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Senhor dos Aneís

Trilogia

Por

4.6
(20990)

Language:Português | Number of Páginas: | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi traditional , Chi simplified , Spanish , German , French , Catalan , Polish , Swedish , Italian , Finnish , Dutch , Russian , Hungarian , Slovenian , Norwegian , Greek , Danish

Isbn-10: 8533619626 | Isbn-13: 9788533619623 | Data de publicação:  | Edition 1

Também disponível como: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrição do livro
Sorting by
  • 4

    Il Signore degli Anelli

    Purtroppo questo romanzo è penalizzato dalla pessima traduzione. Il inglese lo potrei definire un capolavoro, nonostante io non sia un’amante del genere.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    5

    Non vi dirò: "Non piangete!" Perchè non tutte le lacrime sono un male!

    Leggere Il Signore degli Anelli ad alcuni sembra un'impresa impossibile, vuoi per la mole decisamente ingombrante,vuoi per il tipo di scrittura,ma vi assicuro che la vera impresa è tentare di recensir ...continuar

    Leggere Il Signore degli Anelli ad alcuni sembra un'impresa impossibile, vuoi per la mole decisamente ingombrante,vuoi per il tipo di scrittura,ma vi assicuro che la vera impresa è tentare di recensirlo!
    Quando ho iniziato a leggerlo l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era perchè non l'avevo letto prima, questo romanzo è "Il Libro"!
    Non credo ci sia bisogno di riassumere la trama, tutti sommariamente sanno di cosa si parla,grazie anche ai film basati sul romanzo,quindi direi di iniziare così...

    Tre anelli ai re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
    Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
    Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende
    Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra
    Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
    Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
    Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
    Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende.

    L'anello da cui tutto parte e che scatena gli eventi devastanti che portano tutte le razze della Terra di Mezza a unirsi per combattere l'Oscuro Sire di Mordor.
    Elfi, Nani, Uomini e Hobbit uniti contro l'Ombra. Al centro della vicenda proprio gli Hobbit, questi piccoli esseri che possono essere scambiati per bambini, ma provvisti di tanto coraggio e dignità. E proprio a Frodo, Hobbit della Contea, sarà affidato il compito di distruggere l'Anello gettandolo nella lava del Monte Fato. Insieme a lui una compagnia eterogenea composta da altri tre Hobbit, Sam, Merry e Pipino, da Gandalf il Grigio, dal Ramingo Aragorn, dall'elfo Legolas, dal nano Gimli e da Boromir di Gondor.
    La Compagnia dell'Anello inizia il suo viaggio animata dalla speranza, ma fin troppo presto le trappole di Sauron li mettono a dura prova...
    Il romanzo si divide in tre parti e le vicende e i personaggi che si alternano tra le pagine sono così tanti da rendere questo romanzo una vera e propria epopea fantasy!
    Sulla trama c'è davvero poco da dire, ma devo assolutamente spendere qualche parola per l'autore, Tolkien era un genio! Ha creato tutto un mondo dove ambientare la sua storia e non ha tralasciato nulla. Oltre alla storia principale anche il background è estremamente dettagliato, l'ambientazione, i personaggi e le loro discendenze, ogni cosa è perfettamente studiata per dare l'impressione al lettore di non star semplicemente leggendo una storia, ma piuttosto di essere entrati in un altro mondo!
    Inoltre ho trovato lo stile di Tolkien per nulla pesante, anzi è poetico, magico e fa delle descrizioni talmente belle da permettere a chi le legge di vedere esattamente quel che lui stava immaginando mentre scriveva!
    Le oltre 1000 pagine sono letteralmente volate via, per me è stato impossibile mettere giù il libro nonostante avessi già visto svariate volte i film, film che io ho apprezzato moltissimo, anche se solamente adesso, dopo aver letto il libro, mi rendo conto quanto poco mostrino della Terra di Mezzo.
    I personaggi sono molto più complessi e dettagliati. I veri protagonisti della storia sono gli Hobbit che, piccoli piccoli, compiono gradi imprese divenendo eroi e mostrando a tutti che non sono l'altezza o le dimensioni a fare il coraggio di una persona!
    Frodo con le sue insicurezze e gli alti e bassi nel ruolo di Portatore dell'Anello è contrapposto al coraggioso Sam, lui che partito come il più timido dei quattro Hobbit diventa invece la forza di Frodo, colui che lo aiuta a portare a termine la sua missione. Una volta letta tutta la storia si realizza che senza Sam Frodo avrebbe fatto poco...
    Gli altri personaggi, elfi,nani,uomini, sono tutti perfettamente caratterizzati. Ritroviamo il ramingo Aragorn divenuto Re, l'insostituibile Gandalf, la meravigliosa amicizia tra Gimli e Legolas, il coraggio di Eomer, la forza di Eowyn e le battute di Merry e Pipino.
    E' impossibile non affezionarsi alla storia e ai personaggi, nonostante già sapessi come sarebbe andata a finire mi sono ritrovata a fare il tifo per Frodo e Sam, a sperare in Aragorn, ad ammirare i coraggiosi Cavalieri di Rohan e a sospirare di tristezza all'addio ai Porti Grigi...
    Non ho letto solo un libro, ho fatto un vero viaggio nella Terra di Mezzo! Ho viaggiato con la Compagnia tra paludi e montagne,ho visto la bellezza di Lothlòrien, ho accompagnato Frodo su per la scala infinita, ho combattuto accanto a Eomer e i suoi Rohirrim, ho visto Aragorn diventare Re Elessar e ho visto salpare le ultime navi dai Porti Grigi...
    Non dimenticherò facilmente quest'avventura, quello di Tolkien è uno di quei libri che lasciano un segno profondo, perchè oltre la storia, oltre le righe ci sono messaggi di speranza, ci sono il vero amore e la leale amicizia!Un romanzo indimenticabile, una lettura imperdibile!

