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Senilità

By Italo Svevo

(52)

| Softcover | 9788881294886

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Book Description

Nato dalla mente e dall’ingegno fervido di Italo Svevo, Senilità si pone cronologicamente al centro di un’importante trilogia, seguendo Una vita (1892) e precedendo La coscienza di Zeno (1923).
Pubblicato per la prima volta nel 1898 a spese dell’aut Continue

Nato dalla mente e dall’ingegno fervido di Italo Svevo, Senilità si pone cronologicamente al centro di un’importante trilogia, seguendo Una vita (1892) e precedendo La coscienza di Zeno (1923).
Pubblicato per la prima volta nel 1898 a spese dell’autore, il romanzo andò incontro ad un triste insuccesso e all’indifferenza della critica, tanto che lo stesso Svevo, nella prefazione alla seconda edizione, sentì di poter scrivere: «Non ha ottenuto una sola parola di lode o di biasimo». Fu Joyce che nel 1927, dopo aver dichiarato pubblicamente il suo sincero apprezzamento per questo libro, ne decretò il trionfo, facendo sì che esso fosse assurto a capolavoro.

«Affettuoso e acuto critico» ne fu altresì Montale, come lo stesso Svevo riferisce nella già citata prefazione, definendolo «giovine e pensoso amico».

Nel tratteggiare l’ambiente triestino in cui la vicenda è ambientata, Svevo dà vita ai corpi e alle figure dei quattro personaggi centrali del romanzo: Emilio Brentani, Stefano Balli, Angiolina e Amalia. A tutti gli altri, che casualmente entrano nella vicenda a respirarne gli intrecci, l’autore lascia il semplice ruolo di comparse.

Tutto ciò che egli non omette di descrivere, come i fatti esteriori o gli ambienti sociali e fisici, ha poco peso nella narrazione, poiché quest’ultima è essenzialmente rivolta all’indagine psicologica e all’introspezione dei protagonisti. Fra essi, criticamente disegnato da Svevo, spicca il ritratto di Emilio Brentani, attraverso la cui mente si districa e svolge inesorabilmente la storia.

Dal punto di vista sociale Emilio è un intellettuale piccolo borghese (soprattutto in virtù di un romanzo scritto negli anni della giovinezza). Dal punto di vista psicologico, invece, egli è un "inetto", un debole, un uomo che mente a se stesso pur di non scoprirsi misero e finito. Il protagonista sveviano si difende dal polifonico mondo che lo circonda riparandosi entro le mura del nido domestico e sotto le ali protettrici di Amalia, una sorella che è, nel contempo, figura materna. Da vile e incapace qual è, Emilio sogna l’uscita dal nido e il godimento dei piaceri della vita e, quando finalmente nella sua esistenza appare Angiolina, «una bionda dagli occhi azzurri grandi, alta e forte, ma snella e flessuosa, con il volto illuminato dalla vita, di un color giallo di ambra soffuso di rosa da una bella salute», in lei vede incarnati i simboli della pienezza vitale e della stessa salute fisica.

Tuttavia, sarà proprio nel rapporto con Angiolina -per Emilio sostanziale rapporto con la realtà- che emergerà l'inettitudine e l'immaturità del protagonista.

Nonostante i propositi di disinvolto giostrarsi e nuova sicurezza di proprie capacità, Emilio prova una forte paura nei confronti del sesso e della donna, tanto da giungere a trasfigurarla in figura angelica e pura, dalla quale invece Angiolina, superficiale, vanitosa e bugiarda, è infinitamente lontana. Lo stesso possesso fisico con la donna lo lascia insoddisfatto e turbato, poiché ne contamina l’ideale.

A contrastare la figura di Emilio è quella di un amico, Stefano Balli, amore non corrisposto di Amalia. Questi è ciò che Emilio non ha il coraggio di essere: un uomo forte, dominatore, certo di sé, presuntuoso ai limiti della sopportazione. Malgrado l’apparenza scientemente lasciata tale, a chi gratti per arrivare fino al fondo dell’anima sia di Brentani, che di Balli, non sarà difficile scoprirne la medesima natura di uomini fragili e immaturi. A dividerli un solo tratto: il diverso confluire dei pensieri immateriali nel mondo del concreto. Mentre Emilio reagisce con una sorta di vittimismo di fronte agli eventi, Stefano cerca di mascherare i propri limiti lasciandosi trasportare dall’illusione d'onnipotenza.

La storia ha come fulcro il rapporto sentimentale tra Emilio e Angiolina, ma solo superficialmente è il racconto di un amore ossessivo. In realtà è nient’altro che un preciso quadro psicologico dell’intellettuale piccolo borghese in crisi con se stesso. E con l'essere di sé fuori da sé, nel mondo di sempre.

Il protagonista è terrorizzato dalla realtà, tenta di atteggiarsi a uomo cinicamente gelido e finisce, invece, col raggiungere il solo, penoso camuffamento dei caratteri propri in forma consolante.

In Senilità l’attenzione è puntata sul pensiero di Emilio: raramente il punto di vista è quello di Amalia o Balli e, comunque, mai quello di Angiolina. Nonostante ciò, il protagonista della vicenda è uomo che non sa riportare la realtà, se non deformandola. Per questo motivo il narratore, vispo di ruvida lucidità, interviene con scaltra frequenza a giudicarlo in modo severo, a volte crudele. Spesso ironizza, getta la propria sprezzante opinione servendosi di aggettivi o semplici avverbi, lascia assaporare il gusto amaro del giudizio. In altri casi, infine, tace.

