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Semina il vento

Di

Editore: Piemme

4.0
(418)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: eBook

Isbn-10: 885850318X | Isbn-13: 9788858503188 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Tra Giacomo, un giovane italiano, e Shirin, di ricca famiglia iraniana trapiantata a Parigi dopo la rivoluzione islamica, nasce un amore forte, che sfocia nel matrimonio.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    tematica molto interessante, esecuzione insomma

    I miei problemi con questo libro sono due: 1. si dilunga troppo sugli inizi della relazione mentre la seconda fase e la fase del cambiamento sono affrettati; 2. il tema e' molto attuale/interessante/o ...continua

    I miei problemi con questo libro sono due: 1. si dilunga troppo sugli inizi della relazione mentre la seconda fase e la fase del cambiamento sono affrettati; 2. il tema e' molto attuale/interessante/odierno MA mi pare abbastanza paradossale il cambiamento da anti-islam a faccio la kamikaze per l'islam, e tutto nello spazio di un anno o due.. non mi ha convinta. In piu' ho trovato la narrazione un po' fredda, nel senso parla di amore e di un amore grande ma non mi ha trasmesso l'emozione. L'altra pecca e' l'infilarci dentro la sc... con l'ex compagna di scuola - cosa c'entra?

    ha scritto il 

  • 5

    un libro che ancora a distanza di giorni mi emoziona e mi fa riflettere. una scrittura quella di perissinotto razionale, ma al contempo dolce. un bellissimo libro, un consiglio di lettura che ho appre ...continua

    un libro che ancora a distanza di giorni mi emoziona e mi fa riflettere. una scrittura quella di perissinotto razionale, ma al contempo dolce. un bellissimo libro, un consiglio di lettura che ho apprezzato davvero molto e che sono grata di aver ricevuto.

    la tematica è assolutamente attuale. non solo per gli aspetti legati all'islam o all'immigrazione, ma anche nell'analizzare il legame con il proprio paese e con la propria terra, il senso di appartenenza ad un luogo, la tanto osannata tradizione che a volte fa più male che bene. temi che tutti noi, chi prima o chi dopo, ci troviamo nella vita ad affrontare. personalmente credo faccia parte del processo attraverso cui diventiamo adulti. a tutti noi capita di allontanarci dalla casa nella quale siamo nati e cresciuti e capita di confrontarci con il senso delle nostre radici e della nostra cultura natia.

    perissinotto con questo libro riesce a mettere insieme più punti di vista, ma questi sono i duplici punti vista che spesso albergano anche in noi stessi. io per prima mi ritrovo ad essere al contempo aperta all'accoglienza, ma ne sono anche intimorita e a volte sono vittima del pregiudizio. in me in primis quando si parla di straniero la visione è grigia, non è definita, non è ne bianca ne nera. sia che lo straniero debba essere accolto, sia che la straniera sia io. questo libro non regala alcuna verità, però fa riflettere, quello sì. ed è una riflessione intima, che si muove tra le proprie esperienze personali, che ti fa ricordare quando la tua terra ti è mancata, quando invece ti ha soffocato con la sua invadenza, quando ti sei sentita sola ed estraniata lontana da casa e quando volevi solo andare via da quella casa.

    e certo, fa riflettere anche sull'islam con la sua ragione estrema, purtroppo profondamente incomprensibile a noi occidentali.

    ha scritto il 

  • 3

    Esagerato!

    In questo romanzo tutto (i sentimenti, le situazioni, il contesto, i personaggi) è ingigantito. Perissinotto ha voluto illustrare i problemi della convivenza (tra singoli, tra popoli, tra vicini, ecc, ...continua

    In questo romanzo tutto (i sentimenti, le situazioni, il contesto, i personaggi) è ingigantito. Perissinotto ha voluto illustrare i problemi della convivenza (tra singoli, tra popoli, tra vicini, ecc,) e per farlo ha spinto gli avvenimenti al limite del credibile (forse oltre).Nonostante cio' il libro mi è piaciuto molto perchè è scritto bene ed è avvincente

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Vorrei che questo tipo di argomenti non fossero più attuali. Se lo fossero vorrebbe dire che o ci è dimenticati del problema, allora attuali meglio che lo siano…oppure che il problema è stato risolto. ...continua

    Vorrei che questo tipo di argomenti non fossero più attuali. Se lo fossero vorrebbe dire che o ci è dimenticati del problema, allora attuali meglio che lo siano…oppure che il problema è stato risolto. Avverrà mai la seconda opzione?
    Perche invece lo sono sempre pieni di attualità? Perchè il razzismo deve incombere sempre nella vita della gente ignorante? Perchè non è mai surclassato da un po’ di umanità? Vabbè, domante che non avranno mai una risposta, oppure risposte chilometriche.
    Quella di Giacomo, maestro elementare e della bella Shirin parigina di origini iraniane, è una bella storia d’amore. A narrare la loro storia è Giacomo, direttamente da una cella del carcere in cui si trova detenuto e la sua narrazione scivola tra le parole alla ricerca del perchè il fanatismo religioso da una parte e l’ignoranza dall’altra abbia avuto la meglio sul loro amore.
    È un bellissimo romanzo questo di Perissinotto, autore che tra l’altro non ho mai letto ma mi è stato consigliato da una carissima amica. È scritto in modo semplice, ma è scorrevole e curioso ed è una lettura coinvolgente se si ha a cuore il tema.

