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Semina il vento

Di

Editore: Piemme

4.0
(408)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856615118 | Isbn-13: 9788856615111 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Cosa è stato a condurre Giacomo Musso, un maestro di trentacinque anni, in un carcere di massima sicurezza del carcere di Novara? Sulle labbra l’affermazione d’innocenza; tra le mani un giornale, che espone in prima pagina la foto di sua moglie, con il corpo dilaniato. Per sfuggire a questa storia piena di disperazione Giacomo racconta la propria storia, tutta la struttura di eventi, che lo hanno portato in quella lurida stanza, dove si ritrova con una singola finestra che, è l’unico suo contatto con tutto il mondo, come se un uomo pericoloso anche per gli altri, lui che non fatto mai niente di male, e ne del male neanche a una mosca.
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  • 3

    E’ il vostro odio, il vostro disprezzo che ci ha uniti. Noi sappiamo chi siamo, perché voi ci avete detto e ripetuto che noi non eravamo come voi.

    2012:
    Perissinotto con questa storia denuncia il razzismo, l’ignoranza, l’ostinazione a voler difendere le proprie tradizioni, comportamenti che, lo sappiamo, fomentano odio distruttivo. Quell’odio ch ...continua

    2012:
    Perissinotto con questa storia denuncia il razzismo, l’ignoranza, l’ostinazione a voler difendere le proprie tradizioni, comportamenti che, lo sappiamo, fomentano odio distruttivo. Quell’odio che divide ed emargina, che spinge ad azioni bieche e che a volte sfocia in atti di terrorismo. La storia d’amore di Giacomo e Shirin, nata per durare una vita finisce in modo drammatico e doloroso per entrambi: Shirin, spinta ad una azione autodistruttiva, Giacomo in carcere senza colpa, soccombe al dolore per la perdita e per l’ ingiusta detenzione

    ha scritto il 

  • 3

    Come nasce un terrorista islamico, come può nascere in Italia? Di che cosa può alimentarsi?
    Shirin è nata a Parigi, dove i genitori si sono rifugiati dopo la deposizione dello Scià. È bella, giovane, ...continua

    Come nasce un terrorista islamico, come può nascere in Italia? Di che cosa può alimentarsi?
    Shirin è nata a Parigi, dove i genitori si sono rifugiati dopo la deposizione dello Scià. È bella, giovane, atea e decisamente ostile al fondamentalismo. Simile a una coetanea occidentale del ceto riflessivo.
    Giacomo a Parigi ci è approdato da Molini, un paesino della montagna piemontese, per un dottorato di ricerca. La sera fa il cameriere in un bistrot per arrotondare.
    Giacomo e Shirin si incontrano, si amano, si sposano. E decidono di ritornare al paese di Giacomo, dove anche Shirin spera di mettere radici. All'inizio sono rose e fiori: la vecchia casa restaurata, il coro di canti popolari dove anche Shirin è ammessa, la scuola identitaria finanziata dalle famiglie del paese di cui Giacomo sarà maestro.
    Ma l'identità oggi non è più il luogo dell'idillio, non è più roots e piccola patria, tradizioni da riscoprire e restaurare come il vecchio macinacaffè, presidi dello slow food e mulino bianco. Oggi l'identità è diventata, qui e altrove (il radicalismo islamico sembra lo specchio feroce delle nostre fobie), chiusura e negazione dell'altro, fortino assediato dagli indiani o proterva autarchia. Un'identità sterile, che si pasce di sé e rifiuta il mondo.
    Per Giacomo e Shirin le cose vanno male: allontanata lei dal coro e, da paesani e leghisti, assimilata agli islamici da cui è lontana le mille miglie. Perché il gioco stolido dell'identità funziona così: tutti cattolici e tutti islamici, tutti lombardi e tutti stranieri, nessuno che possa fare capolino dai blocchi per dire “io sono io”. E isolato lui che la difende. Andrà male anche il matrimonio, fino alla fuga di Shirin che approda a Milano, tra fratelli e sorelle islamiche nelle cui braccia è stata spinta. Fino alle estreme conseguenze.
    Alessandro Perissinotto, che insegna teorie e tecniche delle scritture all'università di Torino, è un narratore solido e onesto. In questo romanzo usa la forma del memoriale (quello di Giacomo dal carcere in cui è rinchiuso, accusato di essere complice della moglie), nel precedente “Al mio giudice” (2004) aveva adottato la forma del romanzo epistolare. “Semina il vento” scorre appassionato e dolente, con il suo nucleo importante di riflessioni e interrogativi.
    L'unico appunto che mi sentirei di muovergli è di essere rimasto, nel descrivere l'intolleranza della destra populista, troppo nella scia della cronaca: i suoi vigili e il suo sindaco, plausibilissimi, parlano come Joe Formaggio e come i tanti, troppi fascioleghisti che esternano facendo pessimo uso dei pochi neuroni in dotazione. La cronaca è spesso già “romanzesca” di per sé, sarebbe necessario uno scarto.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è stato scritto prima dell’attacco a Charlie Hebdo, ma è davvero estremamente attuale. “Semina il vento” parla di odio interreligioso, di razzismo, di pregiudizio attraverso la storia d’a ...continua

