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Sexus

Di

Editore: Mondadori

3.8
(315)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 688 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 880435853X | Isbn-13: 9788804358534 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Oddera

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    毫無掩飾的自白.能如此完整而完全坦白的頗析腦中的意識流,且思考並涵蓋所有人類活動的面向.深切又準確.譬喻絕妙.
    關於作者生活中那些醜惡的一面,也赤裸裸的呈現在書中.也許讀來不甚舒服,但這就是生活中要面對的,那些醜陋的一面.能面對和接受自己性靈中那些黑暗的一面,需要莫大的勇氣.
    可惜這個版本翻譯的沒那麼流暢,校正也沒有做好,筆誤很多.

    ha scritto il 

  • 5

    Insopportabile come dopo averci dato dentro talvolta più volte in uno o in un paio (ma mai di più) di dentro-di-donna e l'esserselo sentito insensibile come un manicotto di gomma e l'esserselo lavato al rubinetto ci metta il borotalco!|

    Cos'è, una ascella, che ci mette il borotalco?
    Il romanzo ha una potenza tutta sua, completamente stilistica, bellissima, perciò non voglio dirne nulla e dico giusto qualcosa della cosa meno importante: la storia. C'è un uomo che divorzia e che si risposa. Fine della storia. L'uomo in quest ...continua

    Cos'è, una ascella, che ci mette il borotalco?
    Il romanzo ha una potenza tutta sua, completamente stilistica, bellissima, perciò non voglio dirne nulla e dico giusto qualcosa della cosa meno importante: la storia. C'è un uomo che divorzia e che si risposa. Fine della storia. L'uomo in questione (qui già si entra in una delle digressioni, ce ne sono a miliardi e ognuna vale miliardi) lavora per una azienda di telegrammi, ma non si capisce bene quando e come ci lavori e perché ce lo lascino lavorare, e sta sempre a chiedere prestiti agli amici, ai conoscenti, alle donne con cui fa sempre inevitabilmente sesso e l'impressione, mia, è che di sesso non ne abbia poi fatto tanto, questo H. M., altrimenti non ricorderebbe così alla perfezione ogni volta, ma qui già sto dicendo qualcosa di troppo, sulla magnifica potenza di invenzione di Henry Miller. L'uomo va pazzo per Dostoevskij e ha scritto una lettera a Hamsun e Hamsun, o la sua segretaria, una volta gli ha pure risposto. Ah, che romanzo smisurato e, a leggerlo bene, senza un vero inizio e senza una vera fine, e con tanta di quella robaccia new-age sulla sessualità panpsichica da fartelo sbattere contro il muro decine di volte, ma è tutto scritto così bene, coi i suoi cieli cupi come il fondo delle provette e le strade di frangipane che sanno pure di porro e di scalogno, che gli concedi qualsiasi cosa a questo chiacchierone sincero&infedele (che endiadi devastante e epocale) che parla, parla, parla, ma che parli pure, purché scriva, scriva, scriva, scriva sempre più.

    ha scritto il 

  • 3

    Frasi dal libro

    “Quando la vidi la prima volta, nella sala da ballo, doveva essere un giovedi sera. mi presentai al lavoro la mattina seguente, dopo un’ora o due di sonno, con l’aspetto di un sonnambulo. La giornata trascorse come un sogno”


    http://frasiarzianti.wordpress.com/2014/03/14/sexus-h-miller/ ...continua

    “Quando la vidi la prima volta, nella sala da ballo, doveva essere un giovedi sera. mi presentai al lavoro la mattina seguente, dopo un’ora o due di sonno, con l’aspetto di un sonnambulo. La giornata trascorse come un sogno”

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2014/03/14/sexus-h-miller/

    ha scritto il 

  • 3

    Libro strano, particolare.....

    Un' ammucchiarsi di cose, storie, personaggi. Il mio giudizio si divide in due parti. La prima riguarda i dialoghi, stupendi. La seconda riguarda le introspezioni, i soliloqui filosofici, etc...., di una noia mortale. Addirittura spesso senza un filo logico. Nel complesso un bel libro se non fo ...continua

    Un' ammucchiarsi di cose, storie, personaggi. Il mio giudizio si divide in due parti. La prima riguarda i dialoghi, stupendi. La seconda riguarda le introspezioni, i soliloqui filosofici, etc...., di una noia mortale. Addirittura spesso senza un filo logico. Nel complesso un bel libro se non fosse per quelle pagine dove l'autore entra in paranoia con se stesso.

    ha scritto il 

  • 5

    Se è vero che Henry Miller o lo ami o lo odi, questo è ancora più vero per Sexus, l’estremizzazione della sua scrittura.


