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Sette piccoli sospetti

Di

Editore: Fazi (Le vele 100)

3.9
(295)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 347 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Olandese , Francese

Isbn-10: 8864110917 | Isbn-13: 9788864110912 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Teens

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Descrizione del libro
Cos'hanno da confabulare sette ragazzini di dodici anni, in un angolo della piazzetta del paese? Semplice, stanno organizzando la rapina del secolo che cambierà per sempre le loro vite. "Di rapinatori della nostra età non s'è mai sentito", osserva Ranacci, il bastian contrario del gruppo. "È la sorpresa che sta dalla nostra, mica altro!", ribatte Billo, il capo. Per il resto, basta mettere il sonnifero nel caffè della guardia ed è fatta. In una primavera di fine anni Ottanta, il brancaleonesco progetto "criminale" del gruppo è però solo un assaggio, il primo lampo della tempesta annunciata da un sussurro che corre sulla bocca di tutti, da un pensiero che trova sbocco in una frase di paura: "È tornato il Messicano!". Nessuno sa perché fosse sparito nel nulla, anni prima, quando era il re della città e ogni traffico più o meno illecito passava per le sue mani. La fantasia dei sette ragazzini e dell'intero paese si accende e trema alla ricomparsa di questa figura leggendaria, l'Uomo Nero della cui esistenza i più giovani già iniziavano a dubitare, quasi fosse un'evanescente presenza partorita dal folclore locale. Sul filo dei desideri e delle paure inconsce dell'infanzia, Christian Frascella torna con un romanzo che diverte e commuove, trasformando in favola la piccola quotidianità e in mitologia le storie da bar di una provincia immaginaria, ancora per poco ingenua, mentre alle porte già bussa un'adolescenza nuova e misteriosa alla quale tutti, i bambini e il paese intero, dovranno cedere qualcosa.
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  • 4

    Frascella, quando si è presentato sulla scena editoriale con "Mia sorella è una foca monaca" mi ha dato l'idea di essere un cretino totale e quindi ciaociao.
    Frascella ha poi avuto l'ardire di scriver ...continua

    Frascella, quando si è presentato sulla scena editoriale con "Mia sorella è una foca monaca" mi ha dato l'idea di essere un cretino totale e quindi ciaociao.
    Frascella ha poi avuto l'ardire di scrivere un secondo libro e non ho potuto più ignorarlo.. Ho mandato al macello le pedine sacrificabili e l'ho fatto leggere a mia madre, a cui di solito faccio leggere quello che è piaciuto a me per poi parlarne (in realtà inizio a tormentarla durante la lettura: "Dove sei arrivata?"; "Bello, vero?"; "Sei già arrivata al punto in cui...?"; "Ma non vai avanti?" e via dicendo :D).
    Responso: Carinissimo.
    E allora -dopo un anno- mi sono decisa a leggerlo e mi sono ricreduta.. magari ci scappa anche la lettura del suo primo libro, valà!

    Parto però dalle cose che non mi hanno convinto affatto: come prima cosa, i sette ragazzini non sembrano comportarsi come dodicenni.. ho fatto una gran fatica ad associare la loro giovane età con i loro pensieri/azioni.. Ma forse questo è un mio limite perché a 12 anni ero una rincoglionita rara e non faccio proprio testo, oltre al fatto che non ho la minima idea di cosa voglia dire crescere nelle condizioni in cui si trovano queste povere anime.. fatto sta che una sensazione di disagio mi ha accompagnato per tutta la lettura.
    Un'altra cosa un po' tanto nì è quanto l'intera vicenda sia improbabile. E non mi riferisco all'idea della rapina in sé.. Dico proprio in generale: tutto il romanzo e il pilastro su cui è costruito.. Non dico di più per non fare spoiler, ma l'elemento di disturbo c'è e si sente pure bene!!
    Questo mi porta alla terza cosa che per me è stata un po' un "Per me è no Maria": la prevedibilità della fine. Il deus ex machina che interviene.
    Ok, non sto leggendo Proust ed è un libro leggero d'evasione.. Ma il 'meh' finale m'è scappato lo stesso!

    Cosa ho ADORATO del romanzo: l'amicizia e la fratellanza dei sette giovanissimi protagonisti. Tanto tanto love. Inizialmente i venti sembravano soffiare da tutta altra parte, invece questi ragazzi così diversi da loro, con un mare di difficoltà personali con cui lottare.. Mi hanno commosso tantissimo, e anzi, sono forse riusciti ad insegnarmi anche qualcosa! Già solo per questo secondo me è un romanzo che merita!
    Ma merita anche perché in fondo, quando Frascella si impegna, è un romanzo intelligente e divertente; l'attesa per la rapina poi.. Impareggiabile!
    Portatevi al mare Frascella quest'anno, vi saprà tenere buona compagnia!!

    ha scritto il 

  • 2

    Mi era stato detto, riderai
    - ancora sto ad aspettare
    vedrai il libro volerà
    - sì come no, al pari di un piccione con un'ala spezzata
    però è carino!
    - eh no! a me è parso brutto ma brutto brutto, scri ...continua

    Mi era stato detto, riderai
    - ancora sto ad aspettare
    vedrai il libro volerà
    - sì come no, al pari di un piccione con un'ala spezzata
    però è carino!
    - eh no! a me è parso brutto ma brutto brutto, scritto malino con la descrizione di un piccolo paesino del centro-sud che pare la centrale della malavita della penisola.

    Se potete statene alla larga

    4/10

    ha scritto il 

  • 1

    abbandonato a pag. 46....

    ....chiedendomi perchè Frascella è stato così tanto osannato e soprattutto perchè dovrei perdere tempo a leggere qualcosa di così insulso.

    troppi dialoghi, uso inutile di frasi che "sembrano" dialetto ...continua

    ....chiedendomi perchè Frascella è stato così tanto osannato e soprattutto perchè dovrei perdere tempo a leggere qualcosa di così insulso.

    troppi dialoghi, uso inutile di frasi che "sembrano" dialetto, periodi da tema di prima media, storiella da bambini, ecc.ecc.

    ha scritto il 

  • 3

    E il Libanese? Non lo invitiamo?

    Con questo romanzo ho avuto un rapporto di amore-odio tale che qualunque parere esprima nasce di per sé viziato. La polarità delle mie impressioni riflette, credo, la natura ibrida dell’opera, che ha ...continua

    Con questo romanzo ho avuto un rapporto di amore-odio tale che qualunque parere esprima nasce di per sé viziato. La polarità delle mie impressioni riflette, credo, la natura ibrida dell’opera, che ha del Bildungsroman, eppure scolora strada facendo, seminando input che, a mio avviso, non sono sempre sfruttati in modo adeguato.
    L’idea è molto (MOLTO) graziosa e, soprattutto nella prima parte, sollecita con facilità l’empatia del lettore. Poi ci si arena nell’esaltazione del Renegade del quartierino e il palloncino dell’interesse esplode senza gloria.
    Piacevole, ma non eccezionale.

    ha scritto il 

  • 4

    Perfetto

    Intreccio, trama, personaggi, profondità narrativa, suspense.
    È tutto bilanciato, è tutto fluido come maionese prima di impazzire. Quel grado di perfezione che nei romanzi sembra non esistere più. ...continua

    Intreccio, trama, personaggi, profondità narrativa, suspense.
    È tutto bilanciato, è tutto fluido come maionese prima di impazzire. Quel grado di perfezione che nei romanzi sembra non esistere più.

    ha scritto il