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Senior Service

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(205)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 431 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8807816636 | Isbn-13: 9788807816635 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Biography , History

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Descrizione del libro
In questo libro c'è la storia di Giangiacomo Feltrinelli, la sua infanzia, illegame di famiglia, il dopoguerra, la militanza nel Pci, lo spirito del "farele cose", "un mausoleo bavarese", le "carte della Rivoluzione", un viaggio aOsnabruck, gli anni Cinquanta, la Cooperativa del Libro Popolare, la nascitadella casa editrice, "il terribile 1956", un dattiloscritto in cirillico,Operazione Gattopardo, la luna di miele tra Bassa California e Zihuatanejo,"la politica estera", Africa, l'Eskimosa nel fiordo di Trodheim, i libri"osceni", i libri "necessari", Fratelli d'Italia a Villedeati, la Bibliotecadi Psicologia e Psichiatria clinica, ping pong con Henry Miller, juke-box inlibreria, Cuba Cuba Cuba e molto altro ancora, fino alla tragica fine.
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  • 0

    io ho un'amica che in due anni è andata
    in inghilterra due volte cioè in inghilterra e


    in irlanda e per andare in irlanda io le avevo detto
    hai cambiato gli euro e lei mi aveva detto sì, ho


    cambiato gli euro in euro; e poi è andata in marocco, e poi
    adesso va in olanda


    io, in ...continua

    io ho un'amica che in due anni è andata in inghilterra due volte cioè in inghilterra e

    in irlanda e per andare in irlanda io le avevo detto hai cambiato gli euro e lei mi aveva detto sì, ho

    cambiato gli euro in euro; e poi è andata in marocco, e poi adesso va in olanda

    io, in due anni, sono stato in friuli (che figo) a san lazzaro di savena (uhhhhh), a milano e poi

    a roma, una settimana, l'estate che morivano per strada un po' di gente

    e mio padre mi chiamva la mattina e mi diceva ah, bene sei vivo

    io viaggiare viaggio mi piace viaggiare gattatico mi piace modena mi piace reggio emilia mi piace tantissimo

    ravenna insomma ferrara uhm bologna mi piace tantissimo nei feriali

    nei festivi no c'è da piangere secondo me a bologna nei festivi

    parma in estate c'è il battisterio da fuori piacenza non mi piace

    forlì non mi piace brisighella non mi piace

    marradi ci devo andare codigoro non mi piace

    voghiera mi piace i lidi non mi piacciono

    ravenna l'ho già detto in olanda non ci sono mai stato

    ma io l'aereo non lo prendo e allora io sto a casa

    e va beh, guarderò fuori dalla finestra e aspetterò il messaggio

    dell'imperatore magari mi scrive l'imperatrice e mi dice

    avremmo da sistemare la biblioteca imperiale lei è libero?

    mah, un attimo io direi se avete dei fortini vengo altrimenti no

    ha scritto il 

  • 4

    Un Grande Uomo

    Che inizio difficile, che destino luminoso, che fine tragica. Completamente immerso nella storia, irriducibile, pericoloso... sopratutto per se stesso. Ce ne fossero oggi di uomini così, li seguirei!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Questa è la storia di Feltrinelli,l'ideatore della casa editrice,il miliardario figlio di una importante famiglia,l'uomo politico,prima militante del PCI,poi alla ricerca di un'identità nella nuova sinistra e nei tempi che veloci,bruciavano tutto.E' anche la storia di un uomo stravagante e genial ...continua

    Questa è la storia di Feltrinelli,l'ideatore della casa editrice,il miliardario figlio di una importante famiglia,l'uomo politico,prima militante del PCI,poi alla ricerca di un'identità nella nuova sinistra e nei tempi che veloci,bruciavano tutto.E' anche la storia di un uomo stravagante e geniale,che con le sue idee,la sua irruenza e la sua follia,ci regalò "Il dottor Zivago","Il Gattopardo",J.Kerouack,CHE Ernesto Guevara,e mille altri sogni a forma di libro.Morì,in circostanze quasi ormai chiare,mentre attentava ad un traliccio della luce,dilaniato,sembra,dalla sua stessa bomba,perchè Giangiacomo Feltrinelli,era anche un rivoluzionario,forse un pò solo,ma profondamente convinto di ciò che voleva fare.Chi descrive il tutto è suo figlio.La sua prosa e la sua storia non mi sono piciute tantissimo,e forse è giusto così;io forse cercavo anche qualcosaltro,ma questo è il racconto di un figlio,mentre racconta quel che ricorda di un padre dalla vita forse troppo veloce;intuisco la tragicità e provo una sorta di malinconico sorriso per un sognatore solo,per il futuro mancato,per quei baffi e quegli occhiali che dentro alle stesse librerie che portano il suo nome,non dicono più niente....A te GG Feltrinelli.