    Questo libro è stato scritto prima dell’attacco a Charlie Hebdo, ma è davvero estremamente attuale. “Semina il vento” parla di odio interreligioso, di razzismo, di pregiudizio attraverso la storia d’amore di Giacomo e Shirin,un maestro piemontese trapiantato in Francia per lavoro e un’iraniana nata a Parigi. Il loro rapporto sembra solido, indistruttibile, impossibile da scalfire, anche quando decidono di venire a vivere in Italia nel paesello d’origine di lui, sui monti, per mettere radici, per costruire qualcosa di bello e duraturo. La vita dei due si scontra però con il desiderio di mantenere vive le tradizioni dei compaesani, passando per l’ignoranza e il pregiudizio, la meschinità e il rifiuto. Questo libro va letto perché parla in maniera diretta e forte della difficoltà di integrazione che ancora oggi lo straniero patisce, dell’ipocrisia e della difesa delle tradizioni che diventa odio razziale. Perissinotto prende chiaramente posizione, descrivendo i meccanismi di esclusione dalla società del diverso ma anche della sua personale concezione di religione; non rimane mai obiettivo, si espone parecchio e proprio per questo la storia appare ancor più reale e sincera, con uno stile scorrevole e molto coinvolgente. Altrettanto sincera è la storia d’amore di Shirin e Giacomo, che ci viene raccontata capitolo dopo capitolo dal protagonista maschile, che si ritrova fin dalle prime del libro dentro una cella di un carcere di massima sicurezza, sospettato di coinvolgimento in un gravissimo fatto di cronaca nera. E mentre lui è lì e racconta la sua storia all’avvocato, “I signori dell'odio siedono in comodi scranni parlamentari o in grandi palazzi ricchi e ornati; si illudono di poter usare quell'odio in dosi medicinali, magari omeopatiche, e poi di riuscire a controllarlo, come una terapia che dovrebbe distruggere solo le cellule malate. Ma l'odio non si controlla; l'odio rompe gli argini e dilaga, si alimenta di se stesso e travolge tutto: il ventesimo secolo ce l'ha insegnato, ma noi non abbiamo imparato nulla. Chi semina il vento raccoglierà tempesta.”

    ha scritto il 

  • 4

    L'ateismo è la sola religione di pace

    Una scrittura efficace ed interessante, quella di Perissinotto, incentrata su un tema di scottante attualità, la guerra di religioni, abili perfetto per camuffare e giustificare l'ODIO, l'odio feroce ...continua

    Una scrittura efficace ed interessante, quella di Perissinotto, incentrata su un tema di scottante attualità, la guerra di religioni, abili perfetto per camuffare e giustificare l'ODIO, l'odio feroce atavico inestinguibile che attiene, dai suoi albori, alla natura umana e contro cui non vi è soluzione. La storia non ci ha insegnato nulla e si ripete, si ripete e si ripeterà con i medesimi orrori, la medesima sete di sangue.
    "E se proprio Dio esiste, se esiste quel dio che tutti credono di possedere in esclusiva, allora stramaledica se stesso, si bestemmi, si flagelli per tutte le sue colpe e forse, se si sarà umiliato abbastanza, qualcuno lo perdonerà, io no."

