Senso comune

(2004-2009)

Di

Editore: Le voci della Luna

4.0
(1)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 72 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896048222 | Isbn-13: 9788896048221 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Biagio Cepollaro ; Postfazione: Andrea Inglese

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    Trenta

    Eravamo su un prato, a Praga, poco lontano da una cattedrale murata di cui non ricordo il nome. Il suolo circostante, antichissimo, l'avevamo macchiato: una busta di discount ceco, scivolata dalle mie ...continua

    Eravamo su un prato, a Praga, poco lontano da una cattedrale murata di cui non ricordo il nome. Il suolo circostante, antichissimo, l'avevamo macchiato: una busta di discount ceco, scivolata dalle mie dita, dentro c'erano dei sottolio. Una scena tragicomica. Andammo via, temendo l'arresto o la multa, delusi perché nei panini avremmo dovuto infilarci solo affettati. Viaggiavamo in quattro, con un cane. Il cane, poco prima, aveva fatto amicizia con un cucciolo di cinghiale, di proprietà di un russo, che affettuosamente dava al cinghiale forti calci nei fianchi: è un colosso fin dai primi mesi. il cinghiale. Bevevamo lattine di birra locale e siccome eravamo soddisfatti di stanchezza, cominciammo a parlare e non so proprio perché Carlo disse - Ho scritto poesie, fino ai diciotto anni. Ed è stato instintivo, per me, rispondegli - Per me uno è poeta se scrive poesie fin dopo i trenta anni, altrimenti è come la solita fantasia di fare, da grande, l'astronauta o il veterinario, solo che fantasticare di fare il poetà è molto più semplice. Carlo mi disse che a diciotto anni aveva ancora capelli lunghi, studi universitari e una gagliarda mancanza di responsabilità. - Per l'appunto; gli dissi io.

    Perciò chiunque non scrive poesie dopo i trenta anni, in realtà non ne ha mai scritte. Perché, al momento buono, poi preferisce il ridicolo di non scriverne al ridicolo di scriverle.

    Jacopo Galimberti è dell'81.

    ha scritto il