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Sessanta racconti

Collana '900 capolavori della narrativa contemporanea

Di

Editore: Mondadori - De Agostini

4.3
(1761)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 579 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000015355 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sembra tutto apparentemente normale, all'inizio. Ti trovi a tuo agio e tutto è così accomodante. Addirittura alcuni personaggi ti sembra di conoscerli, da quanto sono familiari. Continui a leggere e noti qualcosa di strano ... torni indietro di qualche riga e rileggi. No, non ti sei sbagliato. So ...continua

    Sembra tutto apparentemente normale, all'inizio. Ti trovi a tuo agio e tutto è così accomodante. Addirittura alcuni personaggi ti sembra di conoscerli, da quanto sono familiari. Continui a leggere e noti qualcosa di strano ... torni indietro di qualche riga e rileggi. No, non ti sei sbagliato. Solo che qualcosa non torna, vuoi andare a fondo per capire ... ed è in quel momento che il racconto ti ha coinvolto. La magia del surreale!

    Preferiti:
    I sette messaggeri - L'assalto al grande convoglio - Sette piani - Eppure battono alla porta - Il mantello - Il borghese stregato - Una goccia - Inviti superflui - Il crollo della Baliverna - Il cane che ha visto Dio - Qualcosa era successo - I topi - Sciopero dei telefoni - Il problema dei posteggi - Era proibito - La parola proibita

    ha scritto il 

  • 4

    Finirlo è stata un'impresa, ma ne è valsa la pena. D'altronde come non essere sfiniti dall'aver vissuto sessanta universi, molteplici vite, cose, personaggi, fatti? William Styron ha detto: «A great book should leave you with many experiences, and slightly exhausted at the end. You live se ...continua

    Finirlo è stata un'impresa, ma ne è valsa la pena. D'altronde come non essere sfiniti dall'aver vissuto sessanta universi, molteplici vite, cose, personaggi, fatti? William Styron ha detto: «A great book should leave you with many experiences, and slightly exhausted at the end. You live several lives while reading it».

    ha scritto il 

  • 4

    Sessanta racconti è una raccolta di racconti di Dino Buzzati apparsi nel 1958. I primi 36 racconti erano già stati pubblicati in tre diversi volumi (I sette messaggeri, Paura alla Scala e Il crollo della Baliverna).
    Iniziare da questo libro per conoscere Buzzati, forse non è stata, o è stat ...continua

    Sessanta racconti è una raccolta di racconti di Dino Buzzati apparsi nel 1958. I primi 36 racconti erano già stati pubblicati in tre diversi volumi (I sette messaggeri, Paura alla Scala e Il crollo della Baliverna).
    Iniziare da questo libro per conoscere Buzzati, forse non è stata, o è stata la scelta azzeccata, leggendolo si entra appieno nel suo mondo, nella sua narrativa, fatta di alti e bassi, di introspezione, di attualità, di religione, di morte, di un mondo imperscrutabile che viene animato ed esaminato attraverso ogni racconto.
    La maggior parte dei racconti dell’autore prendono vita dalla quotidianità per poi sviscerarne i lati più nascosti, che si mimetizzano, per tirarne fuori l’elemento surreale, al limite del grottesco e a volte del tragicomico.
    Uno dei temi preponderanti del libro è la metafora del viaggio, che ritorna a più riprese su vari racconti, mettendo in evidenza i mostri che fagocitano nell’animo umano, per poi riuscire a presentarne anche abusi e violenze.
    Viaggi fatti dai personaggi che cercano mete lontane, o forse anche immaginarie. Viaggio inteso come ricerca interiore, come indagine del proprio essere, per riconoscere e ritrovare le proprie coordinate ormai geometricamente fuori rotta da un richiamo spasmodico della compiutezza. Compiutezza di un io che riappacifica ogni stato d’animo.
    Racconti come “I sette messaggeri” o “Il direttissimo”, o ancora in “Qualcosa era successo” si ritrovano i connotati più oscuri:
    “Un fatto nuovo e potentissimo aveva rotto la vita del paese, uomini e donne pensavano solo a salvarsi, abbandonando case, lavoro, affari, tutto, ma il nostro treno, no, il maledetto treno marciava con la regolarità di un orologio, al modo del soldato onesto che risale le turbe dell’esercito in disfatta per raggiungere la sua trincea dove il nemico già sta bivaccando. E per decenza, per un rispetto umano miserabile, nessuno di noi aveva il coraggio di reagire. Oh i treni come assomigliano alla vita!”.
    Altro elemento importante del testo è l’elemento dato dalla religione, presentata nei suoi aspetti più umani, ma allo stesso tempo controversi, come in “La fine del mondo” o diversamente ne “Il cane che ha visto Dio”.
    Uomini che sono soggiogati dalle loro stesse paure, dall’ansia dettata da una comprensione che scivola troppo in un irrazionale, che porterà alla negazione, alla non comprensione dei luoghi, che non sono poi molto diversi da quelli che sempre ci portiamo dentro.
    Infine ultimo elemento, accanto agli altri due precedenti, è la morte, analizzata nella sua naturalità, come conseguenza necessaria alla vita, come un dopo che è obbligatorio, e per questo deve essere accettata nelle sue intenzioni. E’ come un lenzuolo che si posa sul corpo di ogni essere umano, così a ricordate che dopo un inizio, dopo una percorrenza, dopo un viaggio, che è quello della vita, - che dovremmo farlo viaggiare parallelamente con il nostro spirito interiore -, c’è la fine, la morte, la necrosi del corpo, ma non dell’anima, che sembra alberga in questo mondo polarizzato.