    Pubblicato nel 1949 da Longanesi, è il racconto autobiografico della sua vita a New York prima di trasferirsi a Parigi. Primo dei tre libri che andranno a comporre la tr ...continua

    Se è vero che Henry Miller o lo ami o lo odi, questo è ancora più vero per Sexus, l’estremizzazione della sua scrittura.

    Pubblicato nel 1949 da Longanesi, è il racconto autobiografico della sua vita a New York prima di trasferirsi a Parigi. Primo dei tre libri che andranno a comporre la triologia della Crocifissione in Rosa, che Miller avrebbe voluto raccolti in un solo romanzo (gli altri due sono Plexus, del 1952 e Nexus del 1960), questo racconto autobiografico è la perfetta rappresentazione della poetica dello scrittore statiunitense: racconti banali di vita quotidiana, descrizioni dettagliate di rapporti sessuali e… Illuminazioni di vita.

    Henry è sposato con Maude, una donna tranquilla e noiosa, dalla quale ha una bambina. Si innamora però di Mara (che poi verso la fine del libro cambierà nome in Mona), una taxi girl (una compagna di ballo nelle sale da ballo newyorkesi) passionale e misteriosa. Intorno a loro ruotano i personaggi più disparati, amici di Henry e icone di una New York che cerca di riprendersi dalla Grande Guerra.

    Tutto qui, la trama non si sviluppa in nessun altro modo. Quello che è incredibile di questo libro non è quello che succede, ma Henry stesso. La sua visione del mondo, i suoi pensieri, le sue considerazioni… Su tutto: amore, amicizia, sesso, arte…

    Molti non lo hanno finito, giudicandolo noioso. Molti l’hanno chiuso indignati per le descrizioni minimali di amplessi. Io non li capisco. Se lo giudicate noioso siete anime spente; se siete così moralisti da accusare Henry Miller di pornografia, siete bigotti e tristi. Il sesso di Miller è sempre passione, sempre eccitazione, di un umanità talmente semplice e condivisa da essere poetica. In confronto i libri della James sono romanzi rosa. Henry Miller è anche amore per il sesso, perché no?

    Se siete anime stellari bisognose di luce… Questo libro è una supernova.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissime riflessioni sulla società, sull'uomo e profondi discorsi sull'arte e sulla letteratura intervallati o filtrati dal sesso. Perché, parliamoci chiaro, l'uomo questo chiodo fisso in testa ce l'ha sempre. Inutile negarlo. Quindi: sesso e Dostoevskij, il binomio perfetto per l'uomo completo ...continua

    Bellissime riflessioni sulla società, sull'uomo e profondi discorsi sull'arte e sulla letteratura intervallati o filtrati dal sesso. Perché, parliamoci chiaro, l'uomo questo chiodo fisso in testa ce l'ha sempre. Inutile negarlo. Quindi: sesso e Dostoevskij, il binomio perfetto per l'uomo completo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un autentico torrente literario. Hay momentos en los que parece que te va a estallar la cabeza si continuas leyendo. Al finalizar el libro tienes una necesidad imperiosa de vivir experiencias, lastima haberlo leído ahora y no cuando tenía 20 años.

    ha scritto il 

  • 0

    sexus

    Un percorso in cui il sesso invece d'essere la scoperta di un'interiorità discorsiva, diventa una lama con cui si incide un ventre per tirarne fuori le interiora. Sesso come impossibilità della soddisfazione del desiderio, forza mal funzionante, spinta verso un'uscita che non si affaccia sul nien ...continua

    Un percorso in cui il sesso invece d'essere la scoperta di un'interiorità discorsiva, diventa una lama con cui si incide un ventre per tirarne fuori le interiora. Sesso come impossibilità della soddisfazione del desiderio, forza mal funzionante, spinta verso un'uscita che non si affaccia sul niente...

    ha scritto il 

  • 5

    Il più grande scrittore 'carnalista' del XX secolo

    "Les élans du coeur m'étaient devenus tout à fait désagréable. Je préférais ceux du corps, tout simplement. Il faut s'en méfier énormément, du coeur" (Céline)


    "Ci sono romanzi che tendono a discendere non nella camera interna della psiche (romanzi di cuore), o nel tabernacolo del pensiero ...continua

    "Les élans du coeur m'étaient devenus tout à fait désagréable. Je préférais ceux du corps, tout simplement. Il faut s'en méfier énormément, du coeur" (Céline)