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinanti gli anni del nostro dopoguerra... quando un editore poteva fare quello che Felrinelli è stato capace di fare...
    Tuttavia, pur essendo a favore del conflitto violento fra proletari e padroni, leggendo questo libro mi sono reso conto che Giangiacomo Feltrinelli faceva molto meglio ai p ...continua

    Affascinanti gli anni del nostro dopoguerra... quando un editore poteva fare quello che Felrinelli è stato capace di fare... Tuttavia, pur essendo a favore del conflitto violento fra proletari e padroni, leggendo questo libro mi sono reso conto che Giangiacomo Feltrinelli faceva molto meglio ai proletari quando pubblicava bei libri che non dopo, quando si è dato alla clandestinità e al terrorismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Caro Carlino

    "Avevo cercato di spiegarti, ancora tempo fa, come il mondo, e anche l'Italia, è diviso in due categorie di persone, in due classi: quelli che hanno soldi, terreni, fabbriche, case e quelli che non hanno soldi, che devono lavorare come delle bestie per guadagnarsi dei soldi, pochi, con i quali sp ...continua

    "Avevo cercato di spiegarti, ancora tempo fa, come il mondo, e anche l'Italia, è diviso in due categorie di persone, in due classi: quelli che hanno soldi, terreni, fabbriche, case e quelli che non hanno soldi, che devono lavorare come delle bestie per guadagnarsi dei soldi, pochi, con i quali spesso non riescono neanche a vivere. Quelli che hanno soldi, fabbriche e terreni diventano sempre più ricchi facendo lavorare e approfittandosi del lavoro che fanno gli operai. E'evidente come tra padroni e operai c'è sempre una lotta che ogni tanto diventa particolarmente dura e violenta. Allora i padroni arruolano i fascisti, delinquenti comuni, chimano la polizia e i carabinieri. E'proprio questo che sta succedendo oggi. Tu sai che il tuo papà sta dalla parte degli operai, anche se ha dei soldi, anzi con questi soldi stampa e pubblica libri che difendono la causa degli operai, i padroni, i ricchi hanno organizzato una violenta campagna contro di lui. Tutto questo fa parte di una battaglia tra padroni, ricchi da una parta, dall'altra operai e contadini. In Italia oggi questa battaglia èdiventata particolarmente acuta, dura e violenta. E il tuo Papi in questa battaglia, in questa lotta c'è dentro fino al collo. E'una battaglia contro le ingiustizie dei padroni per la libertà, perché la gente povera, gli operai, abbiano finalmente una vita dignitosa, perché possano mandare a scuola i propri bambini. Quanto durerà questa battaglia, questa lotta? Non lo so Carlino. Speriamo che non duri molto, speriamo tu domani possa vivere in una società, in un paese dove queste ingiustizie non esistono più".

    ha scritto il 

  • 4

    La vita e le sue conseguenze

    Discontinuo, zeppo, disordinato forse come l'epoca che racconta, o la vita di Giangiacomo Feltrinelli, erede di una genia di industriali, marchesi e capitalisti, e prima editore di sinistra e poi attivista politico, fondatore del Gap, trovato morto ai piedi di un pilone a Segrate in misteriose ci ...continua

