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Seta

By Alessandro Baricco

(93)

| Others | 9788723905062

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Book Description

1796 Reviews

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    Avrai le mie labbra. Quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove. A un certo punto sentirai il calore delle mie labbra, addosso, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso.

    Avevo appena finito di scrivere l'ennesima scrupolosissima recensione quando, seduta sul letto, con gli occhi che seguivano i caratteri stampati e le palpebre pesanti, cominciai a leggere l'unico romanzo di Baricco che possiedo: Seta.
    Era appena ca ...(continue)

    Avevo appena finito di scrivere l'ennesima scrupolosissima recensione quando, seduta sul letto, con gli occhi che seguivano i caratteri stampati e le palpebre pesanti, cominciai a leggere l'unico romanzo di Baricco che possiedo: Seta.
    Era appena calata la sera, e nella mia città, aveva appena cominciato a cadere una pioggia sottile. Il buio aveva sommerso persino la luce fioca dei lampioni ed io, con le incasinate canzoni di Emis Killa sparate nelle orecchie, che si diffondevano dal mio immancabile iPod, mi sono imbarcata in una storia che, qualche mese fa, era stata mia compagnia di viaggio per qualche oretta. Con il tempo scandito da un regolare tic tac e in sottofondo, le voci fragorose e indistinte di qualche presentatore alla televisione, un uomo che ama "assistere"alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla, sarà colui che mi narrerà la sua storia. Si avvierà lungo la strada dell'ignoto, per raggiungere così quel giusto fine, che possa appagarlo del tutto.
    In un epoca suggestiva e quasi onirica, in cui l'illuminazione elettrica era ancora un'ipotesi e Abramo Lincoln, dall'altra parte dell'Oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine, il protagonista è un agricoltore di bachi da seta. Compra e vende banchi quando il loro essere banchi consisteva nell'essere minuscole uova, di color giallo o grigio, immobile e apparentemente morte, che solo sul palmo di una mano se ne potevano tenere a migliaia.
    Innamorato della moglie ma desideroso di un equilibrio mentale, considerato da tutti come un truffatore, come qualcuno che ha addosso una specie d'infelicità, professando un sogno irraggiungibile e viaggiando tra le ricche terre del Giappone, conduce una vita di una piattezza desolante, simile a un interminabile crepuscolo. E, con una vaga inclinazione al pessimismo, il suo mondo verrà ben presto stravolto da qualcosa di inaspettato ma bello. Da una meteora incandescente, che improvvisamente prende fuoco. Bellezza e luminosità.
    Il loro incontro sarà il preludio di un amore impossibile, estremamente candido e semplice, fra due giovani dall'animo sensibile e tormentato. Un'iniezione di vita dalle tonalità drammatiche e intense che inonderà di luce, il fosco e tetro paesaggio della vita di ognuno di loro.
    La sua apparizione è come quella di uno stormo di uccelli che riempiono, all'improvviso, il cielo. Esplosi via dalla terra, di ogni tipo, stupefatti, impazziti come una nube di colori sparati nella luce e di suoni, attorno.
    Con il volto da ragazzina, gli occhi dal taglio orientale, perfettamente muti e lontani da secoli, il protagonista Hervé si troverà coinvolto in cose che sconvolgeranno il suo universo personale. Con la sua dolcezza e bontà d'animo è penetrata sino in fondo alla sua anima, ha preso la sua verginità emotiva, con pazienza e amore, conferendogli in parte quel senso di conforto che tanto desiderava. Hervé, infatti, con rammarico scopre che, senza di lei, non saprebbe come vivere. La sua dolce giapponesina è la sola con cui desidera condividere tutto, un futuro certo e necessario senza la quale nulla avrebbe alcun senso.
    Gli ruberà il cuore senza raccontargli la sua storia. Una storia che sfugge dalle mani, come una lanterna arancione che scompare nella notte. Piccole luci in fuga.

    Per mille volte cercò gli occhi di lei, e per mille volte lui trovò i suoi. Era una specie di triste danza, segreta e impotente. Hervé Jancour la ballò fino a tarda notte...