    "Ci sono romanzi che tendono a discendere non nella camera interna della psiche (romanzi di cuore), o nel tabernacolo del pensiero (romanzi di testa), bensì verso le profondità del corpo (romanzi di pancia). Si immergono dentro la cavità boccale per vedere che cosa succede ai livelli più profondi del nostro sistema articolatorio, là dove le parole si formano nella nostra gola; o verso l'alto, dove tre colpetti della lingua contro il palato annunciano il suono "Lo-li-ta". O sempre più giù, verso le parti genitali, durante quei momenti di illuminazione carnale dove, nelle parole di Henry Miller, "par quasi che sia il pene a pensare in vece tua".
    Ci sono dei passi in Miller dove la prosa non imita il battito del cuore, come accade spesso nella letteratura cosiddetta romantica, ma il fremito di un nervo, la tensione di un muscolo, la pulsazione del sangue, un brivido lungo la spina dorsale, il ritmo del respiro, tumescenza, singhiozzi, peti, bestemmie soffocate, il suono interrotto, lo stridio, i gemiti del pianto. Sono dei passi che tendono idealmente a trasformare il dolore o il piacere fisico non nel signifié ma nel signifiant della prosa, una prosa in cui la carne trascrive se stessa direttamente sulla pagina, dove non c'è pensiero o emozione ma un tentativo di trascrizione diretta della sensazione fisica.
    "Dostoevskij non si era spinto abbastanza oltre. Io approvavo le pagine completamente inintelligibili. Bisognava essere eccentrici! La gente ne ha avuto abbastanza di intrecci e di personaggi. Gli intrecci e i personaggi non fanno la vita. La vita non si trova al piano di sopra: è qui, in questo momento, ogni volta che si pronuncia la parola, ogni volta che ci si lascia andare. Quattrocentoquaranta cavalli vapore in un motore a due cilindri sono la vita..."
    Scrive G. Almansi nell'introduzione al libro:
    "La partizione tra «sessualità» e «sensualità» non funziona con questo scrittore. Prendiamo il più bell'incontro sessuale del romanzo: quello con la moglie, Maude, da lui abbandonata per seguire la donna del mistero, Mona. In un tardivo risveglio di passione in Maude e di foia in Henry, i due si abbandonano a una lunga e complessa scopata in cui Henry, ardente nelle parti genitali ma gelido in quelle cerebrali, vuole ottenere il massimo piacere col minimo coinvolgimento emozionale.
    «Mi controllavo con un tal sangue freddo che, mentre lei passava per i suoi spasmi, glielo manovrai dentro come un demonio, in su, di lato, giù, dentro, fuori di nuovo, affondando, indietreggiando, calcando, sbuffando, e assolutamente certo che non sarei venuto fino a quando non fossi stato perfettamente a punto e pronto, accidenti».
    Maude, sfinita dalla durata dell'amplesso, lo prega di arrivare al porto dell'orgasmo, ma lui continua a darci giù di brutto ma freddamente. Lei è sul letto: «Mentre giaceva lì come un sacco d'avena, ansimando, sudando, totalmente indifesa, totalmente esausta, adagio e con deliberazione continuai a manovrare l'asta avanti e indietro; e quando mi fui goduto l'hamburger, la purea di patate, il sugo e tutte le spezie, le iniettai sull'imboccatura dell'utero una dose che la fece sussultare come una scarica elettrica».
    Certo, qualsiasi femminista avrebbe facile gioco nel condannare un passo come questo, con l'uomo oppressore in perfetto controllo e la donna vittima che deve accettare il ritmo e i tempi imposti dal partner.
    Ma la potenza immaginativa del passo è innegabile; e c'è una grande forza metaforica e poetica nella metafora del gravy, del sugo, come fluidità del corpo d'amore e del corpo del mondo e del sangue e dei fiumi e della vita e del seme e del flusso mestruale e della linfa e della corrente della vita che passa attraverso le gambe di una donna («Tutti gli uomini con cui è stata e ora tu, proprio tu, e le chiatte che passano, alberi e scafi, tutta la maledetta corrente della vita che fluisce in lei»: questa è Germaine, una delle più felici figure di prostitute in Tropico del Cancro).
    «Anch'io amo tutto ciò che scorre: fiumi, fogne, lava, sperma, sangue, bile, parole, frasi. Amo il liquido amniotico quando sprizza dal suo sacco. Amo il rene coi suoi calcoli dolorosi e la renella e roba simile: amo l'orina che si versa calda e lo scolo che scorre all'infinito; amo le parole degli isterici e le frasi che si riversano come dissenteria e rispecchiano tutte le immagini morbose dell'animo; amo tutti i grandi fiumi...». L'immensa energia del libro e del protagonista, il desiderio di vivere, come dire, «molto», di fare esperienza di ogni minuto della vita, è accompagnata da una insensibilità psicologica disumana e da una sensibilità sensuale raffinata, da gourmet di tutte le sensazioni."
    Nelle sue pagine migliori Miller è il contrario di un pornografo, per cui ogni congresso sessuale è in fondo uguale al precedente e uguale al seguente, nonostante tutte le varianti di orifizi o di tecnica. No, Miller si sforza di comunicare l'unicità di ogni accoppiamento, quando c'è, appunto, una scintilla di passione o di interesse.

