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Senti questo

Di

Editore: Bompiani

3.7
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 582 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845267199 | Isbn-13: 9788845267192 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Musica

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Descrizione del libro
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  • 3

    Alcuni articoli (si tratta di una raccolta) bellini, altri totalmente inutili. Nel complesso libro non imperdibile, che comunque dà poco in termini di educazione sonora.

    ha scritto il 

  • 3

    "Il resto è rumore" era un'altra cosa

    Ben altro discorso rispetto a Il resto è rumore. Quello era un libro "vero" ed importante, questo è semplicemente una raccolta di articoli (anche se magari un po' riadattati per l'occasione). Nel ...continua

    Ben altro discorso rispetto a Il resto è rumore. Quello era un libro "vero" ed importante, questo è semplicemente una raccolta di articoli (anche se magari un po' riadattati per l'occasione). Nel complesso: Ross scrive benissimo come sempre, ma il vero difetto di questo libro (almeno per me che me la cavo sia con il pop che con la classica) sono i pezzi nei quali tratta di musica rock/pop: davvero molto debole quello sui radiohead, un po' meglio meglio quello su bjork (e molto buono invece quello su dylan). Dall'altro lato gli articoli sulla classica sono, come era ovvio immaginarsi, la cosa migliore, anche se pure qui alcuni convincono un po'meno. Ma soprattutto: Il resto è rumore era un libro bello anche perché importante e perché, a modo suo, aveva una certa urgenza, mentre lo scopo di leggere adesso questi testi davvero non si coglie (per dire: il bellissimo articolo su dylan è ambientato nel '98, più di dieci anni fa, quando dylan aveva appena fatto un disco capolavoro e allora sì, c'era l'urgenza di riepilogare su di lui...), così come non si coglie cosa li tenga uniti. Detto questo, Alex Ross è sempre un'ottima penna.

    ha scritto il 

  • 4

    Una raccolta di articoli e saggi pubblicati negli anni sul New Yorker; Ross passa con competenza e passione dal pop, al rock alla classica e contemporanea, incuriosendo e deliziando il lettore...se ...continua

    Una raccolta di articoli e saggi pubblicati negli anni sul New Yorker; Ross passa con competenza e passione dal pop, al rock alla classica e contemporanea, incuriosendo e deliziando il lettore...se per Frank Zappa scrivere di musica era come danzare di architettura...beh..nel caso di Ross la scrittura è ottima...e si può danzare...

    ha scritto il 

  • 4

    Si, questo libro è davvero una gioia. Non tanto perche' unisce gli appassionati di classica e pop - come spesso si e'. Nessun serio melomane potra' prendere in considerazione l'idea di ascoltarsi i ...continua

    Si, questo libro è davvero una gioia. Non tanto perche' unisce gli appassionati di classica e pop - come spesso si e'. Nessun serio melomane potra' prendere in considerazione l'idea di ascoltarsi i Radiohead, ne' nessun ragazzotto che si prende sul serio potra' decidersi di provare l'ebbrezza del Don Giovanni diretto da Giulini. Io, che non sono ne' (solo) melomane ne' (solo) ragazzotto, ho con grande piacere scoperto John Luther Adams, Esa-Pekka Salonen, Lorrain Hunt Lieberson. Sono scivolato via dal saggio su Dylan e sulla musica cinese, ho letto con grande interesse tutto il resto, velocizzando sulle parti strettamente tecniche. Un libro che potrebbe spaventare per la mole, ma si legge con grande velocita'. Poi rimane il dispiacere di scoprire autori bellissimi e brani profondissimi con cosi' grande ritardo.

    ha scritto il 

  • 4

    Premetto che troverei quantomeno singolare partire da questo libro per leggere Alex Ross. E' necessario piuttosto iniziare con "Il resto è rumore" dove l'autore fa il punto sulla storia musicale del ...continua

    Premetto che troverei quantomeno singolare partire da questo libro per leggere Alex Ross. E' necessario piuttosto iniziare con "Il resto è rumore" dove l'autore fa il punto sulla storia musicale del '900. Presupposto questo vedrete che leggere "Senti questo" diventerà un passo immancabile nelle vostre future letture. Di che si tratta? Diciamo che qui lo sguardo di Ross si allarga analizzando autori molto distanti nel tempo e nel genere. Troverete saggi su Verdi e i Radiohead, riflessioni su Bob Dylan e Mozart, passaggi su Cage e la musica nell'età dello mp3. Non c'è che dire! Abbastanza tafferuglio musicale da stupire chiunque. Quali i punti fermi della sua riflessione? Non mi azzardo a proporveli perché gli spunti che offre sono interessanti e quasi mai logori per troppa citazione. Personalmente ho trovato molto fastidiose certe osservazioni e sopratutto una certa qual scarsa considerazione per generi che adoro alla follia (penso alla rock progressivo di cui l'autore si sbarazza con facilità celebrando fenomeni come il punck a cui io avrei dato si e no il beneficio d'inventario). Ma tutto ciò appartiene alla mia sensibilità musicale. E se c'è una cosa da riconoscere a Ross è la chiarezza d'idee e il taglio programmatico delle sue riflessioni. In conclusione, un gran libro.

    ha scritto il