    ha scritto il 

  • 3

    3.5

    Partito moooolto bene, ha perso punti per strada causa racconti meno apprezzati; diversamente 4 stelle le meriterebbe tutte. Come è capace Buzzati di descrivere il piombare dell'ignoto e l'irrazionale nella vita quotidiana non lo sa fare nessuno.

    ha scritto il 

  • 4

    60 racconti, 60 perle.
    Si fa presto il callo al surreale imperante, non lo si fa alla voglia di leggere.
    Non m'era ancora capitato di prendere in mano racconti di un autore contemporaneo che scorressero via nell'ignavia di ogni riflessione meditabonda, nel piacere puro della lettura. ...continua

    60 racconti, 60 perle.
    Si fa presto il callo al surreale imperante, non lo si fa alla voglia di leggere.
    Non m'era ancora capitato di prendere in mano racconti di un autore contemporaneo che scorressero via nell'ignavia di ogni riflessione meditabonda, nel piacere puro della lettura. Non stancano, non stancano mai tant'è variabile la rappresentazione scenica.
    Vanno giù così, questi racconti, come un sorso d'acqua fresca: bocca pulita, e desiderio di berne ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi sento davvero in sintonia con questo autore. Ho apprezzato soprattutto la cappa opprimente di angoscia e sventura e l'inquietante senso di enigma e mistero che lascia trapelare verità innominabili. Un mix formidabile tra Kafka e Lovecraft ... è una tremenda semplificazione, lo so, ma è solo pe ...continua

    Mi sento davvero in sintonia con questo autore. Ho apprezzato soprattutto la cappa opprimente di angoscia e sventura e l'inquietante senso di enigma e mistero che lascia trapelare verità innominabili. Un mix formidabile tra Kafka e Lovecraft ... è una tremenda semplificazione, lo so, ma è solo per rendere l'idea!

    ha scritto il 

  • 5

    E' uno di quei libri che vorresti non finissero mai: 60 racconti uno più stupendo ed originale dell'altro, che trasportano il lettore in una dimensione fantastica, di sogno e di poesia.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto per caso, dopo un entusiastica recensione di mia madre, che ne è una fan accanita: non mi è piaciuto.
    So che suona piuttosto cafone ma questi racconti mi sembrano irrimediabilmente datati.
    In generale mi ha trasmesso molta angoscia.
    Però il racconto sui battelli fantasma m ...continua

    Letto per caso, dopo un entusiastica recensione di mia madre, che ne è una fan accanita: non mi è piaciuto.
    So che suona piuttosto cafone ma questi racconti mi sembrano irrimediabilmente datati.
    In generale mi ha trasmesso molta angoscia.
    Però il racconto sui battelli fantasma mi ha colpito molto

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti

    Non amo particolarmente la forma del racconto, preferisco essere catturata dal libro e farmi accompagnare dalla storia per pagine e pagine. Ma Buzzati riesce a fare questo nella forma del racconto. Ce ne sono alcuni che entrano dentro e non ti lasciano nemmeno dopo averli finiti. Sette piani, per ...continua

    Non amo particolarmente la forma del racconto, preferisco essere catturata dal libro e farmi accompagnare dalla storia per pagine e pagine. Ma Buzzati riesce a fare questo nella forma del racconto. Ce ne sono alcuni che entrano dentro e non ti lasciano nemmeno dopo averli finiti. Sette piani, per esempio, dove il racconto si svolge in un ospedale, e dove l'ineluttabilità degli eventi rende l'idea di come le vicende della vita, molto spesso, siano casuali e fuori dal nostro controllo.
    Oppure quello in cui la famiglia nobile, riunita nel salone centrale, non voglia prestare attenzione agli eventi drammatici della natura. O quella del cane che vide Dio, o Idrogeno... insomma, un libro da leggere, per scoprire un autore che seppe portare nel racconto molteplici aspetti della vita, del sogno, della finzione...

    ha scritto il 

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