    dito em 

  • 5

    Il Ritorno del Re - La felicità è dei piccoli

    Senza dubbio questo è il romanzo piú poderosamente grandioso tra quelli che compongono la trilogia. Dalla battaglia presso le mura di Gondor, ai travagli di coscienza di Frodo, all'impeto dell'ondata ...continuar

    Senza dubbio questo è il romanzo piú poderosamente grandioso tra quelli che compongono la trilogia. Dalla battaglia presso le mura di Gondor, ai travagli di coscienza di Frodo, all'impeto dell'ondata devastatrice del Male fino alle prove estreme di amicizia, coraggio e solidarietà tra i protagonisti.
    È un libro dove l'afflato epico raggiunge le sue vette piú alte, tuttavia, essendo anche il libro conclusivo costituisce anche la cerniera con il ritorno alla normalità: al ruolo di re per Aragorn e alla Contea per gli Hobbit.
    Da questo accostamento tra toni epici e atmosfere dimesse scaturisce un'atmosfera crepuscolare che retrospettivamente stende sull'intera opera una patina di struggente malinconia. Come se grazie proprio a quegli ultimi capitoli, la freschezza e il realismo vibrante delle vicende narrate venissero fissati per sempre in una foto virata al seppia. Ferite, sangue, battaglie, dolore, disfatte, trionfi, tutto quanto viene proiettato al di là dell'orizzonte della Storia, dritto nella Leggenda.

    Un romanzo conclusivo, dunque. In effetti tutte le vicende arrivano ad una chiusura: l'Anello viene distrutto e Sauron definitivamente sconfitto, l'esercito di Mordor viene sopraffatto, Aragorn sale al trono di Gondor e gli Hobbit fanno ritorno a casa.
    Tuttavia niente è piú come prima.
    Non c'è nessun "...e vissero felici e contenti".
    Perché il Male lascia delle tracce indelebili a chi ne subisce gli attacchi. Non solo nel corpo ma anche e soprattutto nello spirito.
    E cosí Bilbo, Frodo, Gandalf, Elrond e gli Elfi di Alto Lignaggio devono partire. La loro permanenza nella Terra di Mezzo non è piú possibile, a loro non è dato di godere dei frutti della loro fatica.
    Questo è uno dei messaggi piú tremendi dell'intera opera: la lotta contro il Male trasforma chi vi prende parte a tal punto da renderlo incapace di condurre un'esistenza pacificata. Chi lotta duramente per la pace non potrà alla fine goderne pienamente. L'unica possibilità di conciliazione spirituale per gli eroi è possibile solo dopo il distacco netto dalla società cui fanno naturalmente parte.
    L'unica aspetto positivo in tutto ciò è che la destinazione verso cui veleggiano Frodo e compagni è, almeno nelle attese, una terra migliore, situata oltre i Rifugi Oscuri. Una specie di Paradiso pagano.

