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Sequenze di memoria

Di

3.5
(101)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 342 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806202022 | Isbn-13: 9788806202026 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 1

    Caro Loriano,
    la stellina solitaria a questo romanzo è inversamente proporzionale alla stima che ho per te e per quanto letto di tuo sino a questo momento.
    Ma questo Sequenze di memoria ti venne davvero male: dialoghi didascalici,personaggi poco caratterizzati e una trama impalpabile ...continua

    Caro Loriano,
    la stellina solitaria a questo romanzo è inversamente proporzionale alla stima che ho per te e per quanto letto di tuo sino a questo momento.
    Ma questo Sequenze di memoria ti venne davvero male: dialoghi didascalici,personaggi poco caratterizzati e una trama impalpabile sempre in attesa del colpo di scena finale che non arriva sostituito, però dal colpo di sonno.

    ha scritto il 

  • 3

    ✰✰✰ e 1/2

    Uscito nel 1976 è stato ristampato di recente.
    L’ambientazione è il mai dimenticato Appennino tosco-bolognese.
    E, prima dell’incidente di Seveso, c’è già la fabbricotta che vomita veleni.

    Il narratore torna al paesello su richiesta del parroco perché uno dei pochi cari amici d’ ...continua

    Uscito nel 1976 è stato ristampato di recente.
    L’ambientazione è il mai dimenticato Appennino tosco-bolognese.
    E, prima dell’incidente di Seveso, c’è già la fabbricotta che vomita veleni.

    Il narratore torna al paesello su richiesta del parroco perché uno dei pochi cari amici d’infanzia è morto.
    Ci torna malvolentieri, dopo più di vent’anni, volendoci stare poco (24 ore) ma portandosi dietro due belle valigione. Ci torna su invito del parroco e lui non è che con i preti abbia molto feeling. Ci torna dopo aver giurato Mai più come il corvo di Poe.
    Ci torna per scoprire che al funerale di Gianni c’è solo un altro amico, meno amante dei preti di lui, che sta fuori dalla chiesa. E’ Pino, un castagnone, che nel frattempo si è fatto una casetta, si è sposato con una fiamma giovanile (testimone di un suo fallimento al primo approccio sessuale), ha una figlia, Nina, operaia nella fabbricotta chimica, amante del Gianni e convinta che lo stesso non è scivolato nello strapiombo in fondo al qual fu trovato. Ma che qualcuno lo ha fatto fuori.

    E Ricotta, il narratore, svogliatamente si ritrova ad abitare la casa del Gianni, a ritrovare un suo diario nella fossa della spazzatura, i suoi campioni d’acqua e terra in cantina, a discendere il dirupo e a convincersi che, sì, è vero Gianni è stato probabilmente ammazzato.

    E scopre che Gianni è sempre stato considerato un matto, che ce l’ha a morte con i veleni che hanno distrutto il fiume, il paese, l’aria e l’acqua. Che è sempre partito lancia in resta ad attaccare tutto e tutti. Ma di fatto nessuno vuole la fabbrica chiusa, né i padroni (che fanno quello che gli pare), né l’amministrazione che deve tenere su il portfolio voti (e anche le bustarelle), né i carabinieri.

    Nel frattempo tanti ricordi affiorano. I bagni nel fiume, la pesca con le mani nelle tane, la “botte” dove finirono i cadaveri di 52 persone mitragliate dai tedeschi, Martino che non sapeva nuotare, Pino la loro roccia, Anna di cui tutti erano innamorati, il cadavere del tedesco ormai putrefatto ritrovato nel bosco con un piccolo bottino preso chissà dove.
    Non è rimasto più nulla. Solo i ricordi.
    E il testamento di Gianni che lo fa erede di quella casetta pulita e ordinata, con il cesso vicino al pollaio.
    E i veleni contro i quali non si può combattere.
    Saranno i ricordi la chiave di volta della vicenda, e Ricotta avrebbe fatto bene a rimanere a Bologna.
    Che i morti seppelliscano i morti.

    ha scritto il 

  • 3

    Pubblicato per la prima volta nel 1976, in questo libro il tema ecologista è forte. L'inquinamento chimico che uccide un paese, e forse anche un uomo. Mi spiace che Machiavelli abbia deciso per "quel"finale che, tra l'altro, è abbastanza scontato.

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo ecologista

    Questo libro è datato 1976. Questo libro è uscito qualche mese prima dei fatti dell'Icmesa di Seveso quando tutti imparammo cos'era la diossina. Ebbene, questo libro è ancora oggi assolutamente, e aggiungerei purtroppo, di grande attualità.
    Come sempre Macchiavelli si conferma un giallista ...continua

    Questo libro è datato 1976. Questo libro è uscito qualche mese prima dei fatti dell'Icmesa di Seveso quando tutti imparammo cos'era la diossina. Ebbene, questo libro è ancora oggi assolutamente, e aggiungerei purtroppo, di grande attualità.
    Come sempre Macchiavelli si conferma un giallista di rango e la denuncia ecologista, riguardante un paese distrutto dall'inquinamento della fabbrica locale, fa da sfondo a una bel giallo dall'imprevedibile finale.
    Ottima storia, ottimi personaggi e ottima ambientazione per un autore davvero mai banale!

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel noir, come i grandi vini non soffre l'invecchiamento (la prima edizione è del 1976) anzi rimane sempre più attuale.
    E' vero che può essere definito il primo dei racconti del ciclo dell'Appennino che poi proseguiranno in coppia con Guccini; ma di quelli non ha la levità, la delicate ...continua

    Gran bel noir, come i grandi vini non soffre l'invecchiamento (la prima edizione è del 1976) anzi rimane sempre più attuale.
    E' vero che può essere definito il primo dei racconti del ciclo dell'Appennino che poi proseguiranno in coppia con Guccini; ma di quelli non ha la levità, la delicatezza dell'animo di Santovito che riesce a mantenersi comunque leggero. Qui c'è solo disperazione, illusioni e disillusioni, realtà che sfuma in miraggio e, sopratuttto, nessun lieto fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Loriano mi appassiona sempre e, in questo specifico libro, non tanto per la storia in se, quanto per la capacità di trasmettermi le emozioni e le tristezze di Ricotta che torna dopo anni nel suo paese natale...che non riconosce più.
    Sarà perché anche io vivo lontana dai luoghi in cui sono c ...continua

    Loriano mi appassiona sempre e, in questo specifico libro, non tanto per la storia in se, quanto per la capacità di trasmettermi le emozioni e le tristezze di Ricotta che torna dopo anni nel suo paese natale...che non riconosce più.
    Sarà perché anche io vivo lontana dai luoghi in cui sono cresciuta, sarà perché il tempo che passa cambia le cose e se non le vivi quotidianamente poi sembra che non ti siano quasi mai appartenute, ma ho letto questo libro come fossi stata l'ombra di Ricotta, un'ombra capace di emozioni proprie.

    ha scritto il