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Senza famiglia

Di

Editore: Fabbri

3.8
(568)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 556 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8845119408 | Isbn-13: 9788845119408 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Guarnieri

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Children , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
"Sono un trovatello, ma fino agli otto anni ho creduto di avere anch'io unamadre come tutti gli altri bambini perché, quando piangevo, c'era sempre unadonna pronta a stringermi a sé, a cullarmi, fino a quando le lacrima nonfinivano di scorrere." Comincia così la storia di Rémi, bambino destinato aviaggiare in lungo e in largo verso il proprio destino.Età di lettura: da 10 anni.
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  • 4

    Diciamo che è un libro molto bello, ma se sei triste di tuo rasenti il suicidio. Lo farei leggere a mia figlia, ma solo in un periodo di vera gioia. Remì è un ragazzino in gamba, travolto dalle avversità che trova gioia nelle piccole cose, questa è senza dubbio una cosa che tutti i ragazzi dovreb ...continua

    Diciamo che è un libro molto bello, ma se sei triste di tuo rasenti il suicidio. Lo farei leggere a mia figlia, ma solo in un periodo di vera gioia. Remì è un ragazzino in gamba, travolto dalle avversità che trova gioia nelle piccole cose, questa è senza dubbio una cosa che tutti i ragazzi dovrebbero imparare.

    ha scritto il 

  • 5

    Rémi invidiò a Arthur la sua salute difettosa, perché io non potrei invidiare a lui le emozionanti disgrazie dell’orfano? Anche detto: Voglio diventare un trovatello.

    Quanto avrà camminato Rémi? Ho preso a affezionarmi talmente tanto a lui e alla sua fame e alla caparbietà del suo voler essere e restare buono che gli perdono l’aver ritrovato sua madre e scoprirla buona, ricca e inglese. Per aver sposato la bimbetta muta ma guarita incontrata in casa del giardi ...continua

    Quanto avrà camminato Rémi? Ho preso a affezionarmi talmente tanto a lui e alla sua fame e alla caparbietà del suo voler essere e restare buono che gli perdono l’aver ritrovato sua madre e scoprirla buona, ricca e inglese. Per aver sposato la bimbetta muta ma guarita incontrata in casa del giardiniere che l’aveva accolto quando ormai se lo doveva prendere la polmonite lo perdono un po’ meno, ma qui è Malot che ha difettato d’immaginazione: un bel ragazzino di ormai tredici anni e riccioluto che attraversa indenne Francia e Inghilterra senza mai una profferta da una donna o da una coetanea suona addirittura più provvidenziale dell’essersi salvato da una tempesta di neve, da una inondazione in miniera e dal carcere per l’accusa di aver rapinato una chiesa. Come invidio a Rémi l’aver imparato a suonare l’arpa e cantare una canzone napoletana, l’aver comprato una vacca alla sua balia e una bambola alla piccola Lise, per aver suonato con Bob, vagato con Mattia e per aver imparato a leggere e a usare una mappa grazie al magistero del superbo Vitalis. Gl’invidio la fatica, le illusioni, l’energia, i viaggi, i prati e i boschi, i fiumi e i fumi, i soldi e i franchi che guadagnava per spenderli subito dopo per una nuova camiciotta, per ago e filo, per una notta al caldo in una bettola ai bordi di questo o quel villaggio. Stranamente, non gli invidio Capi: sarà che a me i barboncini non sono mai piaciuti. Il mio cane preferito era Zerbino! Che fortuna, per Rémi, che Malot infine abbia voluto metterlo a riposo in una casa felice tutta per lui. Fosse stato per me, avrei sposato la linea di Vitalis: muoversi Rémi, muoversi! Metti i miei sogni nel tuo zaino e portami in giro per i mondi ancora e ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    ho pianto più o meno tutte le lacrime che avevo a disposizione

    :non ve lo consiglio in periodi di depressione, ma se non siete frignoni come lo ero io a 10 anni dovete leggerlo perchè vi resta dentro.io l'ho preso per caso alla biblioteca dato che una mia amica,senza averlo mai letto, me lo ha consigliato pensandolo bruttissimo, per farmi un dispetto...non l ...continua

    :non ve lo consiglio in periodi di depressione, ma se non siete frignoni come lo ero io a 10 anni dovete leggerlo perchè vi resta dentro.io l'ho preso per caso alla biblioteca dato che una mia amica,senza averlo mai letto, me lo ha consigliato pensandolo bruttissimo, per farmi un dispetto...non l' ho anora ringraziata abbastanza!

    ha scritto il 

  • 5

    Credo sia destino che i libri di Malot accompagnino i miei viaggi in treno: lo scoprii proprio su un treno, qualche anno fa, ma all'epoca si trattò di "In famiglia".
    Parlando invece di questo "Senza famiglia" (alias "Remì"), l'ho trovato un romanzo per ragazzi non solo pregevolissimo, ma ch ...continua

