Setenta acrílico treinta lana

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Publisher: Alpha Decay (Héroes modernos,17)

3.0
(833)

Language: Español | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German

Isbn-10: 8492837349 | Isbn-13: 9788492837342 | Publish date:  | Edition 1

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Desde la muerte de su padre, bajo un invierno en Leeds que no termina, Camelia, la joven protagonista del debut literario de Viola Di Grado, avanza con pasos silenciosos por un mundo ajeno y cerrado. Mundo del consumo definitivo y de las conductas estereotipadas, donde la libertad se cifra en un cubo de basura, como enigma, o en la locura de una madre que perdió al marido y la razón en un mismo día. En ese largo invierno, Camelia aprende que en la lengua, y en la prosa de la novela, en la ironía de un texto que vuelve obsesivamente sobre sí mismo, descansa la única reserva de esperanza. En su mundo adolescente, la ropa, la moda, las compras, los vestidos, los sueños, todo se presenta desfigurado, roto, informe, un prêt à porter de la desesperanza. Sin embargo, un día Camelia conoce a Wen, un joven chino que empieza a enseñarle su idioma. Los ideogramas, asignando nuevos significados a las cosas, abrirán un resquicio de belleza y misterio en su vida oscura.
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  • 1

    Libro molto strano, letto a fatica. Mi ha lasciato un senso di vuoto abbandono,incomprensibili i dialoghi utilizzando il linguaggio degli sguardi.
    Il finale non porta a nulla anzi al non ritorno. ...continue

    Libro molto strano, letto a fatica. Mi ha lasciato un senso di vuoto abbandono,incomprensibili i dialoghi utilizzando il linguaggio degli sguardi.
    Il finale non porta a nulla anzi al non ritorno.

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  • 4

    Di questo romanzo mi ha colpito l'uso della lingua insolito e espressivo. L'idea che è la chiave di ogni parola, catturata dalla scrittura cinese in ideogrammi, è la cosa avvincente del romanzo tutto ...continue

    Di questo romanzo mi ha colpito l'uso della lingua insolito e espressivo. L'idea che è la chiave di ogni parola, catturata dalla scrittura cinese in ideogrammi, è la cosa avvincente del romanzo tutto pieno di parole cinesi. Un esempio: la chiave della parola odio è la notte nel cuore.
    In un certo senso un italiano si sente fuori della porta della piena comprensione delle parole e dell'esistenza a contatto con una lingua così bella, e soprattutto con una scrittura così ricca, misteriosa, eccessiva, sfuggente, mai del tutto interiorizzabile. Uno studente fatica a trovare le chiavi giuste e a capire l'idea che rende ogni parola magica e quasi un mondo a sè, certamente più espressiva di una semplice parola europea. La prima parte del romanzo è particolarmente bella. In un certo senso anche la storia mi è sembrata funzionale alla scrittura e alla parola e alla sua forma: la madre che non parla, i vestiti storpiati che assomigliano alle parole cinesi scritte male. La storia non mi pare molto importante. La cosa bella è il come, è l'espressione di un malessere interiore che forse è distanza dal senso vero delle cose (e quindi delle parole) che trova voce in una storia un po' storta e rappezzata come i vestiti cuciti male con pezzi di altri vestiti. La storia d'amore con il cinese sembrerebbe in grado di dare un po' di senso a tutte quelle parole e di raddrizzare le cose invece si storpia anche quella.Certo, la protagonista grazie a quel modo tutto originale di raccontare sembra al lettore capace di tutto e quindi anche di vivere una esperienza estrema, insensata, assurda. La storia secondo me è zoppicante e poco comprensibili sono i rapporti tra i personaggi, in primis tra i due fratelli. Lo sviluppo anziché spiegare rende il tutto più oscuro e incomprensibile. Il finale non apre spiragli ma sembra chiudere porte anche se potrebbe aprire spiragli. La storia non mi ha colpito, anzi.
    Però devo dire che la scrittura mi ha affascinato.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Mi ha lasciata un po' confusa.
    La scrittura mi ha avvinta e la storia, costituita da lugubri spirali e piani storti, anche.