    Da questo punto di vista, la Guerra dell'Anello rappresenta l'equivalente della guerra di Troia per la remota antichità della Grecia. In essa periscono i piú valorosi guerrieri Achei ma anche per i sopravvissuti non sarà piú possibile tornare alla normalità (Agamennone viene assassinato dalla moglie, Odisseo dopo un lunghissimo peregrinare deve riconquistare il proprio ruolo, ecc.). Entrambi i conflitti segnano la fine di un'epoca mitica e l'ingresso nella modernità.

    Ma se ai grandi la felicità è negata, a chi spetta?
    A chi ha attraversato il male senza farsi contaminare.
    Ai piccoli.
    Ai semplici.
    A Merry e Pipino che, dopo aver accompagnato Frodo, ritornano cantando al loro sentiero.
    Ma soprattutto a Sam.
    Perché una guerra non si fa mai sulla spinta di grandi ideali ma sempre per difendere una piccola, oscura Contea.
    La propria piccola, oscura Contea.
    Dove c'è una grotta calda che ci attende quando le ombre si fanno piú oscure.
    Con le luci accese.
    La cena pronta.
    E il sorriso di una donna e un bambino.

    dito em 

  • 5

    Le due torri - Metamorfosi di un mondo in disfacimento

    Il libro è nettamente diviso in due parti, sia per quel che riguarda i fatti narrati (nella prima vengono narrate le vicende di Aragorn e compagni mentre nella seconda quelle di Frodo e Sam) sia per i ...continuar

    Il libro è nettamente diviso in due parti, sia per quel che riguarda i fatti narrati (nella prima vengono narrate le vicende di Aragorn e compagni mentre nella seconda quelle di Frodo e Sam) sia per il registro stilistico adottato (la prima parte ha un tono piú elevato, da poema cavalleresco, mentre la seconda ha un tono piú dimesso ma anche piú cupo). Entrambe sono grandiose, anche se in modo differente.

    Il pezzo a più alto impatto emotivo della prima parte è senza dubbio la battaglia presso il fosso di Helm. Tuttavia ciò che resta impresso maggiormente nel cuore è la figura degli Ent capeggiati da Barbalbero. Essi sono le piú antiche creature viventi, a metà strada tra un albero e un elfo, pazienti, calmi come piante millenarie, con una lingua composta di parole interminabili per indicare con assoluta precisione le caratteristiche e la storia di ogni oggetto, traboccanti di saggezza derivata dalla loro veneranda età ma anche carichi di malinconia per la perdita delle Entesse.
    Sono "pastori d'alberi" che vanno via via rassomigliando sempre piú al loro gregge, una razza in declino lento ma costante, che piano piano si sta addormentando, riprendendo letteralmente a "vegetare", perdendo cosí la propria umanità, o meglio, la propria elfità.

    Nella seconda parte, invece, il grande protagonista è Gollum.
    Sempre in bilico tra fedeltà e tradimento, tra vile servilismo nei confronti dell'Anello e riconoscenza verso Frodo che lo tiene al riparo dalle grinfie di Sam, Gollum-Smeagol rimane un personaggio radicalmente ambiguo, vittima cosciente del Potere Oscuro dell'Anello ma privo ormai della forza di volontà sufficiente per opporsi ad esso. Nonostante si abbia la certezza, fin quasi dal suo incontro con gli Hobbit, che li tradirà, non si riesce a non provare pena e commiserazione per quella creatura, tanto che le continue minacce e lamentele di Sam nei suoi confronti risultano davvero fastidiose e quasi insopportabili.
    Senza dubbio è il mio personaggio preferito.

    Molto suggestive e percorse da una vena di malinconia sono invece i brani in cui i protagonisti parlano di sé stessi come personaggi di future canzoni epiche che narreranno i fatti prodigiosi e strani che accadono ai loro tempi.
    La coscienza di essere come foglie trasportate dal flusso degli eventi è sempre ben presente alle menti dei personaggi di Tolkien piú illuminati. Essi sono ben consapevoli di essere immersi in una Storia che sfugge la loro capacità di controllo e che le loro azioni sono guidate da forze al di là della propria volontà.
    L'Eroe per eccellenza, Aragorn, è colui che porta il fardello del proprio Passato (la propria stirpe regale) attraverso i travagli del Presente con la ferma volontà di realizzare quello che è già stato scritto che dovrà accadere in un Futuro piú o meno remoto (il ritorno del re sul trono di Gondor). Come a dire: la Storia è un fiume in piena, non si può arrestare e tanto meno pensare di deviarne il corso, tanto vale allora sfuttarla per far girare la ruota del proprio mulino, con il rischio sempre presente che la sua foga spazzi via tutto quanto (come succede a Saruman).

