Senz'anima

Italia 1980-2010

Di

Editore: Chiarelettere

3.9
(103)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 496 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861901077 | Isbn-13: 9788861901070 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Altri

Genere: Storia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
"Sono convinto che quando gli storici valuteranno l'attuale Italia democratica la considereranno la peggiore della sua pur lunga storia."
Massimo Fini

Un ritratto dell'Italia contemporanea, un paese privo di principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo ma non femminile, corrotto, intimamente mafioso, devastato nel suo straordinario paesaggio, naturale, urbano, artistico, che lo ingentiliva insieme alla sua gente. Una parodia di democrazia sequestrata dai partiti e dai suoi mediocri esponenti che la violentano, la abusano, la stuprano a comodo loro. Senz'anima fotografa uno spazio, mentale, antropologico, politico, quello dell'Italia degli ultimi trent'anni, seguendo l'avventura giornalistica di Massimo Fini, uomo senza appartenenze, dal mitico "Europeo" all'"Indipendente" fino al "Fatto Quotidiano". Della penna dissacrante di Fini non potevano mancare le "stroncature" e anche i ritratti (mai disgiunti, questi, da una dolente pietas) dei personaggi - da Craxi a Martelli, da Cossiga a Berlusconi, da Gardini a Scalfari, da Costanzo a Vespa - che hanno contribuito a conciare l'Italia così com'è.
http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/senzanima.php
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  • 3

    la democrazia è un sistema di forme e procedure, non è un valore in sé e non propone valori. è un contenitore, un sacco vuoto che andrebbe riempito. ma il pensiero e la pratica liberale e laica, che s ...continua