    ha scritto il 

  • 3

    E’ il vostro odio, il vostro disprezzo che ci ha uniti. Noi sappiamo chi siamo, perché voi ci avete detto e ripetuto che noi non eravamo come voi.

    2012:
    Perissinotto con questa storia denuncia il razzismo, l’ignoranza, l’ostinazione a voler difendere le proprie tradizioni, comportamenti che, lo sappiamo, fomentano odio distruttivo. Quell’odio ch ...continua

    2012:
    Perissinotto con questa storia denuncia il razzismo, l’ignoranza, l’ostinazione a voler difendere le proprie tradizioni, comportamenti che, lo sappiamo, fomentano odio distruttivo. Quell’odio che divide ed emargina, che spinge ad azioni bieche e che a volte sfocia in atti di terrorismo. La storia d’amore di Giacomo e Shirin, nata per durare una vita finisce in modo drammatico e doloroso per entrambi: Shirin, spinta ad una azione autodistruttiva, Giacomo in carcere senza colpa, soccombe al dolore per la perdita e per l’ ingiusta detenzione

    ha scritto il 

  • 3

    Come nasce un terrorista islamico, come può nascere in Italia? Di che cosa può alimentarsi?
    Shirin è nata a Parigi, dove i genitori si sono rifugiati dopo la deposizione dello Scià. È bella, giovane, ...continua

    Come nasce un terrorista islamico, come può nascere in Italia? Di che cosa può alimentarsi?
    Shirin è nata a Parigi, dove i genitori si sono rifugiati dopo la deposizione dello Scià. È bella, giovane, atea e decisamente ostile al fondamentalismo. Simile a una coetanea occidentale del ceto riflessivo.
    Giacomo a Parigi ci è approdato da Molini, un paesino della montagna piemontese, per un dottorato di ricerca. La sera fa il cameriere in un bistrot per arrotondare.
    Giacomo e Shirin si incontrano, si amano, si sposano. E decidono di ritornare al paese di Giacomo, dove anche Shirin spera di mettere radici. All'inizio sono rose e fiori: la vecchia casa restaurata, il coro di canti popolari dove anche Shirin è ammessa, la scuola identitaria finanziata dalle famiglie del paese di cui Giacomo sarà maestro.
    Ma l'identità oggi non è più il luogo dell'idillio, non è più roots e piccola patria, tradizioni da riscoprire e restaurare come il vecchio macinacaffè, presidi dello slow food e mulino bianco. Oggi l'identità è diventata, qui e altrove (il radicalismo islamico sembra lo specchio feroce delle nostre fobie), chiusura e negazione dell'altro, fortino assediato dagli indiani o proterva autarchia. Un'identità sterile, che si pasce di sé e rifiuta il mondo.
    Per Giacomo e Shirin le cose vanno male: allontanata lei dal coro e, da paesani e leghisti, assimilata agli islamici da cui è lontana le mille miglie. Perché il gioco stolido dell'identità funziona così: tutti cattolici e tutti islamici, tutti lombardi e tutti stranieri, nessuno che possa fare capolino dai blocchi per dire “io sono io”. E isolato lui che la difende. Andrà male anche il matrimonio, fino alla fuga di Shirin che approda a Milano, tra fratelli e sorelle islamiche nelle cui braccia è stata spinta. Fino alle estreme conseguenze.
    Alessandro Perissinotto, che insegna teorie e tecniche delle scritture all'università di Torino, è un narratore solido e onesto. In questo romanzo usa la forma del memoriale (quello di Giacomo dal carcere in cui è rinchiuso, accusato di essere complice della moglie), nel precedente “Al mio giudice” (2004) aveva adottato la forma del romanzo epistolare. “Semina il vento” scorre appassionato e dolente, con il suo nucleo importante di riflessioni e interrogativi.
    L'unico appunto che mi sentirei di muovergli è di essere rimasto, nel descrivere l'intolleranza della destra populista, troppo nella scia della cronaca: i suoi vigili e il suo sindaco, plausibilissimi, parlano come Joe Formaggio e come i tanti, troppi fascioleghisti che esternano facendo pessimo uso dei pochi neuroni in dotazione. La cronaca è spesso già “romanzesca” di per sé, sarebbe necessario uno scarto.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è stato scritto prima dell’attacco a Charlie Hebdo, ma è davvero estremamente attuale. “Semina il vento” parla di odio interreligioso, di razzismo, di pregiudizio attraverso la storia d’a ...continua

