzo violentissimo sia nella trama che nel linguaggio utilizzato, estremamente sincopato.
    La storia si svolge intorno all'omicidio di J.F. Kenn ...continua

    Forte, sincopato, diretto, realistico, continuamente in bilico tra realtà dei fatti e fantasia... anzi, continuamente dentro una o l'altra, è un romanzo violentissimo sia nella trama che nel linguaggio utilizzato, estremamente sincopato.
    La storia si svolge intorno all'omicidio di J.F. Kennedy e agli intrecci di criminalità organizzata che ne sono all'origine, ma disegna l'affresco di una umanità non amorale ma con un diverso grado di moralità. Persone gettate allo sbaraglio in un mondo violento che sono al tempo stesso protagonisti attivi dello stesso, lontani deus ex machina che muovono le fila con più o meno successo, ma sempre con spietata determinazione.
    Si finisce per abituarsi a personaggi come Pete Bondurant, a seguirli con partecipazione nonostante siano ai nostri antipodi, si finisce per credere a tutto quello che Ellroy racconta perché la trama non ha mai cedimenti, non diventa mai irragionevole o assurda. Secondo me il miglior noir di tutta la produzione dello scrittore americano.

    ha scritto il 

  • 0

    E' dura questa quasi prima esperienza nel genere, immediatamente chiara è solo la collocazione spazio-temporale iniziale: Dallas, 22 novembre 1963. Ho già letto e riletto alcune decine di pagine che ora sono segnate a margine, sottolineate e già sciupate e inizio a capire che forse le figure pri ...continua

    E' dura questa quasi prima esperienza nel genere, immediatamente chiara è solo la collocazione spazio-temporale iniziale: Dallas, 22 novembre 1963. Ho già letto e riletto alcune decine di pagine che ora sono segnate a margine, sottolineate e già sciupate e inizio a capire che forse le figure principali, a parte i morti, sono Wayne Tedrow, Ward Littell e Pete Bondurant ma anche le loro (o non proprio loro) donne lo sono, forse, e inizio anche a capire che qui la normalità è essere sporchi, corrotti, ladri, mafiosi, assassini, drogati, spacciatori, papponi, puttane (uomini e donne) di professione o d'animo, mercenari, doppiogiochisti, ammazzati, insomma poliziotti, politici, consiglieri, 'bracci destri', imprenditori.
    E' il complotto, è l'altro livello della realtà, quello che l'uomo comune può fingere di ignorare o credere che non sia così diffuso mentre anche lui sta arraffando. E' un alternarsi di dati storici e di finzione, e l'insieme è molto credibile. Pagine e pagine scritte come fossero promemoria o appunti presi a fine giornata sull'agenda di casa, frasi spezzettate, continui rimandi, eppure tutto torna, gli incastri funzionano

    ha scritto il