    Discontinuo, zeppo, disordinato forse come l'epoca che racconta, o la vita di Giangiacomo Feltrinelli, erede di una genia di industriali, marchesi e capitalisti, e prima editore di sinistra e poi attivista politico, fondatore del Gap, trovato morto ai piedi di un pilone a Segrate in misteriose circostanze. La mescolanza di materiale personale, storico, diaristico, riportato è nonostante tutto un vantaggio, se non narrativo documentario: a tratti il racconto si fa impossibile da seguire, e il lettore arranca. Si sente la mancanza di un punto di vista ravvicinato, emotivo, che spesso viene travolto dalla grande varietà di notizie, fatti, materiali, passioni e non detti. Più a fuoco l'attività di editore-animatore culturale (la Bolivia, la biografia del Che, il libro di Castro, il grande caso di Pasternak, manca il Tropico del Cancro e altre avventure) meno quella più 'clandestina' degli ultimi anni di vita dedicati al Gap e alla lotta da rivoluzionario. 8000 persone furono presenti al suo funerale, ed è un peccato che anche questo racconto manchi. Una lettura che consiglio agli appassionati di storia contemporanea italiana (sottogenere: grandi intrighi e misteri), anche perché restano tante altre curiosità di cui andare in cerca (il che fa sempre bene).

    ha scritto il 

  • 4

    Vita di Giangiacomo Feltrinelli scritta dal figlio Carlo, che, in età adulta, cerca di recuperare e fermare sulla carta i suoi ricordi di quel padre così..."tanto".
    Il libro di per sé è interessantissimo: il personaggio, il periodo storico, tanti grandi uomini.
    Purtroppo è disomogeneo. La vicend ...continua

    Vita di Giangiacomo Feltrinelli scritta dal figlio Carlo, che, in età adulta, cerca di recuperare e fermare sulla carta i suoi ricordi di quel padre così..."tanto". Il libro di per sé è interessantissimo: il personaggio, il periodo storico, tanti grandi uomini. Purtroppo è disomogeneo. La vicenda Pasternak è ipertrofica, Cuba fa venire il prurito, le pagine relative al Gattopardo e ai diari del Che sono asfittiche. Capisco attenersi alle fonti, ma in certi momenti c'è troppo ed in altri troppo poco, o niente del tutto. E la nota bibliografica finale? Rimane sempre il dubbio strisciante che non tutti i "fatti" siano attendibili.

    ha scritto il 

  • 4

    Cercando di prendere dallo scaffale della libreria il ‘Dottor Zivago’ , mi sono caduti in testa ( letteralmente ) due o tre volumi, e uno di questi è ‘Senior Service’, scritto da Carlo Feltrinelli , una preziosa memoria storica e familiare. Il caso vuole che la Feltrinelli sia la casa editri ...continua

    Cercando di prendere dallo scaffale della libreria il ‘Dottor Zivago’ , mi sono caduti in testa ( letteralmente ) due o tre volumi, e uno di questi è ‘Senior Service’, scritto da Carlo Feltrinelli , una preziosa memoria storica e familiare. Il caso vuole che la Feltrinelli sia la casa editrice che pubblicò, nel novembre 1957, in esclusiva mondiale, il Dottor Zivago , grazie alla tenacia del suo editore. . Prima di arrivare a Pasternak e al suo indimenticabile medico- poeta , il destino o il disordine degli scaffali mi obbligano a ripercorre brevemente la storia della casa editrice e del suo fondatore.

