Sette storie gotiche

Di

Editore: Adelphi

3.7
(506)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 420 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco , Francese , Danese

Isbn-10: A000089075 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Alessandra Scalero

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , Cofanetto

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Sette storie gotiche?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    faticoso (a volte, specie nei primi racconti, anche inutilmente contorto ed oscuro) ma a tratti geniale (i miei racconti preferiti sono i sognatori e il poeta) e affascinante comunque per l'intera lun ...continua

    faticoso (a volte, specie nei primi racconti, anche inutilmente contorto ed oscuro) ma a tratti geniale (i miei racconti preferiti sono i sognatori e il poeta) e affascinante comunque per l'intera lunghezza. se dovessi raccontare con un'immagine la scrittura della Blixen sceglierei una grande, coloratissima vetrata liberty.

    ha scritto il 

  • 5

    La verità, insegna nell'ormai quasi sommerso fienile di Norderney Madamigella Malin ai suoi compagni di morte, è buona per i santi e per i ciabattini e certamente è l'ultima tra le virtù che il creato ...continua

    La verità, insegna nell'ormai quasi sommerso fienile di Norderney Madamigella Malin ai suoi compagni di morte, è buona per i santi e per i ciabattini e certamente è l'ultima tra le virtù che il creatore del mondo richiede a chi lo adori: il Dio che ha avuto tanto in odio la continuità da imporre all'uomo, per non annoiarsi, la tortura del tempo non può non preferire la beffa alla sincerità e non amare i ciarlatani di un amore incalcolabile, che alle anime oneste, piccole perché rinchiuse nel reale, rimarrà sconosciuto. Prima che a chiunque altro, ai bugiardi andrà il Paradiso: qualunque storia abbia scritto la sottilissima Sibilla per la quale il nome di Karen Blixen è stato al pari degli altri – Tanne, Tania, Osceola, Pierre Andrézel, Isak Dinesen... – un gioco, soltanto giocato più spesso, segue da questa beatitudine come il corollario dall'assioma. Dice un'altra gran dama incontrata nei dintorni, la Badessa del Convento di Seven, che fino alla caduta il mondo era piatto, il fondale del Signore, e che ad aggiungerci la terza dimensione fu il demonio, come dimostra il fatto che la mela fu la prima sfera. La perdita dell'innocenza è la nascita della prospettiva e dei suoi inganni, e il peccato dei nostri progenitori nient'altro che il tentativo di circuire Iddio; ma Iddio, che deliziandosi della profondità del falso capì quant'era sciocca la sua verità tutta visibile, si compiacque di esser stato beffato e benedì il peccato battezzandolo bellezza: straight is the line of duty, curved is the line of beauty.
    Come ogni eresia che si rispetti, la teologia della Baronessa rimette al centro Eva: di fronte a uomini la cui aristocrazia è devozione a ciò che è dritto, quadrato e piatto, adepti della santa semplicità degli scheletri e teatranti per accidente, ma mai per vocazione, stanno legioni di donne leggere come venti alisei, di volta in volta fanciulle sempre sul punto di trasformarsi in maschi e sempre costrette a restar femmine da un ultimo impercettibile arrossire, vecchie signore credute Maddalene e morte senza un bacio, Morgane da salotto che decenni di amori respinti hanno reso immortali. Dame della Tavola Rotonda del Possibile, le donne ritratte da Tanne (o Karen o Tania o Isak) custodiscono con la loro verginità – intatta anche quando è violata, dal momento che la donna che l'uomo conquista è comunque nient'altro che l'immagine riflessa della donna che resta nell'ombra – il rifiuto di abbassarsi alla realtà limitata di chi è veramente e soltanto chi dice di essere, perché sanno che nel sottrarsi al possesso, sia l'altrui che più insidiosamente il proprio, sta l'unica salvezza: che, come dirà Pellegrina Leoni (ovvero Olalla o Madama Lola), tutti a questo mondo dovrebbero esser più d'uno, e allora tutti, sì, tutti allora avrebbero il cuore in pace.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura incantevole, ricordo che l'A. è stata ineguagliabile nel raccontare storie fantastiche con densità culturale: ha il dono di far sprigionare dalla parola il suo significato più profondo. Sa evo ...continua