    Mi restano numerose perplessità:

    - il numero di volte in cui è nominata la ...continue

    Mi ha lasciata un po' confusa.
    La scrittura mi ha avvinta e la storia, costituita da lugubri spirali e piani storti, anche.

    Mi restano numerose perplessità:

    - il numero di volte in cui è nominata la città di Leeds manco avessi un problema con la memoria a breve termine
    - il numero di volte in cui compare il termine "sverginare", un po' come quando un bambino impara una parola nuova e la ripete in continuazione adattandola ad ogni contesto: la penna che scrive svergina il foglio, la forchetta che infilza svergina il broccolo, eccetera.
    - Il coito espresso con termini relativi all'uso della lavatrice: apertura di oblò e centrifuga. La protagonista traduce manuali d'uso delle lavatrici, però non si può sentire, è infantile, banale, scontato e di pessimo gusto.
    - il senso generale di morte e distruzione
    - il finale: nei libri che, sul finale, ci svelano una realtà assai diversa da quella appena raccontata, di solito vengono disseminati dettagli e passaggi che, riletti, con il senno di poi, possono dare nuovo senso alla vicenda. Qui non ci sono. Quindi non c'è gioco con il lettore, che viene messo a conoscenza del fatto che la voce narrante ha distorto la realtà della serie "uuuh lettore quasi dimenticavo! Ho mentito!". Non si fa.

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    2

    Su cui meditare...

    Un libro certo non felice. Traumi, psicologia malata e contorta dei personaggi, finale drammatico, ma in complesso lo definirei proprio un libro bellino. Ti rendi conto di come i traumi della vita qu ...continue

    Un libro certo non felice. Traumi, psicologia malata e contorta dei personaggi, finale drammatico, ma in complesso lo definirei proprio un libro bellino. Ti rendi conto di come i traumi della vita quotidiana (anche i più banali a volte) possano attaccare, infierire e stravolgere la nostra mente. Bello e da da pensare.

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    1

    Mi risulta difficile recensire questo libro, letto così a fatica.
    La storia ha una scrittura particolare a tratti ironica ma dei personaggi noiosi e strambi, soprattutto la protagonista Camelia.
    Tanta ...continue

    Mi risulta difficile recensire questo libro, letto così a fatica.
    La storia ha una scrittura particolare a tratti ironica ma dei personaggi noiosi e strambi, soprattutto la protagonista Camelia.
    Tanta perplessità per il finale: nel giro di poche pagine tutto precipita, tutto cambia in maniera inaspettata.

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  • 3

    A distanza di anni lo ricordo ancora!!! Che strano libro, che trama assurda. Io lo consiglierei: è particolare, di sicuro rimane nella mente a dispetto del tempo!

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    2

    settanta si trenta mah

    Di questo libro mi è piaciuta l'ironia. Quel calcare anche visivamente su un'instabilità interiore (la cittadina grigia, la nebbia, l'inverno infinito, i bambini ladri quasi come uniche forme di vita ...continue

    Di questo libro mi è piaciuta l'ironia. Quel calcare anche visivamente su un'instabilità interiore (la cittadina grigia, la nebbia, l'inverno infinito, i bambini ladri quasi come uniche forme di vita del quartiere, le disgrazie grandi e piccole) quel rigirarsi fino alla fine in situazioni vischiose e appicicaticce che anche la scarsa igiene della casa e personale stanno facilmente a sottolineare. Affascinanti, per me che non ne so niente, i significati e le chiavi delle parole in cinese. Però a un certo punto del romanzo, che è piuttosto breve, ho avvertito la sensazione di forzatura in questa situazione di ricerca di stallo anche se ironico e per questo me ne sono un po’ stancata.

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