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Servabo

Memoria di fine secolo

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.2
(246)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8833906108 | Isbn-13: 9788833906102 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"Scritta sotto il ritratto di un antenato mi colpì, quand'ero piccolissimo, una misteriosa parola latina: 'servabo'. Può voler dire conserverò, terrò in serbo, terrò fede, o anche servirò, sarò utile".
Queste parole, che spiegano il testo del libro, riassumono anche il significato di cinquant'anni di vita, raccontata "per riordinare nella fantasia dei conti che non tornano nella realtà".
Omaggio a mezzo secolo di storia che volge al tramonto, quest'autobiografia rivela un volto dell'autore che ai più risulterà inedito: perchè è quello di un uomo per il quale la politica è innanzitutto un'esperienza etica profonda e il riflesso di un'intensità intellettuale e umana che poteva esprimersi (come qui si esprime) anche col linguaggio di una scrittura letteraria di rara qualità. Dai ricordi della prima giovinezza all'esperienza della guerra, che ha deciso del suo futuro e formato il suo modo di agire "politico"; dagli entusiasmi alle prove più dure anche della vita privata, la sorvegliatissima confessione dell'autore, particolarmente difesa col pudore e quasi col silenzio proprio là dove ci aspetteremmo la rivelazione di fatti che hanno avuto una grande incidenza pubblica, ci offre il ritratto di un uomo sempre fedele a se stesso e portato a filtrare con l'orgoglio dell'ironia le riuscite e le sconfitte.
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  • 5

    Divorato

    Letteralmente divorato. Quasi 25 anni fa e come se fosse l'altroieri. Quello che si definisce un libro di formazione, la mia. Grandissimo Pintor, mito giovanile che resiste all'usura del tempo

    ha scritto il 

  • 5

    "servabo!" questo è stato il mio pensiero alla lettura, e questo è il mio commento
    Pagine scritte con onestà morale e riserbo, in cui ogni parola ha peso e valore, in cui si sente ancora l'odore di un ideale

    ha scritto il 

  • 5

    Schietto, feroce, giudice implacabile delle primordiali ingiustizie dei più forti sui più deboli quando scriveva del suo, del nostro presente.
    Sfumato, aggraziato, tollerante quando, arrivato già a buon punto del suo destino lo riordinò scrivendo queste memorie dove i privilegi vengono rac ...continua

    Schietto, feroce, giudice implacabile delle primordiali ingiustizie dei più forti sui più deboli quando scriveva del suo, del nostro presente.
    Sfumato, aggraziato, tollerante quando, arrivato già a buon punto del suo destino lo riordinò scrivendo queste memorie dove i privilegi vengono raccontati con imbarazzo e le disgrazie, private e collettive, con sobrietà.
    Sul finire sembra far capolino la malinconia per la scoperta, forse inevitabile a quel buon punto del proprio destino, che le fondamenta della sua vita erano state sproporzionate illusioni: "Come da un osservatorio astronomico si guarda il cielo, così dalla mia postazione mi affacciavo su un grande scenario e credevo di partecipare al moto degli astri mentre sedevo ad una macchina da scrivere" (pag. 65).
    Ma proprio all'ultimo all'ultimo, come se avesse voluto farci conservare della sua eredità intellettuale un pessimismo sopportabile, lo ricalibra il peso di quelle ma anche di altre necessarie illusioni: "In verità la ruota della storia gira benissimo all'indietro o su se stessa come una trottola. Ne concluderò che le tenaci passioni, i nobili ideali, le generose intenzioni, le fatiche e gli errori sono una favola folle? No di certo, sono in ogni tempo il sale della terra e così è stato anche in questi decenni. Ma basta una pioggia a lavare la terra e il sale si scioglie in acqua" (pag. 90).