    Per quelli che , come me, erano giovani negli anni ’60 e ’70 la casa editrice Feltrinelli era un punto di riferimento preciso. In quei tempi strani, per strada, nelle assemblee e nelle discussioni tra amici capitava che certe parole corressero più veloci di altre : terzomondismo, movimento operaio, condizione femminile. Chi voleva saperne di più, su quelle parole in corsa, e sui tanti concetti e temi che queste si portavano appresso, poteva contare su un libro Feltrinelli : reportages , documenti di ogni genere venivano incontro ai desideri di una generazione arrabbiata, viziata, spesso arrogante, impaziente di conoscere e partecipare ad accadimenti che fino al giorno prima erano ignoti e lontani e che da un giorno all’altro diventarono una priorità assoluta. I ‘ CARE , il motto di Don Milani divenne il nostro imperativo. C’era una quantità di cose di cui occuparci attivamente: il razzismo e il movimento dei diritti civili, le azioni delle Pantere Nere, l’appoggio dell’ America alle dittature del terzo mondo, la guerra del Vietnam ; il maggio francese, la primavera di Praga ; i discorsi di Rudi il Rosso, Guevara, Martin Luther King , Angela Davis… Accanto alla letteratura militante da metabolizzare velocemente ( il tempo delle rivoluzioni, vere e immaginarie , corre veloce e non consente di guardarsi indietro ) , c’era , e per fortuna c’è ancora, la letteratura : i classici di ogni tempo a prezzi accessibili , le ristampe di libri vecchi e onorevoli . Ma il grande merito della Feltrinelli fu quello di aprire le porte della casa editrice a nuovi autori e a letterature poco note in Italia : la sudamericana di Gabo Marquez e Vargas Llosa, la spagnola di Juan Goytisolo, la tedesca di Gunther Grass e Durrenmatt , gli ‘scandalosi’ americani Henry Miller e Jack Kerouac con i suoi ‘I sotterranei’. Le scrittrici Karen Blixen e Marguerite Yourcenar , Nathalie Serraute e Nadine Gordimer. Un outsider come Gavino Ledda accanto ai testi di antropologia di Ernesto de Martino, alla semiotica di Barthes , alla filosofia di Derrida e Althusser . . La mia generazione deve moltissimo alla Feltrinelli. Il libro di Carlo ,il cui titolo fa riferimento alla marca delle sigarette preferite dal padre è naturalmente una storia familiare . Tuttavia, leggerlo è ricordare che un tempo l’obiettivo principale di una casa editrice era far circolar un’ idea di letteratura . Chi oggi si occupa di libri mira essenzialmente ai reddito e al profitto. Vediamo solo manager, flessibili e sempre sostituibili. Gli editori di un tempo, italiani e non, amavano i libri e qualche volta li leggevano anche . Carlo Feltrinelli con il pudore e la timidezza che sono i tratti più salienti del suo carattere ripercorre la storia di suo padre , dall’ infanzia alla decisione di aprire la casa editrice , alla tragica fine . Una storia che ha origine a Feltre , in territorio austroungarico, dove, ai tempi del bisnonno si parlava in tedesco. Si dice che il fondatore del casato sia stato un Pietro da Feltre e si dice che se nel Cinquecento Feltre aveva delle mura "certo le aveva costruite lui". Nella Milano del Novecento di Giacomo Feltrinelli, discendente di Pietro si diceva : "se a Milano ci sono dei quartieri residenziali del tempo di re Umberto certo li ha costruiti lui". Giacomo ha il monopolio del legname da costruzione e come imprenditore ha pochi scrupoli, "il legno conviene tenerlo a bagno nell' acqua prima di venderlo così è più pesante". Sul padre , Carlo Feltrinelli, Giangiacomo scrive una breve nota biografica : : "mio padre Carlo era una delle figure eminenti del mondo finanziario fra il 1927 e il 1935. Presidente del Credito italiano e della Edison oltre che di altre società. Mia madre Giannalisa era figlia di un banchiere". Carlo ‘ il vecchio’ annota in una sua lettera: "mi accusano di essere tirchio. Ma chi è chiamato ad amministrare un patrimonio deve forse diminuirlo? E se deve fare affari deve fare dei cattivi affari?". La moglie di Carlo, la nonna del Carlo che scrive la storia familiare, è un personaggio da tragedia greca: alta, magra, bellissima, ha perso l’ occhio destro durante una partita di caccia; un misterioso personaggio le si avvicina, le punta un fucile sul viso e spara. Un incidente? Una storia passionale? Non se ne saprà niente come accade con le grandi famiglie. Lei porta