Il linguaggio di Emilio non è quello di Svevo, come a molti verrebbe da pensare, ma il risultato di una fedele registrazione del modo d’esprimersi di Emilio stesso, che usa frasi enfatiche, talvolta patetiche, insieme melodrammatiche e banali.

Così come Emilio nasce, muore. In effetti, la struttura del romanzo è assolutamente circolare: egli non impara nulla dalla vicenda, resta l’inetto, incapace, fragile e immaturo uomo che Svevo accanitamente critica. E così Balli torna alla sua vita non frequentando più l’amico, Angiolina fugge con un banchiere, Amalia muore. E ad Emilio Brentani, rimasto chiuso in una senilità precoce, non resta che guardare al passato, come un vecchio alla propria gioventù.

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    La brama dei piaceri ed il rimpianto

    Una scrittura ineccepibile racconta la storia di Emilio Brentani. Un uomo che cerca di tingere con la passione la tela grigia della propria esistenza. Un piccolo borghese innamorato di Angiolina, una splendida popolana, senza troppe fisime m ...(continue)

    Una scrittura ineccepibile racconta la storia di Emilio Brentani. Un uomo che cerca di tingere con la passione la tela grigia della propria esistenza. Un piccolo borghese innamorato di Angiolina, una splendida popolana, senza troppe fisime moralistiche, smaniosa di salire socialmente senza imporsi troppe rinuncie, sul piano dei piaceri, e per la quale il tradimento non rappresenta davvero un problema né tantomeno una colpa. Il protagonista si troverà, allora, coinvolto in una complessa geometria sentimentale. Emilio che da principio ha sempre considerato la sua donna alla stregua di un giocattolo, si ritrova a parti invertire lui stesso un oggetto. Il maschio benestante e colto, che si misura ad armi che solo in apparenza sembrano impari, con la donna proletaria e incolta. Non sa reggere il confronto con la capacità camaleontica di lei, della sua doppiezza, con la spontaneità della sua pratica della menzogna. Emilio vive mediocremente il grande romanzo che non scriverà mai, all'insegna di una "senile gioventù". Eppure questo inetto abita con la sua presenza il romanzo. Le sorde intermittenze del cuore che segnano il diagramma delle sue frustrazioni sono colte dal narratore con orecchio ed occhio implacabili.
    "Senilità" è un libro sulla passione, il tradimento e l'abbandono, sul fallimento del protagonista rispetto al successo di quelli che gli fanno da controcanto. Possiede un linguaggio denso, nel quale anche le sfumature, anziché tendere all'evanescenza, sviluppano una sorta di corporeità solida molto visiva e molto tattile. Nonostante le sue qualità in fatto di contenuto e stile, è però ricco di congetture e grovigli psicologico-intellettuali. Secondo il mio parere, da classificare come ultimo, all'interno della trilogia sveviana, per coinvolgimento ed intensità.

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    Martin Eden said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro che parla di persone patetiche, piccole, ignave ed insignificanti; ma proprio per questo mi è piaciuto. Una storia "d'amore" del genere mancava nel panorama letterario, o quanto meno, io no ne ho mai viste di simili.

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    Rykketid said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    C'eravamo trovati tanto bene insieme! Io, la persona più intelligente della città e lui la quinta, perché dopo di me vi sono tre posti vuoti e subito al prossimo c'è lui.

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    Dumbledore said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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    L'amico che si è costruito la ragazza, Sylvie, ora vive a Parigi, si è trasferito tempo fa. Ci sentiamo meno rispetto a prima, ma ancora ci sentiamo proprio l'altro giorno gli ho raccontato di aver fatto una scoperta ridicola, che ho scoperto chi ha ...(continue)

    L'amico che si è costruito la ragazza, Sylvie, ora vive a Parigi, si è trasferito tempo fa. Ci sentiamo meno rispetto a prima, ma ancora ci sentiamo proprio l'altro giorno gli ho raccontato di aver fatto una scoperta ridicola, che ho scoperto chi ha rubato la mia penna usb. Lui mi ha detto aspetta, vado a farmi i pop corn e torno. È andato ed è tornato cinque minuti dopo con un cartone pieno di pop corn. Gli ho chiesto, ma sono quelli al microonde?, lui mi fa, sì, e io mi sono ammutolito e lo fissavo
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/90550836125
    e poi m'è preso quasi un colpo, ho poggiato una mano sulla scrivania e l'altra sul cuore per poco non ci rimango, al microonde?, gli ho chiesto di nuovo, ma che hai?, che cazzo succede?, ha detto lui, al microonde?, ho ripetuto io e già avevo perso il controllo della voce, sì sì cazzo al microonde ma che hai?, ha detto lui, ti chiamo fra un po', gli ho detto, mi gira la testa non mi sento tanto bene, ti chiamo dopo e ti racconto. Ho chiuso la conversazione e spalancato le finestre. Mi sentivo soffocare.
    Parigi ha scritto: stai bene?
    che cazzo è
    successo?
    rispondi

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    (skate) said on Jun 12, 2014 | 2 feedbacks

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