    Questo libro è stato scritto prima dell’attacco a Charlie Hebdo, ma è davvero estremamente attuale. “Semina il vento” parla di odio interreligioso, di razzismo, di pregiudizio attraverso la storia d’amore di Giacomo e Shirin,un maestro piemontese trapiantato in Francia per lavoro e un’iraniana nata a Parigi. Il loro rapporto sembra solido, indistruttibile, impossibile da scalfire, anche quando decidono di venire a vivere in Italia nel paesello d’origine di lui, sui monti, per mettere radici, per costruire qualcosa di bello e duraturo. La vita dei due si scontra però con il desiderio di mantenere vive le tradizioni dei compaesani, passando per l’ignoranza e il pregiudizio, la meschinità e il rifiuto. Questo libro va letto perché parla in maniera diretta e forte della difficoltà di integrazione che ancora oggi lo straniero patisce, dell’ipocrisia e della difesa delle tradizioni che diventa odio razziale. Perissinotto prende chiaramente posizione, descrivendo i meccanismi di esclusione dalla società del diverso ma anche della sua personale concezione di religione; non rimane mai obiettivo, si espone parecchio e proprio per questo la storia appare ancor più reale e sincera, con uno stile scorrevole e molto coinvolgente. Altrettanto sincera è la storia d’amore di Shirin e Giacomo, che ci viene raccontata capitolo dopo capitolo dal protagonista maschile, che si ritrova fin dalle prime del libro dentro una cella di un carcere di massima sicurezza, sospettato di coinvolgimento in un gravissimo fatto di cronaca nera. E mentre lui è lì e racconta la sua storia all’avvocato, “I signori dell'odio siedono in comodi scranni parlamentari o in grandi palazzi ricchi e ornati; si illudono di poter usare quell'odio in dosi medicinali, magari omeopatiche, e poi di riuscire a controllarlo, come una terapia che dovrebbe distruggere solo le cellule malate. Ma l'odio non si controlla; l'odio rompe gli argini e dilaga, si alimenta di se stesso e travolge tutto: il ventesimo secolo ce l'ha insegnato, ma noi non abbiamo imparato nulla. Chi semina il vento raccoglierà tempesta.”

    ha scritto il 

  • 4

    L'ateismo è la sola religione di pace

    Una scrittura efficace ed interessante, quella di Perissinotto, incentrata su un tema di scottante attualità, la guerra di religioni, alibi perfetto per camuffare e giustificare l'ODIO, l'odio feroce ...continua

    Una scrittura efficace ed interessante, quella di Perissinotto, incentrata su un tema di scottante attualità, la guerra di religioni, alibi perfetto per camuffare e giustificare l'ODIO, l'odio feroce atavico inestinguibile che attiene, dai suoi albori, alla natura umana e contro cui non vi è soluzione. La storia non ci ha insegnato nulla e si ripete, si ripete e si ripeterà con i medesimi orrori, la medesima sete di sangue.
    "E se proprio Dio esiste, se esiste quel dio che tutti credono di possedere in esclusiva, allora stramaledica se stesso, si bestemmi, si flagelli per tutte le sue colpe e forse, se si sarà umiliato abbastanza, qualcuno lo perdonerà, io no."

    ha scritto il 

  • 4

    estremamente attuale,

    dopo l'attacco a Charlie Hebdo, e non tanto per il tema della libertà di opinione, ma per quello dell'odio interreligioso che lo sottende. Ci ho ritrovato le dinamiche quotidiane - senza i "grandi" e ...continua

    dopo l'attacco a Charlie Hebdo, e non tanto per il tema della libertà di opinione, ma per quello dell'odio interreligioso che lo sottende. Ci ho ritrovato le dinamiche quotidiane - senza i "grandi" e vani dibattiti politici - motivate in modo mirabile, sintetico, razionale, senza dimenticare l'essenziale componente emotiva. Alcune considerazioni sull'immigrazione meridionale sono dolorose, ma validissime. Come pure quelle sulle frustrazioni che spingono - a vario titolo - all'odio.
    Nel contesto, ho trovato bellissima questa riflessione: Lo so che è una scena da film, di quelli dozzinali, ma le cose sono andate esattamente così. E' l'esistenza a essere banale, non io che la racconto: la ripugnanza che proviamo di fronte alla banalità è solo presunzione.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro mi è stato consigliato del mio libraio preferito , e come al solito la lettura è stata piacevole e sentita. Una storia attuale che fa riflettere . Una domanda rimane senza risposta :" L'o ...continua

    Questo libro mi è stato consigliato del mio libraio preferito , e come al solito la lettura è stata piacevole e sentita. Una storia attuale che fa riflettere . Una domanda rimane senza risposta :" L'odio riesce veramente ad annientare buon senso, amore , rispetto ?! "

    ha scritto il 

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