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Sei sicuro di non essere buddhista?

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(89)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8807721341 | Isbn-13: 9788807721342 | Data di pubblicazione: 

Curatore: C. Spinoglio

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Il punto di partenza di questo piccolo libro sta nella messa a fuoco di cosa fa di una persona un non buddhista, sottintendendo che chiunque può scoprirsi ed essere buddhista, al di là di ogni rito o tradizione, gusto o carattere. I quattro principi fondamentali che un buddista deve condividere e da cui discende tutto l'essere buddhista sono i quattro "sigilli" della verità, ossia: 1. Tutte le cose composte sono transitorie; 2. Tutte le emozioni sono dolore; 3. Tutte le cose non hanno intrinseca esistenza; 4. Il Nirvana sta al di là dei concetti. Per essere buddhisti "praticanti" basta accettare e praticare le quattro verità da cui deriva tutto il resto, ovvero astenersi dal nuocere al prossimo e cercare di aiutare gli altri il più possibile (se non si praticano le verità è come essere un malato che legge l'etichetta della medicina senza prenderla). Il messaggio buddhista (del karma, della purificazione, della non violenza, della rinuncia come forma di ricchezza, della saggezza, della pratica dell'armonia) è portatore di pace proprio perché i buddhisti non hanno la missione di convertire il mondo e nessun buddhista è autorizzato a commettere violenza in nome del buddhismo.
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  • 3

    La necessità di spegnere il desiderio

    "Sei sicuro di non essere buddhista" è un libro divulgativo, capitatomi casualmente tra le mani, che vuole fare capire al lettore occidentale le basi su cui si fonda il buddhismo; devo dire che, a gra ...continua

    "Sei sicuro di non essere buddhista" è un libro divulgativo, capitatomi casualmente tra le mani, che vuole fare capire al lettore occidentale le basi su cui si fonda il buddhismo; devo dire che, a grandi linee, il libro offre quello che promette e che la sua lettura mi ha interessato e fatto riflettere.

    Il buddhismo, come credo sia noto, non è una religione, bensì una filosofia. Buddha non è un dio e il buddhismo non prevede divinità. Facile, fin qui.

    La felicità non è altro che la mancanza di sofferenza.
    Perché si soffre, nel mondo? Si soffre perché si desiderano cose che non si riescono poi ad avere.
    Il cardine su cui si basa il buddhismo è che per essere felici semplicemente... bisogna smettere di desiderare (illuminazione). Semplice no? 

    Chiaramente ci vorrà del tempo per imparare a soffocare il desiderio e ovviamente nel frattempo faremo tanti errori. Ma niente paura: se moriamo, risorgeremo sotto altro aspetto fino a quando non avremo raggiunto l'illuminazione pure noi.

    Cosa deve fare un buon buddhista? Seguire i quattro principi (o sigilli) fondamentali:

    1. Tutte le cose composte sono impermanenti, ossia transitorie (tutto passa e si trasforma, nessuna cosa è eterna);
    2. Tutte le emozioni sono dolore (anche l'amore in fondo porta il dolore delle aspettative, delle attese, degli abbandoni...);
    3. Tutte le cose non hanno intrinseca esistenza (il significato di ogni cosa lo assegna ciascuno di noi. Non sono i libri che contengono concetti importanti, ma siamo noi con la nostra comprensione ad assegnare ai libri il loro valore);
    4. Il Nirvana (l'illuminazione) è trascendente.

    Per essere buddhisti non è necessario vestirsi in modo strano o meditare incrociando le gambe o rompere i maroni alla gente per cercare proseliti: basta accettare e praticare le quattro verità soprastanti.

    Il messaggio buddhista è portatore di pace proprio perché i buddhisti non hanno la missione di convertire il mondo e nessun buddhista è autorizzato a commettere violenza in nome del buddhismo.

    Alcuni pensieri sono molto interessanti:

    "In un rapporto, i momenti di separazione sono spesso i più profondi. Ogni relazione è destinata a finire, non fosse che a causa della morte. Senza l'illusione del 'per sempre', la situazione è straordinariamente liberatoria; affetto e sollecitudine sono prodigati senza riserva e la gioia si prova nel presente. Se il nostro partner ha i giorni contati, dare amore e sostegno non costa sforzi e offre serenità.

    Tuttavia, dimentichiamo che i nostri giorni sono sempre contati. Anche se intellettualmente sappiamo che ogni cosa nata deve morire, a livello emotivo finiamo per convincerci della permanenza. Questa abitudine incoraggia ogni sorta di stato negativo: paranoia, solitudine, senso di colpa.