    Il loro è un amore che fortifica ma distrugge, li rende liberi di sconsiderate colpe che s'addossano sulle spalle come pesanti fardelli e vivono un amore nocivo. Forte. Intenso. Un amore simile a quello di una tragedia shakespeariana, piena di strazio e drammaticità, dove la felicità che rincorrono non è altro che un sogno.
    Il romanzo di Baricco, con alle spalle anni di carriera nel mondo della letteratura, è un po' di tutto questo. La vivida e intensa manifestazione di un amore profondo e appassionato. Terribilmente realistico. Dolorosamente sentito, che trasuda dalle pagine di uno delle migliore letture che feci nel 2013. Quest'opera, consacra quest'autore come una sorta di Shakespeare moderno poiché esamina le contrapposizioni che possono sorgere fra l'amore spontaneo, appassionato ma non del tutto libero fra due giovani, e con una storia bruciante di passione e intensità riesce a colpire per il modo in cui essa riesce a realizzarsi e a sottrarsi al destino.
    Tragico, delicato, realistico, terribilmente sensibile e poetico è il racconto bruciante dell'amore di due giovani. Il loro inizio e la loro fine. Una straordinaria suggestione, un quadro raffinato e prettamente realistico che non potrà non spostarsi nei nostri ricordi. Indelebile come un tatuaggio.

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    Gresi said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

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    Un libro essenziale. Una storia secca eppure pregna di significato. Pochi tratti, frasi brevi. Non la descrizione di emozioni ma il racconto di fatti, di azioni, la storia e poco altro. Un baricco inconsueto, più secco e pratico, eppure sempre lo ste ...(continue)

    Un libro essenziale. Una storia secca eppure pregna di significato. Pochi tratti, frasi brevi. Non la descrizione di emozioni ma il racconto di fatti, di azioni, la storia e poco altro. Un baricco inconsueto, più secco e pratico, eppure sempre lo stesso nella ricerca estetica e quasi barocca della prosa aulicamente poetica, ritmicamente melodiosa, armonica fino ai confini del ocncetto stesso di prosa, sia a livello sintattico che lessicale. Il libro è piccolo ed è agevole da leggere quanto la storia che racconta, ha una strama ben strutturata e incuriosische, lasciando la giusta suspence, trattenendo il lettore fino al suo epilogo, tutt'altro che banale. E' una storia d'amore e sull'amore, una vicenda universale e poco originale, ma trattata con viva partecipazione, grande senso del delicato letterario, ricca di personaggi dai tratti essenziali, e di luoghi ugualmente abbozzati, col fine di restituire alla scrittura e al plot la sua posizione predominante, da protagonista. E se la scrittura è fatta di frasi brevi, pochi aggettivi ridondanti, orpelli tutti sostanziali, quel che resta è la dimensione del ritmo narrativo e di una certa sensazione di base, quasi assimilabile a un silenzio di fondo, che rende placida la lettura e similmente appagato lo stato d'animo del lettore.

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    Johnny said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

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    Setacciavamo la merda di elefante e alla fine, forse stanca, Elvira mi ha chiesto, dimmi di nuovo perché lo facciamo, puzza, è brutta, non sarebbe meglio cercare l'oro direttamente nell'oro? Non lo so se vuoi smettere smetti, vai a riposare mi rendo ...(continue)

    Setacciavamo la merda di elefante e alla fine, forse stanca, Elvira mi ha chiesto, dimmi di nuovo perché lo facciamo, puzza, è brutta, non sarebbe meglio cercare l'oro direttamente nell'oro? Non lo so se vuoi smettere smetti, vai a riposare mi rendo conto che è frustrante. No, ti do una mano, ha detto lei, vorrei capire però perché. Non lo so, ho detto io, mi trovo meglio a cercare tra lo schifo, non ci posso fare niente, inoltre ricordi cosa abbiamo trovato quella volta? Sì me lo ricordo ma è stato tempo fa. Non fa niente, ho detto io, se abbiamo trovato qualcosa una volta forse troveremo di nuovo. Va bene, ha detto lei, due pop corn? Certo, due pop corn mentre setacciamo la merda sono perfetti, soprattutto se troviamo qualcosa saranno pop corn speciali. Ok, ha detto Elvira, vado e torno. Ok, ho detto io, io continuo. Quando è tornata l'ho vista pensierosa, cosa è successo?, niente, fa lei, mi chiedevo solamente se sei sempre stato un elefante. No, ho detto io, sono stato anche un pesce e proprio di recente Krakovia mi ha detto che per due anni sono stato una tartaruga. Tra il pesce e l'elefante? Già.

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    (skate) said on Jul 15, 2014 | 1 feedback

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    di questo racconto mi rimane il ricordo di una bellissima lettera

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    Simona said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una lettura breve e scorrevole ma piena di emozioni intense. Crea un'atmosfera magica e leggera, davvero bello.

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    Salvezzetemporanee said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

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