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Senza consolazione

Gli ultimi giorni di Susan Sontag

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Strade Blu)

3.8
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804591358 | Isbn-13: 9788804591351 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Iacobaci

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
«Visse la sua vita come ammassando volumi per una biblioteca, o realizzando desideri, molti dei quali rimasti gli stessi della sua solitaria giovinezza. Non lo disse mai, ma mi chiedo se la sua percezione di sé non fosse indissolubilmente legata a questo suo collezionare - l'argomento di tante delle sue opere migliori. Voleva assorbire; non voleva essere assorbita - e di certo non voleva esserlo nell'eternità, nel nulla. Diamine... no, come avrebbe potuto accettare di chiudere la biblioteca e disperderne il retaggio al vento, senza che venisse mai più ricostituito? "Dove sono io, morte non è" scrisse Epicuro "dov'è morte, io non sono." Ma, come aveva scritto, mia madre non poteva che immaginare di essere.» Nella primavera del 2004 a Susan Sontag, una delle personalità intellettuali più affascinanti del ventesimo secolo, venne diagnosticata una forma incurabile di cancro. Morì pochi mesi dopo. Accanto a lei, negli ultimi momenti di vita c'è il figlio, David Rieff, che da quella terribile esperienza trarrà una profonda, lucida ed emozionante meditazione sulla morte, in cui la figura di sua madre Susan rimarrà scolpita per sempre. Senza consolazione è la storia di una donna che di fronte alla malattia reagisce con una straordinaria, e persino selvaggia, voglia di vivere. Ed è il racconto da parte di un figlio, nel tormento della perdita e del senso di colpa, del suo tentativo di offrire consolazione a chi con ostinazione rifiuta l'idea di essere destinata troppo presto a morire.
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  • 4

    E' un libro che sicuramente ha avuto più senso per chi l'ha scritto che per chi legge ma tutto sommato, la seconda parte mi è piaciuta e le riflessioni finali anche. Mi è venuta molta voglia anche di leggere gli altri autori citati ed è comunque un frammento di vita importante su questa scrittric ...continua

    E' un libro che sicuramente ha avuto più senso per chi l'ha scritto che per chi legge ma tutto sommato, la seconda parte mi è piaciuta e le riflessioni finali anche. Mi è venuta molta voglia anche di leggere gli altri autori citati ed è comunque un frammento di vita importante su questa scrittrice straordinaria.

    ha scritto il 

  • 4

    "Si dice che ci siano persone che quando un loro caro si ammala imparano a superare i propri limiti, da inibite a introverse diventano affettuose, e da scontrose allegre. Sarà anche così, ma io non ne ero capace. Restavo bloccato nel mio silenzio. La mia mente era un vuoto pieno di dolore." (p. 6 ...continua

    "Si dice che ci siano persone che quando un loro caro si ammala imparano a superare i propri limiti, da inibite a introverse diventano affettuose, e da scontrose allegre. Sarà anche così, ma io non ne ero capace. Restavo bloccato nel mio silenzio. La mia mente era un vuoto pieno di dolore." (p. 66)

    ha scritto il 

  • 4

    E' bello ma tristissimo, ma anche stranamente ottimista, la Sontang non voleva morire, il figlio, nonstante tutti i conflitti, le sta vicino, accettando le asprezze della madre e tutti i suoi sbagli.

    ha scritto il 

  • 0

    ...Visse la sua vita come ammassando volumi per una biblioteca, o realizzando desideri, molti dei quali rimasti gli stessi della sua solitaria giovinezza. Non lo disse mai, ma mi chiedo se la sua percezione di sé non fosse indissolubilmente legata a questo suo collezionare - l'argomento di tante ...continua

    ...Visse la sua vita come ammassando volumi per una biblioteca, o realizzando desideri, molti dei quali rimasti gli stessi della sua solitaria giovinezza. Non lo disse mai, ma mi chiedo se la sua percezione di sé non fosse indissolubilmente legata a questo suo collezionare - l'argomento di tante delle sue opere migliori. Voleva assorbire; non voleva essere assorbita - e di certo non voleva esserlo nell'eternità, nel nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro senza consolazione, come dice il titolo. Eppure, se non è la consolazione che si cerca, ci si può trovare molto altro che può farci bene. E' una riflessione sulla morte, la malattia e il dolore da un punto di vista ateo e, dunque, senza consolazione. Per me che sono non credente è sta ...continua

    E' un libro senza consolazione, come dice il titolo. Eppure, se non è la consolazione che si cerca, ci si può trovare molto altro che può farci bene. E' una riflessione sulla morte, la malattia e il dolore da un punto di vista ateo e, dunque, senza consolazione. Per me che sono non credente è stato un modo di trovare e pormi molte nuove domande importanti. E, in fondo, mi consola sapere che non sono sola e che la risposta non c'è se non dentro di ognuno, la risposta che ci si costruisce ogni giorno, vivendo.

    ha scritto il 

  • 4

    Senza consolazione

    Odio questo libro. È bello, ma lo odio. Tradurlo mi ha fatto penare, non perché sia stato difficile, ma perché m'ha proprio messo l'umore sotto le scarpe.

    ha scritto il 

  • 4

    un libro sicuramente coraggioso e di una tristezza infinita il cui titolo è veramente azzeccato. E' la storia di una grandissima donna di fronte alla malattia e la sua straordinaria voglia di vivere. E' il racconto da parte di un figlio perso tra il tormento della perdita e del senso di colpa. ...continua

    un libro sicuramente coraggioso e di una tristezza infinita il cui titolo è veramente azzeccato. E' la storia di una grandissima donna di fronte alla malattia e la sua straordinaria voglia di vivere. E' il racconto da parte di un figlio perso tra il tormento della perdita e del senso di colpa.
    Sono stata tentata più volte di interrompere la lettura perchè mi ha fatto rivivere le stesse sensazioni che descrive l'autore.

    ha scritto il