    Noi abbiamo le nostre rispettabili carriere, le nostre innumerevoli responsabilità. Gli elettrodomestici si rompono, i vicini litigano, il tetto lascia filtrare la pioggia. I nostri cari muoiono; oppure sembrano solo morti, la mattina prima di svegliarsi. Forse emanano un odore stantio di sigaretta o di salsa all'aglio della sera prima. Se ne abbiamo abbastanza tronchiamo una relazione, per riallacciarne immediatamente una nuova con un'altra persona.

    Non ci stanchiamo mai di questo ciclo, perché continuiamo a sperare che là fuori ci sia l'anima gemella o il paradiso terrestre.
    Di fronte alle seccature quotidiane, il nostro primo riflesso è di pensare che tutto si aggiusterà, che grazie alle lezioni che la vita ci ha impartito, raggiungeremo la maturità perfetta e vivremo felici e contenti.

    E' come se quanto abbiamo fatto finora fosse solo una prova generale. Convinti che debba ancora avere inizio lo spettacolo vero e proprio e che sarà grandioso, non viviamo mai nel presente."

    Un commento sorge spontaneo, al termine della lettura dell'interessante libro.

    Il buddhismo si basa sull'accettazione delle difficoltà del mondo. Se la nostra compagna ci cornifica, se ci casca una tegola in testa, se la casa si sfascia, se nostro figlio si prostituisce al mercato, dobbiamo rallegrarci, perché nella prossima vita certamente ci andrà meglio (che culo!). Questo per me significa che il buddhismo non stimola l'intraprendenza delle persone, che invece tendono a subire passivamente le avversità della vita.

    Io credo che se i 7 miliardi di abitanti della terra fossero tutti buddhisti, presto la terra terminerebbe di esistere... (immagino sia chiara la mia risposta alla domanda del titolo del libro...)

    ha scritto il 

  • 3

    “Se incontri Buddha sul tuo cammino, uccidilo."

    "Se non sognate, non potete volare, se sognate, potete farlo.
    Se sognate di volare e continuate a credere di poterlo fare anche da svegli, allora è un problema."

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante

    Finito in poche ore. Nonostante l'approccio semplicistico l'ho trovato interessante e scorrevole. Per chi è affascinato dal buddhismo e dalla figura del Buddha può essere una lettura interessante, a d ...continua

    Finito in poche ore. Nonostante l'approccio semplicistico l'ho trovato interessante e scorrevole. Per chi è affascinato dal buddhismo e dalla figura del Buddha può essere una lettura interessante, a dispetto del titolo.

    ha scritto il 

  • 0

    Sicurissimo. E se fosse per questo libro sarei altrettanto sicuro di non divenirlo mai.

    Come è chiaro dall'incipit del commento il mio giudizio sul libro è negativo. Ed anche molto.

    Ammetto che scrive ...continua

    Sicurissimo. E se fosse per questo libro sarei altrettanto sicuro di non divenirlo mai.

    Come è chiaro dall'incipit del commento il mio giudizio sul libro è negativo. Ed anche molto.

    Ammetto che scrivere di buddhismo è un'impresa ardua, forse impossibile e talvolta ci si chiede se ne valga la pena; cosa si prefigga il buddhismo è chiaro ma la soluzione che propone è talmente elusiva e difficile da concettualizzare che, probabilmente, solo la pratica consente di comprenderla. Non è un caso che nello zen la pratica sovrasta assoluta la ricerca intellettuale e questa se viene utilizzata lo è solo per "spezzare" gli schemi mentali cui il praticante si è assuefatto.

    Tuttavia delle due l'una: o non ho capito ASSOLUTAMENTE nulla di questo libro, nemmeno lo spirito con cui è stato scritto, per intenderci, oppure il libro è realmente quel guazzabuglio di concetti pressoché incomprensibile che mi è sembrato.

    Il problema è che i concetti realmente ostici (impermanenza, IO, vuoto, illuminazione...) rimangono tali, e questo non mi ha sorpreso, in un certo senso ero preparato e me lo aspettavo, ma anche tutti quelli di contorno, esemplificativi e chiarificatori sono si comprensibili ma frutto di posizioni arbitrarie ed opinabili. Spesso mi è capitato di chiedermi per quale motivo l'autore fosse arrivato a certe conclusioni e per quale motivo avesse scartato tutte le altre egualmente possibili.

