Nato dalla mente e dall’ingegno fervido di Italo Svevo, Senilità si pone cronologicamente al centro di un’importante trilogia, seguendo Una vita (1892) e precedendo La coscienza di Zeno (1923). Pubblicato per la prima volta nel 1898 a spese ... Continua
Ha scritto il 21/07/17
Noioso.
Non vedevo l'ora di finirlo. Una liberazione! Ho sbagliato proprio genere. Questo libro va compatito non letto. Se non si prova empatia con Emilio Brentani la trama e le sue blande vicende puoi solo odiarle e prenderne le distanze.Non l'ho ..." Continua...
Ha scritto il 24/05/17
È solo apparentemente un romanzo d'amore. La vicenda amorosa è occasione per una profonda analisi interiore della decadenza dell'intellettuale piccolo borghese, inetto di fronte alla vita, chiuso nella propria coscienza fatta di auto-inganni e ..." Continua...
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Ha scritto il 13/05/17
E' stata una sorpresa questo romanzo di Svevo perché dopo aver letto "La coscienza di Zeno" mi aspettavo anche qui un approccio più "psicanalitico". Invece quest'opera la definirei come uno degli ultimi romanzi romantici quasi fosse stato scritto ..." Continua...
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Ha scritto il 18/04/17
http://papersrain.blogspot.it/2017/04/oggi-vi-racconto-senilita-di-italo-svevo.html
Ha scritto il 10/04/17
Moderno e antico allo stesso tempo: "Senilità" rappresenta di certo un bell'esempio (tra i primi in Italia) di romanzo psicologico, con una notevole introspezione dei personaggi; ma è lento, faticoso e, a tratti, addirittura noioso.
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Ha scritto il Jun 17, 2014, 14:51
[...] - Strano - pensò, - sembrerebbe che metà dell'umanità esista per vivere e l'altra per essere vissuta. - [...]
Pag. 232
Ha scritto il Jun 17, 2014, 14:49
L'immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Gli sforzi per trattenerla o per respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell'atto ... Continua...
Pag. 229
Ha scritto il May 29, 2014, 14:24
[…] Egli, che come tutti coloro che non vivono, s'era creduto più forte dello spirito più alto, più indifferente del pessimista più convinto, guardò intorno a sé le cose che avevano assistito al grande fatto.[…] Egli ebbe il sentimento che ... Continua...
Pag. 32
Ha scritto il May 29, 2014, 14:21
[…] Il Brentani parlava spesso della sua esperienza. Ciò ch'egli credeva di poter chiamare così era qualche cosa ch'egli aveva succhiato dai libri, una grande diffidenza e un grande disprezzo dei propri simili.
Pag. 28
Ha scritto il Jul 22, 2013, 12:09
Strano - pensò, - sembrerebbe che metà dell'umanità esista per vivere e l'altra per essere vissuta.
Pag. 247

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Ha scritto il Sep 19, 2017, 14:09
Salvato dall'ultima parte la più intensa e dolorosa, la malattia e la morte della sorella Amalia con la comparsa della Signora Elena!

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