    Lettura incantevole, ricordo che l'A. è stata ineguagliabile nel raccontare storie fantastiche con densità culturale: ha il dono di far sprigionare dalla parola il suo significato più profondo. Sa evocare con maestria e dipingere con vivezza situazioni, stati d'animo, intrecci...

    ha scritto il 

  • 4

    Storie sublimi

    Karen Blixen, che scrittrice. Sorprende ogni volta per la sua ineguagliabile capacità di raccontare storie e mondi incantati, ricchi di fascino e nobiltà, sontuosi e ancestrali, ambigui e misteriosi. ...continua

    Karen Blixen, che scrittrice. Sorprende ogni volta per la sua ineguagliabile capacità di raccontare storie e mondi incantati, ricchi di fascino e nobiltà, sontuosi e ancestrali, ambigui e misteriosi. Signorile, nelle atmosfere e nel linguaggio, evocatrice di luoghi lontani e impolverate consuetudini, oscura e indisciplinata negli estri poliedrici, la Blixen fa deflagrare tutta la sua densità culturale ed esperienziale in mille rivoli narrativi, che si intersecano e si esaltano a vicenda. Il suo stile, impegnativo e al contempo inebriante, è impreziosito da questa mirabile traduzione di Alessandra Scalero (del 1936, lievemente rivista da Adriana Motti), che rende onore alla corposa e inesauribile sapidità della lingua italiana. Lettura incantevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho acquistato il libro dietro suggerimento del mio prof. di storia del liceo, quando gli dissi che avrei voluto fare una tesina di diploma sul gotico e sui vampiri. Non ero mai riuscita a leggerlo, lo ...continua

    Ho acquistato il libro dietro suggerimento del mio prof. di storia del liceo, quando gli dissi che avrei voluto fare una tesina di diploma sul gotico e sui vampiri. Non ero mai riuscita a leggerlo, lo vedevo troppo distaccato dal mio linguaggio abituale e da quello che ero solita leggere. Insomma, dopo sei lunghi anni l'ho rispolverato dalla libreria e mi sono ricreduta. Le prime storie si leggono molto volentieri, all'inizio bisogna un po' entrare nella storia e in quello che viene considerato il "fiabesco" della Blixen. Una metafora e un personaggio ne aprono un altro, rincorrendosi sempre con il racconto di nuove storie e vicende che lì per lì sono distaccate le une dalle altre ma che si richiudono in un circolo vizioso solo alla fine del racconto. I miei preferiti sono stati "Diluvio a Norderney" e "Le strade intorno a Pisa" e francamente ho trovato troppo onirico l'ultimo, "Il Poeta". Non vi ho trovato molto del gotico, se non ne "La cena a Elsinore" e "I sognatori".

    ha scritto il 

  • 0

    Premetto che sono un' appassionata di storie gotiche con tanto di fantasmi gementi, castelli diroccati, atmosfere tenebrose e così via lugubramente elencando. Non conoscevo la Blixen come scrittrice ...continua

    Premetto che sono un' appassionata di storie gotiche con tanto di fantasmi gementi, castelli diroccati, atmosfere tenebrose e così via lugubramente elencando. Non conoscevo la Blixen come scrittrice di questo genere, per cui ho comprato il libro con una certa diffidenza, non nei confronti dell' autrice- che è sicuramente grande- ma per questo suo excursus nel gotico, che mi sembrava molto lontano dalle sue corde. Non mi sbagliavo: di gotico c’ è veramente pochissimo, ma i racconti sono dei veri gioielli, di stile, di eleganza, di riflessioni talmente sfaccettate da ricordare un caleidoscopio magico in cui i pensieri dell’ uno si rinfrangono nell’ anima dell’ altro, attraverso un dialogo di percezioni squisitamente elaborate e splendidamente rese, tipiche di un’ epoca che non è la nostra. Una lettura elegante e raffinata.

    ha scritto il 

Ordina per