    In un certo senso questo libro ha sortito esattamente l'effetto richiamato dal titolo inglese "Cosa non fa di te un buddhista": perché mi ha costretto ad ammettere che se apprezzo del buddhismo l'atteggiamento etico e l'approccio alla vita, nessuna delle sue idee fondanti mi convince. Il che, adesso che ci ripenso, è già un bel risultato!

    ha scritto il 

  • 4

    Un bella parata di verità incontestabili circa l'effettività della condizione umana.
    Ed una serie di considerazioni talmente logiche e semplici, da diventare quasi impossibili da seguire, per l'uomo m ...continua

    Un bella parata di verità incontestabili circa l'effettività della condizione umana.
    Ed una serie di considerazioni talmente logiche e semplici, da diventare quasi impossibili da seguire, per l'uomo medio.

    Ciononostante, un bel messaggio di speranza, almeno dal punto di vista che, DAVVERO, chiunque ha le potenzialità per raggiungere l'illuminazione, e "conviverci".
    Peccato che siano veramente pochi quelli *disposti* almeno a seguire l'inizio del percorso.

    ha scritto il 

  • 5

    siamo tutti un pò buddisti???

    Un libro estremamente chiaro e conciso su cosa vuol dire esser buddista, quali siano in estrema sintesi i contenuti del buddismo, e come questi siano in buona sostanza una indagine psicologica sul "ma ...continua

    Un libro estremamente chiaro e conciso su cosa vuol dire esser buddista, quali siano in estrema sintesi i contenuti del buddismo, e come questi siano in buona sostanza una indagine psicologica sul "male di vivere" su cui bene o tutti possiamo ritrovarci, chi più chi meno....

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo inglese (what makes you not a buddhist) rende ragione in maniera più limpida dei contenuti ed estende l'insieme dei lettori anche a quelli che già si ritengono buddhisti.
    La tesi dell'autore ...continua

    Il titolo inglese (what makes you not a buddhist) rende ragione in maniera più limpida dei contenuti ed estende l'insieme dei lettori anche a quelli che già si ritengono buddhisti.
    La tesi dell'autore è: per essere buddhista devi accettare in toto i quattro sigilli, chiamati qui anche "le quattro verità".
    Così elegantemente posto il problema diventa di facile approccio per tutti.
    Non mi soffermerò sulla mia personale risposta all'interrogativo di partenza, che probabilmente è di scarso interesse per il folto pubblico dei miei lettori, ma mi preme sottolineare che questo libricino, epurato del tanto superfluo folklore che spesso accompagna questo argomento, è chiaro e semplice nella esposizione dei contenuti.

    Si legge in premessa: "Ho intenzionalmente evitato di citare qualsiasi tecnica di meditazione, pratica o mantra. Il mio scopo principale è di sottolineare l'aspetto incomparabile, unico del buddhismo, che lo differenzia dalle altre concezioni"
    Viene ribadito nelle conclusioni: "persino la meditazione sul vuoto diventa pura negazione [...] se non avviene in armonia con le quattro verità"

    Ringraziamo dunque Norbu per essere andato dritto al nocciolo della questione.

    ha scritto il 

  • 4

    il cammino dentro un sè vuoto

    Questo era un altro dei libri che avevo intenzione di leggere al più presto, non tanto per capire se fossi o meno buddhista (anche perchè il titolo inglese è leggermente diverso "Cosa fa di te un non ...continua

    Questo era un altro dei libri che avevo intenzione di leggere al più presto, non tanto per capire se fossi o meno buddhista (anche perchè il titolo inglese è leggermente diverso "Cosa fa di te un non buddhista") ma per comprendere meglio cos'è il buddhismo e qual è la strada per la verità. Ormai ho un percorso già avviato, e volevo avere delle "conferme" per quanto possibile sul sentiero giusto. E credo che le parole di Lama Norbu, come egli stesso afferma, siano semplici ed essenziali proprio per far arrivare a tutti il messaggio. Ognuno deve cercare il proprio percorso dentro di sè per arrivare a comprendere la vera natura del vuoto di tutte le cose. Proprio per questa sua semplicità e i continui riferimenti alla vita quotidiana, questo libro può aiutare ad analizzare a fondo ciò che siamo o non siamo, ciò che cerchiamo, ciò che ci sta attorno e ciò che abbiamo in noi. Senza pregiudizi, attaccamenti e condizionamenti.

    ha scritto il