    Terrorizzanti, infine, sono poi il passaggio di Frodo e Sam per le paludi morte o la discesa nella tana di Shelob.

    dito em 

  • 5

    La compagnia dell'Anello - L'umanità di un piccolo hobbit

    Se Lo hobbit era una bella favola per bambini, Il Signore degli Anelli si colloca su tutt'altro piano. Il tema è radicalmente diverso: non si tratta piú di un gruppetto di Nani scontrosi e un po' avid ...continuar

    Se Lo hobbit era una bella favola per bambini, Il Signore degli Anelli si colloca su tutt'altro piano. Il tema è radicalmente diverso: non si tratta piú di un gruppetto di Nani scontrosi e un po' avidi che devono andare a recuperare un tesoro sottratto ai loro antenati da un drago, ma di uno scontro a tutto campo tra il Bene e il Male visti come entità assolute capaci di travolgere nella loro lotta la vita delle creature appartenenti alle razze piú disparate e che abitavano la terra nei tempi remoti.

    Coerentemente anche il tono del racconto è cambiato, non piú leggero e volto a sdrammatizzare le situazioni a piú alto impatto emotivo (battaglie, situazioni di estremo pericolo, confronti con creature piú o meno mostruose, ecc.) ma teso, preciso, inesorabile.
    Il linguaggio di Tolkien risulta uno strumento formidabile per evocare paesaggi e situazioni da sogno (Lothlorien, la Casa di Elrond) in cui incorniciare suggestive canzoni elfiche ma anche ambientazioni fredde e squallide (i Tumulilande, le miniere di Moria), e una schiera eccezionalmente variegata di personaggi: da quelli comici (Tom Bombadil, l'oste del Puledro Impennato, per certi versi anche i compagni di Frodo: Sam, Merry e Pipino), a quelli piú eroici (Aragorn, Boromir, Legolas, Gandalf), fino agli spietati paladini del male (i Cavalieri Neri, Sauron, Saruman) e alle creature singolari difficilmente classificabili (Gollum primo fra tutte).

    La Compagnia dell'Anello è fondamentalmente un libro di viaggi. Semplificando si può dire che i luoghi in cui i personaggi principali sostano sono essenzialmente tre: Hobbiville (prima della partenza), la Casa di Elrond (dopo la fuga dai Cavalieri Neri e dove viene formata la Compagnia) e il bosco di Lorien (quasi alla fine del libro, poco prima che la compagnia si sciolga). Tutti gli altri sono luoghi di passaggio, in cui i protagonisti riposano brevemente il loro corpo ma dove non è loro possibile ristorare lo spirito dal grave peso della Missione. Missione che, fin dalla partenza è manifestamente al di sopra delle capacità di qualunque creatura vivente: distruggere l'Anello del potere prima che riesca a tornare dal Male che l'ha generato.
    Tutti personaggi dall'animo piú nobile e puro non osano neppure toccare l'Anello (Tom Bombadil, Gandalf, Elrond, Galadriel) per timore di non avere la forza di resistere alla tentazione di utilizzarlo e di divenirne cosí degli schiavi. Perché se tutti coloro che si schierano con Sauron e con il Male in realtà ne sono sottomessi e perdono in qualche modo la loro volontà, chi si schiera contro di lui e con il Bene rimane ben capace di scegliere e quindi può essere vittima in qualsiasi momento delle lusinghe del Male. Uno dei grandi messaggi del libro è, secondo me, proprio questo: il Bene è molto piú fragile e piú prezioso del Male perché si accompagna sempre alla Libertà. Nel momento in cui si usa della Libertà per scegliere il Male ecco che con ciò stesso la si perde e si diviene schiavi.