    Al Pintor affievolito, allo studente che prese "per miracolo la licenza ginnasiale", io do il massimo dei voti.

    ha scritto il 

  • 5

    Chi ha avuto modo di seguire Pintor sul Manifesto avrà certamente riconosciuto la nitidezza e l'essenzialità della scrittura , caratteristiche queste peculiari del nostro. Il libro è un distillato di vita e racconta un percorso che si intuisce ricco di avvenimenti e di incontri, ma che l'Autore, ...continua

    Chi ha avuto modo di seguire Pintor sul Manifesto avrà certamente riconosciuto la nitidezza e l'essenzialità della scrittura , caratteristiche queste peculiari del nostro. Il libro è un distillato di vita e racconta un percorso che si intuisce ricco di avvenimenti e di incontri, ma che l'Autore, con cosciente understatement, lascia trasparire con leggerezza.

    ha scritto il 

  • 5

    le cose della vita

    Quattordici capitoletti di qualche pagina ciascuno, il ciclo di una vita e forse di un'epoca. Si apre con l'odore dell'infanzia, quella stessa infanzia di campagna, in questo caso però di Sardegna, e ci accompagna nella guerra, nel dopoguerra, nelle redazioni dei giornali, nei progetti, nell'amor ...continua

    Quattordici capitoletti di qualche pagina ciascuno, il ciclo di una vita e forse di un'epoca. Si apre con l'odore dell'infanzia, quella stessa infanzia di campagna, in questo caso però di Sardegna, e ci accompagna nella guerra, nel dopoguerra, nelle redazioni dei giornali, nei progetti, nell'amore anche, nei dolori della vita, nei cicli delle cose e dello stesso mondo. Non ci sono eroi, non ci sono nomi, non ci sono date. Non ci sono vendette, non ci sono duelli né strazio. C'è e ci viene regalata una riflessione sulla vita da un uomo che ha ceduto alla tentazione di voltarsi indietro e restituire alle cose una durata che di per sé non hanno (per usare parole sue), ci viene stesa davanti agli occhi e e tra le mani tutta una serie di punti d'arrivo tanto semplici quanto, proprio perché così semplici, difficili da cogliere, da accettare, da confermare.
    Vorrei scriverlo, vorrei segnarmi questi punti e uno a uno impararli, scriverli sul muro per tenerli presenti; è che non sono i miei punti, non sono il mio frutto. Stringo il libro al petto però e sospiro innamorata e toccata, curiosa e lungimirante, bambina che sguardo in alto e occhi accesi vive il domani come futuro intero e insieme donna che occhiali appannati e occhi miopi guarda un po' da sopra quanto accade e si chiede a che punto è.

    ha scritto il 

  • 0

    Non mi meravigliò che la gente fosse rimasta in povertà, ma che avesse dimenticato la fraternità

    pag.66. "Feci un altro viaggio nell'oriente leggendario dove gli uomini inferiori, soldati e operai, avevano vinto la loro rivoluzione per la prima volta nei millenni. Più di altri cattivi segnali, che imputavo alla durezza della storia, mi colpì che nelle strade di quelle città le prostitute si ...continua

    pag.66. "Feci un altro viaggio nell'oriente leggendario dove gli uomini inferiori, soldati e operai, avevano vinto la loro rivoluzione per la prima volta nei millenni. Più di altri cattivi segnali, che imputavo alla durezza della storia, mi colpì che nelle strade di quelle città le prostitute si scaldassero al fuoco come nelle nostre periferie. Non mi meravigliò che la gente fosse rimasta in povertà, ma che avesse dimenticato la fraternità. Non cesserò di pensare che i mondi sono due ma imparerò che la linea divisoria non è segnata su nessun atlante e passa fin dentro il cuore dell'uomo. Stare da una parte diventerà più complicato ma più necessario".

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo libro con un grande contenuto ( al contrario di Proust )

    Sintetico, sentimentale, drammatico, esauriente, intenso.
    In solo 48 pagine formato tascabile ( non ho contato le pagine bianche ) Pintor racchiude la storia della propria vita.
    Mirabile esempio.

    ha scritto il 

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