    Splendida dichiarazione di poetica in Sexus:
    La cosa più importante per il genio consiste nel rendersi inutile, nel lasciarsi assorbire dalla corrente comune, nel
    divenire nuovamente un pesce e non uno scherzo di natura. Il solo vantaggio, mi dissi, che lo scrivere avrebbe potuto offrirmi, sarebbe consistito nell'eliminare le differenze che mi separavano dal mio simile. Senz'altro non volevo diventare l'artista, nel senso di divenire qualcosa di estraneo, qualcosa di separato e di escluso dalla corrente
    della vita.
    Il più bell'aspetto dello scrivere non consiste nella fatica materiale di accostare parola a parola, di porre mattone su mattone, ma nei preliminari, nel lavoro preparatorio, che si svolge in silenzio, in ogni circostanza, tanto nel sogno quanto nello stato di veglia. In breve, nel periodo di gestazione. Nessuno scrive mai quel che intendeva dire: la creazione originaria, che ha luogo continuamente, si scriva o non si scriva, appartiene al flusso primario: non ha dimensioni né forma né contiene l'elemento tempo. In questo stadio preliminare, che è creazione e non nascita, quanto scompare non viene affatto distrutto; qualcosa che già esisteva, qualcosa di imperituro, come la memoria, o la materia, o Dio, viene evocato, e in esso ci si scaglia, come si scaglia un ramoscello in un torrente. Parole, frasi, idee, non importa quanto sottili o ingegnose, i voli più folli della poesia, i sogni più profondi, le visioni più allucinanti, non sono altro che rozzi geroglifici cesellati nella sofferenza e nel dolore per commemorare un evento non comunicabile. In un mondo intelligentemente ordinato non esisterebbe alcuna necessità di compiere tentativi irragionevoli per mettere sulla carta eventi così miracolosi. Invero, la cosa non avrebbe alcun senso, poiché, se soltanto gli uomini si dessero la pena di rendersene conto, chi mai si accontenterebbe del contraffatto quando il reale fosse a portata di mano di ognuno? Chi mai vorrebbe fare scattare un interruttore e ascoltare Beethoven, ad esempio, se fosse possibile sperimentare personalmente
    le estatiche armonie che Beethoven così disperatamente si sforzò di registrare?
    Una grande opera d'arte, semmai riesce a compiere qualcosa, serve a ricordarci, o meglio, diciamo, a farci sognare, tutto ciò che è fluido e intangibile. Vale a dire, l'universo. L'universo non può essere capito; può soltanto essere accettato o respinto. Se lo accettiamo, ci sentiamo colmare di una nuova vita; se lo respingiamo, ci sentiamo sminuiti. Qualunque cosa esso sembri essere, non è; è sempre qualcosa di più per il quale l'ultima parola non sarà mai detta. È tutto ciò che poniamo in esso per la brama di quel che neghiamo ogni giorno della nostra vita. Se accettassimo noi stessi altrettanto completamente, l'opera d'arte, e in effetti l'intero mondo dell'arte, morirebbero di denutrizione. Ognuno di noi si muove senza servirsi dei piedi per almeno alcune ore al giorno, quando ha gli occhi chiusi e il corpo prono. Un giorno, ogni
    uomo sarà padrone dell'arte di sognare ad occhi aperti. Molto tempo prima che ciò accada, i libri cesseranno di esistere, poiché quando gli uomini sapranno essere completamente desti e sognare, le loro capacità di comunicazione (gli uni con gli altri, e con lo spirito che tutti li muove) saranno state talmente potenziate da far sembrare gli scritti qualcosa di simile ai farfugliamenti aspri e rauchi di un idiota.

    ha scritto il 

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