    la democrazia è un sistema di forme e procedure, non è un valore in sé e non propone valori. è un contenitore, un sacco vuoto che andrebbe riempito. ma il pensiero e la pratica liberale e laica, che sono il substrato su cui la democrazia è nata, mentre facevano tabula rasa dei valori precedenti, non sono stati in grado, in due secoli, di riempire questo vuoto se non con contenuti quantitativi e mercantili ( p.23 )
    ( eraclito ) il genere umano, nel suo progredire, non è destinato a migliorare, ma a peggiorare costantemente ( p.35 )
    la pubblicità è il motore di questa società ma non può esserne il cuore ( p.46 )
    ( edgar quinet ) la caratteristica essenziale della nostra società bizantina è di mettere le parole al posto delle cose ( p.48 )
    ( joseph ratzinger ) il progresso non ha partorito un uomo migliore, una società migliore e comincia a essere una minaccia per l'essere umano ( p.63 )
    da una società centrata sul mercato, che è uno scambio di oggetti inerti, non possono nascere valori ( p.63 )
    la partitocrazia italiana ha origini lontane. nasce col cln. finita la guerra i partiti che, dai comunisti ai monarchici, avevano partecipato alla resistenza contribuendo alla liberazione del paese sia pur in un ruolo marginale ( perché l'italia l'hanno liberata gli angloamericani ) cominciarono a spartirsi ciò che, presenti ancora gli alleati nell'italia sconfitta, si potevano spartire, cioè le istituzioni minori: prefetture, questure, sindaci, comuni. quindi, costituitasi l'italia repubblicana, passarono alle istituzioni maggiori: presidenza della repubblica, presidenza del consiglio, presidenze delle camere, parlamento ( p.67 )
    ( nietzsche ) ognuno ha la filosofia dei propri istinti ( p.85 )
    più una società cresce, si articola, diventa ricca e sempre meno le aggregazioni tendono ad avvenire per motivi ideologici e sempre più per motivi di interesse. questo processo di crescita degli interessi rispetto alle ideologie sia continuato inesorabilmente e che oggi sia arrivato a un punto tale da proporsi come modalità alternativa di aggregazioni politica. questi interessi possono aggregarsi in tanti modi: in modo affettivo, familistico ed è il clan o la mafia; all'insegna del do ut des ed è il clientelismo; fra simili – cioè quelli che hanno lo stesso interesse si associano – ed è la corporazione; in termini politici ( intendo qualcosa che ha come punto di riferimento l'interesse generale, collettivo, rispetto al particolare ) ed è la democrazia non ideologica moderna ( p.87 )
    oggi una classe politica deve porsi il problema di assicurare agli interessi, che diventano sempre più forti, uno sbocco politico e non meramente corporativo. e i partiti non sono più in grado di fare questa mediazione fra interessi particolari e interesse generale perché pretendono di farla alla luce delle ideologie ormai non più capaci di aggregare. non riuscendo a fare questa aggregazione a livello ideologico, finiscono per farla a livello clientelare e mafioso ( p.88 )
    se i partiti possono lucrare tangenti e grassare appalti è perché occupano, spartendoseli, tutti gli enti pubblici, nazionali e locali, con propri uomini. finché a dirigere questi enti ci saranno uomini dei partiti, che da essi dipendono per la nomina e la carriera, costoro utilizzeranno sempre gli appalti per estorcere denaro a favore delle forze politiche a cui rispondono e, già che si sono sporcati, per se stessi. manovrando questi enti non solo i partiti si finanziano, rubando, ma estorcono un consenso che altrimenti non avrebbero. si procacciano voti e appoggi in cambio di assunzioni clientelari e obbligano chiunque voglia fare carriera nell'amministrazione pubblica a infeudarsi a loro ( p.128 )
    non si affida la ricostruzione di un'azienda che ha fatto fallimento a coloro che l'hanno fatta fallire ( p.143 )
    non sono mai per un'idea ma per una poltrona ( p.153 )
    i pidiessini invece hanno la pretesa di dichiarasi diversi per reati uguali ( p.154 )
    ha la semplicità necessaria per non farsi prendere in giro da coloro che usano la parola solo per confondere ( p.170 )