    Dunque, ecco che Frodo si fa avanti, si offre di portare l'Anello. Ma il suo non è propriamente un atto di volontà quanto piuttosto una scelta obbligata a cui viene condotto dal Destino. Egli, arrivato alla Casa di Elrond, se ne tornerebbe volentieri nella Contea con i suoi amici ma si vede suo malgrado portato dal corso degli eventi a svolgere il ruolo del Portatore, ruolo paradossalmente adatto a lui solo proprio perché assunto nella piú totale incoscienza delle potenzialità (ma non della pericolosità) dell'Anello. Frodo non è particolarmente virtuoso, nobile, coraggioso o buono, è solo incosciente come un bambino e quindi del Potere Assoluto non sa che farsene.
    Egli, durante il viaggio, offrirà spontaneamente l'Anello a piú di una creatura che gli sembra in grado di usarlo per fini buoni e disinteressati ma da tutti riceverà un rifiuto, perché, come viene ribadito piú volte durante la narrazione, qualunque azione portata a termine grazie all'Anello ha comunque conseguenze nefaste, anche se nel momento in cui si agisce neppure i piú saggi riescono a intravvederle.
    Questo, secondo me, è un'altro dei cardini portanti dell'opera: il Potere Assoluto, ovvero ciò che non nasce dal concorso naturale di molte volontà distinte ma discende da un'unico volere (sia pure buono e nobile), a lungo andare porta al Male e quel Male inevitabilmente si insinua anche nella persona che incarna quel potere portando alla rovina di tutti (a questo proposito penso sia bene tener presente che la trilogia de Il Signore degli Anelli è stata pubblicata nel 1954-55 ma ha richiesto a Tolkien un lavoro di 14 anni, per cui la sua stesura è avvenuta proprio negli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale...).

    Complessivamente, direi che questo primo libro è un'opera che riesce in qualche modo a fondere i temi epico-avventurosi dei poemi omerici (l'Odissea soprattutto) con la tensione morale di certi passi della Bibbia (soprattutto il Vecchio Testamento). Non credo sia corretto classificarlo come romanzo fantasy: è un'opera unica, costituita sí prevalentemente di narrazione, ma anche di poesia, di considerazioni filosofiche, religiose, morali (non moralistiche!) e soprattutto di tanta umanità.

    Per quel che mi riguarda era dai tempi della prima media quando lessi La Storia Infinita che un libro non mi coinvolgeva in modo cosí totale. La Compagnia dell'Anello è un libro che riempie i sensi e l'animo, un libro che suscita un mondo palesemente fantastico ma ricco di una vita intrisa di elementi realistici, molto piú di tante opere dichiaratamente "realistiche" in cui sono descritti luoghi e personaggi asettici e poveri di umanità.
    Quando si smette di leggere Il Signore degli Anelli rimane la sensazione nettissima (almeno a me capita cosí...) che, in qualche luogo del possibile, l'Anello, Frodo, gli Elfi, le miniere di Moria, Sauron e tutto il mondo di Tolkien esista nello stesso identico modo in cui esiste la sedia su cui siamo seduti in questo momento, e che le sofferenze, i trionfi, le difficoltà, la felicità o la rovina di quei personaggi sia importante, fondamentale anche per la vita di chi legge.
    Perché le Forze che determinano il Destino di quel mondo remoto sono le stesse che ci danno filo da torcere ogni giorno...

    dito em 

  • 2

    Un grande libro che non fa per me

    Ho proprio abbandonato questo libro a metà dopo aver capito che non avevo compreso nulla, mi aiutavo grazie al fatto che ho visto il film, ma leggerlo è troppo disorientante. Il modo in cui è scritto ...continuar

    Ho proprio abbandonato questo libro a metà dopo aver capito che non avevo compreso nulla, mi aiutavo grazie al fatto che ho visto il film, ma leggerlo è troppo disorientante. Il modo in cui è scritto è stato il vero problema... troppi nomi di persone figli di altre persone provenienti da luoghi con nomi astrusi. Non riuscivo a ricordare tutto. Un vero peccato. Preferisco guardare il film.

    dito em 

  • 5

    E’ stata un’avventura lunghissima la lettura de Il Signore degli Anelli, a tratti anche faticosa, provo ora a concludere se e sia valsa la pena.
    Venendo dalla visione del film (non una ma innumerevoli ...continuar

    E’ stata un’avventura lunghissima la lettura de Il Signore degli Anelli, a tratti anche faticosa, provo ora a concludere se e sia valsa la pena.
    Venendo dalla visione del film (non una ma innumerevoli volte) posso dire che larghi tratti del libro non aggiungono nulla a ciò che avevo potuto vedere nel film e ho faticato a digerirli, non tanto per lo stile della scrittura, anzi molto scorrevole ed avvincente, ma proprio per la mole di pagine da dover sfogliare. Purtroppo ho un tot di pagine settimanali che posso dedicare alla letture, e doverle per diversi mesi impegnare per un qualcosa che già conoscevo talvolta mi ha stancato.

