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Senso

e altri racconti

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.6
(261)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 289 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8889145528 | Isbn-13: 9788889145524 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Stefano Giovanardi

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Senso - Baciale 'l piede e la man bella e bianca - Un corpo - Santuario - Macchia grigia - Vade retro, Satana - Il collare di Budda - Il demonio muto - Il maestro di setticlavio.

L’amore e la morte, il soprannaturale e il mistero, la passione fino alle estreme conseguenze: ecco tutti gli ingredienti cari alla “Scapigliatura”, con i quali Camillo Boito costruì le sue storie. Presidente dell’Accademia di Brera, fu uomo dedito a molti impegni, oltre che al mestiere della scrittura, ma lasciò una traccia importante nella letteratura di fine ottocento, creando uno dei più travolgenti antieroi femminili, Livia, la bellissima contessa, appassionata e vendicativa, che incantò anche Luchino Visconti.

Introduzione di Stefano Giovanardi.
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  • 5

    Racconti, ma non i soliti racconti.
    Verosimilmente dei racconti perfetti.
    In ciascuno, (in "Senso" al massimo grado), una solida e originale trama è perfettamente sostenuta dalla abilità dell'autore nel descrivere infallibilmente ogni piega dell'animo umano come pure ogni particolare ...continua

    Racconti, ma non i soliti racconti.
    Verosimilmente dei racconti perfetti.
    In ciascuno, (in "Senso" al massimo grado), una solida e originale trama è perfettamente sostenuta dalla abilità dell'autore nel descrivere infallibilmente ogni piega dell'animo umano come pure ogni particolare degli ambienti, naturali o sociali che siano.
    Compiuti, avvincenti, sferzanti, magnifici!

    ha scritto il 

  • 5

    La presente contiene talune novelle scelte dalla raccolta "Senso. Nuove storielle vane" (1883). Si tratta, per l'appunto, di racconti dall'ambientazione storicamente precedente a quella dell'autore, Camillo Boito (1836 - 1914), fratello maggiore del noto librettista Arrigo (1842 - 1918), e di ord ...continua

    La presente contiene talune novelle scelte dalla raccolta "Senso. Nuove storielle vane" (1883). Si tratta, per l'appunto, di racconti dall'ambientazione storicamente precedente a quella dell'autore, Camillo Boito (1836 - 1914), fratello maggiore del noto librettista Arrigo (1842 - 1918), e di ordinaria, se vogliamo, amministrazione. In particolare, il celeberrimo "Senso", che s'incanala nel movimento artistico-letterario della Scapigliatura, descrive, lambendo il Verismo verghiano, l'amore della splendida Livia, contessa in quel di Venezia, per l'algido e statuario Remigio, soldato dalle più basse inclinazioni.
    La vicenda scorre attraverso la penna e, dunque, il punto di vista della protagonista, della quale traspaiono le impennanti palpitazioni che, azzardando un paragone con un'altra figura femminile nata qualche anno prima dal calamaio del siculo Luigi Capuana (1839 - 1915), s'avvicinano flebilmente a quelle dell'inerme Giacinta Marulli. Tuttavia, a differenza di quest'ultima, vittima d'una società indifferente alle esigenze emotive d'una fanciulla ancor prima che d'una donna, il cui destino è segnato da quanto viene negato e permesso in tenera età, Livia è vittima niente meno che di se stessa. Il matrimonio con il vecchio e scipito conte non è certo opera premeditata dalle famiglie, quanto di lei stessa, stanca della propria condizione e desiderosa di possedere e gestire la propria esistenza in qualità di facoltosa nobildonna in perenne villeggiatura e sollazzo. Ecco, quindi, che l'amore per l'aitante giovane giunge per sedare un ulteriore capriccio che, tramutatosi in esigenza, consuma le tenere membra della smaliziata contessina, colta, una volta per tutte, dall'onestà d'un sentimento che non aveva pazientemente e docilmente atteso preferendogli quelle stesse ricchezze cui ora il cinico amante è unicamente interessato.
    Ma, scopertane la meschinità, aspra sarà la vendetta di Livia, ancor più gelida e glaciale di colui il quale aveva calpestato e vituperato i suoi stessi sentimenti.
    Il ritratto è, dunque, concluso: Boito depone il pennello per offrire allo spiazzato fruitore una figura spigolosa, non meritante pietà, vanesia e, anni e anni dopo l'epilogo del suo più grande amore, ancor più fredda. Languisce, Livia, nel bisogno d'essere adorata e l'uomo che ora la stringe lacrimando passione non fa altro che confermarne il narcisismo, trasmettendole una venerazione ch'ella ricambia per se stessa. Intatto è il suo corpo, degradata e decaduta la sua anima, che forse, solo un misero come Remigio, avrebbe mai potuto meritare.

    ha scritto il 

  • 4

    Se stai per leggere Giordano, Baricco o De Luca fermati, hai letto ...

