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Sento cadere qualcosa

Poesie scelte 1960-2008

Di

Editore: Einaudi

4.2
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806195905 | Isbn-13: 9788806195908 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. Rathaus

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Descrizione del libro
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  • 5

    Io ti sento cantare alla radio
    ma non canti per me
    e la radio è dai vicini.
    Sono stanco di alzarmi e di sedermi,
    ho già letto di tutte le rivolte studentesche,
    stancamente piccolo borghese torno al tavolino
    e mi bevo un’altra tazza di caffè.
    Non c’è nulla da ricordare.
    Non c’è nessuno da cui torn ...continua

    Io ti sento cantare alla radio ma non canti per me e la radio è dai vicini. Sono stanco di alzarmi e di sedermi, ho già letto di tutte le rivolte studentesche, stancamente piccolo borghese torno al tavolino e mi bevo un’altra tazza di caffè. Non c’è nulla da ricordare. Non c’è nessuno da cui tornare, donna dagli occhi belli.

    ha scritto il 

  • 5

    ieri notte ho finalmente terminato di leggere la raccolta di poesie di Natan Zach. Avevo comprato il libro con diffidenza e curiosità, non conoscevo Zach e volevo sentire una voce, a detta di tutti, “alta” che parlasse da quel mondo dilaniato e contraddittorio, per me spesso incomprensibilmente i ...continua

    ieri notte ho finalmente terminato di leggere la raccolta di poesie di Natan Zach. Avevo comprato il libro con diffidenza e curiosità, non conoscevo Zach e volevo sentire una voce, a detta di tutti, “alta” che parlasse da quel mondo dilaniato e contraddittorio, per me spesso incomprensibilmente ingiustificabile. Ho scoperto un poeta meraviglioso, meraviglioso è dire poco, è parlare con l’entusiasmo di un bambino davanti alla scoperta del primo tonfo, del primo oggetto che cade; non a caso la raccolta si intitola “Sento cadere qualcosa”, che è già di per sé, in tutta la sua semplicità un verso, una intera poesia. Cosa potrebbe invidiare la miriade di immagini e riflessioni che generano quel “cadere” e quel “qualcosa” a un luminoso “mi illumino di immenso”? Nulla. E’ la natura della poesia, mi dico. Leggo e scopro quest’uomo, il suo dolore, la sua poesia. Definirla civile non so se potrebbe bastare o calzare, è indubbiamente civile, civile nel dato della memoria, civile nel raccontare il tempo, gli squarci, i “Brandelli di memoria” (sezione bellissima che traccia il segno della storia intima e di un intero popolo). La ricerca di una patria, la consapevolezza che non esista che l’illusione di essa, la diaspora che continua nell’anima che non si arrende ma aspetta il compimento della fine [Ora navigherò in sogno,/ forse è l'ultima traversata/ nella stanza-loculo dell'albergo straniero/ prima che venga il cameriere/ ad annunciare che la ghigliottina/ è pronta], la perdita di un dio, la ricerca dello stesso, la descrizione del prossimo come un Gesù alla porta, la terra come promessa mancata perché fallimento dell’uomo, menzogna d’assoluto. Il tutto con un linguaggio autentico, un linguaggio scarno, lucido, rarefatto e quotidiano, un linguaggio il più vicino possibile alla lingua parlata, quella della comunicazione, dello scambio tra uomo e uomo, eppure così profondo da abbattere anche i miei pregiudizi, la mia pre-sunzione di lettrice.

    ha scritto il 

  • 5

    Sento cadere qualcosa, disse il vento.
    Nulla, soltanto il vento, calmò la madre.


    Sei colpevole quanto lui, sentenziò il giudice all'accusato.
    Un uomo non è che un uomo,
    spiegò il medico ai famigliari sgomenti.


    Ma perché, perché, il ragazzo s'è domandato,
    non credendo ai suoi occhi.< ...continua

    Sento cadere qualcosa, disse il vento. Nulla, soltanto il vento, calmò la madre.

    Sei colpevole quanto lui, sentenziò il giudice all'accusato. Un uomo non è che un uomo, spiegò il medico ai famigliari sgomenti.

    Ma perché, perché, il ragazzo s'è domandato, non credendo ai suoi occhi.

    Chi non vive a valle sta in montagna, stabilì l'insegnante di geografia senza alcuno sforzo apparente.

    Ma solo il vento che portò via la mela tenne a mente ciò che la madre nascose al figlio:

    che mai, mai, mai si sarebbe consolato.

    ha scritto il 

  • 4

    Io sono un romantico amarissimo

    Poeta israeliano che è stato un piacere scoprire, Zach si rivela modernissimo, secco, asciutto, ma anche tagliente, acre.
    Meglio nei componimenti più brevi che lunghi, ha un sentire, una sensibilità poetica, un'epidermide che si avverte senza sovrastrutture, in modo diretto e senza interfere ...continua

    Poeta israeliano che è stato un piacere scoprire, Zach si rivela modernissimo, secco, asciutto, ma anche tagliente, acre.
    Meglio nei componimenti più brevi che lunghi, ha un sentire, una sensibilità poetica, un'epidermide che si avverte senza sovrastrutture, in modo diretto e senza interferenze.
    La poesia che segue è un manifesto, una verità, un volto struccato:

    ***

    Io sono un romantico amarissimo.
    Quando sono con me, un romantico caldissimo.
    Quando sono con gli altri, un romantico freddissimo.

    ha scritto il