    Tuttavia la lettura di questo libro mi ha dato anche tanto di più rispetto alla trasposizione cinematografica. Una visione più completa della vicenda, tanti aneddoti che non conoscevo, una comprensione migliore della storia e della mitologia di questa dimensione e la possibilità di apprezzare a pieno lo sforzo di creazione e immaginazione di Tolkien di una realtà parallela, con una sua storia, delle sue leggende, dei suoi popoli.
    Ma quello che ho apprezzato di più è stato capire come dietro i popoli ed i personaggi del Signore degli Anelli si celi in qualche modo il racconto dell’uomo e delle sue molteplici nature. Il bene, il male, la caduta, la grazia, il coraggio, il tradimento, l’amore, il rancore, l’impeto, la saggezza.
    Una enorme favole che racconta dell’uomo vizi e virtù all’interno di una cornice epica ed indimenticabile.
    Per cui sì, ne è valsa la pena!

    dito em 

  • 5

    E' l'opera più importante di Tolkien, e forse l'unica che molti conoscono.
    Credo che tutti sappiano di cosa tratta: una compagnia di esponenti di razze diverse che, in piena fratellanza antirazzista, ...continuar

    E' l'opera più importante di Tolkien, e forse l'unica che molti conoscono.
    Credo che tutti sappiano di cosa tratta: una compagnia di esponenti di razze diverse che, in piena fratellanza antirazzista, parte alla ricerca del Graal... no, volevo dire parte per andare a distruggere l'Anello, quello forgiato dal malvagio Sauron per sottomettere tutte le razze della Terra di mezzo.
    E' comunque una ricerca, che, fra difficoltà ed ostacoli, porterà i nostri eroi a far venire fuori il meglio di sé, quindi, in un certo qual modo, è anche un cammino iniziatico.
    Non è l'epopea dell'eroe, del superuomo, quanto piuttosto, è l'esaltazione dell'umile, della persona normale (e chi lo è più di un Hobbit come Frodo?) che si batte e si assume tutte le proprie responsabilià per la causa comune, fino a votarsi al sacrificio; come pure dell'amicizia disinteressata (vedi Sam).
    Ma non mancano i tratti divertenti, vedi le figure di Merrit e Pipino, l'atmosfera di mistero, magia ma anche saggezza portata da Gandalf, l'epica guerresca in Aragorn, la scoperta della natura umana con le sue debolezze ma anche con i suoi momenti di altruismo e di dedizione alla propria patria (es. in Boromir), anche l'Amore fa la sua comparsa (quasi soprannaturale quello fra Arwen e Aragorn).
    Ma anche i cattivi sentimenti e le bassezze umane sono ben rappresentate, in particolare la brama di potere; come pure la dicotomia fra una società ancora agricola e l'introduzione delle prime macchine.
    E' insomma un libro appassionante, anche se forse un pò lento all'inizio, in cui è possibile trovare più di una tematica narrativa: c'è n'è per tutti i gusti.
    Anche i personaggi mi sembrano ben delineati e riconoscibili, come pure grande è la cura nella costruzione di un paesaggio particolareggiato e credibile.
    Un libro che fa sognare e ti trasporta in un'altra dimensione!

    dito em 

  • 5

    Capolavoro imprescindibile

    Non puoi davvero definirti lettore di generi fantastici se non lo hai mai letto.
    Seguono sberle alla me medesima per non averlo letto fino ad oggi.
    Bello, bello, bello fino allo sfinimento.
    L'inizio d ...continuar

    Non puoi davvero definirti lettore di generi fantastici se non lo hai mai letto.
    Seguono sberle alla me medesima per non averlo letto fino ad oggi.
    Bello, bello, bello fino allo sfinimento.
    L'inizio del terzo libro mi ha messo in seria crisi, ma superato lo scoglio del 'camminano camminano ma non arrivano', si ingrana e si arriva alla fine con slancio.

    Tutti sono debitori a questo capolavoro: ci ho ritrovato cose di Harry Potter, tanto per dire.....

    Da leggere, subito!

    dito em 

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