un occhio di vetro e un monocolo. Diventa padrona della ricchezza Feltrinelli e resta regina della vita mondana.. Carlo, il nonno, muore nel ' 35, quando il fascismo lo caccia dal sistema bancario. E poi ci sono gli altri Feltrinelli, cugini, zii, che vivono da eccentrici e muoiono, spesso in solitudine. Anche Giangiacomo conosce la solitudine dei grandi ricchi: non frequenta mai una scuola con dei compagni, sempre da solo , lontano dalla madre. A villa Feltrinelli , sul lago di Garda, frequenta i custodi, che gli parlano di socialismo, di antifascismo: li ascolta , come maestri di vita o forse in odio alla famiglia . Tenta qualche fuga sempre sventata dalla madre e, finalmente, con la guerra e la maggiore età è libero di decidere: si arruola volontario nel Corpo di liberazione del Regno del sud. Dopo la guerra si iscrive al P.C.I . Non è l’unico a fare questa scelta, contestatissima dalla madre : sono molti i figli della borghesia industriale, ad andar sulla sponda opposta, Pirelli è uno di loro. C' è chi pensa che cerchino nel Partito comunista la famiglia che li ha delusi, ma mettersi nella testa degli altri non è facile e non ha senso. Comunque l' adesione di Giangiacomo al Partito è sincera anche se scomoda: i compagni ne diffidano, deve continuamente conquistarsi la fiducia , essere un militante come tutti gli altri che incolla manifesti e distribuisce giornali. La madre Giannalisa è riuscita ad estrometterlo dalle banche di famiglia, ma non può contestargli l' eredità che è pur sempre una grande ricchezza. E Giangiacomo la pensa forse come suo padre Carlo: finché hai un patrimonio, perché non amministrarlo correttamente? La via di uscita fra i miliardi e il Partito è quella di dedicarsi alla creazione di un Istituto sulla storia della classe operaia, la futura Fondazione Feltrinelli. Questa attività diventa un' emozionante caccia al tesoro in tutta Europa : la bandiera della Comune di Parigi, duecento periodici della età dei comunardi, una prima edizione della Encyclopédie, le prime stampe del Contratto sociale di Rousseau, gli appunti di Engels alle note di lavoro di Marx, trecentomila libri e, nel ' 48, una delle prime edizioni del Manifesto: un patrimonio che farà gola a molti. Ma Giangiacomo, buon amministratore del patrimonio, non vende. La casa editrice parte nel giugno del ' 55 con ‘Il flagello della svastica’ e l' autobiografia di Nehru e acquista fama mondiale con il caso Pasternak. La storia dell’ arrivo in Italia di ‘Zivago’ è un romanzo nel romanzo. Vorrei darle tutto lo spazio che merita, in altra sede. Continua la vicenda di Giangiacomo. Negli anni ’60 un altro successo editoriale , la pubblicazione postuma de ‘Il Gattopardo’. Velocemente arrivano gli anni ’70 . Chi non ha vissuto quegli anni, non può immaginare cosa furono. E’ difficile capirlo anche per quelli che li hanno conosciuti da vicino , da osservatori o protagonisti. Molte domande, poche risposte . Giangiacomo, oltre ai libri, ha un altro sogno : la rivoluzione. Dal 1958,dopo il caso Pasternak , Feltrinelli strappa la tessera del Partito. Nel linguaggio bislacco del tempo è ‘un cane sciolto’. Ora appartiene alla sinistra universale rivoluzionaria che si riconosce nelle guerre di liberazione del Sudamerica e del Terzo mondo. A partire da un certo momento alla Feltrinelli si vive in un clima di rivoluzione permanente. Si pubblica l’ orazione funebre di Castro per il Che Guevara, il libretto rosso di Mao, gli scritti di Giap, i discorsi di Ho Chi Min, il Capitale letto da Althusser. "Un editore è niente - precisa Feltrinelli -, ma può anche affrontare il proprio lavoro sulla base di una ipotesi molto azzardata: che tutto, ma proprio tutto, deve cambiare e cambierà". Noi non eravamo addentro alle segrete cose ma le voci arrivavano. . Da quando ‘Giangi’ va a Cuba per ottenere le memorie di Fidel ( non ci riuscirà ) i giornali borghesi ( Corriere, La Stampa Il Carlino ) si gettano a corpo morto in una campagna di denigrazione quotidiana. Una abitudine che non si è persa .Questo Carlo non lo racconta , ma Montanelli fu in prima fila nel linciaggio, con una veemenza impressionante. Penne di sangue Feltrinelli ascolta sempre meno chi gli sta accanto, gli amici, i collaboratori, la moglie Inge. Ricorda nel libro Enrico Filippini, per tanti anni in Feltrinelli : "capivo che stava