    Senso è un racconto meraviglioso, che meriterebbe da solo le cinque stelle, raggiunge il livello di Maupassant. Di quale degli autori italiani del XXI secolo si può dire qualcosa del genere?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Niente di che. La novella parla di una ragazza (Livia) che a 22 anni s'innamora perdutamente di un ufficiale (Remigio). Passione, adulterio, vendetta... c'e un po' di tutto e la maggior parte delle cose son atteggiamenti che proprio non mi vanno giù. Non mi è piaciuto lui, u personaggio che ha un ...continua

    Niente di che. La novella parla di una ragazza (Livia) che a 22 anni s'innamora perdutamente di un ufficiale (Remigio). Passione, adulterio, vendetta... c'e un po' di tutto e la maggior parte delle cose son atteggiamenti che proprio non mi vanno giù. Non mi è piaciuto lui, u personaggio che ha un solo pregio, la bellezza statuaria (ma vaff...). Non mi è piaciuta lei, vile ancor più di lui visto che alla fine lo denuncia all'esercito e lo fa fucilare... insomma, una novella buia, cruda, triste dove non c'è un briciolo di poesia. Rimangono le note storiche e aver letto qualcosa che accresce la cultura personale, ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Pubblicata nel 1883, questa raccolta di racconti, celebre soprattutto per il capolavoro cinematografico di Luchino Visconti tratto dalla torbida storia di amore e morte da cui prende il titolo, rappresenta una parentesi nell’attività intellettuale di Camillo Boito, che fu soprattutto storico dell ...continua

    Pubblicata nel 1883, questa raccolta di racconti, celebre soprattutto per il capolavoro cinematografico di Luchino Visconti tratto dalla torbida storia di amore e morte da cui prende il titolo, rappresenta una parentesi nell’attività intellettuale di Camillo Boito, che fu soprattutto storico dell’arte, architetto e insegnante. C’è da rammaricarsi che Boito non abbia dedicato maggiori energie alla letteratura, viste le premesse e visti gli elementi di originalità, a tratti ancora acerba, che ne fanno un autore ancora assolutamente moderno – benché le sue storie si collochino entro una cornice temporale assolutamente determinata – quella dei decenni postunitari: la sua modernità è dovuta soprattutto alla capacità di portare in primo piano gli angoli più oscuri dell’animo umano, di lasciare che passioni, pulsioni, manie, egoismi e meschinità si rivelino senza la pretesa di illuminarli e squadrarli. In questo egli è figlio della Scapigliatura e precursore del Verismo, senza però mai cadere né del descrittivismo né nell’attrazione morbosa per il torbido. E’ infatti lucido e spiazzante il racconto in prima persona che la contessa Livia affida al suo diario, riandando ad anni addietro, alla passione per il bel Remigio, che da sottomissione assoluta si trasforma in una tremenda vendetta, consumata in nome non dell’amore tradito ma della bellezza offesa, in nome di una vanità che vuole altre vittime per sfuggire all’inesorabile tramonto. La passione, o meglio l’aspettativa della passione, che rende schiavi ma che altrettanto impetuosamente si dissolve è al centro di altri due racconti (Il collare di Budda e Meno di un giorno), mentre oscuri terrori segnano l’approssimarsi della fine dell’anziano protagonista Il demonio nudo. Decisamente modernissimo La macchia grigia, incentrato attorno ad una malattia psicosomatica e in cui dramma e ironia coesistono in un efficace equilibrio.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti di fine ottocento, con tutto l’armamentario tipico: la donna bella e fatale (ma inevitabilmente perversa), la tentazione che divora il cuore del virtuoso, qualche elemento gotico e misterioso… La scrittura di Boito è scorrevole ma non banale, assai più gradevole – benché “antica” di quel ...continua

    Racconti di fine ottocento, con tutto l’armamentario tipico: la donna bella e fatale (ma inevitabilmente perversa), la tentazione che divora il cuore del virtuoso, qualche elemento gotico e misterioso… La scrittura di Boito è scorrevole ma non banale, assai più gradevole – benché “antica” di quella di certi autori contemporanei.
    Da leggere senza particolari aspettative, col solo scopo di entrare nei cliché di un’epoca.

    ha scritto il