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Sembra proprio di stare in paradiso

Di

Editore: Fandango (Mine vaganti, 34)

3.5
(101)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 102 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860440807 | Isbn-13: 9788860440808 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Leonardo Giovanni Luccone

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
“Preghiera sfavillante”, “odissea dalle fattezze di un sogno”, “favola deliziosa per la salvezza della natura” così, unanime, la critica americana accolse alla sua pubblicazione nel 1982, tre mesi prima della morte dell’autore, Sembra proprio di stare in paradiso. Questo romanzo breve è la quintessenza del grande scrittore: l’insoddisfazione per l’amore coniugale, il volersi liberare dai vizi, la ricerca spasmodica di sesso facile, la necessità di recuperare gli aspetti fondamentali della vita. Microcosmo (il proprio ambiente familiare e il reticolo degli affetti) e macrocosmo (il mondo in cui viviamo) vengono descritti in un unico indissolubile canto.Alla storia di Lemuel Sears, un uomo anziano che ama pattinare sul ghiaccio del laghetto dei Beasley e che un giorno si ritrova a dover lottare contro la sua destinazione a discarica, si intrecciano tematiche di respiro universale. Fu definito “il primo romanzo ecologico” della narrativa americana moderna. E nella disperazione del protagonista che non riesce a trovare la purezza dentro di sé e per questo la cerca su un livello più elevato, difendendo il laghetto dalla speculazione e dall’inquinamento, leggiamo un messaggio profetico: l’amore per ciò che ci circonda è l’unico modo per sentirsi in paradiso.
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  • 5

    dove vanno le parole?

    Perché le parole di Cheever vanno sempre in una direzione non tanto inaspettata – la sua scrittura non crea aspettative – quanto sconosciuta. Eppure non suscita stupore il fatto di seguirlo in luoghi ...continua

    Perché le parole di Cheever vanno sempre in una direzione non tanto inaspettata – la sua scrittura non crea aspettative – quanto sconosciuta. Eppure non suscita stupore il fatto di seguirlo in luoghi sconosciuti. Ché non sono sconosciuti i luoghi che descrive, né le situazioni che mette in scena; sconosciuta, come senza appigli, come se fosse cosa nuova, non paragonabile, è la scrittura con i suoi continui scarti. Come quando al cuore salta un battito. Quasi non sembrano sodali tra loro le sue parole, non paiono creare una comunità, non entrano in intimità. Sono vicine, si aiutano senza coinvolgimento, ma restano sostanzialmente sole. Tutte orgogliose, regali e sole.
    Come eterogenea è la gente che partecipa alle riunioni che frequenta Renée, la donna del racconto. Sono persone che perseguono uno stesso scopo, ma possiedono nature diverse. Scrive Cheever “Sera dopo sera, i partecipanti avevano l’aria di una folla messa lì da un temporale al termine di un giorno di festa in un qualsiasi parco dell’Occidente”. Ecco, a me sembrano così le sue parole.
    Non ti permette di orientarti, a ogni frase non sai dove punta l’ago della bussola, non sai da dove il personaggio di cui sta scrivendo tirerà fuori la sua porzione di storia privata per darsi una forma che non è mai definitiva. L’autore aggruppa i fatti e i pensieri attorno al personaggio che invece di concretarsi si sperde sempre più. Alla fine del racconto, chi può dire di conoscere Lemuel Sears?

    https://www.youtube.com/watch?v=7kGPhpvqtOc

    ha scritto il 

  • 3

    In Cheever il vero obiettivo, il vero tema centrale, rimane sempre nascosto, sviato da altri argomenti che sembrano non meno importanti, ma che in realtà costituiscono solo una minimo interesse dell'a ...continua

    In Cheever il vero obiettivo, il vero tema centrale, rimane sempre nascosto, sviato da altri argomenti che sembrano non meno importanti, ma che in realtà costituiscono solo una minimo interesse dell'autore. E così la narrativa scorre fluida accogliendo dentro di sè grossi eventi, le trasformazioni, quasi con naturalezza. Il colpo che esplode dentro il romanzo si confonde con i rumori quotidiani del nostro vivere.

    ha scritto il 

  • 3

    Stabilito che Cheever scrive meravigliosamente bene (ne sono ormai definitivamente convinta),questo racconto lungo (o romanzo breve, ultima sua opera pubblicata tre mesi prima della sua morte l'ho t ...continua

    Stabilito che Cheever scrive meravigliosamente bene (ne sono ormai definitivamente convinta),questo racconto lungo (o romanzo breve, ultima sua opera pubblicata tre mesi prima della sua morte l'ho trovato discontinuo e con notevoli alti e bassiqualitativi.
    Sono d'accordo con chi ha scritto che vi si trovano pagine di autentica poesia unita a guizzi di ironia (la vita privata e le peripezie sessuali del protagonista) e pagine abbastanza noiose (quelle che si riferiscono, con anche troppa dovizia di particolari, al tema ambientalistico).
    Per questo, "solo" tre stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è tanta roba in così poche pagine, a volte sembra troppo retorico, anche un po' moralista, comunque è un buon libro,
    particolare, non ce ne sono tanti in giro di romanzi brevi così
    ben confeziona ...continua

    C'è tanta roba in così poche pagine, a volte sembra troppo retorico, anche un po' moralista, comunque è un buon libro,
    particolare, non ce ne sono tanti in giro di romanzi brevi così
    ben confezionati e integri e ricchi.
    la quinta stella non l'ho data per un particolare volgare di cui non c'era bisogno assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    "Vorrei che la storia che sto raccontando iniziasse immersa nella fragranza della menta che cresce lungo il letto del corso d’acqua accanto a cui sono sdraiato, nascosto con il mio fucile in attesa di ...continua

    "Vorrei che la storia che sto raccontando iniziasse immersa nella fragranza della menta che cresce lungo il letto del corso d’acqua accanto a cui sono sdraiato, nascosto con il mio fucile in attesa di assassinare un impostore che dovrebbe venir qui per pescare trote."

    Questo è l'inizio del terzo capitolo, che poi svolta bruscamente e prende una strada completamente diversa. Ma tutto questo romanzo breve è fatto da sviluppi inaspettati, situazioni appena accennate, cambi di rotta. Mi dico che è fatto apposta e mi piace, è un modo per tacere di potenzialità che restano sommerse nella trama, alternative che i personaggi non vivono ma aiutano a ritagliarne la forma a tutto tondo.

    ha scritto il 

  • 2

    Bah!

    Un romanzo breve, da leggere “a letto, in una vecchia casa, una sera di pioggia”...
    ma si potrebbe anche farne a meno, spegnere la luce, tirarsi il piumone fino al mento e lasciarsi cullare dal suono ...continua

    Un romanzo breve, da leggere “a letto, in una vecchia casa, una sera di pioggia”...
    ma si potrebbe anche farne a meno, spegnere la luce, tirarsi il piumone fino al mento e lasciarsi cullare dal suono delle gocce che sbattono sulla finestra, fino a scivolare tra le braccia di Morfeo!

    ha scritto il 

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