    col vecchio codice rocco un cittadino poteva essere indagato da polizia e magistratura anche a sua insaputa. i garantisti del tempo insorsero dicendo che era indegno di un paese civile che un cittadino potesse essere sottoposto a indagini senza saperne nulla. e inventarono la comunicazione giudiziaria che divenne in seguito avviso di garanzia. questa innovazione ebbe conseguenze devastanti proprio per quel cittadino che si voleva difendere. infatti l'avviso di garanzia, che deve essere inviato subito, agli inizi delle indagini, si è confermato, attraverso la pubblicità che ne danno i media, in una condanna anticipata. ma poniamo che il soggetto avvisato sia effettivamente colpevole. cosa fa? cerca, com'è ovvio, di far sparire le tracce della propria responsabilità. è stato per questo che i magistrati sono stati costretti ad accompagnare, quasi sempre, l'avviso di garanzia con un contestuale mandato di cattura ( p.171 )
    si sono rivelati così vili e verminosi, così poco all'altezza dei loro stessi delitti ( p.171 )
    sulla corretta amministrazione della giustizia si basa lo stesso patto sociale secondo il quale ogni cittadino rinuncia al proprio quantum di violenza ( e quindi anche a farsi giustizia da sé ) per conferirlo alla collettività, cioè allo stato, perché lo usi, quando necessario ( cioè quando c'è qualcuno che viola le regole che concordemente ci siamo dati ), in nome e per conto di tutti ( p.175 )
    per accelerare i tempi dell'intero processo penale, una proposta potrebbe essere quella si ridurre a due gli attuali tre gradi di giudizio, una super garanzia assurda che esiste solo nel nostro paese ( p.178 )
    l'emergenza che preoccupa non è quella criminale, non riguarda i corrotti bensì i giudici che li hanno perseguiti, non si pensa affatto a potenziare la magistratura per rendere più puntuale la repressione della criminalità e a elaborare leggi più efficaci per contrastarla, ma che, al contrario, si lavora per destrutturare l'organizzazione giudiziaria e a depennare alcuni reati finanziari dal codice penale ( p.216 )
    abnormità del sistema di giustizia all'italiana non si riferisce al fatto che centinaia di delinquenti, rei confessi e pluricondannati, sono a piede libero, ma ai giudici ( p.216 )
    non esiste un'applicazione della legge garantista e una non garantista. esiste l'applicazione della legge e basta. qualsiasi lesione dei diritti del cittadino indagato non viola il garantismo, che non esiste, ma la legge ( p.218 )
    l'applicazione della legge non è uno strapotere dei giudici ma un dovere, la loro funzione ( p.219 )
    custodia cautelare. chi confessa esce perché non c'è più pericolo che inquini le prove ( p.219 )
    sta nei geni di ogni marxista, che è un positivista, la necessità di conquistare il potere proprio per poter verificare, alla prova della realtà, la validità dei suoi strumenti, utilizzandoli ( p.251 )
    non sono in grado di accettare la sconfitta perché non hanno mai accettato la realtà ( p.272 )
    ( carmelo bene ) sono apparso alla madonna ( p.273 )
    dove le donne si vendono con la stessa facilità con cui gli uomini le comprano ( p.299 )
    l'unica idea in testa alle nostre classi dirigenti, di qualsiasi colore politico, è quella di arricchirsi il più rapidamente possibile a spese dei cittadini ( p.300 )
    un intero ordinamento giuridico viene scardinato a pro di una singola persona ( p.301 )
    se io butto una rana in una pentola che bolle questa schizza fuori, ma se aumento gradualmente il fuoco la rana non se ne accorge e finisce bollita ( p.302 )
    i magistrati quando applicano la legge non fanno alcun giustizialismo, fanno giustizia ( p.306 )
    nel giro di pochissimi anni si è riusciti a convincere gli italiani che era giusto derubarli. perché poi gli imprenditori scaricavano il prezzo delle tangenti sui prezzi ( p.307 )
    leo longanesi disse di benedetto croce: non capisce nulla, ma con grande autorità ( p.348 )
    il garantismo non esiste. esiste solo l'applicazione della legge ( p.378 )
    poiché dio è strabico e guarda sempre da un'altra parte o più probabilmente non c'è ( p.408 )
    la grande imprenditoria privata italiana è responsabile del tracollo del sistema italia non meno degli uomini politici che ci hanno governato negli ultimi vent'anni. solo che mentre gli uomini politici li possiamo spazzare via con il voto, gli imprenditori privati, che sono stati loro complici, ce li dobbiamo tenere ( p.420 )
    quella capacità di banalizzare tutto che oggi è una delle chiavi del successo ( p.421 )
    d'ora in poi farò favori solo ai mafiosi, perché almeno li restituiscono ( p.424 )
    quando amici carissimi, se appena hai la sventura di dover chiedere loro un favore, non resistono alla tentazione di fartelo cadere dall'alto ( p.432 )
    nessuno accetta di assumersi le proprie responsabilità, che sono sempre altrove ( p.447 )
    peccato che tutto ciò che crea sia peggio di quel che distrugge ( p.456 )
    se solo per un attimo si guarda allo specchio è spacciato ( p.457 )