deragliando, che non capiva più il valore della mediazione culturale e che la sua impazienza aveva vinto. Diventò frettoloso, approssimativo scalmanato". Incomincia la stagione dei dibattiti rivoluzionari, a Genova è avvicinato da Giambattista Lazagna, medaglia d' argento della resistenza "un tipo sanguigno, inacidito per i suoi cinquanta anni, che lo invita a un raduno in una cascina sulle montagne con tanto di capretto cucinato allo spiedo. Intorno al fuoco siedono una ventina di compagni dalla memoria lunga". Giangiacomo ripete come un mantra che "non esistono più vie italiane al socialismo, che sono finite le mediazioni e le soluzioni pacifiche, che resta solo lo scontro frontale". Va anche in Sardegna. "Ci lasciò tutti perplessi se non sbigottiti. Parlava della Sardegna come di una Cuba nel Mediterraneo”. Attorno a Feltrinelli si forma un gruppo di sbandati, due operai sardi tornati dalla Germania, poi degli ex partigiani disoccupati, un gruppo che prenderà il nome dei Gap, i gruppi di azione patriottica che durante la Resistenza agivano nelle città. Il golpe fascista è imminente, bisogna prepararsi ad affrontarlo, a sopravvivere alla sua prima ondata. Feltrinelli si è procurato due radio ricetrasmittenti, qualche fucile. Lo confermano nella sua idea gli attentati al tritolo che si moltiplicano guidati da una "strategia della tensione" che è un fatto reale, una politica idiota dell' apparato politico e poliziesco legato alla Cia e ai servizi segreti deviati. Non solo lui in quei giorni pensa al peggio, alla Grecia dei colonnelli. Il ' 68 studentesco, che è una spallata riformistica, viene scambiato per una vigilia rivoluzionaria, gli scontri di piazza con la polizia si susseguono. A Milano nel ' 69 muore il poliziotto Annarumma e lo stesso Presidente della Repubblica Saragat incita alla repressione "per mettere in condizione di non nuocere i mandanti annidati in alcuni giornali". Oggi si chiama ‘Editto bulgaro’. Feltrinelli viene convocato a Palazzo di giustizia, ci "va vestito di scuro con una faccia scura". Nel dicembre del ' 69 c' è la strage di piazza Fontana . La polizia lo cerca, ma lui è lontano, nella sua tenuta in Carinzia. Dal ’69 in poi accade di tutto nella testa di Giangiacomo che entra in clandestinità . Inge la moglie è fra le prime a capire che "he is lost". Al principio del 1970 Osvaldo, questo il suo nome di battaglia, passa all' azione. Ci sono stati molti omicidi bianchi di operai edili. I Gap devono protestare, "esprimere organizzazione", servono le molotov, il tritolo. Il 15 marzo 1972 il cane Twist trova il corpo di un uomo in un campo , a Segrate, sotto un traliccio dell’alta tensione , una gamba maciullata dall’ esplosione .Ricordo i giornali il giorno dopo e per tanti giorni ancora: caratteri cubitali, titoli con poche varianti , ’Feltrinelli è morto’ . ‘ Muore il terrorista miliardario’. 'Ucciso dalla bomba che tentava di sistemare sul traliccio'. Cosi, in questo modo penosamente, assurdamente dilettantesco si chiude la vita di Giangiacomo Feltrinelli , perso nella follia di un ‘doppio sogno’. Mi sembra giusto lasciare la parola finale a Carlo che in ‘Senior Service’ trova sempre le parole più opportune per raccontare suo padre. “Senza nostalgia. Mi ha insegnato a slamare il pesce e ad arrostire la carne, a camminare nella neve e a guidare veloce, a considerare che non ci sono solo pere o mele ma frutti che danno nettare nel deserto, a riconoscere la storia del poeta che morì nella sua gabbia e molte altre cose che ancora non so, o fanno parte del linguaggio segreto. Un padre deve saper essere severo e scrivere lettere, così vorrei essere. Poi l' ho visto rovesciare i tavoli quando i tavoli dovrebbero stare apparecchiati, "perché tutto ma proprio tutto dovrà cambiare e cambierà", e subire la furia della febbre che rende deboli perché si è deboli. Mi ha avvertito che il crepacuore scandisce la vita senza preavviso ma non l' ho visto invecchiare con il compromesso storico o una cateratta bilaterale: l' esplosione avvenne per un movimento brusco in cima alla trave (la tela della tasca che preme sulla calotta dell' orologio, il perno che fa contatto) oppure qualcuno preparò il timer con i minuti al posto delle ore? La risposta servirebbe a chiudere la storia, non vale a stabilire ciò che conta veramente”

    ha scritto il