    Credo sia destino che i libri di Malot accompagnino i miei viaggi in treno: lo scoprii proprio su un treno, qualche anno fa, ma all'epoca si trattò di "In famiglia".
    Parlando invece di questo "Senza famiglia" (alias "Remì"), l'ho trovato un romanzo per ragazzi non solo pregevolissimo, ma che andrebbe anche riscoperto. La trama è nota: il trovatello Remigio viene cresciuto dall'amorevole mamma Barberin, ma costretto a separarsi da lei e a intraprendere un lungo viaggio con l'italiano artista girovago Vitali. Durante questo viaggio imparerà a badare a se stesso e, pur tra mille difficoltà, conoscerà veri amici e riuscirà a trovare il coraggio di andare avanti fino a scoprire le sue vere origini.
    Il motivo per cui trovo questo romanzo pregevolissimo? Al di là dei momenti angoscianti (e ce ne sono!), la trama è solidissima e regge magnificamente fino alla fine. Vi sono, sì, dei personaggi privi di macchie (come la madre di Arturo, mamma Barberin), ma questo non è un romanzo buonista, tant'è che si partecipa alle angosce di Remigio e si pena con lui fino alla fine (io mi sono pure commossa!). Lo stesso giovane protagonista è un ragazzo "buono", sì, ma non per questo irritante o un santo stile "Piccolo Lord". E' un ragazzo di animo generoso, più fortunato - nella sua sfortuna - che semplicemente "buono". Nonostante sia un orfano, ha trovato sulla sua strada persone gentili, come lo stesso Vitali (che rovescia dunque l'immagine del "padrone" crudele) o i coniugi Acquerin: è stato questo a salvarlo, e il suo essere gran lavoratore.
    In tutto questo, c'è anche una nutrita schiera di personaggi pieni di ombre: lo sfruttatore Garofali, i falsi genitori di Remì. C'è, comunque, l'idea di fondo che sia la miseria - morale o materiale - a portare gli esseri umani su una cattiva strada. Emblematici sono poi alcuni episodi di smaccata denuncia sociale, più ancora che in "In famiglia": i maltrattamenti che Garofali, sfruttatore di ragazzini, infligge ai suoi piccoli lavoratori, e la tragedia della miniera. Questi episodi in particolare sono tristissimi spaccati di vita vissuta (si veda pure il romanzo "I fratelli neri", che pure denuncia le condizioni di lavoro dei piccoli spazzacamini di metà Ottocento), testimonianza vividissima delle condizioni di vita dei ragazzi poveri e dei minatori dell'epoca; due episodi che alzano il livello di un romanzo già godibilissimo di per sé, donandogli una profondità ben diversa da quella delle semplici peripezie di un trovatello.

    ha scritto il 

  • 4

    Edizione del 1955 - Copyright Edizioni Giuseppe Malipiero

    Se da piccoli avete seguito il cartoon Dolce Remy, non potete non leggere il romanzo da cui è stato tratto. Un classico imperdibile che saprà emozionare e stupire.
    Una lettura rapida, ma comunque molto intensa. Capitoli brevi che portano il lettore di avventua in avventura pagina dopo pagin ...continua

    Se da piccoli avete seguito il cartoon Dolce Remy, non potete non leggere il romanzo da cui è stato tratto. Un classico imperdibile che saprà emozionare e stupire.
    Una lettura rapida, ma comunque molto intensa. Capitoli brevi che portano il lettore di avventua in avventura pagina dopo pagina. La storia del povero Remigio è un'altalenarsi di avventure e molte disavventure nel cammino alla ricerca dell'affetto e di una famiglia. Credevo che questo romanzo fosse triste e noiso, ma mi sono dovuta ricredere: non scade mai nel patetico, ma anzi è sempre permeato da ottimismo e energia positiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Di una tristezza, ma di una tristezza!
    Però bellissimo...
    Regalatomi da mia mamma perchè in libreria non aveva trovato la mia richiesta del mese: "Niente di nuovo sul fronte occidentale".
    Ringrazio, a distanza di decenni, la libraia.

    ha scritto il 

  • 3

    Premetto che ho letto questo libro quando ero ancora un bambino quindi mi attengo soprattutto al ricordo di allora. Il libro è molto bello, la storia è interessante ma davvero fin troppo triste. Non vi sto a dire di cosa parla per evitare di togliere sorprese, ma posso dirvi che nella parte final ...continua

    Premetto che ho letto questo libro quando ero ancora un bambino quindi mi attengo soprattutto al ricordo di allora. Il libro è molto bello, la storia è interessante ma davvero fin troppo triste. Non vi sto a dire di cosa parla per evitare di togliere sorprese, ma posso dirvi che nella parte finale si susseguono un numero di morti, più o meno drammatiche, da far invidia a una guerra. Per questa ragione eviterei di farlo leggere a bambini o persone troppo sensibili. Il libro comunque scorre velocemente e annoia difficilmente.

    ha scritto il 

  • 4

    bello anche se tanto triste la storia del povero trovatello remigio che non fa in tempo a trovare un affetto che poco dopo già è perso.e si va avanti così in cammino per le strade maestre

    ha scritto il