    ha scritto il 

  • 4

    estremamente attuale,

    dopo l'attacco a Charlie Hebdo, e non tanto per il tema della libertà di opinione, ma per quello dell'odio interreligioso che lo sottende. Ci ho ritrovato le dinamiche quotidiane - senza i "grandi" e ...continua

    dopo l'attacco a Charlie Hebdo, e non tanto per il tema della libertà di opinione, ma per quello dell'odio interreligioso che lo sottende. Ci ho ritrovato le dinamiche quotidiane - senza i "grandi" e vani dibattiti politici - motivate in modo mirabile, sintetico, razionale, senza dimenticare l'essenziale componente emotiva. Alcune considerazioni sull'immigrazione meridionale sono dolorose, ma validissime. Come pure quelle sulle frustrazioni che spingono - a vario titolo - all'odio.
    Nel contesto, ho trovato bellissima questa riflessione: Lo so che è una scena da film, di quelli dozzinali, ma le cose sono andate esattamente così. E' l'esistenza a essere banale, non io che la racconto: la ripugnanza che proviamo di fronte alla banalità è solo presunzione.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro mi è stato consigliato del mio libraio preferito , e come al solito la lettura è stata piacevole e sentita. Una storia attuale che fa riflettere . Una domanda rimane senza risposta :" L'o ...continua

    Questo libro mi è stato consigliato del mio libraio preferito , e come al solito la lettura è stata piacevole e sentita. Una storia attuale che fa riflettere . Una domanda rimane senza risposta :" L'odio riesce ad annientare buon senso, amore , rispetto ?!

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro che si divora, che non ti aspetti. Non avevo letto bene la trama perchè non volevo rovinarmi la sorpresa e ho fatto bene. Se parti senza sapere a cosa andrai incontro rimarrai stupito dalla ...continua

    È un libro che si divora, che non ti aspetti. Non avevo letto bene la trama perchè non volevo rovinarmi la sorpresa e ho fatto bene. Se parti senza sapere a cosa andrai incontro rimarrai stupito dalla piega che prende la storia; tocca temi che non ti aspettavi venissero affrontati, o almeno a me è successo così. La scrittura è buona e, anche se il libro ha circa 250 pagine, sembra molto più lungo nonostante la scorrevolezza. Sarà il peso dell'argomento che prende forma da metà romanzo in poi. Non conoscevo Perissinotto ed è stato un buon primo incontro.

    ha scritto il 

  • 4

    un amore a Parigi, un amore normale, un amore intenso, un amore giovane, la purezza delle montagne, la solidarietà degli amici, poi la realtà più cruda, quella forse più vera o forse solo parallela: l ...continua

    un amore a Parigi, un amore normale, un amore intenso, un amore giovane, la purezza delle montagne, la solidarietà degli amici, poi la realtà più cruda, quella forse più vera o forse solo parallela: l'intolleranza, l'odio, la vendetta inutile, niente è inutile come la vendetta, e in tutto questo l'animo introverso , un po' "montanaro" e sempre coerente di Giacomo...Quanti Giacomo ci sono? Io credo tanti, ma non vincono mai o ...voglio essere ottimista : quasi mai

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Perissinotto questa volta racconta una drammatica e cupa storia di razzismo che trasforma una elegante e raffinata parigina di origini iraniane, atea e borghese, in una estremista islamica desiderosa ...continua

    Perissinotto questa volta racconta una drammatica e cupa storia di razzismo che trasforma una elegante e raffinata parigina di origini iraniane, atea e borghese, in una estremista islamica desiderosa di vendetta.

    Giacomo Musso, giovane insegnante originario di Molini, un paesino arroccato sulle montagne piemontesi, si trasferisce a Parigi per lavoro. Qui incontra la bella Shirin Tafigh, una parigina di origine persiane, di cui si innamora perdutamente. Dopo poco tempo i due si sposano e, su insistenza di Shirin, decidono di lasciare la caotica Parigi a favore della tranquilla e placida Molini. La coppia sembra ambientarsi molto bene e Giacomo diventa il maestro della scuola elementare.
    A poco a poco però, nonostante i tentativi di Shirin di farsi accettare all’interno della comunità abbracciandone le tradizioni più antiche (come, ad esempio, la partecipazione al coro del paese che canta canzoni in dialetto) si verificano sempre più di frequente episodi di intolleranza verso Shirin, tendenti ad emarginarla. La situazione naturalmente degenera fino al drammatico epilogo.

    La scrittura di Perissinotto mi piace molto e anche questo romanzo è molto godibile, nonostante proceda piuttosto lento almeno per metà. Qualche episodio, però, l’ho trovato eccessivo, esagerato.
    Posso dire, senza essere tacciata di razzismo, che a me la protagonista ha suscitato poca simpatia.
    Seppure amara, a mio parere la parte migliore è la reprimenda che il protagonista rivolge al sindaco leghista ma di origini meridionali.

    Ad ogni modo, commentare questo romanzo dopo i recenti fatti di Parigi mette i brividi.

    ha scritto il 

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