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Senza tregua

La guerra dei GAP

Di

Editore: Feltrinelli

4.5
(234)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807806789 | Isbn-13: 9788807806780 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 0

    il valore storico è superiore a quello letterario, ma si tratta di un testo letterariamente necessario: autobiografico, racconta nell'ultima pagina il 25 aprile di milano, il giorno della liberazione che tutti i partigiani "di carta", da Enne 2 a Johnny, sognavano sapendo di non poterci arrivare ...continua

    il valore storico è superiore a quello letterario, ma si tratta di un testo letterariamente necessario: autobiografico, racconta nell'ultima pagina il 25 aprile di milano, il giorno della liberazione che tutti i partigiani "di carta", da Enne 2 a Johnny, sognavano sapendo di non poterci arrivare vivi.

    "Ecco l'importante: che ne restasse sempre uno".
    (Beppe Fenoglio, "Il partigiano Johnny", Ed.Einaudi, Torino 1978, pag.40)

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è uno schiaffo in faccia a chiunque provi un qualsivoglia spirito di pietà o rispetto per chi è stato o tutt'ora dichiara di essere un fascista, un nazista, un nostalgico. Non solo: questo libro ci ricorda il debito morale che abbiamo nei confronti di quelle ragazze e quei ragazzi. ...continua

    Questo libro è uno schiaffo in faccia a chiunque provi un qualsivoglia spirito di pietà o rispetto per chi è stato o tutt'ora dichiara di essere un fascista, un nazista, un nostalgico. Non solo: questo libro ci ricorda il debito morale che abbiamo nei confronti di quelle ragazze e quei ragazzi.

    La mia recensione: http://ilmondoenostro.altervista.org/?p=338

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è un simbolo.Per il suo titolo,per il suo contenuto e per il fatto che lo ha scritto Giovanni Pesce,comandante partigiano,autorevole membro dei GAP,nonchè reduce delle brigate internazionali in Spagna.Si racconta delle drammatiche vicende dei GAP,i partigiani di città, mantenendo sal ...continua

    Questo libro è un simbolo.Per il suo titolo,per il suo contenuto e per il fatto che lo ha scritto Giovanni Pesce,comandante partigiano,autorevole membro dei GAP,nonchè reduce delle brigate internazionali in Spagna.Si racconta delle drammatiche vicende dei GAP,i partigiani di città, mantenendo salda la memoria,scrivendo con uno stile narrativo rapido e scaltro,facendo luce su chi erano effettivamente questi Gruppi di Azione Patriottica.Al contrario dei Partigiani delle montagne infatti i GAP conducevano una guerriglia urbana giornaliera;la solitudine,il rischio di essere scoperti,la tensione di una doppiavita si percepiscono nel libro di Pesce minuto per minuto,però,Nonostante l'esistenza a rischio continuo l'autore ha mille parole per i giovani ed il futuro.E' qui che forse un pò si resta perplessi,non certo per colpa di chi narra ma non è possibile non fare un bilancio tra i sacrifici di questi e il presente così sconfortante...Questo libro è quindi una lunga consapevole testimonianza su quei giorni duri ma pieni di speranza.Gli attentati,le uccisioni e i ferimenti di nazisti,fascisti e spie sono descritte per quello che drammaticamente rappresentano:atti di violenza purtroppo necessari per i partigiani delle città,solitari e stanchi,aspettando il prossimo ordine,aspettando che qualcosa cambiasse per ritornare a vivere con il proprio nome ed in mano il proprio destino.Nel libro vi sono inoltre ricordi della guerra di Spagna dove si formò l'avanguardia dei primi nuclei dei NAP..."il racconto delle loro gesta non vuole essere soltanto un ampia elencazione di episodi di guerra."Senza tregua" ha una morale profondissima valida oggi come ieri.E'l'insegnamento...di uomini...che hanno consegnato la staffetta ad altri uomini,ad altri giovani...per la giustizia,la libertà,la democrazia"

    ha scritto il 

  • 5

    da leggere e conservare...

    ho divorato questo libro, un documento insostituibile per la nostra storia, la nostra memoria e il nostro essere italiani. fino a che non si arriva a toccare con mano quello che è stato realmente fatto per la nostra liberazione, non si può capire quanto siamo fortunati ad essere italiani e il com ...continua

    ho divorato questo libro, un documento insostituibile per la nostra storia, la nostra memoria e il nostro essere italiani. fino a che non si arriva a toccare con mano quello che è stato realmente fatto per la nostra liberazione, non si può capire quanto siamo fortunati ad essere italiani e il compito importantissimo che abbiamo di sapere e tramandare tutto quello che la Resistenza ha fatto in tutte le sue "forme".
    è commovente e forte la testimonianza di Pesce, lucida la sua narrativa, coinvolgente il susseguirsi ininterrotto di azioni e attentati per la libertà. l'emozione del 25 aprile è molto viva e lascia aperto il libro della storia. che deve essere scritto rispettando questi capitoli fondamentali.

    ha scritto il 

  • 4

    Viva i partigiani!

    Una bella risposta a chi osa equiparare la memoria dei partigiani a quella dei repubblichini, alleati nei nazisti. Poche chiacchiere: come ci insegna il comandante Visone in queste pagine, i fascisti torturatori e criminali si giustiziano senza pietà. Punto.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia vera, una testimonianza della guerra partigiana sicuramente difficile da commentare. Giovanni Pesce riporta la sua esperienza quale capo di un gruppo GAP della resistenza durante glu ultimi mesi del regime fascista e durante l'occupazione nazista di Milano e della sua provincia.
    ...continua

    Una storia vera, una testimonianza della guerra partigiana sicuramente difficile da commentare. Giovanni Pesce riporta la sua esperienza quale capo di un gruppo GAP della resistenza durante glu ultimi mesi del regime fascista e durante l'occupazione nazista di Milano e della sua provincia.
    La storia colpisce per diversi aspetti che in altre storie simili, magari più sfumate, e penso all'Agnese va a morire, emergono forti. Tra questi ad esempio la scelta al sacrificio con la consapevolezza che ogni azione, dalla più semplice quale consegnare un messaggio, ad una di vera guerriglia comporta morte certa, o perchè si può essere identificati dal nemico o perchè si muore in azione.
    La scelta di vivere totalmente trasparenti al mondo per lo più in solitudine e autorecludendosi, pur mantenendo un contatto stretto e serrato con tutta la struttura.
    La scelta dei colpi cercando di limitare inutili spargimenti di sangue tra civili. Una scelta all'azione credo, almeno mi sembra di capire a volte difficile poichè, comunque appare la necessità in questi uomini di scegliere contro la propria idea della non violenza pur nella consapevolezza che si è in una guerra, una guerra partigiana che ha delle regole completamente differenti da quelle di una guerra ufficiale.
    E il paragone viene immediato poichè Pesce riferisce della sua esperienza in Spagna, intercalando alla guerra partigiana a Milano e provincia, la storia della sua partecipazione a quella guerra civile, che appunto però diversa perchè guerra vera, con fronti, attacchi, conquiste ed assedi, sofferenze, morti e feriti da condividere con tutti gli altri.
    Alla fine della lettura, la storia si chiude con il 25 aprile a Milano, si resta forse un po' storditi per l'insita violenza descritta, ma certamente inevitabile per conquistare la libertà. Indubbiamente viene naturale ringraziare i tanti uomi e donne, spesso giovanissimi che in questa guerra partigiana hanno dato tutto di se, spesso fino all'estremo sacrificio.

    ha scritto il