    ha scritto il 

  • 5

    Deprimente

    Rivivere quei trent'anni condensati in poche pagine è stato terribile. Tutti quella vergogna resa in maniera impietosa da un giornalista a dir poco antipatico, fuori da ogni corrente e camarilla polit ...continua

    Rivivere quei trent'anni condensati in poche pagine è stato terribile. Tutti quella vergogna resa in maniera impietosa da un giornalista a dir poco antipatico, fuori da ogni corrente e camarilla politica.
    Interessanti, anche se a volte spiazzanti e ingenerosi, i suoi ritratti dei vari personaggi pubblici.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo lucido e impetoso

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    Il volume raccoglie una selezione di articoli scritti da un giornalista molto politically incorrect, che ha rivolto il suo sguardo morale (i suoi detrattori lo definirebbero moralista, ma il termi ...continua

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    Il volume raccoglie una selezione di articoli scritti da un giornalista molto politically incorrect, che ha rivolto il suo sguardo morale (i suoi detrattori lo definirebbero moralista, ma il termine ha ormai acquisito una accezione esclusivamente negativa. Che non posso applicare al nostro) e caustico sulla vicenda imbarazzante della storia politica italiana degli ultimi trent'anni.
    Lucido, corrosivo in tanti passaggi, talvolta ridondante, fastidioso come una zanzara, Fini parla dell'Italia saltando dalle colonne del conservatore Il Gazzettino a quelle del sinistrorso Il Fatto, crescendo fra le ali del socialismo anni '80, ombra di quella idealità alla quale si sente, credo ancora oggi, di appartenere.
    Che piacciano o meno il suo punto di vista, la sua cifra comunicativa, il suo taglio morale, di certo non possiamo definirlo asservito alla paghetta dell'editore come la grande maggioranza dei blablaologi che scribacchiano per l'informazione nazionale.
    Per chi fosse poco avvezzo alle vicende degli '80 e '90, consiglio di soffermarsi sulla sola introduzione, ottima sintesi del pensiero di Fini. Vale la pena anche scorrere le pagine sugli anni più recenti, comprensibili pure ai più giovani e meno informati, e sui brevi ritratti di alcuni personaggi contemporanei.

    ha scritto il 

  • 3

    A Massimo Fini è universalmente riconosciuto un quoziente ben al di là della media. Sicuramente non è uno stupido, anche se io, questi voli pindarici non li ho proprio visti. Sarà che ero talmente car ...continua

    A Massimo Fini è universalmente riconosciuto un quoziente ben al di là della media. Sicuramente non è uno stupido, anche se io, questi voli pindarici non li ho proprio visti. Sarà che ero talmente carica di aspettative vista l’aria di intelligenza che doveva spirare da ogni sua parola, che mi aspettavo sicuramente qualcosa di più di un tizio che, con elaborate circonlocuzioni, espone gli stessi medesimi concetti che ritrovo nei discorsi che faccio in dialetto al bar con i compagni di aperitivo, tutta gente dall’intelligenza comune e cioè pari alla mia. Esaltato, innamorato delle proprie frasi tanto da ripeterle ogni tre per due (economia di genio o autocelebrazione? Credo entrambe…), non ho però trovato in lui niente di così illuminante come, invece, mi si era prospettato. Bello, però, il ritratto della Fallaci.

    ha scritto il 

  • 5

    il ritratto amaro e impietoso di un paese divenuto ormai l'ombra di se stesso, dominato dalla volgarità, dal cinismo, dall'incapacità di costruire un futuro comune, da una classe dirigente mafiosa e p ...continua

    il ritratto amaro e impietoso di un paese divenuto ormai l'ombra di se stesso, dominato dalla volgarità, dal cinismo, dall'incapacità di costruire un futuro comune, da una classe dirigente mafiosa e priva di larghe vedute

    splendido il reportage su Milano 2 e le stroncature sono ineccepibili

    ha scritto il 

  • 3

    una serie di documenti sotto la forma di raccolta di articoli scritti dal Giornalista, raccontano la storia di trent'anni dell'Italia contemporanea. Vizi, virtù e personaggi che hanno determinato la c ...continua

    una serie di documenti sotto la forma di raccolta di articoli scritti dal Giornalista, raccontano la storia di trent'anni dell'Italia contemporanea. Vizi, virtù e personaggi che hanno determinato la condizione attuale. Bello anche solo da consultare. Non l'ho finito perché sembra una nota a margine della triste cronaca politica dei nostri giorni. Non necessariamente un volume di questo genere deve essere letto tutto d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 4

    "E' un'Italia ipocrita, pronta a commuoversi su tutto, solo per potersi autocompiacere della propria commozione...

    Un'Italia senza misericordia".
    Niente di più triste che leggere questi articoli e rendersi conto di come quelli scritti dall'autore anche 30 anni fa, risultino più attuali che mai; a cambiare sono so ...continua

    Un'Italia senza misericordia".
    Niente di più triste che leggere questi articoli e rendersi conto di come quelli scritti dall'autore anche 30 anni fa, risultino più attuali che mai; a cambiare sono solo i nomi dei protagonisti della storia politica di questa nostra povera Italia...

    ha scritto il